Science-Environment

Il microchip fa quarant'anni. Lo inventò un italiano

Quarant'anni fa un italiano, Federico Faggin, che lavorava in California per la società INTEl inventò il primo microchip, e cioé un microprocessore realizzato su di un solo chip, il 4004, che aprì la strada alla costruzione dei personal computer.

(Fonte: leggo.it)

Prima trasfusione con sangue artificiale

Per la prima volta é stato effettuata una trasfusione di sangue con materiale artificiale.
E' avvenuto a Parigi dove l'Università Curie ha ottenuto sangue artificiale da cellule staminali del midollo osseo.

(Fonte: leggo.it)

Energie rinnovabili: pronto il decreto sugli incentivi

Come annunciato lo scorso novembre al Senato, è in dirittura d’arrivo il decreto che modifica il sistema di attribuzione degli incentivi per gli impianti che sfrutteranno energie rinnovabili. Si attendono solo le firme del Ministro dello Sviluppo, Corrado Passera e quella del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.
Atteso per fine novembre, il decreto è stato rinviato a causa della crisi che ha investito il Governo Berlusconi, quindi ripreso dal nuovo esecutivo. Si torna dunque a parlare di incentivi alle fonti rinnovabili, in particolare di quelli che andranno a favore di impianti di potenza superiore a 5 megawatt.
Lo stesso ministro dello Sviluppo Passera ne ha anticipato in queste ore il contenuto.
Il provvedimento riguarda la disciplina degli incentivi per tutte le fonti rinnovabili escluso il fotovoltaico (che ha il suo Conto Energia) e prevede il raggiungimento di una soglia massima di spesa annua tra 6 e 7 miliardi di euro (un miliardo circa rispetto a quanto previsto dal governo Berlusconi).
Dal 2013, inoltre, scompariranno i c.d. certificati verdi, e si passerà così al vero e proprio sistema di incentivi. Nel caso dell’eolico, il decreto prevede un corrispettivo di durata ventennale (25 anni nel caso dell’eolico off-shore) e le cifre vanno da 310 euro per megawattora per gli impianti fino a 20 kilowatt, a 118 euro per quelli superiori ai 5 megawatt. Nel caso dell’idroelettrico la durata sarà pressoché identica, 25-30 anni, con cifre comprese tra 230 e 102 euro (100 e 105 euro invece le cifre comprese per la geotermia).
Disciplina differente invece per gli impianti di potenza superiori ai 5 megawatt: si potrà infatti accedere agli incentivi soltanto partecipando ad aste al ribasso, mentre le biomasse potranno accedervi rispettando la soglia dei 20 megawatt. La prima asta per attribuire gli incentivi si terrà entro giugno e nel triennio 2013-15 si prevede di incentivare circa 1.850 megawatt di eolico on shore, 680 megawatt di off shore, 150 megawatt di idroelettrico, 60 megawatt di geotermico e 180 megawatt tra biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.
Fonte: www.oknotizie.virgilio.it

La prima lente a contatto che funge da schermo tv

Si tratta di una lente a contatto computerizzata, che al momento contiene un solo pixel di informazioni: un po' poco, ma abbastanza per dire che ci sono i presupposti per andare avanti e mettere a punto una lente in grado di visualizzare proprio di fronte all'occhio piccole email o messaggi di testo. Basterà aggiungere qualche centinaio di pixel, e con le capacità tecnologiche di miniaturizzazione odierne non pare così impossibile. Sulla lente si trovano un'antenna che riceve i segnali e l'energia dall'esterno e un circuito integrato per immagazzinare l'energia stessa e trasferirla a un chip di zaffiro contenente un led. Un apparecchio effettivamente complesso che però è risultato in grado di trasmettere segnali sia quando è stato provato nello spazio libero, sia quando è stato messo sugli occhi di conigli da esperimento con l'intento di valutarne la tollerabilità e sicurezza. I test hanno mostrato che la lente non danneggia la cornea in alcun modo, ma ci sono ancora molti elementi da migliorare prima di avere una lente ad alta risoluzione, perfettamente funzionante, controllabile e ricaricabile da lontano.

(Fonte: corriere.it)

Reattore nucleare senza scorie radioattive: l’ultima sfida del filantropo Bill Gates

Il fondatore di Microsoft sta sviluppando il progetto assieme alla Cina. Il reattore, che nei prossimi cinque anni otterrà finanziamenti per un miliardo di dollari, nella mente dei progettisti risolverebbe buona parte dei problemi energetici del pianeta
Un reattore capace di funzionare con l’uranio impoverito proveniente dagli scarti delle centrali nucleari, e quasi in grado di non produrre scorie radioattive: è ciò a cui sta lavorando Bill Gates, fondatore di Microsoft. Che, con TerraPower, società spin-off della leader americana nei brevetti Intellectual Ventures da lui stesso generosamente finanziata, e con il governo cinese, sta sviluppando il reattore a onda progressiva, un nuovo tipo di impianto nucleare in grado non solo di essere alimentato dai rifiuti nucleari, ma anche di funzionare per tutta la sua vita senza la necessità di un successivo rifornimento di combustibile. “L’idea è quella di un reattore molto economico ed incredibilmente sicuro – ha garantito Gates in Cina durante un suo intervento presso il ministero della scienza e della tecnologia – che non richiede l’intervento umano e rimane sicuro in ogni situazione”.
Secondo l’ex presidente di Microsoft, il Traveling wave reactor (Twr), prodigio della tecnologia, sarebbe la soluzione ai problemi energetici del pianeta. Capace di ridurre al minimo i maggiori limiti della produzione di energia nucleare (i costi, i rischi e il problema irrisolto della gestione delle scorie radioattive), nonché di ridurre le emissioni che hanno portato all’attuale caos climatico, il Twr è un progetto in cui, solo nei prossimi cinque anni, verrà investito circa un miliardo di dollari.

(Fonte: il fattoquotidiano.it)

Una cintura verde nel cuore dell'Europa

La più grande area protetta fluviale d’Europa sorgerà su un territorio che comprende cinque Paesi. Con 800.000 ettari di estensione e 700 chilometri di fiumi, è già stata ribattezzata l’Amazzonia d’Europa
Non tutti sanno che per vivere l’emozione di immergersi nell’intrico di una foresta tropicale non occorre prendere un volo intercontinentale e attraversare mezzo mondo. Basta, per così dire, girare l’angolo e fare un giro in Croazia o in Austria e visitare una grande regione che la natura ha creato attorno al Danubio e ai suoi due affluenti, il Mura e il Drava. E che nel giro di un paio d’anni diventerà ufficialmente un parco, il più grande d’Europa e l’unico al mondo ad estendersi sul territorio di ben cinque Paesi.
Lo scorso marzo infatti i ministri dell’Ambiente dei cinque Paesi europei bagnati dal Danubio e dai suoi affluenti (Austria, Croazia,Ungheria, Serbia e Slovenia) hanno firmato un patto per promuovere una politica integrata e fondare la nuova biosfera dell’Unesco. Un mega-parco di cui si parla almeno dal 2009, quando Croazia e Ungheria firmarono un accordo per tutelare la biodiversità dei tre corsi d’acqua. Ribattezzato, appunto, “l’Amazzonia d’Europa”, il territorio bagnato dai tre fiumi diventerà la più estesa area protetta del continente europeo.

Fonte: www.modusvivendi.it

Banda larga in tutte le scuole di Roma

"Nelle scuole di Roma e provincia abbiamo già portato i pannelli fotovoltaici ed entro la fine dell'anno scolastico tutti gli istituti avranno la banda larga. Questo comporterà risparmi per almeno 150 mila euro l'anno sulle bollette e rappresenta il presupposto per l'installazione del wi-fi dove lo richiederanno gli istituti". Lo annuncia il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, parlando agli studenti del liceo Mamiani dove sono stati portati a termine interventi per 1,174 milioni di euro. Il progetto partirà a gennaio 2012 ed entro la fine dell'anno consentirà a tutte le scuole di competenza della Provincia di avere banda larga (ora presente solo in meno di una decina di istituti), telefonia vip, servizio digitale di server fax e, per chi lo richiederà, il wifi. Il costo di esercizio per il servizio é pari a 700 mila euro annui (+40 mila una tantum per gli hot spot wifi), rispetto agli 850.000 attuali solo per canoni e traffico telefonico. E' una vera rivoluzione, se facessero così tutti i ministeri ed uffici pubblici italiani, ci sarebbe un risparmio per milioni di euro senza tagliare i servizi ma solo modernizzando e migliorando la qualità della spesa pubblica". "I nostri ragazzi nel mercato del lavoro competeranno con studenti di scuole molto moderne, attrezzate e competitive di tutto il mondo: quindi noi ora dobbiamo cambiare la scuola pubblica e migliorarla, preparare strutture e infrastrutture competitive. La banda larga nelle scuole é un segnale che va in questa direzione"

(Elaborazione Well/ Dire)

Conferenza di Durban sui cambiamenti climatici: i temi in discussione

Si è aperto lunedì a Durban, in Sudafrica, il sipario sulla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Molte le questioni sul tavolo della Cop 17, nell’ambito della convenzione quadro dell’Onu per i cambiamenti climatici (Unfccc - United nation framework on climate change): in particolare, gli aspetti che riguardano formule e modi relativi al prolungamento del protocollo di Kyoto, e il funzionamento del Fondo verde per il clima, che dovrebbe avere una dotazione di 100 miliardi di dollari al 2020.
L’obiettivo rimane quello sancito dalla precedente Cop 16 di Cancun: limitare entro i due gradi l’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali. Il nodo dei negoziati verte sulla riduzione delle emissioni di gas serra a livello planetario e la discussione su come, e quando, si possa giungere a un accordo globale. Si sta parlando di lotta alla deforestazione, trasferimento di tecnologie e strumenti per investimenti green nei paesi in via di sviluppo.

Fonte: e-gazette.it

Science for peace: le soluzioni della scienza per ridurre i conflitti nel mondo

Il 18 e 19 Novembre 2011 a Milano, presso l'Aula Magna dell'Università Bocconi, si darà il via alla III Conferenza Mondiale di Science for Peace. Si parlerà di accesso ad acqua e cibo, prevenzione e cura delle malattie, diritti civili, l’impegno della scienza per la pace.
La Conferenza Mondiale Science for Peace è un momento di dibattito internazionale in cui si analizzano le cause all’origine di conflitti e le soluzioni che la scienza offre per la prevenzione e la risoluzione di queste.
La Terza edizione della Conferenza si svolgerà a Milano, presso l'Aula Magna dell'Università Bocconi, in via Roentgen 1.
4 Premi Nobel, 37 relatori da 15 Paesi per individuare soluzioni concrete di Pace.
La Conferenza di Science for Peace è realizzata in collaborazione con l'Università Bocconi e si svolge sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

LINK UTILI: Programma e informazioni sulla conferenza:
http://www.fondazioneveronesi.it/divulgazione/science-for-peace/la-confe...
Registrazione alla conferenza:
http://www.fondazioneveronesi.it/divulgazione/science-for-peace/registra...

www.perlapace.it

Leggere nel pensiero

Tre recenti ricerche mostrano come esaminando il cervello di una persona, mentre sogna, guarda un film o pensa, è possibile farsi un idea di quello che gli passa per la mente. L’èquipe di M. Dresler dell’Istituto di Psichiatria Max Planck di Monaco ha reclutato un gruppo di persone che fanno sogni lucidi (consapevoli di sognare ma in grado di controllare le proprie azioni) e con la risonanza magnetica funzionale (fMR) e la spettroscopia in infrarosso sono stati in grado di rilevare quando il cervello ha ordinato alla mano di chiudersi durante il sogno, nello stesso modo in cui lo farebbe nella realtà. E’ la prima volta che la scienza dimostra che un cervello che sogna, si comporta come durante la veglia. Un altro studio del team di J. Gallant dell’Università di Bercley, pubblicato come il primo su Current Byology, rileva che è possibile ricostruire quello che passa per la mente di una persona sveglia. Sottoponendo ricercatori volontari per due volte alla fMR mentre guardavano spezzoni di film, ha esaminato la corteccia visiva, confrontando gli spezzoni, fotogramma per fotogramma al computer, con le immagini registrate con la risonanza. Il risultato è stato un immagine riconoscibile dell’originale che si muoveva nello stesso modo dello spezzone. Il terzo studio, pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience dal team di F. Pereira dell’Università di Princeton, servendosi di una tecnica simile a quella di Gallant ha individuato l’oggetto a cui stavano pensando i volontari. Non è riuscito a distinguere una carota da un gambo di sedano, ma è stato in grado di stabilire che l’oggetto era un ortaggio. La somiglianza nello studio di Gallant sta nel modo in cui sono state determinate le categorie, per capire come si raggruppano i nomi degli oggetti, che producono sufficienti caratteristiche neurali condivise, tanto da rendere il raggruppamento individuabile. (Elaborazione da Internazionale – The Economist – GB)

Syndicate content