Health

Mad Pride ovvero la libertà di vivere il proprio disagio psicologico

"La mia malattia è la mia essenza, e non ne ho più vergogna" (un “matto” del repartino dell’Ospedale Molinette di Torino).
Mad pride è un'organizzazione informale - apartitica e non confessionale - composta da persone che rivendicano la libertà di vivere il proprio disagio psichico senza essere per questo emarginati, sedati o rinchiusi. Ognuno di noi (e di voi...) attraverso la propria "diversità psichica" rende noto il proprio modo di relazionarsi con il mondo, di cui è specchio. Pretendere di risolvere il disagio psichico solo somministrando psicofarmaci ci appare come il modo migliore per cancellare ogni speranza di soluzione dei problemi.
Ma più che dibattere su temi "alti", quello per cui Mad Pride vuole battersi è una manifestazione ricorrente per la difesa dei diritti dei “diversamente normali". Sogniamo infatti una "Dichiarazione dei diritti del pazzo", troppo spesso violati: il pazzo non è irresponsabile per natura, lo è perché non gli viene offerta nemmeno la possibilità di una qualsivoglia responsabilità. A decidere "chi sia" il malato mentale è sempre una figura di potere: persone che decidono le sorti di altre persone. Il disagio è tra noi, solo chi ha frequentato un gruppo di mutuo-aiuto può essersene reso conto: i membri del gruppo sembrano così normali nella loro "diversità"... quanti come loro vi sono per le strade, "malati" senza saperlo?
Quanto disagio ci portiamo addosso, nella nostra vita di tutti i giorni, senza neppure rendercene conto? Molti di noi, cittadini "normali" faticano a chiedere aiuto, perchè il "pazzo " è sempre l'altro...
Mad pride sogna pazzi orgogliosi di essere tali, e soprattutto persone normali che comprendano che siamo tutti "un po' pazzi", e che chiedere aiuto per vivere meglio la propria diversità non significa necessariamente "etichettarsi" per tutta la vita.
La follia - da sempre - è stata la porta d'entrata di ogni risveglio, concetto assai ingombrante in una civiltà assonnata e narcotizzata come quella in cui stiamo vivendo.
L'iniziativa Mad Pride nasce a Torino. Un corteo in centro città, pacifico e colorato, che ha per simbolo una girandola. La girandola è "preda" dei venti come i matti sono preda delle loro follie, si muove grazie al loro soffio ma non per questo è priva d'identità.
Inoltre la nostra girandola ha i "petali" colorati, una confusione di colori che ricorda un po' quella della psiche di tutti noi, ma che è anche un inno alla difesa della diversità. La nostra idea è di realizzare con l'aiuto di un fornitore che prenda a cuore l'iniziativa delle vere girandole colorate, e suonare ai campanelli dei palazzi lungo il tragitto del corteo donandole ai residenti, con l'invito a esporle subito sul balcone.
Chi lo desiderà, potrà ovviamente partecipare alla manifestazione con una girandola costruita con le proprie mani. I "pazzi" contaminano così le tranquille case borghesi, sollecitando l'attenzione della cittadinanza su un problema reale spesso occultato. Il balcone è quella parte del focolare domestico che si affaccia verso la strada, quindi verso la vita sociale: quindi quale luogo simbolico migliore per "mettere in piazza la pazzia" se non il balcone di casa? Potremmo anche realizzare lungo il percorso del corteo delle piccole performance, con l'aiuto dei familiari e delle cooperative. Con il supporto del Ministero Pubblica Istruzione, ad esempio, potremmo coinvolgere le scuole in un laboratorio pedagogico sotto un tendone: "disegna la pazzia, quella Tua o quella di qualcun'altro". Psichiatri/psicologi potrebbero commentare - lì sul posto - in modo "leggero", divertente e appassionante i lavori dei bambini/ragazzini, trasmettendo quindi messaggi positivi alle nuove generazioni circa questo particolare tipo di disagio.
Un giornalista ha inoltre dato disponibilità con un collega per realizzare delle brevi video-interviste a dei "pazzi normali", persone che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto per risolvere piccoli o grandi problemi, facendo un utile percorso di analisi psichica senza per questo doversi sradicare dalla normalità della vita di tutti i giorni e senza finire vittime dello stigma: chiunque dovrebbe chiedere supporto, se ritiene di averne necessità, perchè essere un pò pazzi pur essendo normali è certamente possibile...
L’evento sarà aperto a cittadini, pazienti, operatori del settore salute, educatori, a chiunque voglia partecipare…purchè un po’ pazzo!
In definitiva, desideriamo manifestare per trasmettere il messaggio che l'unico sentiero in grado di portare veramente alla felicità è la libertà.
Anche - perchè no - la libertà di essere pazzi.
(Mad Pride" è anche il nome di un movimento culturale di massa - nato a Toronto in Canada, e attivo in più paesi dei mondo - che si batte in varie forme per la difesa dei diritti dei pazienti con disturbi mentali. La nostra iniziativa è nata spontaneamente durante il lavoro di una psicoterapia di gruppo di un ASL torinese, e non si è ispirata al Mad Pride canadese, del quale non conoscevamo neanche l'esistenza".
Alcune risposte dei “pazzi” del Mad-Pride alla domanda:
“Perché vorresti partecipare al Mad-Pride e come vorresti la manifestazione”
- divertimento denunciatario, più libertà e meno barriere
- imprevedibilità della situazione
- meno classificazioni, niente etichette imposte
- creare una migliore coscienza del delirio per ridurre le distanze dalle persone normali
- tanto colore, rivendicare l'orgoglio della follia senza filtri per non bloccare la creatività
- la mia follia in dialogo con la tua, tutte le nostre follie in dialogo tra loro
- liberare e svegliare le coscienze assopite
- lasciare venire fuori la parte bambina di noi, che crede ancora ai sogni
- portare alla conoscenza per eliminare la paura
- rimuovere la condizione di "vergogna" propria della pazzia (per i "pazzi")
o propria della sofferenza interiore, che i "normali" hanno anche se non lo vogliono ammettere
- per portare alla luce chi siamo e non essere mai più soli
- devo stare qui… il pianeta non riesce a comprimere tutte le cose che ho dentro, e quindi spando i miei colori nell'aria
- vorrei un uomo appeso a un aquilone, perché abbiamo tutti un pò la testa tra le nuvole
- con questa manifestazione dobbiamo anche far capire alle persone che non devono identificare l’Essere con il Fare. Se dici che “SEI un giornalista”, e poi non riesci a fare bene quello che credi di essere, vai in crisi interiormente
- il dolore è necessario nella vita: quindi alla fine un matto tutto sommato è fortunato!

Indagine Censis su giovani e alcool, cresce il consumo di birra (59%) preferita anche al vino

Il vino pare passato di moda, al suo posto i giovani italiani preferiscono la birra e i superalcolici.
Cresce la tendenza a bere fuori dai pasti, aumentano i fruitori moderati e le donne bevitrici, calano i consumatori eccessivi e si affaccia sulla scena una nuova categoria a rischio, quella dei giovani.
E' questo il quadro che emerge da un’indagine fatta dal Censis per l’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcool, in occasione dei suoi vent'anni di attività.
Secondo i dati dell’Istituto di ricerca, dal 1991 al 2011, tre quarti dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha affermato di essere consumatore di almeno una bevanda alcolica.
Al primo posto la birra (59%), seguita da vino (percentuale oscillante tra il 40 e il 50%), aperitivi (30-40%) e superalcolici (20-30%).
In vent'anni il consumo di aperitivi è salito del 10%, quello di superalcolici del 20%.
Anche per la birra si registra lo stesso trend.

Fonte: www.clandestinoweb.com

Sicurezza alimentare a tavola: inganni a tavola costano 150 euro a famiglia

Supera i 150 euro l'anno per ogni famiglia italiana il danno provocato dalle frodi e dalle sofisticazioni alimentari. Un vero e proprio inganno a tavola che genera un business illegale di oltre 2 miliardi di euro, pagato non soltanto dai consumatori ma anche dagli agricoltori". Si tratta infatti di alimenti "pericolosi" che "valgono poco meno del 5% della produzione agricola nazionale".
Lo sottolinea la Cia- Confederazione italiana agricoltori commentando l'VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare 'Italia a tavola 2011' di Legambiente e Movimento difesa del cittadino.
Insomma, "e' troppa la merce che entra 'clandestinamente' e attraverso strane 'triangolazioni' ", rileva la Cia, ma la cosa più grave è che cosi' "sui banchi di vendita arrivano prodotti alimentari di scadente qualità e soprattutto non sicuri sotto l'aspetto della salubrità". Ci troviamo a fronteggiare, avverte l'associazione agricola, "una vera invasione di prodotti che, poi, grazie all'incessante opera delle forze dell'ordine, in tantissimi casi vengono sequestrati. Però molti finiscono sulle nostre tavole, anche a causa della crisi che spinge i consumatori ad acquistare prodotti a basso costo e di dubbia provenienza".
Il fenomeno della truffa a tavola, d'altra parte, "è molto sentito dai nostri connazionali- sottolinea la Cia- basti rilevare che nove italiani su dieci vogliono un'etichetta chiara dove risulti l'indicazione d'origine".

Fonte: direnews.it

L’Université Médicale Virtuelle de Monaco

L’Université Médicale Virtuelle de Monaco (UMVM) a été créée sous l’impulsion de S.A.S. le Prince Albert II et de S.A.R. la Princesse de Hanovre. L’UMVM reçoit le soutien de la Fondation Princesse Grace, et est à l’initiative du Professeur Philippe Evrard et de Monsieur Lionel Draon. Cette création constitue une réponse à la demande croissante de formation médicale de haut niveau et internationale. Monaco possède de nombreux pôles médicaux d’excellence; c’est la raison pour laquelle la Principauté s’est imposée pour recevoir cette structure. De plus, la Principauté permet une synergie des compétences, concentrée par la proximité. L’e-learningW constitue aujourd’hui une nécessité dans la formation des étudiants, y compris pour les campus traditionnels. L’apprentissage par e-learning permet une réponse adaptée à la demande de formation continue proposée par les sociétés scientifiques, nationales ou supranationales.

Impulsività ed ascetismo nell’anoressia e bulimia nervosa

Una ricerca parte dalla constatazione che in letteratura, come nella prassi clinica, non viene in genere sufficientemente indagato e valutato il ruolo dell'impulsività e dell'ascetismo rispetto all’ insorgenza di questi sintomi nelle varie sindromi psichiatriche, in particolare nell'Anoressia e Bulimia Nervosa.

Salute: il 50% delle polmoniti si prende in ospedale e sono le più gravi

Quasi il 50% delle polmoniti viene contratto in ospedale. E' cio' che risulta dallo studio sulle Polmoniti, condotto su circa 2.000 pazienti di 55 reparti di Medicina Interna d'Italia e presentato al 112° congresso nazionale della Societa' italiana di medicina interna (Simi) a Roma. Il 18% delle polmoniti e' "nosocomiale" ossia si contrae per un'infezione acquisita in ospedale (Hospital-acquired pneumonia); il 30% insorge in soggetti che hanno frequenti contatti con le strutture sanitarie: day hospital, istituti di riabilitazione o per malati cronici anziani (Health care-associated pneumonia).

Solo il 61,6% dei pazienti si ammala fuori dagli ospedali, "in comunita'" (Community-acquired pneumonia). Un dato ancora piu' allarmante è che il tasso di mortalittà' di chi contrae la polmonite nosocomiale (Hap) è del 18%, quasi pari a quello dei soggetti che vengono contagiati durante un day hospital o altre procedure sanitarie (Hcap), il 17%. Invece, la mortalità' di chi si ammala di polmonite fuori dall'ospedale (Cap) è bassissima:
il 7%. Chi prende la polmonite durante un ricovero impiega inoltre piu' tempo per guarire: 19 giorni contro i 15 di chi contrae la malattia in comunita'.

"La polmonite nosocomiale (Hap) e quella che insorge in comunita' ma che e' associata a procedure sanitarie (Hcap) sono le piu' gravi, in quanto causate dagli stessi batteri che si sviluppano negli ambienti ospedalieri e si selezionano, diventando molto piu' resistenti agli antibiotici che qui vengono usati in dosi importanti" spiega Mario Venditti del dipartimento di Sanita' Pubblica e Malattie Infettive al Policlinico Umberto I e professore associato della I Facolta' di Medicina e Chirurgia all'Universita' La Sapienza di Roma.

Fonte: direnews.it

Cari amici , faccio riferimento al tema della percezione visiva ripubblicato anche il http://www.edscuola.it/archivio/lre/MODELLI_PERCEZIONE.pdf per rispondere alla domanda su la funzionalità del battito delle ciglia e dei movimenti saccadici della retina.
Per quanto non ce ne accorgiamo il battito delle ciglia è assai frequente e supera le migliaia di volte in un giorno, tale chiusura ed apertura all' ingresso dalla luce e funzionale innanzitutto al risparmio energetico. Infatti per vedere consumiamo energia e pertanto la chiusura delle palpebre oltre a irrorare di liquido l' occhio ha la funzione di attuare un risparmio energetico.
Il movimento saccadico corrisponde a vibrazioni della retina ed avviene circa 3-4 saccadi ( ovvero scosse) al secondo. In media, durante la veglia, vengono quindi eseguite circa 150.000 in un giorno. Esse sono necessarie per dare il rempo a ri-attivare i ricettori, coni e bastoncelli che sono stati colpiti dai fotoni della luce visibile. vedi per approfondimento: http://www.radionicacallegari.com/tesi%20paola/CAPITOLO%202.pdf
paolo manzelli 24/OT/11 -pmanzelli.lre@gmail.com

Lenti per la vista autoregolanti: ecco la migliore invenzione per l’expo medico del 2020

La Fondazione ExpoMedico 2020 ha votato quella che sarà l’invenzione medica di maggiore impatto entro il 2020. Il vincitore è stato il professore Josh Silver e gli “occhiali auto-regolabili” che sono stati considerati l’idea più innovativa che avrà il maggiore impatto sulla sanità entro l’Expo del 2020.
Gli occhiali auto-regolabili sono gli occhiali a basso costo con lenti regolabili, la cui potenza è fissata dal portatore guardando attraverso le lenti e girando una manopola fino a che le immagini non appaiano chiare. Gli occhiali hanno una serie di vantaggi per i paesi in via di sviluppo: possono essere distribuiti da personale non altamente qualificato in maniera semplice e veloce, e quasi tutte le organizzazioni che lavorano nei paesi emergenti possono aggiungere la correzione della vista ai servizi che forniscono.
Il professor Silver è Direttore del Centro per la Visione nei paesi in via di sviluppo, un istituto di ricerca con sede a Oxford che ricerca i modi migliori per fornire una correzione visiva accessibile a tutti.
Le stime dell’Osservatorio segnalano che nel mondo più di 1 miliardo di persone che avrebbero bisogno di una correzione alla vista non possono accedere agli occhiali e la mancanza di optometristi e strutture dedicate influisce pesantemente su questa situazione. Autoregolarsi quindi le lenti semplicemente con una manopola in maniera economica e rapida potrebbe quindi davvero essere un’eccezionale evoluzione, sarebbe come ridare il dono della vista.
ì
Fonte: www.medicinanelweb.it

Eccesso di Diagnosi nel DSMV (Manuale Diagnostico Internazionale delle Malattie Mentali) in uscita nel 2012

Italia: 3.000.000 di nuovi malati di mente con il DSM V, in usa il Ritalin si prescriverà ai bambini dai 4 anni in poi. La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott. Allen Frances coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più malattie mentali classificate. Frances (team DSM) "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali". + 40% per i disturbi bipolari, raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile. Poma (Giù le Mani dai Bambini): "In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA". Costa (Psichiatra La Sapienza): "Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perchè è a rischio l'indipendenza della classe medica"
"La semplice tristezza e l’astinenza da caffeina stanno per diventare malattie mentali. La prossima edizione del manuale, il DSM-V, in uscita nel 2012, potrebbe far diagnosticare come malati mentali milioni di persone sane, affette da normalissimi problemi di tristezza o sofferenza". La dichiarazione sarebbe normale se rilasciata da un fervente attivista di un movimento anti-psichiatrico, ma diventa eccezionale se consideriamo che è di un "big-boss" della psichiatria americana, Allen Frances, coordinatore del team di specialisti che ha curato l'edizione attualmente in uso del Manuale Diagnostico per le Malattie Mentali, utilizzato per perfezionare diagnosi da psichiatri di tutto il mondo, la cui 5^ revisione vedrà appunto la luce tra meno di 18 mesi. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica - prosegue Frances, che è intervenuto al convegno "Pharmageddon" organizzato presso la Comunità di San Patrignano - e già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense - circa 45 milioni di persone - si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che sale al 50% degli abitanti se consideriamo le persone anziane. Nel DSM-IV (l'edizione attualmente in uso del Manuale, curata da Frances, ndr) abbiamo cercato di essere il più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie e la conseguente tendenza all'incremento delle diagnosi, a cause della quale i disordini bipolari sono 'aumentati' del 40% rispetto a quanto avveniva con la precedente edizione del Manuale (il DSM-III ), quelle di autismo sono cresciute del 25%, e quelle di ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono addirittura raddoppiate, mentre gli antipsicotici sono venduti con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno". Quella di Frances è una vera confessione-shock, con anche il sapore di un "j'accuse" verso molti suoi colleghi: "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze delle persone rispetto ai produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del DSM - prosegue lo psichiatra - ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico: non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi e non sempre competenti e con la pressione irresponsabile delle industrie farmaceutiche, possono portare a gravi abusi. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci, e sarebbe quindi importante che i medici non eseguano le diagnosi con disinvoltura e valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche", ha concluso l'esperto americano. Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce di "Giù le Mani dai Bambini" (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese: "La situazione è assai preoccupante, perchè come ha dichiarato sul Corriere della Sera il giornalista Mario Pappagallo 'un mondo di pazzi sarebbe un gran bel mercato', dal momento che solo in Italia ci sarebbero almeno 3 milioni di nuovi potenziali 'pazienti', e non pochi tra loro sono in fascia pediatrica. Ci renderemo conto a brevissimo - e a spese della salute nostra e dei nostri bambini - di quanto ciò sia assolutamente vero", ha concluso Poma. Anche Emilia Costa, decana di psichiatria, già titolare della 1^ Cattedra dell'Università "La Sapienza" di Roma e Primario di Psicofarmacologia Clinica all'Umberto I°, era nel panel dei relatori di "Pharmageddon", e ha commentato ironicamente: "Dovrei fare istanza al team di colleghi del DSM V affinchè inseriscano una nuova patologia, la "bulimia da diagnosi", perchè questo è quello che sta accadendo in America, con influssi concreti anche in Italia: una sistematica medicalizzazione del disagio ad opera di 'inventori di categorie diagonistiche' che sono tra l'altro in palese conflitto d'interessi. I miei corrispondenti oltreoceano mi dicono che persino un lutto, che è parte della vita di una persona, potrebbe essere diagnosticato come episodio depressivo sul nuovo Manuale, e che tra le patologie che stanno valutando di inserire c'è anche una non meglio precisata 'astinenza da caffeina'. Tutto ciò è folle, noi medici e specialisti siamo vittime delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali: attenzione - ha concluso l'esperta italiana - perchè è veramente a rischio l'indipendenza della classe medica". Intanto, il Wall Street Journal annuncia che l'American Academy of Pediatrics ha stilato le nuove linee guida per la diagnosi della contestata Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (bambini agitati e distratti), che suggeriscono di consigliare la prescrizione di Ritalin (metilfenidato) anche a bambini in età prescolare, fin dai 4 anni. Le linee guida americane sono poi recepite in molti paesi del mondo.
(Elaborazione da media relation - portavoce@giulemanidaibambini.org)

Ansia da prestazione: lo stress arriva fra i banchi

Ansia da prestazione: capita agli adolescenti che, in gruppo, ambiscono sempre ad essere "popolari", pena lo stress. La necessità di rifuggire la mediocrità diventa un'ossessione anche in classe, il fallimento di una prova scolastica si traduce in vergogna: si può essere definiti dei perdenti dai compagni. A leggere ed interpretare questa nuova paura degli under 20 è una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Chicago, intenti a capire perchè, a pari capacità, nel momento dell'esame qualcuno riesca meglio di altri. "In una settantina gli studenti universitari che dovevano affrontare un importante test di matematica, spiega Sian Beilock, che ha coordinato il lavoro, abbiamo misurato le capacità di calcolo e, al momento dell'esame, i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, nella saliva". Tra i meno dotati, lo stress non faceva differenza. "Tra quelli candidati ai voti più alti, invece, l'effetto esame metteva in luce l'idea che il ragazzo aveva di sè se era convinto di essere bravo in matematica, la pressione psicologica non faceva che potenziare i risultati; se invece, a pari capacità, si sentiva insicuro, la tensione finiva per penalizzarlo. Per cercare di neutralizzare l'effetto negativo dello stress, comunque, ci sarebbe uno stratagemma: dedicare il quarto d'ora prima dell'esame a mettere per iscritto le proprie ansie e preoccupazioni." (Elaborazione da Wel/ Dire)

Syndicate content