Health

Famiglie: la terapia dell'affetto

L'"altra vita", quella dietro le mura domestiche della famiglia con un malato cronico e grave è tessuto da centinaia di testimonianze di affetto, coraggio, fatica e disperazione.
C'è anche una forte dose di fede e amore. Ogni malattia ha esigenze diverse, familiari e assistenti provano a capire e a rispondere alle loro esigenze. Gli insegnamenti e i consigli dei caregiver sono un caleidoscopio di umane debolezze e straordinarie forze. Rossana: "Vi è solo una cosa che la malattia insegna: l'amore e la pazienza. Da questa esperienza ho imparato che anche se non avevo più comunicazione verbale c'era quella affettiva e la persona malata sente l'affetto". E Fabio: "Sono diventato, un robot senza sentimenti, ogni giorno devo fare il dottore con mia madre, lo psicologo con mio padre, il bravo marito con mia moglie, il bravo fratello con mia sorella, ed il bravo lavoratore al lavoro... Non posso avere spazio per i sentimenti. Che aiuto pensate possa venire per risolvere i problemi di un malato di Alzheimer?".
"Ho imparato che occorre avere molta pazienza, ho imparato che comunque il malato sa sempre ricompensare i nostri sacrifici, ho imparato che con la calma si ottengono degli ottimi risultati, ho imparato che è importante il sostegno dei familiari soprattutto di quelli più intimi..". Susanna. "Ho imparato a non lamentarmi per niente, ho imparato che la vita è davvero una gran bella cosa e che tocca godersela".
Mai arrendersi - Aspetti particolari vengono segnalati da genitori con bimbi affetti da malattie rare. Piero: "Per essere felici basta poco: un sorriso di mio figlio, trascorrere la giornata tranquillamente e vedere sorgere, insieme, un altro giorno. La felicità ce l'abbiamo sempre accanto, ma ce ne rendiamo conto solo nei momenti di sofferenza". Anna "La condivisione è uno strumento importante e l'umanità nei professionisti che hai la fortuna d'incontrare cura più del farmaco".

(Fonte: repubblica.it)

Presssion artérielle cible : 140 pour tout le monde, y compris les patients âgés

La plupart des recommandations invitent à réduire la pression artérielle (PA) chez l’hypertendu non diabétique et non coronarien à moins de 140 mmHg. Cependant, comme le signale par exemple la société européenne de cardiologie, les preuves manquent dans plusieurs groupes de patients : les hypertendus non compliqués, les hypertendus de grade 1 et surtout les hypertendus âgés. C’est pour remédier à ces manques que les résultats de l’étude en double aveugle FEVER qui a randomisé 9 711 Chinois hypertendus ont pu être ré-analysés par sous-groupe. Cette étude avait démontré que réduire la PA en moyenne à 138 mmHg par un traitement plus intensif apportait un bénéfice significatif en termes de protection cardio-vasculaire en comparaison avec un groupe traité moins intensivement et chez qui la PA moyenne était à 142 mmHg. L’étude avait inclus des patients jeunes et vieux, ainsi que des patients avec ou sans diabète et atteints ou non de pathologies vasculaires. La réduction du risque cardio-vasculaire a été recherchée dans différents groupes. Le risque de survenue d’un accident vasculaire cérébral a été moindre dans le groupe traité intensivement, que les patients aient présenté au départ une hypertension non compliquée (-39 %, p=0,002), une PA systolique à la randomisation <153 mmHg (-20 %, p=0,03) ou qu’il s’agisse de patients âgés (-44 %, P <0,001). De telles réductions également significatives (en moyenne entre -29 et - 47 %) ont été également retrouvées, que ce soit pour l’ensemble des évènements cardio-vasculaires ou pour la mortalité totale. Baisser la pression systolique à moins de 140 mmHg a permis de prévenir 2,1 (hypertendus non compliqués) à 5,2 (patients âgés) événements cardiovasculaires tous les 100 patients traités sur 3,3 ans. Cette étude vient renforcer les recommandations, l’objectif est donc bien de ramener la pression à moins de 140 mmHg que les patients soient porteurs d’une hypertension non compliquée ou modérée ou bien qu’ils soient âgés.
Zhang Y et coll. Is a systolic blood pressure target <140 mmHg indicated in all hypertensives? Subgroup analyses of findings from the randomized FEVER trial. Eur Heart J 2011;32 (12): 1500-1508. (Elaborazione da Royal Monaco Riviera Web Magazine del Dr.Benoît Tyl )

La L-citrulline améliore la rigidité de l’érection

Il a été démontré que l’administration de L-arginine accentuait la vasodilatation au niveau des corps caverneux provoquée par l’oxyde nitrique (NO) améliorant ainsi la fonction érectile. Son efficacité clinique est toutefois très diminuée à cause d’un catabolisme présynaptique important qui l’inactive dans une large mesure. La L-citrulline (un acide aminé non essentiel précurseur de l’arginine) par contre échappe au catabolisme présynaptique avant d’être converti en L-arginine au niveau de la cible ce qui en fait un candidat intéressant pour le traitement des troubles de l’érection comme activateur de l’action du l’oxyde nitrique.Cette étude se propose d’explorer l’efficacité et la sécurité de l’emploi de L-citrulline dans le traitement des troubles modérés de l’érection.Vingt-quatre patients (âge moyen 56,5+/- 9,8 ans) avec un trouble modéré de l’érection (score de la rigidité de l’érection de 3) ont reçu en aveugle successivement un placebo pendant un mois et 1,5 g/jour de L-citrulline pendant un autre mois. Le score de la rigidité de l’érection, le nombre des rapports par mois, la satisfaction au traitement et les effets secondaires ont été documentés.Tous les patients ont complété l’étude sans effets secondaires. Une amélioration du score de la rigidité pénienne de 3 (trouble modéré) à 4 (fonction érectile normale) a été constatée chez 2 (8,3%) des 24 patients lors de la prise du placebo et chez 12 (50 %) des 24 patients lors de la prise de L-citrulline (p<0,01). Le nombre moyen de rapports par mois qui était de 1,37 +/- 0,93 à la base a augmenté à 1,53 +/- 1,00 à la fin de la phase placebo (p=0,57) et à 2,3 +/- 1,37 à la fin de la phase thérapeutique (p<0,01). Tous les malades ayant eu une amélioration du score de rigidité passant de 3 à 4 ont indiqué qu’ils étaient très satisfaits.En conclusion, bien que la L-citrulline soit moins efficace (à court terme) que les inhibiteurs de la phosphodiestérase de type 5, son administration s’est avérée sûre et psychologiquement bien acceptée par les patients. Son rôle comme un substitut des inhibiteurs de la phosphodiestérase de type 5 pour les troubles modérés de l’érection chez les malades qui ne souhaitent pas (ou qui ne peuvent pas) prendre ces derniers, mérite une recherche plus approfondie.
Cormio L. Oral L - Citrulline Supplementation Improves Erection Hardness in Men With Mild Erectile Dysfunction. Urology 2011; 77(1): 119-122. /Elaborazione da Royal Monaco Riviera Web Magazine del Dr. Rodi Curie)

Come far durare il benessere delle vacanze

A dare retta agli esperti è possibile conservare i benefici della vacanza. Ma serve una certa applicazione.
«L'attività fisica provoca effetti positivi sia sull'apparato muscolo-tendineo che su quello vascolare, dunque non bisogna smettere solo perché finisce l'estate». Non si tratta di vero sport, ma di camminata veloce, corsa, nuoto o bicicletta. Quaranta minuti, due o tre volte a settimana, sono un giusto mantenimento». L'ideale è un allenamento moderato ma continuo.
Spesso in vacanza si compie il miracolo dietetico, ovvero si mangia di più ma non si ingrassa. Non è detto che rotoli e maniglie debbano per forza tornare. «Non si potrà assumere le stesse calorie della vacanza, perché farà meno attività fisica, però potrà concedersi colazione con caffè e latte intero, fette biscottate con marmellata o miele, oppure pane tostato con un velo di crema alla nocciola, persino un fuoripasto al latte, quelli che vanno in frigo. A pranzo un primo freddo, riso e fagioli, pasta e ceci, insalata di riso, verdura cruda, un frutto. Nel pomeriggio un gelato. La sera proteine a rotazione: carne rossa, bianca, pesce, uova, formaggio, la domenica magari una pizza con la salsa di super-pomodoro, pieno di antiossidanti. Un bicchiere di vino.».
Per chi ha fatto stravizi: «Colazione con latte scremato, succo di frutta, pane integrale con marmellata. Insalatona con tonno (o mozzarella o uovo sodo, non insieme) per pranzo, 30 grammi di pane integrale, a cena tanta verdura e proteine come sopra. Niente alcol». Per tutti: «Camminate, salite le scale a piedi, non impigritevi».
Per salvaguardare l'umore una strategia. « Durante la vacanza si segue un ritmo più naturale che aiuta il benessere, con un'adeguata esposizione alla luce e al buio e un buon ritmo sonno-veglia. Cercare di conservare la proporzione. Le attività in vacanza richiedono impegno, ma lo sforzo è denominato eustress perché fa bene. Gli esperti di «time management» dicono che dedichiamo l'80% del tempo a urgenze non importanti, il 20 a ciò che conta davvero. Al rientro migliorare la proporzione. Sentirsi competenti, autonomi e avere relazioni sociali positive.
«Fare un po' di vacanza ogni giorno. Lavorare 8 ore, non un minuto di più. Fa bene a noi, alla famiglia, all'amante, ai disoccupati che così trovano impiego».

(Fonte: ilcorriere.it)

Il cuore degli europei sempre più malato

Peggiora il cuore dell'Europa, con una popolazione vittima sempre di più di stress e di nuovi cattivi stili di vita. Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel mondo e si stima che a queste sia attribuibile il 29% di tutti i decessi a livello mondiale. Di questi decessi, si calcola che 7,2 milioni siano imputabili a malattia coronarica (soprattutto infarto) e 5,7 milioni a ictus cerebrale. Ogni anno le malattie cardiovascolari provocano circa 4,3 milioni di morti in Europa (regione Oms che comprende 53 Paesi) e oltre 2 milioni nell'Unione Europea, e sono la causa di circa la metà di tutti i decessi in Europa (48%) e nell'Unione Europea (42%).
Oltre 30 mila cardiologi si riuniscono da oggi a Parigi per il congresso europeo di cardiologia (Esc) durante il quale verranno presentate alla comunità scientifica le nuove linee guida per la prevenzione cardiovascolare e i risultati di alcuni attesi studi su nuove molecole e strumenti. Con una grande attenzione nei confronti proprio degli stili di vita a partire da quelli alimentari. Gli esperti calcolano che solo combattendo l'obesità si potrebbero evitare migliaia di morti l'anno, ben 75.000 in Italia e 70.000 in Inghilterra.

(Fonte: il messaggero.it)

I danni provocati dalla TV

Uno studio australiano pubblicato sul 'British Journal of Sports Medicine’, condotto dai ricercatori dell'università del Queensland su dati relativi a 11 mila adulti over 25. Un'ora di televisione fa lo stesso effetto che fumare 2 sigarette: per ogni 60 minuti passati immobili davanti al piccolo schermo, la vita si accorcia di 22 minuti. Per un totale di quasi 5 anni di vita persi nel caso patologico di un ipotetico 'drogatò di tv che dedichi al suo hobby preferito addirittura 6 ore al giorno. A rilanciare l'allarme è Gli scienziati hanno stimato che nel 2008 gli adulti australiani ultra 25enni hanno passato 9,8 miliardi di ore davanti al video, associate a 286 mila anni di vita persi prematuramente. E da un'estrapolazione sulla base di questa 'equazione’ arriva il dato choc: 22 minuti di vita bruciati per ogni ora di tv, il doppio del tempo che si manda 'in fumò aspirando una sigaretta (11 minuti). Non solo: l'1% di spettatori che si attacca allo schermo addirittura per 6 ore al giorno, incalzano gli autori, rischia di morire 4,8 anni prima rispetto a chi - all'opposto degli estremi - snobba completamente la tv.

«Il tempo trascorso guardando la tv - sostengono quindi gli studiosi australiani - è associato a una riduzione dell'aspettativa paragonabile a quella legata ai principali fattori di rischio per malattie croniche, come l'inattività fisica o l'obesità». E poco importa se i calcoli degli autori sono basati su dati australiani: «Gli effetti della tv negli altri Paesi del mondo industrializzato sono con ogni probabilità comparabili», assicurano gli esperti, considerando che nelle nazioni più sviluppate del pianeta le malattie 'big killer' sono sostanzialmente le stesse e che le ore passate davanti al piccolo schermo sono in media molte: 4 al giorno nel Regno Unito, come ricorda oggi il britannico 'Daily Mail', e 5 negli Usa.

(Fonte: leggo.it)

SIGO: sesso occasionale in vacanza per 6 giovani su 10

In vacanza spesso mancano i contraccettivi: solo un ragazzo su 3 li porta anche se il 64% crede che vivrà un'avventura occasionale. I giovani italiani, fotografati dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) con un sondaggio su 1.131 maturandi, afferma: sono precoci e promiscui, il 32% inizia l'attività sessuale prima dei 15 anni, nella metà dei casi d'estate. Il 42% degli intervistati ha già avuto da 2 a 5 partner, il 10% da 6 a 10 e il 9% più di 10. Un'esigua minoranza (12%) utilizza abitualmente la doppia protezione (pillola più preservativo), il più efficace strumento contro gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili, ed una teenager su 4 ha fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione d’urgenza. Per rispondere a questa emergenza, che diventa ‘allarme rosso’ nei mesi caldi, la SIGO lancia l'iniziativa 'parti sicuro con Travelsex' che prende il via da Bari. Infatti la Puglia non fa eccezione: la pillola e' utilizzata solo dal 9.1% delle donne, il dato più scarso dopo Molise, Campania, Basilicata e Calabria. Fino al 16 luglio nella libreria Giunti dell'aeroporto del capoluogo pugliese sarà disponibile per tutti i giovani gratuitamente il 'Passaporto dell'amore', un documento che riepiloga tutte le principali informazioni in tema di contraccezione e protezione da conoscere prima di mettersi in viaggio. La campagna estiva é attiva anche on line su www.sceglitu.it con il concorso 'scrivi il tuo sms per la prevenzione': i migliori verranno premiati in occasione della giornata mondiale della contraccezione (26 settembre 2011). Le minorenni sono responsabili da sole del 3,4% del totale di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza e 3 volte su 4 chi contrae un'infezione a causa di rapporti non protetti é un giovane tra i 15 e i 24 anni. Dopo Bari, l'iniziativa toccherà Genova, Trapani, Firenze e Roma. L'Italia é uno fra i Paesi europei in cui si utilizzano meno contraccettivi: la pillola é scelta solo dal 16.3% delle donne e nel 2010 si sono vendute appena 94.824.000 confezioni di preservativi, il minimo storico. "Nella sola Puglia nel 2008 1.054 under 19 sono diventate mamme. Le interruzioni volontarie di gravidanza nelle teenager sono stabili nel nostro Paese dal 1983, nel 2008 ci sono stati 4.075 aborti fra le minorenni e le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento. (Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Le regole per non «scoppiare» per troppa tensione

Le stime dicono che di stress soffre un italiano su due. Ma che cos’è esattamente? È una reazione dell’organismo a una serie di stimoli esterni avvertiti come pericolo per l’equilibrio psicofisico: da un trauma a uno sbalzo climatico, da un sovraccarico di lavoro a una delusione sentimentale. I sintomi: ansia,tensione psichica, disturbi del sonno, contrazione muscolare e mal di schiena, palpitazioni, disturbi digestivi e dell’appetito, pressione alta, vertigini e senso di stanchezza. Per la diagnosi non ci sono esami specifici. Esistono vari segnali (come pressione o aumento di peso), ma è essenziale l’occhio clinico.
Le abitudini di vita: modificarle è la prima cosa da fare. È importante rallentare il ritmo di vita, a partire da semplici azioni quotidiane. Lo stress può essere contenuto grazie a una buona gestione delle attività e delle loro scadenze.
Il relax comincia a tavola. Proteine, vitamine e sali minerali sono gli elementi più consumati dall’organismo per via di complessi processi biochimici innescati dagli ormoni dello stress. Per questo vanno reintegrati attraverso una dieta varia, con tre pasti al giorno a intervalli regolari. Dalla tavola non devono mancare verdure, legumi, frutta, pesce, carboidrati. Lo yogurt può avere un effetto calmante, così come il latte caldo. Da ridurre il consumo di zuccheri, di cibi grassi come gli insaccati, di alcolici e di caffè.
Avere un sonno riposante aiuta ad accumulare energie per affrontare gli eventi stressanti. Alcune regole possono favorire il riposo notturno: andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora; non coricarsi dopo un pasto abbondante o con un senso di fame; eliminare sostanze stimolanti come caffeina e nicotina.
Gli sport servono a scaricare la tensione accumulata, fanno diminuire il colesterolo nel sangue, potenziano il metabolismo e migliorano l’efficienza cardiaca e polmonare.
Coccolarsi: ogni tanto ricava uno spazio per te. Un massaggio, un pomeriggio in una spa cittadina, un concerto, lo shopping.
Lo stress causa un’alterazione del ritmo e della profondità del respiro. Ripeti per cinque-sei volte un semplice esercizio a fine giornata, per scaricare le tensioni accumulate: inspira, trattieni il respiro qualche secondo, poi espira usando il diaframma.

(Fonte: corriere.it)

Il pesce due volte su tre è taroccato

Oggi in Italia la pesca è uno dei settori più aggrediti dalle importazioni selvagge dall'estero, in particolare dai paesi asiatici. E soprattutto dalla sofisticazione alimentare. "Due terzi del pesce servito sulle tavole italiane è finto, taroccato" denuncia la Coldiretti. "Il 30 aprile l'Italia ha mangiato l'ultimo pesce del Mediterraneo" denunciano Nef e Ocean2012, organismi internazionali del settore. "Dal primo maggio tutto quello che arriva sulle tavole italiane non è prodotto nostrano". Ma davvero è così? Da dove arriva? Chi lo pesca? E soprattutto: fa male alla nostra salute?
Il problema è che molto spesso, anzi quasi sempre denunciano le associazioni di categoria e confermano le forze di polizia che da Milano a Palermo continuano con sequestri e ad aprire inchieste, il pesce che arriva dall'estero non è di buona qualità. Spesso è pericoloso perché non tracciato e non tracciabile. E soprattutto viene venduto per quello che non è.
In questi anni deve essere cambiato qualcosa se è vero, com'è vero, che il pesce venduto da Palermo a Milano tutto è tranne che un prodotto nostrano. Il gambero di Mazara arriva infatti dal Mozambico. Il polpo di Mola dal Vietnam. Il filetto di cernia di Gallipoli (che in realtà era pangasio) dal Mekong, un fiume che si trova tra la Thailandia e il Laos. E non si tratta di casi isolati.
Secondo l'Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura, nel 2010 in Italia sono state commercializzate 900mila tonnellate di pesce per un ricavo di circa 1.167 milioni di euro. Di queste solo 231mia sono state pescate nel "nostro" mare. Tutto il resto arriva dall'estero. Ma la qualità è scarsa e il prodotto non è tracciato.

(Fonte: repubblica.it)

Scoperta una molecola anti-leucemia

Un gruppo di ricercatori dell' Istituto Giannina Gaslini di Genova, coordinato da Irma Airoldi, responsabile del Laboratorio Immunologia e Tumori finanziato dall'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC), ha scoperto che una proteina, la interleuchina 27, è un potente agente anti-tumorale nelle leucemie linfoblastiche acute del bambino.
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Leukemia, secondo gli scienziati avrà presto ricadute cliniche per i pazienti. La leucemia linfoblastica acuta che deriva da un particolare gruppo di globuli bianchi del sangue (linfociti B) rappresenta il tumore ematologico pediatrico più diffuso. La maggior parte dei bambini affetti da questa leucemia vengono efficacemente curati, ma circa il 25% di essi vanno incontro a ricadute e necessitano di terapie alternative. In questo contesto si inserisce lo studio del gruppo di ricerca guidato dalla Airoldi che ha dimostrato come l'interleuchina 27, nota per le sue attività stimolanti sul sistema immunitario, riesca a ostacolare la crescita delle cellule leucemiche in modelli pre-clinici.

(Fonte: Ansa)

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