Health

Curare la patologia o prendersi cura della persona?

Il ponte della relazione con il mondo della malattia rappresenta uno dei punti fermi sui quali ricostruire una sanità italiana in grado di valorizzare il fattore umano, degli ammalati e dei sanitari, ad ogni livello.
Ogni essere umano vive la condizione di malattia o di infermità a modo proprio. Quando abbandoniamo, anche soltanto con il pensiero o per pochi giorni, il mondo della salute tendiamo a perdere le coordinate stesse della nostra “umanità”. Questo è il motivo per cui associamo la malattia a un’idea di disumanità e di ingiustizia talvolta inaccettabile.
Ogni persona colpita da una qualche patologia diversamente invalidante (e questo ognuno di noi l’ha sperimentato direttamente) pensa, si sente e si riconosce come un “ammalato”, né potrebbe essere diversamente, giacché la vita durante il percorso della malattia, sia questa breve o interminabile, acquista un sapore, un valore, un senso diverso. Quando ci ammaliamo, infatti, fosse anche per una banale influenza, si modifica la gerarchia delle nostre priorità, cambiano alcune o molte delle nostre abitudini: in una parola, la malattia modifica la nostra esistenza, facendoci rimpiangere quel bene, cui adesso riconosciamo un inestimabile valore, che si chiama salute.
Nel momento in cui viene preso in carico dal S. S. N., la burocrazia trasforma l’ammalato e, contro il suo volere, ne etichetta il fascicolo sotto la voce “paziente”.
La risposta del Sistema, quindi, sembra negare la possibilità di dialogo con un mondo così diverso dalla salute come quello della malattia. E’ lui, l’ammalato, che deve rinunciare alla propria natura ed accettare di trasformarsi in “paziente” poiché tanti ammalati così diversi il Sistema non è in grado di gestire.
A lui si chiede, quindi, di “essere paziente” e di rinnegare di fatto la sua condizione. Non c’è possibilità di dialogo con il mondo della malattia (così almeno si crede) per cui, puntando sulla sua rassegnazione, si crede che egli possa accettare di stare nello stesso identico mondo delle persone sane.
Iniziare a costruire un ponte tra i due mondi è, invece, assolutamente possibile. Personalmente, nella mia attività di docente a contatto con il mondo della sanità ho conosciuto diversi professionisti sanitari che ci provano ogni giorno con ottimi risultati perché hanno scoperto il segreto delle relazioni di valore. Parlo non a caso di “segreto”, poiché in sanità la formazione sulle discipline di tipo psico-comportamentale, come può essere la comunicazione interpersonale, è quasi del tutto sconosciuta.
Non ogni rapporto tra esseri umani è in grado di generare buoni frutti così come non sempre la comunicazione facilita la comprensione reciproca. Potremmo paragonare la relazione di valore ad un filo, un filo sottilissimo che collega due persone, invisibile all’occhio umano e che può allungarsi anche per migliaia di chilometri così come accorciarsi fino a pochi centimetri quando i due si trovano uno accanto all’altro. All’interno di questo filo scorre un’energia vitale per entrambi, l’energia della relazione. Siamo tutti “esseri di relazione”, i rapporti di valore, secondo alcuni recenti studi, contribuirebbero addirittura ad allungare la durata della nostra stessa vita.
Va da sé che una efficace relazione tra sanitario ed ammalato contribuisce concretamente al buon andamento della terapia. Prendersi cura della persona ammalata significa, quindi, favorire con ogni mezzo lo sviluppo di relazioni di valore in sanità. Queste si costruiscono con gli strumenti della comunicazione, con gli atteggiamenti e con i fatti, ossia con iniziative concrete a favore dell’ammalato e dei suoi cari. In questo senso, mettere nelle condizioni il personale sanitario di costruire autonomamente relazioni di valore anche con i propri colleghi costituirà l’architrave della sanità del futuro prossimo e la Medicina stessa dovrà recuperare il proprio ruolo di scienza di relazione “tra il laboratorio e il letto di degenza”.

Federsalus: integratori riducono rischio parti prematuri

L'osservatorio FederSalus rende noto una recente pubblicazione sull'American Journal of Clinic Nutrition di uno studio clinico sulla relazione tra l'uso di integratori multivitaminici nel periconcepimento e la diminuzione dei rischi di parto pretermine e di nascita di bambini con uno sviluppo non conforme all'età gestazionale. Secondo i dati della ricerca condotta dall'università di Aarhus (Danimarca) in collaborazione con l'università di Pittsburgh (Usa), l'assunzione di integratori multivitaminici nel periconcepimento avrebbe ridotto del 16% il rischio di parto prematuro e del 17% l'eventualità di dare alla luce bebè sottopeso rispetto al periodo di gestazione. I benefici appena menzionati sono circoscritti, però, alle gestanti di peso normale, mentre non sono stati riscontrati effetti di sorta nei soggetti in sovrappeso. Lo studio clinico danese-statunitense é stato condotto su un campione di 35.897 donne che partecipavano al programma DNBC (Danish National Birth Cohort). L'uso di multivitaminici é stato monitorato per un periodo di 12 settimane nel periodo del concepimento. Per parto prematuro é stato assunto convenzionalmente il parto avvenuto prima della 37 settimana di gestazione. I risultati hanno evidenziato che l'uso regolare di integratori multivitaminici nelle 4-6 settimane del periconcepimento da parte di donne in normopeso ha significativamente ridotto i rischi di parto pretermine e la necessità di prestare terapie al neonato. "E' possibile che l'assunzione di multivitaminici nel periodo del periconcepimento possa essere una strategia semplice e sicura per migliorare l'esito della gravidanza e che abbia effetti sostanzialmente analoghi all'integrazione di folati," annotano i ricercatori, che tuttavia invitano a interpretare con cautela i risultati raggiunti, ricordando che i benefici degli integratori alimentari sono anche in relazione ad altri fattori attinenti lo stile di vita

( Elaborazione da Wel/ Dire)

Tubercolosi, scabbia e sifilide: con la crisi tornano le malattie della povertà anche perchè i prezzi dei farmaci sono inaccessibili

Detenuti, senzatetto, immigrati, anziani sono i primi a essere colpiti: i più deboli, a causa della malnutrizione e di un sistema immunitario depresso. Ma l'aumento della Tbc fra chi vive ai margini non ha fatto notizia finché il contagio non è arrivato ai bambini, nelle scuole e negli ospedali: 122 a Roma, 179 a Milano.

Il problema sembra essere la difficoltà ad accedere a cure e farmaci. Spesso le persone malate, se indigenti, non riescono a curarsi e diventano focolai pericolosi per tutti. Ilaria Uccella, medico infettivologo del San Gallicano di Roma, ha detto a una giornalista di Repubblica - che ha condotto un'inchieta sul tema - che un farmaco molto usato per la sifilide, la Betadin Penicillina, è stato portato dall'Aifa da classe A a classe C: significa che ora per una terapia si è passati da 2 euro a 140 euro.

Fonte: repubblica.it

Ottobre, mese in cui ricostituirsi: ecco la spesa giusta

Cachi, castagne, melagrane, uva, funghi, sono solo alcuni dei frutti dell'orto di ottobre. Ecco l'elenco dei prodotti di stagione da mettere nel carrello della spesa.

Verdura: bietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, indivia, lattuga, patate, piselli, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

Frutta: caco, castagna, mela, melagrana, fico, susine, uva, fico d'india, ananas, alchechengi, banana, carruba, sorbe, corbezzoli.

Pesci: cefalo, orata.

Fonte: lifegate.it

Premo Nobel a tre medici che hanno rivoluzionato la comprensione del sistema immunitario

Il premio Nobel per la medicina 2011 è stato assegnato allo statunitense Bruce Beutler, al lussemburghese Jules Hoffman e al canadese Ralph Steinman per i loro studi sul sistema immunitario. Ma lo scienziato di Montreal è morto il 30 settembre e il Comitato non ne era stato informato. Il regolamento non consente un'assegnazione postuma, a meno che la morte avvenga dopo l’annuncio. Una circostanza, quest'ultima, verificatasi nella storia del Nobel soltanto nel 1996 con l’economista William Vickrey che morì tre giorni dopo l'annuncio del Comitato.

Nel merito della scelta il Karolinska Institute ha sottolineato. "Hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema immunitario scoprendo i principi chiave per la sua attivazione".

Beutler, 54 anni, lavora nell'istituto statunitense Scripps ed è stato premiato con Hoffman, 70 anni, per avere scoperto i meccanismi che attivano l'immunità innata, individuando i recettori delle proteine che risvegliano la reazione del sistema nel momento in cui riconoscono batteri e virus.

Steinman ha scoperto le cellule dendritiche, le sentinelle del sistema immunitario, che garantiscono il riconoscimento degli antigeni proteici estranei all'organismo, in quanto per esempio parte delle strutture dei virus, affinché si possa innescare una risposta cellulare o anticorpale specifica contro questi agenti.

Una seconda funzione riguarda la discriminazione tra la presenza o no di infezione, per garantire che in assenza si produca tolleranza verso le macromolecole innocue, o che al contrario si attivi l'immunità.

Gli studi condotti dai tre Nobel hanno anche aperto la strada allo sviluppo di nuove strategie di prevenzione, la più recente delle quali per vaccini capaci di spingere il sistema immunitario ad aggredire le cellule tumorali. Importante anche il contributo contro le malattie infiammatorie.

Fonte: NTNN.info

Delibera del Consiglio d’Europa fa partire il count-down sull’uso di amalgama dentale!

Dopo Norvegia, Danimarca e Svezia, oggi persino i rappresentanti degli Stati Uniti al Congresso sul mercurio in Giappone (Chiba 2011) hanno supportato il lento ‘phase-out’ relativo al mercurio usato in odontoiatria. Insieme a loro i rappresentanti di 116 nazioni hanno detto si, basta con l’amalgama dentale. Fate quello che dovete fare per non avercela più in giro tra qualche anno.
Quella grossa biblioteca multimediale creata da Mats Hanson sul mercurio ha convinto anche il Consiglio d’Europa, tra un anno sarà pronta la relazione tossicologica necessaria per portare la cosa al Parlamento Europeo, comunque l’ente già da ora invita i Paesi membri ad armonizzare le proprie legislazioni nazionali nella direzione dell’imminente bando del mercurio usato in odontoiatria.
Il Consiglio d’Europa ha approvato un piano per proibire l’uso dell’amalgama dentale. Di solito queste delibere del Consiglio d’Europa riescono ad essere convertite in una legge votata dal Parlamento Europeo entro cinque anni, cui segue il recepimento entro ulteriori tre anni da parte dei singoli governi nazionali.
Il Consiglio d’Europa ha inoltre prodotto una risoluzione intesa a sollecitare i Governi dei Paesi membri ad agire di conseguenza già da ora, invitandoli cioè a creare in questi prossimi anni una fase di transizione decisa ma graduale, con l’introduzione di nuove limitazioni d’uso per categorie a rischio attraverso le legislazioni nazionali.

Fonte: www.medicinenon.it

Denunciato uno dei massimi sponsor scientifici della somministrazione di psicofarmaci ai bambini: era a libro paga delle farmaceutiche

L'autorevole quotidiano americano New York Times ha diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph
Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull'efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell'antipsicotico Risperdal, prima ancora di iniziarli. L'esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata - la circostanza che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo. Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso “Concerta”, psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti. Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera mediatica e
giudiziaria, anche per non aver saputo spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha tardivamente redatto una lettera di scuse e di assunzione di responsabilità, firmata con altri due colleghi coinvolti nell’inchiesta, che sta circolando in ambiente medico.
"Siamo di fronte all'ennesimo caso di corruzione e di grave conflitto di interessi - ha commentato Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini®, la più visibile campagna di
farmacovigilanza per l'età pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - con ricerche apparentemente indipendenti sull'efficacia e sicurezza di psicofarmaci per i bambini che erano in realtà studiate a tavolino in collaborazione con i produttori della molecola stessa, cui veniva garantito un risultato positivo, a beneficio delle vendite dello psicofarmaco. Questa vicenda fa riflettere anche e
soprattutto se pensiamo a quanti medici quotidianamente - spesso in buona fede - si affidano a studi scientifici come quelli di Biederman per sostenere l'opportunità di terapie a base di psicofarmaci sui minori.
La ricerca scientifica non è affatto indipendente - conclude - dobbiamo arrenderci a questa evidenza".
Paolo Roberti di Sarsina (Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna) commenta: “Il venir meno della sorveglianza etica da parte di tutti noi ha queste esatte conseguenze: serve più attenzione e vigilanza preventiva da parte degli enti regolatori e dei comitati di bioetica rispetto a questi eventi, che nonostante quello che si possa pensare non sono affatto rari. Biederman ha fatto scuola per noi psichiatri: è desolante scoprire a posteriori su quali elementi non genuini erano costruite queste false certezze – conclude Roberti di Sarsina - sulle quali peraltro si sono basate molte prescrizioni di antipsicotici ai bambini, anche in
Italia”
Fonte: www. giulemanidaibambini.org

Perché mangiamo senza accorgercene?

Uno studio dell'università della California pubblicato su Personality and Social Psychology Bulletin spiega perché speso mangiucchiamo, sgranocchiamo senza accorgecene e soprattutto come riprendere il controllo su quel che mettiamo in bocca.
Gli esperimenti condotti dallo psicologo californiano David Neal per capire perché mangiamo senza metterci troppo la testa (accumulando poi chili su chili) sono ingegnosi. Neal ha portato al cinema un gruppo di volontari, alcuni abituati a sgranocchiare popcorn, altri che erano soliti concentrarsi sul film senza distrazioni alimentari. Ha dato a tutti dapprima popcorn fresco e di buon sapore e poi, in una seconda occasione, popcorn vecchio di una settimana. Ebbene, chi aveva l'abitudine di mangiare al cinema ha gradito pure i popcorn stantii, consumandone di fatto la stessa quantità rispetto a quando erano buoni; chi di solito non li mangiava al cinema, ha gentilmente rifiutato i popcorn cattivi. In un secondo esperimento, il tutto è stato ripetuto ma portando i volontari a vedere un film in una sala conferenze, ovvero in un luogo non associabile alla proiezione di una pellicola. Qui la bontà dei popcorn faceva la differenza, eccome: anche gli habituè del popcorn ne hanno mangiato di meno, quando gli veniva offerto quello stantio.
«Quando mangiamo spesso un cibo in determinate circostanze, il nostro cervello associa quell'alimento all'ambiente e finiamo per continuare a metterlo in bocca comunque, a prescindere dalla qualità, fintanto che lo "stimolo ambientale" persiste – spiega Neal –. Noi crediamo che il nostro comportamento alimentare dipenda in larga parte, se non del tutto, dal gusto del cibo: a nessuno piace il popcorn spugnoso, freddo e vecchio di una settimana. Ma una volta presa un'abitudine non ci interessa più il sapore, mangiamo comunque, tutte le volte che ci ritroviamo in quella situazione». Un modo per spezzare il circolo vizioso c'è, e lo suggerisce il terzo esperimento dello psicologo americano: i ricercatori hanno chiesto ai volontari, durante un'ulteriore proiezione, di prendere il popcorn con la mano non-dominante (in pratica, i mancini dovevano pescare i popcorn con la destra e viceversa). Questo piccolo accorgimento è bastato a scardinare l'abitudine, perché ha costretto ciascuno a porre attenzione ai gesti che faceva.

(Fonte: corriere.it)

Toscana:aumentano i suicidi tra i 15 e i 25 anni. Come prevenirlo

Un numero verde e una rete di operatori per prevenire il suicidio. E' il progetto 'Montagna in salute promosso da Uncem e Regione Toscana, una delle regioni italiane in cui la percentuale dei suicidi maschili é più alta e in cui i suicidi giovanili sono in aumento. La media nazionale dal 1988 al 2008 e' di 11,7 suicidi ogni 100 mila abitanti, mentre in Toscana i suicidi ammontano a 12,8, con punte particolarmente elevate tra i maschi che abitano in alcune zone montuose come quella del grossetano (13,61), nelle Colline Metallifere (13,8) e nell'Amiata (14,1). Il basso grado di urbanizzazione rappresenta un fattore di rischio soprattutto per gli uomini. Questi territori sono aree interne, a bassa densità di popolazione, prevalentemente rurali, collinari o montani con prevalenza di una cultura mineraria. Tutti fattori che hanno portato ad isolamento sociale, consumo di alcol, disturbi mentali. Da un'indagine condotta dall'ARS (Agenzia Regionale di Sanità) risulta che dal 1988 al 2008 in Toscana i suicidi sono calati da 314 nel 1988 (238 nei maschi e 76 nelle femmine) a 263 nel 2008 (205 nei maschi, 58 nelle femmine). Nei venti anni presi in considerazione, il tasso di mortalità per suicidio (numero di suicidi ogni 100 mila abitanti) é sceso da 10,5 a 6,8 (da 18,4 a 11,7 per i maschi e da 5,1 a 2,8 per le femmine). "Le fasce di popolazione maggiormente a rischio- spiegato il responsabile scientifico del Progetto Montagna e Salute sono quelle sopra i 65 anni e quelle comprese tra i 15 e i 25 anni, che negli ultimi tempi hanno subito una crescita. Nella fascia 15/25 il suicidio é la seconda casa di decesso dopo gli incidenti stradali". "Complessivamente, a livello mondiale, e anche nella nostra regione, il trend dei tassi di suicidio é in diminuzione ma in alcune aree toscane, nelle zone montane, restano ancora alti, e soprattutto aumentano i casi di suicidi giovanili. Il progetto "Montagna in salute" presenta un percorso di intervento proprio in occasione della prima Giornata Mondiale della Prevenzione del Suicidio, che ricorda come ogni anno in Italia si contano circa 4 mila suicidi (come se ogni anno scomparisse un piccolo paese).

( Elaborazione da Wel/ Dire)

Giornata mondiale della sessualità per informare

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con la Giornata mondiale della salute sessuale promossa dalla World Association for Sexual Health (Was). In Italia l'iniziativa é realizzata a cura dell'Istituto di Sessuologia Clinica ISC di Roma, con il titolo "Salute sessuale dei giovani, diritti e responsabilità condivise", al centro delle discussioni saranno le diverse fasce di età e le relative peculiarità della vita relazionale e di coppia. La sfida é quella di riuscire a fare non solo informazione, ma soprattutto prevenzione tra il pubblico di giovani. L'assunto di partenza é che le campagne informative, così come gli spazi dedicati alla formazione degli adolescenti, sono poche e comunque insufficienti a soddisfare la domanda e limitate all'interno degli istituti scolastici".
Per realizzare una fotografia della realtà nazionale é stato attivato, per tutto il mese di agosto, un sondaggio on line (www.ilritrattodellasalute.org) per conoscere ed analizzare la sessualità degli italiani. I dati raccolti evidenziano un diverso approccio, nell'affrontare le problematiche legate alla sfera sessuale, da parte degli uomini e delle donne e descrivono anche una rivisitazione di quelli che, fino a poco tempo fa, erano dei ruoli ben definiti. Dall'indagine emerge che gli uomini si sentono più casalinghi e partecipativi nella vita familiare e di coppia, sono ancora loro a prendere l'iniziativa e a conservare il ruolo di "cacciatori", ma dichiarano anche di essere poco capaci di capire le partner. Questi risultati permettono di avere un primo spaccato sull'argomento e costituiscono una spunto di partenza per il lavoro dei gruppi di discussione che vedranno i giovani, di varie fasce d'età, riflettere e discutere sugli aspetti della sessualità che più li incuriosiscono e li preoccupano, su i modelli di riferimento e le tematiche più sentite, sotto la supervisione di esperti e terapeuti. (Fonte: www.redattoresociale.it)

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