Health

Italiani scoprono che tre aminoacidi allungano la vita: nelle cavie un aumento medio del 12%

Se un italiano ha oggi un’aspettativa di vita media di circa 81 anni, con la dieta degli aminoacidi può arrivare a toccare i 90-91 anni in buona salute. Così è stato nei topi di laboratorio alimentati con acqua arricchita da un composto di tre aminoacidi a catena ramificata (Bcaa): leucina, isoleucina e valina. Tre dei venti «mattoni» che costituiscono le proteine. La scoperta, tutta italiana, è pubblicata dalla rivista Cell Metabolism. I ricercatori coinvolti fanno parte delle università degli studi di Pavia, Milano e Brescia, oltre che dell’Istituto Auxologico di Milano.
Come funzionerebbe questo elisir di lunga vita? In pratica, la dieta arricchita con la miscela di aminoacidi favorisce la produzione di una proteina (eNOS) chiave nella sintesi di ossido nitrico (NO). Quest’ultimo, come già dimostrato in precedenti studi effettuati dal gruppo milanese di Enzo Nisoli e pubblicati nel 2003 e nel 2005 su Science, produce un aumento di mitocondri nei muscoli dello scheletro e nel muscolo cardiaco. I mitocondri sono le «centrali energetiche» della cellula. I ricercatori hanno inoltre rilevato che i topi così alimentati mostrano una maggiore attività del gene della longevità, il SIRT-1, e dei geni del sistema di difesa che combatte i radicali liberi. Secondo lo studio, gli animali trattati hanno anche mostrato miglioramenti nella resistenza allo sforzo fisico e nella coordinazione motoria.

(Fonte: ricavato da corriere.it di Mario Pappagallo)

Inchiesta della Procura di Torino per le morti da vaccino antinfluenzale

Nel giro di un anno le reazioni violente ai vaccini stagionali contro l’influenza, con danni alla salute dei pazienti, sono più che raddoppiate. Un dato preoccupante che il procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, ha deciso di indagare con l’apertura formale di un’inchiesta. La preoccupante statistica è dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, obbligata per legge alla sorveglianza sanitaria. Parla di 161 casi nella stagione 2008-2009 e di ben 396 in quella 2009-2010. Un dato che, in qualche modo, può essere spiegato dalla maggiore attenzione dovuta all’esplodere, nell’anno appena trascorso, della fobia per il virus A/H1N1, ma non solo.

(Da La Stampa autore Raphael Zanotti)

L’andropausa colpisce 5 milioni di uomini: in che consiste, i sintomi

Secondo gli esperti del Northwestern Memorial Hospital di Chicago, il problema riguarda oltre 5 milioni di uomini, ma un gran numero di casi (fino al 95%) potrebbe passare sotto silenzio. Recentemente uno studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine ha fatto il punto sui sintomi dell'andropaussa o ipogonadismo tardivo, distinguendolo dalla fisiologica diminuzione di androgeni che si verifica con l'invecchiamento.

I sintomi più comuni attribuiti all'andropausa si dividono in tre categorie: sessuali, fisici e psicologici. Tra i sintomi sessuali (considerati i più specifici) ci sono scarsa erezione al risveglio, diminuzione dei pensieri sessuali e disfunzioni erettili. A tutto ciò si aggiungono spesso problemi fisici come una generale mancanza di energia e vigore, la comparsa di vampate di calore e fenomeni di sudorazione accentuata. Sul piano psicologico, invece, si possono riscontrare sintomi di depressione, senso di stanchezza e sbalzi d'umore.

"Tuttavia - sottolinea Pines - molti di questi sintomi, se non tutti, fanno parte del normale ciclo della vita maschile e non è sempre facile stabilire quando il calo dei livelli di testosterone sia imputabile al semplice invecchiamento oppure alla presenza della sindrome di ipogonadismo tardivo". Questa difficoltà diagnostica, unita a differenze nelle politiche sanitarie dei diversi paesi, ha portato nell'ultimo decennio a un'estrema variabilità nell'approccio terapeutico, con dei picchi di diagnosi in nazioni come gli Stati Uniti.

(Fonte: estratto da repubblica.it del 26 agosto 2010 di GIULIA BELARDELLI )

Ricerca inglese sui bambini iperattivi: premi e incentivi sono meglio dei farmaci

L’articolo pubblicato sulla rivista Biological Psichiatry, circa uno studio della Nottingham University sui cosiddetti bambini, ragazzi, adolescenti affetti dalla sindrome denominata Ddai (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), conosciuta in inglese con l'acronimo Adhd (Attention deficit hyperactivity disorder), apre nuove prospettive sul problema.

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La "defensina-1" si trova nel sistema immunitario delle api: è una proteina che può uccidere i batteri

E' una proteina il componente finora "segreto" contenuto nel miele e capace di uccidere i batteri. La defensina-1, che si trova nel sistema immunitario delle api, è stata scoperta durante uno studio condotto dai ricercatori del Centro Medico Accademico di Amsterdam, che ha chiarito la base molecolare dell’attività antibatterica. La dolce notizia è stata pubblicata sulla rivista della Federazione delle Società americane di Biologia sperimentale, Faseb journal, dove si anticipano i possibili usi antibiotici: la proteina di origine animale potrebbe un giorno essere usata per trattare ustioni e infezioni della pelle e per sviluppare nuovi farmaci contro le infezioni resistenti agli antibiotici. «Il miele o suoi componenti isolati - spiega uno degli scienziati - potrebbero essere di grande importanza per la prevenzione e il trattamento di infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti». I ricercatori hanno testato in laboratorio l’attività antibatterica di ciascun componente del miele su un gruppo di batteri antibiotico-resistenti, isolandoli selettivamente per determinare il loro contributo antibatterico individuale. Dall’analisi della defensina-1, gli scienziati hanno concluso che la grande maggioranza delle proprietà antibatteriche del miele proviene proprio da questa proteina. Questa informazione mette in luce anche il funzionamento interno del sistema immunitario delle api, che potrebbe un giorno aiutare gli allevatori a creare api più sane e robuste. «Sappiamo infatti da tempo che il miele può esserci d’aiuto nei mali, ma non sapevamo in che modo», ha commentato il direttore del Faseb Journal, Gerald Weissmann.

Fonte: www3.lastampa.it 27/07/2010

Inghilterra: primo trapianto di trachea su un bambino con le sue staminali per evitare il rigetto

Un intervento pioneristico è stato eseguito e concluso con successo su un bambino inglese di 11 anni: gli è stata ricostruita la trachea usando le sue stesse cellule staminali. È il primo intervento di questo genere su un bambino. Ciaran, questo il suo nome, è nato con la stenosi tracheale di un lungo segmento, patologia che rende la trachea molto stretta. Per porre fine ai suoi problemi, i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra hanno prima prelevato cellule staminali dal suo midollo osseo per poi iniettarle in un donatore di trachea, trovato in Italia. Quindi hanno trapiantato l'organo, permettendo così alle staminali di trasformarsi in cellule del suo stesso corpo. L'obiettivo dei medici era di evitare eventuali problemi di rigetto. Tutto è andato bene. I dottori infatti hanno riscontrato il ripristino del flusso di sangue.
L'intervento è stato necessario visto il fallimento e le complicazioni dei precedenti cui era stato sottoposto il bambino. Il primo all'età di due anni e mezzo gli aveva ricostruito le vie aeree, ma lo stent (struttura metallica cilindrica) utilizzato gli aveva eroso l'aorta. Dopo di che ha subito altri due interventi, finché otto mesi fa non si è ripresentato lo stesso problema dello stent, che ha causato un massiccio sanguinamento. Così i dottori hanno optato per le cellule staminali, con lo stesso tipo di intervento sperimentato per la prima volta in Spagna nel 2008 su una donna. Ciaran è stato il primo bambino nel mondo a subire un trapianto di trachea con staminali autologhe.

(Fonte: Ansa)

La medicina e le prove: come possono essere manipolati i risultati dei test

La medicina seria si basa su test rigorosi e scaglionati nel tempo. Purtroppo non tutti gli attori farmaceutici sono altrettanto seri. L'articolo spiega come vengono aggirate le regole ferree che dovrebbero garantire gli utenti.

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Sciopero nel mondo della sanità: alta l'adesione dei medici

Si è svolto ieri lo sciopero dei medici contro i tagli operati dalla manovra: per i sindacati le misure contenute nella manovra porteranno in 4 anni ad avere 30mila medici in meno, tra il personale che non sarà sostituito e i precari licenziati, senza contare i tagli ai fondi sociali delle Regioni che ricadranno sulla sanità. I dipendenti del Servizio sanitario nazionale protestano anche per la norma che consente ai direttori generali nominati dalla politica di togliere gli incarichi anche ai medici che hanno ricevuto un buon giudizio, lasciando così le mani libere alla politica sulla sanità
L’adesione allo sciopero, secondo i sindacati, è stata del 75%. Secondo il ministero della salute soltanto del 5,6%. In realtà.molti medici, pur di non creare un disagio ai pazienti, sono andati al lavoro senza timbrare il cartellino.
Oltre ai medici si sono fermati veterinari, sanitari e amministrativi.

La Cina a lezione di sanità: Pechino sceglie il modello toscano

La Cina vuole copiare il modello sanitario toscano. Il presidente della regione é a Shanghai per l'Expo e ha illustrato il funzionamento della sanità toscana. Con lui anche molti imprenditori. La Cina apprezza molto la capacità della regione di tenere sotto controllo la spesa e allo stesso tempo di fornire prestazioni di qualità. Si sta pensando a uno scambio di incontri tra personale sanitario e a organizzare la formazione. Tra le altre cose si é parlato di stabilire un volo diretto Pisa Shanghai.

(fonte: estratto da Repubblica del 17-07-2010)

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