Health

L'allattamento al seno protegge dall'asma: i risultati di una ricerca olandese.

Dai Paesi Bassi arriva una nuova ricerca sul tema, che allarga la gamma dei benefici di cui godono i bimbi allattati al seno, non solo sono più forti, hanno minori probabilità di sviluppare obesità infantile, diabete e addirittura disturbi comportamentali una volta cresciuti, aggiungendo un minor tasso di incidenza di asma e altri problemi respiratori. I ricercatori dell'Erasmus Medical Centre hanno seguito per 4 anni 5.368 bambini, intervistando periodicamente le loro mamme per monitorare minuziosamente il loro stato di salute. Dai risultati, pubblicati sulla rivista European Respiratory Journal, é emerso che i piccoli allattati al seno avevano la metà delle probabilità di soffrire di asma o di catarro persistente e il 40% in meno di respiro sibilante.
(Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Premesso che, gli studi anche recenti da parte di numerosi scienziati riferiti alla quantistica, paiono indicare, non solo nelle relazioni cellulari e intracellulari, ma anche a livello della loro stessa composizione atomica, la possibilità di un nuovo approccio rispetto alle interazioni che, nel nostro organismo, determinano il nostro stato di salute, rivalutando così, a mio avviso anche in campo medico, una visione più completa, intima e rispettosa dell’individuo in quanto tale.

Innegabilmente la medicina o meglio le cure mediche sono giunte a un livello che potremmo definire sorprendente, anche rispetto alla situazione di qualche decennio fa.
E un passo gigantesco, in questo senso, si deve, non tanto alle nuove sostanze, ma ai nuovi mezzi d’indagine che consentono diagnosi più accurate e che permettono a priori di escludere altre patologie.
Detto ciò, dobbiamo concentrarci non tanto sulle cure e gli interventi chirurgici, peraltro sempre meno invasivi, ma sulla più intima composizione del soggetto destinatario finale delle cure: il paziente.
Se da un lato egli può, da un lato trarre beneficio dall’impiego di nuove molecole in grado di modificare sostanzialmente la patologia in atto, dall’altro, non possiamo considerare costui, come un soggetto passivo. L’uomo, non è solo un insieme di cellule ma qualcosa di molto più complesso, nel quale, l’aspetto mentale e psicologico tout-court gioca un fattore, oserei dire, quasi determinante, prova ne è che se il paziente, il malato, non gode di un buon umore, insomma di un buon rapporto tra sé stesso e la patologia in atto, egli vedrà peggiorare, soprattutto nel caso di quelle importanti, la sua condizione fisica, aggravando il quadro generale dello stato di salute, cortocirquitandolo.
Da ciò, direi che l’importanza di un approccio diverso da parte del personale sanitario, talvolta troppo meccanicistico al malato, sarebbe auspicabile.
Soprattutto i più deboli, le persone anziane, necessiterebbero, non tanto di medicine, talvolta necessarie, ma di ascolto da parte del medico di base e non solo.
Invece, l’approccio, pare non tener conto dei fattori precedentemente illustrati, la politica, per questioni di bilancio, ha ridotto costoro a personale impiegatizio, riducendo spesso il rapporto medico-paziente a una fredda somministrazione di sostanze.
In realtà, il costo della sanità vede, proprio nella somministrazione farmaceutica, l’aumento di costi più vistosi e che rivela negli ansiolitici la punta dell’iceberg, quando con un approccio diverso, più rivolto allo spirito del paziente, più che al suo soma, potremmo vedere, a mio avviso, la loro diminuzione, consentendo così anche quei risparmi tanto agognati.
In conclusione, il medico, dovrebbe modificare il suo atteggiamento per diventare, meno impiegato e più sciamano!

Nuovo test non invasivo per la celiachia

L'intolleranza al glutine, la celiachia, è un disturbo silenzioso: il 90% di chi ne è affetto non sa di esserlo. Va dunque evitato attraverso una diagnosi tempestiva che i celiaci mangino alimenti contenenti glutine (orzo, segale, frumento, ecc.), sostanza che crea una sindrome di malassorbimento attaccando le pareti intestinali e nei più piccoli soprattutto nel periodo dello sviluppo può provocare anche danni alla crescita. Diventa dunque fondamentale una diagnosi precoce per scoprire la celiachia nei bambini. Un apporto in tal senso arriva da un nuovo test non invasivo, messo a punto dai ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma e dal Centro Celiachia che hanno sottoposto circa 7.000 bambini al test della saliva che permette di diagnosticare i casi incerti. Dalla saliva si possono evidenziare gli anti-transglutaminasi tipici della celiachia, confermati poi dall'endoscopia. La ricerca é stata presentata alla Digestive Disease Week di Chicago.
(Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Le basi dell’omeopatia avrebbero fondamento scientifico

Il Dna è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Insomma, il Dna «comunica» all’acqua che memorizza e divulga il messaggio.
Una nuova ricerca sembrerebbe aver trovato una chiave scientifica a questa tesi. E’ la scoperta di un team italo francese pubblicata su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physic. Titolo del lavoro: Dna,waves and water, che ad effetto gioca tra le parole Dna, onde (elettromagnetiche) e acqua. Ma ancora più importante è il nome di chi ha guidato il team francese: il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier insieme ai biologi Lavallè e Aissa. Il secondo gruppo di ricerca, l’italiano, era invece di fisici. Coordinato da Emilio Del Giudice, (Iib, International Institute for Biophotonics, di Neuss in Germania) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di matematica ed informatica dell’università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White Hb di Milano).
E’ stato Montagnier a scoprire che alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Questo significa che è possibile sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà "informativa" dell’acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, Artrite reumatoide, e le malattie virali, come Hiv-Aids, influenza A ed epatite C, "informano" l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi "letti" e decifrati.
Non solo per la diagnosi, possibili sviluppi di tale scoperta potrebbero anche riguardare la cura. I segnali elettromagnetici presenti nell’acqua, infatti, sono riconducibili alla presenza o meno di una sua «memoria», intervenendo sulla quale si prospettano ampie possibilità di trasmissione dell’azione terapeutica dei principi attivi diluiti nell’acqua stessa. Con la prospettiva di cambiare di fatto la vita a molti pazienti, costretti all’assunzione di indispensabili farmaci salvavita che a volte recano però con sé il rischio di pesanti effetti collaterali.

(Fonte: corriere.it)

Con la postura si cura il mal di schiena

La tecnica della rieducazione posturale globale, la tecnica fisioterapica sviluppata in Francia da Philippe Souchard alla fine degli anni Ottanta, e che da allora ha riscosso grandissimo successo anche da noi è utilissima per sconfiggere il mal di schiena. Il metodo si basa sul principio che il sistema muscolare sia composto da catene di muscoli che si contraggono sotto l’influenza di fattori costituzionali, comportamentali e psichici. L’obiettivo è quello di ripristinare un equilibrio armonico tra contrazione e rilassamento dei vari gruppi muscolari, in modo da evitare posizioni asimmetriche.
Il mal di schiena è spesso causato da posizioni scorrette che si assumono nella vita di tutti i giorni, specie sul luogo di lavoro, ed è mantenuto da una serie di atteggiamenti che si adottano per difesa, una volta che il dolore è iniziato, ma che di fatto finiscono con alimentarlo.
Per questo la rieducazione posturale globale é un’ottima candidata contro la lombalgia.
Il trattamento potrebbe essere coperto dal sistema sanitario nazionale, che prevede l’esenzione per un ciclo di fisioterapia l’anno. Un altro vantaggio di questo tipo di intervento è la sua relativa semplicità e il minimo impegno richiesto al paziente nella fase di istruzione da eseguirsi sotto la supervisione di un esperto: successivamente chiunque può ripetere quotidianamente e con costanza gli esercizi a casa propria. In una prima fase, statica, imparando a gestire la propria postura; in una seconda, dinamica, apprendendo a controllare i più comuni movimenti della vita quotidiana.

Dieci rimedi naturali contro le scottature solari

1. Bagni allevianti

Per dare sollievo alla pelle che pizzica a causa di un’esposizione al sole troppo prolungata, provate uno dei tre bagni allevianti che vi proponiamo. All’acqua tiepida della vasca potrete aggiungere:

- un bicchiere di aceto di mele;
- mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio ed una manciata di sale grosso;
- un bicchiere di farina d’avena, dalle proprietà emollienti; potete versare la farina direttamente nell’acqua o riporla in un sacchetto d’organza, da lasciare nella vasca mentre sarete immersi.

2. Impacchi rinfrescanti

Se la pelle scotta, per calmare la sensazione di bruciore non c’è niente di meglio di realizzare un impacco del tutto naturale da applicare sulle zone interessate. Ve ne proponiamo sette.

- Impacco all’aloe vera:
Applicate sulla pelle del gel d’aloe vera come se si trattasse di un doposole. Per un effetto ancora più rinfrescante, riponetelo in frigorifero prima dell’utilizzo.

- Impacco all’olio di cocco
Con l’aiuto di un batuffolo di cotone applicate sulle zone interessate dell’olio di cocco che avrete acquistato in erboristeria o in un negozio di alimentari etnici. Fate attenzione che l’olio che sceglierete sia completamente naturale e privo di profumazioni di sintesi.

- Impacco al tè verde
Applicate direttamente sulla pelle delle bustine di tè verde che avrete messo in infusione e poi lasciato raffreddare. Una volta raffreddatosi, potete aggiungere il tè ottenuto all’acqua della vasca per un bagno rinfrescante o applicarlo sulla pelle tramite delle spugnature utilizzando un panno o un piccolo asciugamano.

- Impacco allo yogurt
Per il vostro impacco potete scegliere di utilizzare dello yogurt bianco naturale, ancora meglio se biologico o realizzato da voi. Lo yogurt avrà un effetto emolliente, idratante e rinfrescante sulla vostra pelle.

- Impacco al cetriolo
Il cetriolo presenta proprietà lenitive straordinarie. Per ottenerne il succo, frullatene la polpa e filtratela attraverso un colino molto fitto. Raccogliete il liquido ottenuto in un bicchiere ed applicatelo sulla pelle con l’aiuto di alcuni batuffoli di cotone. Si tratta di un impacco adatto sia per il viso che per il corpo.

- Impacco al melone
Seguendo lo stesso procedimento indicato per l’impacco al cetriolo, potete ottenere del succo dalla polpa di melone per realizzare un impacco dalle proprietà rinfrescanti e allevianti.

- Impacco alla lattuga
Fate bollire nell’acqua alcune foglie di lattuga per qualche minuto. Scolatele raccogliendo l’acqua in una ciotola e lasciate riposare il liquido così ottenuto finché non si sarà raffreddato. Utilizzatelo per realizzare delle compresse da applicare sulle scottature con l’aiuto di ovatta o teli in cotone.

Fonte: greenme.it

Una ricerca americana: Il fumo passivo fa male anche all'udito

Secondo i risultati di una recente ricerca, gli adolescenti esposti al fumo passivo hanno il doppio delle probabilità di subire la perdita dell'udito. Questo danno si va ad aggiungere alla lista di patologie già note correlate al fumo passivo, tra le quali asma, malattie cardiache e cancro ai polmoni. Gli adolescenti esposti al fumo passivo sarebbero più soggetti a perdite neurosensoriali dell'udito, che solitamente sono causate da problemi alla coclea, l'organo a forma di lumaca presente nell'orecchio interno, in particolare gli scienziati ritengono che il fumo passivo possa colpire il regolare afflusso di sangue alla suddetta zona. Il team guidato dal dottor Michael Weitzman, della New York University's School of Medicine, ha analizzato più di 1.500 adolescenti tra i 12 e i 19 anni, che sono stati sottoposti ad accurati test dell'udito ed esami del sangue per la cotinina, una sostanza prodotta della trasformazione della nicotina da parte del fegato, utilizzata come marcatore per i fumatori o per i fumatori passivi. I risultati dello studio, pubblicato sulla Rivista Archives of Otolaryngology, hanno mostrato che gli adolescenti esposti al fumo passivo, come testimoniato dai livelli di cotinina nel sangue, avevano una maggiore probabilità di avere sordità neurosensoriale rispetto a quelli che non vi erano stati esposti. In aggiunta quattro ragazzi su cinque colpiti dai disturbi non ne erano consapevoli. ( Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Le medicine su misura: perché servono e in che consistono

Si è cominciato a parlare di "medicina personalizzata" da quando il genoma umano è stato studiato e compreso. Subito si sono sollevate false speranze. Da poco si è iniziato a raccogliere i primi frutti di quelle promesse, frutti che forse non matureranno appieno se non con il tempo.
Cosa significa il termine “medicine personalizzate? Significa curare i tumori e altre malattie scegliendo farmaci e trattamenti sulla base del dna di ogni singolo individuo. Questa è una strategia che comporta il rinnovamento del sistema sanitario molto costoso e poco efficiente.

Perché occorrono le medicine personalizzate?
In media, le terapie contro le principali malattie che affliggono gli esseri umani sono efficaci su meno del 50% della popolazione. Nel caso del cancro, i farmaci funzionano per circa il 25% dei malati. Quando un medico tratta un paziente con un determinato farmaco, dunque, ha solo il 25% delle possibilità che il trattamento funzioni; nel restante 75% non accade nulla. Risolvere questo problema è una delle priorità per la medicina del ventunesimo secolo".

In che cosa consistono gli studi che permettono la personalizzazione delle cure.

Nei laboratori si studiano le cellule sane e quelle malate di un individuo e si cerca di capire quali sono i geni coinvolti e i diversi attori molecolari che risultano alterati nel tessuto malato. Si ottiene così un quadro complessivo di tutti i cambiamenti genetici che avvengono in quella particolare malattia;.si esamina cosa comporta la loro presenza e quali meccanismi si mettono in moto in modo da capire cosa bisogna cercare di prendere di mira per vincere la malattia.

"L'idea è di fare dei test genetici per ogni persona, così da poter determinare i trattamenti e le dosi più indicate per ciascuno sulla base del suo Dna. Ciò vuol dire:
- essere nelle condizioni di fare delle diagnosi estremamente accurate
- poter utilizzare queste informazioni per determinare la prognosi del paziente
- utilizzare i dati per prendere le decisioni terapeutiche più efficaci per quel paziente. Anche se a prima vista può sembrare una spesa insostenibile, in realtà è una svolta molto importante dal punto di vista dei costi. La maggior parte dei nuovi farmaci (in particolare quelli contro il cancro) è molto costosa, i trattamenti possono arrivare fino a 50.000 dollari. Con dei semplici test è possibile determinare chi ha le caratteristiche genetiche per rispondere a una determinata terapia: in questo modo non solo si risparmia, ma si evita anche di far perdere tempo al paziente con delle terapie inutili, moltiplicando così le possibilità di trovare la via più giusta per lui".

"Nel prossimo futuro sarà possibile fare, con un semplice prelievo del sangue, l'analisi del Dna di tutti i neonati a costi accessibilissimi, per poi conservare le informazioni genetiche come parte del loro profilo medico. Questo scenario consentirà non solo di conoscere fin dal principio la presenza di eventuali problemi, ma anche di sapere se si è più o meno predisposti a sviluppare determinate malattie, così da poterle prevenire anche attraverso lo stile di vita.

(Fonte: repubblica.it)

Medici Senza Frontiere: aziende farmaceutiche alzano i prezzi dei farmaci anti-retrovirali per i paesi poveri

Numerose compagnie farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci contro l’HIV nei paesi a medio reddito, come si legge nel rapporto pubblicato da Medici Senza Frontiere e presentato alla Conferenza internazionale sull’AIDS IAS 2011, tenuta in questi giorni a Roma.
Il rapporto “Untangling the Web of ARV Price Reductions“ – che analizza i prezzi di 23 antiretrovirali attraverso le informazioni fornite da 19 produttori – mostra anche la costante tendenza alla riduzione dei prezzi per i farmaci non bloccati dai brevetti.
“Mentre si assiste a un costante progresso per ridurre i prezzi per i paesi piu’ poveri, si dimentica che un numero significativo di persone con HIV/AIDS vive in paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi”, dichiara Nathan Ford , coordinatore medico della Campagna di MSF (Medici Senza Frontiere) per l’Accesso ai farmaci essenziali.

La Tibotec/ Johnson & Johnson esclude tutti i paesi classificati come “a medio reddito” dalla riduzione dei prezzi. La Abbott esclude i paesi a basso reddito e quelli a medio reddito dalla riduzione dei prezzi per uno dei suoi farmaci. La ViiV (Pfizer + GlaxoSmithKline) non propone piu’ prezzi ridotti ai paesi a medio reddito, nemmeno quando i programmi sono totalmente finanziati dal Global Fund (Fondo Globale per combattere AIDS, TB e Malaria) o dal programma governativo degli Stati Uniti, PEPFAR.
La Merck ha appena annunciato che non applichera’ piu’ prezzi scontati per 49 paesi a medio reddito per il suo nuovo farmaco raltegravir. Questa mossa lascia fuori paesi con un gran numero di persone che vivono con HIV/AIDS, come l’India, l’Indonesia, la Tailandia, il Viet Nam, l’Ucraina, la Colombia e il Brasile. Oggi il Brasile paga 5.870 dollari a paziente all’anno solo per questo farmaco. Nei paesi meno sviluppati, Merck fa pagare 675 dollari a paziente all’anno per lo stesso farmaco, che e’ gia’ quattro volte il prezzo della tripla combinazione raccomandata come prima linea (TDF/3TC/EFV).

Cio’ accade sulla scia dell’accordo siglato la scorsa settimana tra la casa farmaceutica Gilead e il Medicines Patent Pool, che lascia fuori un certo numero di paesi in via di sviluppo e mira ad espandere l'accesso alle terapie antiretrovirali a prezzi accessibili attraverso la negoziazione delle licenze che possono essere utilizzate da produttori di farmaci generici.
MSF ha avviato programmi di trattamento dell'HIV in America Latina e in Asia più di dieci anni fa, e ha poi trasferito molti di essi alle autorità locali confidando nel fatto che i pazienti avrebbe potuto accedere al trattamento di cui hanno bisogno attraverso i programmi governativi. Molti pazienti in questi paesi, inoltre, sono in trattamento per l'HIV da molti anni, ed hanno ora bisogno di passare a nuovi farmaci, ma la presenza di brevetti su questi ultimi ne blocca l'accesso alla versione generica più economica.
"I programmi di riduzione dei prezzi attuati dalle societa’ farmaceutiche hanno dimostrato di non essere una soluzione a lungo termine", ha dichiarato Janice Lee, farmacista della Campagna di MSF per l'Accesso ai Farmaci Essenziali. "In presenza di brevetti e quando le aziende si rifiutano di tagliare i prezzi, i governi devono cominciare a non tenere conto dei brevetti per mantenere in vita le persone sieropositive".
'Le licenze obbligatorie' emesse da Tailandia e Brasile per i farmaci contro l’HIV nel 2006 e nel 2007 hanno contribuito notevolmente ad abbassare i prezzi. Ma nonostante il fatto che queste misure siano ammesse dalla normativa del commercio internazionale, i paesi che le hanno messe in atto si sono ritrovati vittime di ritorsione da parte delle aziende farmaceutiche e di altri governi.
Il rapporto di MSF contiene anche una buona notizia. Grazie alla continua concorrenza dei generici, il farmaco tenofovir ora costa 76 dollari all’anno a paziente, ed e’ meno caro rispetto allo zidovudina (AZT) che costa 88 dollari all’anno a paziente. Ciò significa che sta diventando sempre più accessibile anche per i paesi poveri passare all'utilizzo delle combinazioni raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) a base di tenofovir, abbandonando la stavudine (d4T), che ha significativi effetti collaterali a lungo termine.
Il prezzo di una combinazione fatta di una sola pillola da prendere una volta al giorno, contenente tenofovir, è sceso del 70% da quando l'OMS ha raccomandato di passare a trattamenti meno tossici cinque anni fa; per la precisione, si e’ passati dai 613 dollari ai 173 dollari di oggi per paziente all’anno.
"Stiamo vedendo che i prezzi dei farmaci continuano a diminuire quando i brevetti non costituiscono un ostacolo per la produzione di generici", dichiara Janice Lee, farmacista della Campagna di MSF per l'Accesso ai Farmaci Essenziali. "Queste riduzioni aumentano le possibilità di raggiungere il nuovo obiettivo delle Nazioni Unite di arrivare ad avere 15 milioni di persone in trattamento entro il 2015."
MSF fornisce il trattamento antiretrovirale a 170.000 persone in 19 paesi.

Fonte: Medici Senza Frontiere

Le sorelline siamesi unite per il cuore: un dilemma etico e medico

Venti giorni fa al policlinico di Bologna sono nate due gemelline siamesi unite per il torace e l’addome, con un unico cuore e due fegati fusi. Si tratta di un caso estremamente complesso e delicato, che coinvolge aspetti medici ed etici. Proprio per questo sono già stati coinvolti con richiesta di parere tutti «gli organismi deputati ad esprimere un giudizio nel merito»: avvisati la Regione, la Procura, il comitato bioetico dell’Università. La difficile scelta della separazione comporterà infatti, inevitabilmente, la morte di una delle due piccole. L’intento dell’equipe medica è quello di prendere tempo sperando che la situazione non si aggravi per far crescere le possibilità di sopravvivenza di una delle due, quando bisognerà agire con l’ inevitabile operazione di separazione. A quel punto bisognerà essere pronti a intervenire rapidamente. Occorrerà fare una scelta decisiva per una delle due. La prima cosa da capire, secondo i medici, è a quale delle due bambine andrà «donato» il cuore. Bisognerà capire a chi destinare il cuore, e poi proseguire a tema con il fegato e l’intestino. Partendo dall’alto, e vedere a chi vascolarmente andrà donato tutto. Dopo un primo intervento «palliativo» al cuore, potrebbero esserci già delle indicazioni, su quale delle due «sacrificare» per far vivere la seconda.

(Fonte: la stampa.it)

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