Health

La nuova legge sul biotestamento: rischio sanzioni penali per il medico

La norma varata dal Parlamento prevede che sia il dottore a prendere la decisione finale, ma con il rischio di sanzioni penali. Per esempio, se un medico decidesse di togliere il sondino di alimentazione a una persona nello stato di Eluana Englaro, in base al disegno di legge commetterebbe un reato: l'omicidio colposo, o forse addirittura volontario.
Perché anche nel caso in cui un malato terminale rifiuti il prolungamento delle cure parlandone direttamente coi medici o depositando una Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), la nuova norma prevede che sia sempre e comunque il medico a prendere la decisione finale, con l’obbligo di somministrare al paziente “idratazione e alimentazione” fino a quando il cuore batte, magari aiutato dalle macchine. Il che vuol dire mesi, anni, distesi in un letto attaccati a fili e flebo.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

Ecco ReWalk, il robot che aiuta i bambini a camminare

Riabilitazione ad alta tecnologia al Bambino Gesù di Roma. Ritornare a camminare dopo un incidente o per gli effetti di una malattia è possibile presso il Laboratorio di robotica e analisi del movimento. Si tratta di ReWalk, un leggero apparecchio di supporto completo caratterizzato da motori alle giunture, batterie ricaricabili, un insieme di sensori e un sistema di controllo computerizzato. Un meccanismo altamente tecnologico a fronte di una semplicità di utilizzo: i pazienti indossano un esoscheletro e uno zainetto e selezionano l'attività che desiderano mediante il dispositivo wireless; un sensore di inclinazione posto nella parte alta del torace, poi, attiva l'esoscheletro. (Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori)

Un test precoce per le immunodeficienze: rivoluzione nell'ambito delle malattie rare infantili

Rivoluzione nell'ambito delle malattie rare infantili. E' stato scoperto da tre ricercatori dell'Università di Firenze e dell'ospedale pediatrico Meyer il test precoce che permette di diagnosticare una delle più gravi immunodeficienze congenite dovute al difetto di adenosina-deaminasi, che quando si manifesta ha un impatto devastante nella vita del bambino che si trova a perdere ogni difesa immunitaria. La scoperta, ha già un brevetto registrato in tutti i paesi del mondo e ceduto all'Università di Firenze.
"Immaginate un neonato all'apparenza perfetto, sano sotto ogni profilo, un bambino che però, quando le difese materne vengono meno, a pochi mesi dalla nascita é aggredibile da qualsiasi germe sia presente nell'ambiente. Germe che per chi é privo di difese immunitarie causa complicazioni gravissime quali l'encafelite, la sepsi, la poliomelite e malattie gravissime il cui insorgere provoca danni permanenti e irreversibili per il resto della sua vita. Un difetto metabolico che grazie alle terapie enzimatiche sostitutive, a quelle geniche e al trapianto di midollo, é perfettamente curabile. Proprio per evitare di arrivare alla manifestazione con irreparabile danno, ci siamo chiesti cosa era possibile fare per sviluppare un test precoce, da fare subito, alla nascita". Il nuovo test da fare alla nascita (basta una goccia di sangue del neonato) permette di scoprire subito questa rara immunodeficienza, che nella popolazione infantile ha un'incidenza stimata da 1 su 100 mila nuovi nati a 1 su 1 milione di nuovi nati. Il test é già operativo a partire dall'inizio dell'anno ed é stato sottoposto a circa 20 mila neonati nati all'ospedale Meyer.
(DIRE - Notiziario Minori)

Consigli del Ministero della salute per il grande caldo

Il Ministero della salute ha attivato il numero verde 1500 per fornire ai cittadini informazioni e consigli sulle misure di prevenzione da adottare, su cosa fare in caso si verifichino problemi dovuti al caldo e sui servizi attivati da Regioni e Comuni. E' inoltre partita una capillare campagna informativa, rivolta in particolare ai medici di famiglia, agli anziani ed alle badanti attraverso la diffusione di vademecum divulgativi con le precauzioni da adottare nei comportamenti quotidiani. Ecco di seguito dodici semplici regole per affrontare la calura estiva con intelligenza: - Non di uscire di casa nelle ore più calde (dalle 11 alle 18). - Bere almeno due litri d'acqua al giorno (anche quando non se ne avverte il bisogno), salvo diversa prescrizione del medico curante. - Consumare pasti leggeri e frazionati durante l'arco della giornata e, in particolare, mangiare quotidianamente frutta e verdura fresche; fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili. - Evitare di bere alcolici e limitare l'uso di bevande contenenti caffeina. - Limitare l'attività fisica intensa soprattutto nelle ore più calde. - Indossare indumenti leggeri, non aderenti, di fibre naturali, di colore chiaro, proteggere la testa dal sole diretto con un cappello e gli occhi con occhiali da sole. - Durante le ore del giorno schermare le finestre esposte al sole diretto mediante tende o oscuranti esterni regolabili come, ad esempio, persiane o veneziane. - Mantenere chiuse le finestre durante il giorno e aprirle di sera quando l'aria esterna e' più fresca. - Se necessario, abbassare la temperatura corporea con bagni e docce evitando, però di utilizzare acqua troppo fredda e di bagnarsi subito dopo il rientro da ambienti molto caldi, perché e' potenzialmente pericoloso per la salute. - Se necessario, rinfrescare gli ambienti in cui si soggiorna con ventilatori o condizionatori, seguendo alcune regole. Non posizionare il ventilatore troppo vicino alla persona e non utilizzarlo in caso di temperature superiori ai 32 gradi ed in ogni caso bere molta acqua per evitare il rischio di disidratazione. Se si usano i climatizzatori evitare di regolare la temperatura interna a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. La temperatura dell'ambiente domestico per il benessere fisiologico e' 24-26 gradi, indossando abiti leggeri ed in assenza di attività fisica intensa. Non accendere il forno ed altri elettrodomestici (come scaldabagno, lavatrice ecc) durante l'uso del climatizzatore, per evitare consumi energetici eccessivi. - In auto, usare tendine parasole; se si entra in una vettura che e' rimasta a lungo sotto il sole, per prima cosa aprire gli sportelli per ventilare l'abitacolo e poi iniziare il viaggio con i finestrini aperti o il condizionatore acceso per abbassare la temperatura interna; evitare di lasciare anche per poco tempo persone o animali nell'auto chiusa in sosta, perché la temperatura all'interno dell'abitacolo si innalza rapidamente anche se la temperatura esterna non e' particolarmente elevata e può causare anche un colpo di calore, specialmente nei bambini piccoli. - Prestare particolare attenzione alla corretta conservazione domestica dei farmaci: leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni; conservarli lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta; durante la stagione estiva riporre in frigo i farmaci che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25 - 30° C.; ricordare che luce, aria, umidità e sbalzi di temperatura possono deteriorare il prodotto prima del previsto. In caso di dubbio, consultare sempre il proprio farmacista. Il ministero invita anche a prestare sempre molta attenzione alle persone più vulnerabili che vivono in casa come bambini molto piccoli, anziani con malattie croniche, persone non autosufficienti e di prendersi cura dei vicini di casa anziani che vivono da soli. In caso di bisogno la prima persona da consultare e' il proprio medico di famiglia o la guardia medica. Nei casi di emergenza chiamare prontamente il 118.
(Elaborazione da (DIRE - Notiziario Minori)

Un pezzo d'Italia nell'isola di Singapore a favore della ricerca della proteina chiave nella genesi di molti tumori

C'è un filo doppio che lega Singapore all'Europa, e la giovane ricercatrice Chit Fang Cheok a p53, la proteina chiave nella genesi di molti tumori. È un filo invisibile, lungo molte migliaia di chilometri, che ha cominciato a dipanarsi nel 1979: in quell'anno, mentre lei nasceva a Singapore, in Inghilterra il ricercatore britannico David Lane scopriva proprio il ruolo della proteina p53, su cui sono stati condotti tantissimi studi importanti nella lotta contro il cancro negli ultimi 32 anni.
Oggi questa giovane e determinata ricercatrice singaporiana si trova a dirigere in prima persona il laboratorio di ricerca che IFOM, l'Istituto FIRC di oncologia molecolare, ha aperto proprio a Singapore per approfondire gli studi su p53. La città-stato, posta di fronte all'estremo limite della penisola malese, è infatti uno dei Paesi al mondo che più hanno saputo creare le condizioni per realizzare ricerche scientifiche di avanguardia. Ora, grazie alla rete Internet, un po' di quel clima arriverà anche a Milano: il flusso di comunicazione tra IFOM e il nuovo laboratorio da lei diretto sarà continuo.
"Chit Fang si è specializzata nello studio dei meccanismi di danno e di riparazione del DNA che risultano determinanti per il successo o il fallimento delle cure chemioterapiche. Questa giovane scienziata rappresenta un ottimo esempio dei talenti di livello internazionale che Singapore sta sviluppando con l'obiettivo di introdurre scoperte scientifiche a beneficio della società" spiega David Lane che, oltre a dirigere l'Unità di ricerca oncologica della prestigiosa charity britannica Cancer Research UK, oggi è a capo, proprio a Singapore, dell'Unità di ricerca biomedica dell'agenzia governativa A*STAR, partner di IFOM.
di Fabio Turone

Fonte: www.airc.it

L'estate e le infezioni da piscina: "water-wash disease"

Con il caldo si va anche a cercare un po’ di refrigerio anche in piscina. Occorre però fare attenzione: le piscine sono ambienti chiusi con acqua che cambia di tanto in tanto, e che può diffondere infezioni, le cosiddette "water-wash disease", patologie tipiche di chi preferisce l'acqua clorata a quella salata: congiuntiviti, otiti e infezioni cutanee. Le piscine ben tenute sono abbastanza sicure, e per diminuire il rischio di incorrere in questi spiacevoli disturbi basterebbe adottare piccoli accorgimenti. Nel caso, invece, di piscine poco pulite, con impianti di depurazione maltrattati la questione si fa più pericolosa. Una temperatura dell'acqua troppo alta e, sulla superficie, secrezioni nasali, orofaringee e squame cutanee dei bagnanti, formano un cocktail che può essere micidiale. Altri rischi da cui guardarsi sono poi gli stafilococchi presenti sulla cute lesa delle persone per cui è opportuno non bagnarsi se si ha una ferita. Il rischio é che si contamini l'acqua e si peggiorino le condizioni della nostra ferita. Stesso discorso vale per influenza con febbre, mal di gola e raffreddore. Anche la doccia prima di entrare in acqua é fondamentale a preparare la pelle all'ingresso in piscina. Inoltre, mai dimenticare le ciabatte: proteggono da contaminazioni fungine, virali o batteriche. (Elaborazione da Well DIRE)

Zanzare: 8 cose che bisogna sapere

1. Questione di geni

E’ noto che alcuni fattori, come gli abiti scuri, la temperatura corporea e i movimenti possono attrarre irrimediabilmente un plotone d’insaziabili zanzare ma a quanto sembra la nostra capacità di attrarle potrebbe dipendere direttamente da fattori genetici.
Secondo Joe Colon, entomologo e consulente dell’American Mosquito Control Association (AMCA) esistono più di 300 composti, emanati dal nostro corpo, che sono in grado di avere una funzione repellente o fortemente attrattiva verso le zanzare. In sostanza dipende dalle secrezioni odorose prodotte dal nostro corpo e se queste sono gradite alle zanzare, beh meglio correre ai ripari e munirsi di un buon repellente, magari naturale.

2. Zanzare diverse, abitudini diverse

Con una così grande varietà di specie presenti in natura, è inevitabile che le zanzare abbiano abitudini alimentare diverse tra loro. Come afferma Laura Sirot, biologa presso il Wooster College in Ohio, non tutte le zanzare si nutrono di sangue e tra quelle che lo fanno non tutte suggono quello umano. Inoltre, molte specie si alimentano di giorno altre durante la sera. E nonostante questi artropodi prolifichino nelle stagioni calde alcune specie possono sopravvivere anche negli inverni più miti.

3. Solo le femmine ci pungono

Le zanzare che ci pungono sono solo gli esemplari femmine. I maschi, infatti, si nutrono principalmente di essenze vegetali e nettare, mentre le femminine hanno bisogno di un pasto nutriente a base di sangue per portare a compimento il completo sviluppo delle uova e la loro deposizione.

4. I repellenti sono la miglior difesa

Si è dibattuto a lungo sugli effetti collaterali di molti repellenti antizanzara, soprattutto quelli contenenti dietiltoluamide (DEET), il più efficace topico repellente disponibile e con il più ampio spettro d'azione.
Oltre ai repellenti, un singolare ma efficace sistema per difendersi dalle zanzare è l’uso di un buon ventilatore. Le zanzare non sono molto abili nel volo e una lieve brezza artificiale le terrà lontane da noi.

5. Chiamare la disinfestazione

Generalmente si pensa che l’aiuto della disinfestazione sia necessaria solo in caso di blatte, ratti o formiche. In realtà può essere utile anche in caso di una massiccia presenza di zanzare. Diversi comuni italiani hanno in questi anni condotto delle varie e proprie campagne di disinfestazione contro la zanzara tigre, e anche di sensibilizzazione rispetto al problema, spesso sconosciuto tra i cittadini.

Eliminare qualsiasi fonte di acqua stagnante, pulire accuratamente le grondaie e osservare altri piccoli accorgimenti può aiutarci a diminuire la presenza del fastidioso succhia sangue.

6. Le zanzare possono trasmettere malattie

Le punture di zanzare sono la causa di più di un milione di morti nel mondo ogni anno, secondo i dati raccolti dall’AMCA. Oltre alla tristemente nota malaria, le zanzare possono trasmettere l’encefalite, la febbre gialla, quella di dengue e il virus del Nilo occidentale. Quest’ultimo è contratto dagli uccelli e successivamente trasmesso dalla zanzara all’uomo.

7. Persone diverse, reazioni diverse

Per la maggior parte delle persone la puntura di zanzara può causare un leggero gonfiore accompagnato da un fastidioso prurito. In molti soggetti però può verificarsi una reazione allergica nota come Sindrome di Skeeter.

In queste persone la puntura genera grandi macchie, molto arrossate, a volte grande come una prugna e molto pruriginose. Questa reazione allergica è data dagli elementi presenti nella saliva della zanzara e sebbene molto fastidiosa questa sindrome non causa particolari conseguenze per la salute.

8. Le zanzare consumano più sangue di quanto pesano

Una zanzara pesa in media 2,5 milligrammi, ma quando si nutre di sangue il suo peso può superare i 7,5 milligrammi. In pratica il loro pasto è pari al doppio del proprio peso corporeo. E’ come se un uomo di 80 chili ingerisse durante un pasto 160 litri di frappè.
Una volta raggiunta la sazietà, le zanzare per volare via devono espellere i rifiuti corporei. Durante la diuresi le varie specie espellono sostanze diverse: l’Anopheles, l’insetto vettore della malaria ad esempio espelle sangue mentre la Aedes aegypti, la specie che trasmette la febbre dengue espelle urina.

Fonte: wellme.it

Sempre più diffusi nel mondo i i farmaci generici. Ma il mercato in Italia è fermo al 10%

Compie dieci anni in Italia, dalla Finanziaria del 2001, la norma sulla possibile sostituzione di farmaci non più coperti da brevetto con i cosiddetti generici, farmaci sovrapponibili poi ribattezzati bioequivalenti. Nel nostro paese, non hanno preso piede come nelle aspettative e come nei paesi di riferimento, tanto che la quota di mercato è intorno al 10%. Le ragioni di questo ritardo sono diverse e complesse, ci sono questioni tecniche, normative, anche culturali. Per esempio, la copertura del brevetto del principio attivo e non di processo, la registrazione con stesso dossier in tutt’Europa ma la possibile valutazione dell’Agenzia nazionale caso per caso, la disponibilità di generici comunicata a volte prima che sia reale, la sostituibilità da parte del farmacista, le variazioni delle politiche sui prezzi e i rimborsi.

Ciò non toglie, però, che complessivamente il farmaco, a livello globale, sia “sempre più generico”: "In riferimento al periodo 2004-2008, la produzione mondiale di principi attivi (API) generici compresi mostra un incremento medio annuale del 7,2%” afferma Piero Iamartino, di Micromacinazione SA, uno dei maggiori produttori di principi attivi. “in Europa occidentale si è scesi dal 44,3% al 38,9%, in Asia si è saliti dal 32,1% al 38,4%, con la Cina cresciuta dal 13,1% al 19,3%. Per gli API solo generici, il trend mondiale vede un incremento medio annuale del 9,1%; la composizione è per il 16,7% dell’Italia (la Cina è al 37,8%). In Italia ci sono una novantina di aziende produttrici di API generici e il nostro è comunque il più importante paese produttore dell’Europa occidentale. Il fatturato è in crescita, nonostante la competizione dei paesi asiatici; nel 2009 è stato intorno a 3,15 miliardi di euro, e l’85% di questo valore è riferito all’esportazione”.

“Come tendenza, quello che si prevede è una riduzione, a livello mondiale, della quota dei farmaci di marca (branded) dal 64% del 2010 al 54% nel 2015, con una diminuzione di nuovi principi attivi. I paesi emergenti, soprattutto Cina e India, diventeranno il primo mercato dei generici (date le dimensioni e quindi le necessità locali), seguito dagli Stati Uniti ” conclude Lamartino.

Fonte: quotidianosanita.it

Un nuovo psicofarmaco per bambini in Italia fa discutere. il Dossier arriva in discussione anche a Bruxelles

Risposta a tempo record quella del Ministro per la Salute On. Ferruccio Fazio all’interrogazione dell’On. Binetti, che nel Question-time alla Camera dei Deputati ha confermato l’esistenza presso lo “Stella Maris” di Pisa di una sperimentazione in corso su bambini, con somministrazione di una molecola psicoattiva per migliorarne le performance attentive (1). “Si tratta di un vecchia molecola anti-ipertensiva che si sta cercando di riciclare come psicofarmaco pediatrico, cosa assai discutibile, dal momento che neppure se ne conoscono i meccanismi d’azione sul cervello dei bimbi”, ha commentato Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria alla Sapienza di Roma e già Primario di Psicofarmacologia all’Umberto I°.
“La nostra denuncia – dichiara Luca Poma, giornalista e Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org) - era circostanziata e corretta: c’è una strategia in corso per medicalizzare i comportamenti di sempre più ampie fasce di bambini italiani. La Guanfacina di Shire è una molecola apolide, che non rendeva più: cosa c’è di meglio che inventare da zero una nuova applicazione terapeutica per guadagnare altri soldi a spese della salute dei più piccoli? Neanche si conoscono le modalità di azione di questo psicofarmaco e già lo si vuole autorizzare per l’uso sui nostri bambini”.
L’On. Paola Binetti ha preso atto della risposta del Ministro Fazio, commentando: “I fondi che il Ministro ha promesso nella Sua riposta per incrementare la vigilanza anti-abuso e iscrivere sul registro di controllo anche le somministrazioni di anti-depressivi ai bimbi, che vengono somministrati in misura 15 volte maggiore degli psicofarmaci per l’iperattività, sono un’ottima cosa, peccato che in questa Finanziaria non ve ne sia traccia, speriamo non sia l’ennesima azione di propaganda. E per la ‘pubblicità’ fatta dalla casa farmaceutica, della quale il Ministro chiede notizie, vorrei segnalare che nel XXI° secolo le campagne di marketing non si muovono solo sulle gambe dell’advertising diretto ai pazienti, bensì sulla base di articolate campagne di relazioni pubbliche, proprio come quella a cui stiamo assistendo: si crea artificialmente il bisogno di un farmaco mediante congressi scientifici che chiedono più diagnosi di iperattività, e articoli sui giornali firmati da specialisti che indicano la strada, poi compare la soluzione, guarda caso uno psicofarmaco. Ma la scienza – lo dico da Neuropsichiatria Infantile, prima che da Parlamentare – ha molto da dire prima di dover somministrare uno psicofarmaco a un bambino di 6 anni”.
Nel frattempo, il dossier è arrivato nell’Aula del Parlamento Europeo, dove l’On. Cristiana Muscardini ha presentato un’interrogazione alla Commissione . La Parlamentare dichiara che “la Guanfacina è un vecchio brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. In genere succede il contrario, di fronte ad una malattia si fa della ricerca per trovare antidoti e terapie. Che un'agenzia di relazioni pubbliche si presti a simili tentativi è un problema di etica professionale che non vogliamo affrontare, ma che una casa farmaceutica operi cercando ipotetici clienti per una molecola esistente e non più usata per il primitivo scopo, ci sembra un'operazione assai disinvolta, che rovescia la scala di valori alla quale ci si dovrebbe attenere quando si tratta di salute: prima i bambini e poi il business”.

(1) La Guanfacina (nome commerciale in USA “Intuniv”), un anti-ipertensivo di vecchia generazione, introdotto sul mercato nel lontano 1980. Determina una riduzione degli impulsi nervosi del cervello al cuore, alle arterie ed ai reni. Tra gli effetti collaterali troviamo vertigini, impotenza, dolore toracico, mancanza di respiro, eruzioni cutanee, visione offuscata e ingiallimento della pelle o degli occhi (http://www.rss-to-javascript.com/it/author-article/guanfacine-cloridrato...) nonchè confusione e depressione delle funzioni mentali (http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/). A fronte di questi potenziali rischi, uno studio ha confermato che "la Guanfacina, un farmaco comunemente prescritto per alleviare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, non è più efficace di un placebo" (studio scientifico condotto da ricercatori del Medical Center di San Francisco (http://www.newsmedical.net/news/2006/12/02/37/Italian.aspx). Tuttavia, il marketing fa la sua strada, e sebbene il meccanismo del farmaco non sia completamente noto, si ritiene che esso abbia a che fare con i recettori della corteccia prefrontale, un'area cerebrale studiata nei pazienti con iperattività, e quindi l’idea ora è di utilizzarla sui bambini per rafforzare la memoria, migliorare l'attenzione e la capacità di concentrarsi e migliorare il controllo degli impulsi (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=4&id=2447). La Guanfacina è quindi alla Sua terza destinazione d'uso: prima anti-ipertensivo, poi disturbo da stress post-traumatico, ora Sindrome da Deficit di Attenzione nei bambini.
(Elaborazione da Media-relation – Giulemanidaibambini)

Uno studio americano afferma che le patatine fritte sarebbero una droga

Essere "drogati" di patatine fritte e' una realtà, secondo una ricerca condotta dall'italiano Piomelli dell'università di Irwine e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, in quanto, i cibi ricchi di grassi come le french fries provocano un effetto-dipendenza. Ecco perché sono irresistibili. Il bisogno insaziabile é legato ai grassi che inducono lo stomaco a produrre droghe naturali simili alla marijuana, gli endocannabinoidi. Nei test si é riscontrato che i soli cibi grassi, quindi non gli zuccheri o le proteine, generano un segnale di feedback positivo nella lingua che, prima, viene inviato al cervello e da lì, attraverso il nervo vago, all'intestino dove il segnale stimola la produzione di due endocannabinoidi. Quest'ultimi, che regolano il rilascio delle sostanze chimiche coinvolte nella fame e nella sazietà fanno il resto: attivano il segnale che induce a voler ancora quel cibo. (Elaborazione da Wel/ Dire)

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