Institutions and politics

Reale estensione della rivolta siriana

Una parte importante dell’ipotesi del complotto esterno di elaborazione iraniana utilizza la reale distribuzione e la localizzazione dei principali focolai della rivolta siriana come pilastro portante; la vicinanza di tali focolai con le linee di frontiera di diversi stati esteri confinanti con la Siria dimostrerebbe, secondo i suoi sostenitori, l’assoluta fondatezza dell’ipotesi iraniana. La città di Daraa, ad esempio, è molto vicina al confine giordano mentre Homs e Baniyas sono particolarmente vicine al confine libanese; Idlib è nelle immediate vicinanze della Turchia mentre Albukamal è situata nei pressi del confine iracheno. Nella città di Deir ez-Zor, inoltre, il regime ha incontrato una dura opposizione da parte degli anziani dei villaggi, con la prestigiosa famiglia dei Baqqara che si è unita alle forze ribelli; proprio in questa città si sono verificati violenti scontri durante il mese di agosto. Tale ipotesi, tuttavia, non tiene conto della reale distribuzione sul territorio delle principali città siriane; non considera, in particolare, che la Siria è caratterizzata dalla presenza di antichi centri che, nella maggior parte dei casi, sono situati lungo antiche rotte commerciali o zone costiere. In generale, poi, nel corso degli anni gran parte degli insediamenti agricoli ha preferito localizzarsi nelle zone periferiche del territorio di quella che sarebbe divenuta la nuova Siria piuttosto che la parte centrale, molto più arida e, per questo, disabitata.
I sostenitori dell’ipotesi del complotto esterno fanno inoltre notare che importanti centri quali Damasco ed Aleppo, seppur interessati dalla protesta, non sono mai stati teatro di fenomeni reazionari particolarmente intensi. Anche in questo caso, tuttavia, si omette di considerare che Damasco vanta un’estesa presenza dei servizi di sicurezza del regime che, di fatto, impedisce ai manifestanti di godere di uno stabile coordinamento; gli stessi Comitati di Coordinamento Locale, ad esempio, raramente riescono a condividere basilari informazioni inerenti la protesta. Sia Aleppo che Damasco rappresentano, di fatto, due importanti centri stabilmente controllati dalle forze governative ma, mentre il primo è da considerarsi una vera roccaforte per il regime di Bashar al-Asad, non è escluso che Damasco possa cedere alla rivolta ed insorgere quando e se, magari a seguito di un calcolo meramente opportunistico, essa giochi a sfavore della leadership alawita.
In quest’ ottica si inseriscono, secondo alcuni, i due citati attentati di Damasco; numerosi analisti puntano a collocare questi due cruenti eventi come rientranti in una sorta di strategia della tensione, utilizzando un termine tristemente noto alla storia italiana della Prima Repubblica, volta a dimostrare agli indecisi che la caduta del regime alawita di Bashar al-Asad potrebbe spingere la Siria verso l’instabilità ed il terrore; attribuendo, anche abbastanza frettolosamente, le sessanta vittime e gli oltre duecento feriti ad al-Qaeda ed a gruppi sunniti e salafiti operanti in Siria, infatti, il regime di Bashar al-Asad avrebbe voluto dimostrare che l’alternativa alla leadership alawita sarebbe sicuramente costituita da un regime basato sul fondamentalismo islamico in grado di ridurre la Siria ai livelli dell’Afghanistan e dell’Iraq.
La reale estensione della rivolta rappresenta un elemento di estrema importanza nell’ambito del processo attualmente in corso in Siria; l’elemento territoriale, e quindi il controllo manu militari di una parte più o meno estesa del territorio siriano da parte delle forze ribelli, costituirebbe un importante fattore legittimante per il Consiglio Nazionale Siriano in grado di spingere al suo riconoscimento anche quei paesi che oggi, cautamente, intrattengono solo un semplice dialogo con questo.
(Fonte: geopolitica.info)
di Pierfrancesco Cardalesi

Maturità: scelte materie per esame

Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico, Pedagogia al Liceo pedagogico, Figura disegnata al Liceo artistico. Sono queste alcune delle materie scelte dal ministero dell'Istruzione per la seconda prova scritta degli esami di Maturita' 2012. Le prove si svolgeranno il 20 giugno (tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi) e 21 giugno (seconda prova).
(Fonte: ansa.it)

Un appello in difesa del riferendum sull'acqua

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica. Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia. Sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Fonte: www.acquabenecomune.org (Collegarsi per sottoscrivere l’appello: 2961 firmatari)

Governo Monti: in anteprima particolari del decreto liberalizzazioni (testo in bozza)

Il Governo Monti assesta un durissimo triplice colpo alle prerogative degli Ordini professionali con il decreto legge (dl) sulle liberalizzazioni di cui il sito www.leggiOggi.it anticipa la bozza così come risultava nella stesura di ieri sera. Ed ecco i particolari:
a) Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime.
b) i giudici decideranno le controversie sugli onorari dei professionisti senza sentire il parere degli Ordini professionali ma “secondo equità”.
c) “Le università possono prevedere nei rispettivi statuti e regolamenti che il tirocinio ovvero la pratica, finalizzati all’iscrizione negli albi professionali, siano svolti nell’ultimo biennio di studi per il conseguimento del diploma di laurea specialistica o magistrale; il tirocinio ovvero la pratica così svolti sono equiparati a ogni effetto di legge a quelli previsti nelle singole leggi professionali per l’iscrizione negli albi. Sono esclusi dalla presente disposizione i tirocini per l’esercizio delle professioni mediche o sanitarie. Resta ferma la durata massima dei tirocini (18 mesi) prevista dall’articolo 33, comma 2 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214”.
Al Governo, però, è mancato il coraggio di introdurre la laurea abilitante: l’esame di laurea che assorbe l’esame di stato di cui all’art. 33, V comma, della Costituzione. E’ un buon risultato, comunque, quello che elimina il praticantato tradizionale svolto, dopo la laurea, negli studi o nelle redazioni. (in http://www.leggioggi.it/2012/01/12/monti-in-anteprima-la-bozza-di-decret...)

Fonte: www.francoabruzzo.it

Tre rogatorie sul riciclaggio di denaro sporco, ma la Santa Sede non risponde

Dall'inchiesta sulla morte di Roberto Calvi nascono una serie di domande imbarazzanti per il Vaticano sui rapporti dello Ior con la mafia e il crimine. Alla quale non è mai stata data risposta. Ora la procura di Roma, che indaga per riciclaggio, chiede l'intervento del neo ministro Severino. Si rischia un grave incidente diplomatico. Se il Vaticano non risponde, comprometterà la procedura per entrare nella lista degli "stati virtuosi", tradendo la richiesta del Papa di maggiore trasparenza fiscale.

Proibito l'uso di allevare galline in gabbie in batteria

Dal primo di gennaio entra in vigore una legge comunitaria che vieta l'uso di allevare galline per la produzione di uova in batteria.
I volatili allevati così saranno fuorilegge.
Undici stati compresa l'Italia rischiano multe se non si allineeranno.

(Fonte: leggo.it)

L'Inps sospende le pensioni per invalidità e gli assegni sociali che non hanno risposto

L’INPS ha sospeso «decine di migliaia» di prestazioni legate al reddito, quali per esempio gli assegni sociali, le invalidità, le pensioni ai superstiti e quelle integrate al minimo.
Destinatari del provvedimento sono tutti coloro che non hanno fatto avere all'ente previdenziale il modello «Red» per il 2009.
«Decine di migliaia» di persone che, dal momento dell'avviso, avranno 60 giorni di tempo per comunicare quei dati. Tecnicamente, dovranno presentare all'Istituto la «domanda di ricostituzione», con la situazione reddituale propria e della famiglia sia del 2009 sia del 2010. Se lo faranno e confermeranno i requisiti per il diritto alla prestazione, allora otterranno gli arretrati. Altrimenti, dopo 60 giorni dalla sospensione, l'Istituto procederà con la revoca definitiva del trattamento legato al reddito.
Sono più di 10 milioni le persone che, anche per la bassa o nulla capacità reddituale (propria e della famiglia), hanno diritto a un trattamento previdenziale o assistenziale: sono tutti quelli che hanno un assegno di invalidità, i titolari di invalidità civile, i pensionati sociali, chi ha una pensione ai superstiti (indiretta o di reversibilità che sia) e tutti coloro che hanno pensioni integrate al minimo o trattamenti di famiglia (assegni familiari) e altre maggiorazioni.
Nei loro confronti la verifica dei redditi viene fatta dall'Inps richiedendo ogni anno i dati reddituali del titolare della prestazione, ed eventualmente del coniuge e dei figli. Dati rilevanti sia per il diritto sia per la misura dell'assegno. La comunicazione di questi dati agli enti pensionistici può essere fatta tramite i patronati o direttamente all'Inps.
(Fonte: ilsole24ore.it)

Università. Profumo: nel 2012 170mln per borse studi

Per le borse di studio universitarie nel 2012 ci saranno 170 milioni contro i 110 attuali. Lo annuncia il ministro Francesco Profumo intervenendo a Repubblica Tv. "Quest'anno ci sono 110 milioni circa. L'anno prossimo ne avremo 170, che e' una cifra interessante. Poi c'e' da aggiungere il contributo che deriva dalle tasse degli studenti e quello regionale. Per avere un totale che sia ragionevole rispetto agli avanti diritto bisogna arrivare a 360-370 milioni". Il ministro ricorda, comunque, che la borsa é "solo un elemento del diritto allo studio. Il secondo sono i servizi, un terzo la possibilità per gli studenti di fare attività part time dentro l'università. La quarta- aggiunge- é quell'investimento per il futuro che si chiama prestito sull'onore".(Elaborazione da Well/ Dire)

Orari liberalizzati, negozianti in rivolta, ma a Roma cento negozi aprono di notte

La liberalizzazione totale di orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali, entrata in vigore con l’inizio dell’anno, «è la goccia che fa traboccare il vaso». La rivolta dei negozi parte da Roma, dove Confesercenti minaccia la serrata, ossia lo sciopero generale del settore, «contro i continui interventi di governi nazionali e locali che colpiscono esclusivamente le piccole e medie imprese del commercio».
Secondo l’associazione di categoria, infatti, soltanto nel Lazio sarebbero a rischio oltre 100 mila attività e circa 300 mila posti di lavoro. Proprio nella Capitale la polemica è esplosa in modo virulento: il Campidoglio ha diramato persino una circolare al comando di polizia municipale e ai municipi per ricordare l’entrata in vigore della legge. A Milano, invece, il Comune attende una circolare della Regione Lombardia per muoversi formalmente.
A chiarire i contorni della vicenda sarà probabilmente l’iniziativa della Regione Toscana, che ha deciso di impugnare alla Corte costituzionale per conflitto di competenza le ultime norme sulla riforma del commercio. «La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese».
A Roma però già cento negozi sono aperti di notte. Bar, ristoranti e altri locali, soprattutto nel centro storico e nei quartieri della movida si preparano a fare le ore piccole. La liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, entrata in vigore ieri, influirà soprattutto sull’attività dei pubblici esercizi. Scompare l’obbligo di chiusura alle 2 - soltanto alcuni locali avevano la deroga fino alle 4 - e toccherà al singolo commerciante decidere a che ora chiudere. «Nella prima fase saranno un centinaio i pubblici esercizi che usufruiranno di questa possibilità, andando oltre gli orari attuali - sostiene Liborio Pepi, leader romano di Fiepet-Confesercenti - per poi aumentare in primavera». In gran parte si tratta di attività che avevano già chiesto in passato la deroga all’orario di chiusura, ricevendo risposte negative da parte dell’amministrazione.

Iniziata raccolta di firme per l'adeguamento alla media europea degli stipendi dei politici

Oggetto: Uno spiraglio di cambiamento da realizzare con urgenza
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi,emolumenti,indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».
L’iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook “Nun Te Regghe Più”, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare è formata da un solo articolo:
Art. 1. I Parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati, il Presidente del Consiglio, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori Regionali, Provinciali e Comunali, i Governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province, i Sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’Unione Europea, più della media aritmetica europea negli altri paesi dell’Unione per incarichi equivalenti.
La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l’elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare:
http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm
L’iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di Comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebookhttp://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ o all’indirizzo di posta elettronica legge.ntrp@gmail.com
50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più. Andate a firmare nel vostro comune e non fatelo da soli, trascinate a peso anche i tanti che sono andati in loop con le lamentele fini a sè stesse! E’ arrivato il momento per i cittadini di riprendere il controllo di questo paese!

Fonte: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

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