chiesa

Tre rogatorie sul riciclaggio di denaro sporco, ma la Santa Sede non risponde

Dall'inchiesta sulla morte di Roberto Calvi nascono una serie di domande imbarazzanti per il Vaticano sui rapporti dello Ior con la mafia e il crimine. Alla quale non è mai stata data risposta. Ora la procura di Roma, che indaga per riciclaggio, chiede l'intervento del neo ministro Severino. Si rischia un grave incidente diplomatico. Se il Vaticano non risponde, comprometterà la procedura per entrare nella lista degli "stati virtuosi", tradendo la richiesta del Papa di maggiore trasparenza fiscale.

Annullamento matrimoni della Sacra Rota: non più un privilegio per ricchi, richieste in aumento: i vantaggi

Matrimoni dichiarati nulli dal tribunale della Rota Romana, popolarmente noto come "Sacra Rota", un privilegio solo per ricchi? Oggi non è più così. La pratica, che consente ai coniugi di "cancellare" il proprio matrimonio e di risposarsi in chiesa, è diventata talmente diffusa che tempo fa costrinse Papa Benedetto XVI a un richiamo formale nei confronti dei giudici ecclesiastici: era il 29 gennaio dello scorso anno quando Joseph Ratzinger rivolse un appello a evitare «facili» dichiarazioni giudiziarie di nullità. Che le cause siano in aumento lo testimoniano i numeri: negli ultimi 14 anni sono cresciute esponenzialmente, attestandosi intorno alle tremila all'anno. Su questo molto ha influito la scelta della Chiesa di destinare parte dell'8 per mille al funzionamento dei tribunali ecclesiastici, abbattendone i costi. Ma quali sono gli effetti dell'annullamento? La possibilità di potersi risposare in chiesa non è il solo vantaggio. Il coniuge che ottiene l'annullamento, a differenza del divorziato, non è più tenuto a versare gli alimenti nei confronti dell'ex moglie. Una differenza di non poco conto in tempi di crisi. Considerato che i motivi per chiedere di invalidare un matrimonio sono spesso difficilmente dimostrabili, il rischio che un matrimonio dichiarato nullo, perchè viziato da un errore in origine, si trasformi in "divorzio mascherato" è alto. Gli esempi di cause di nullità che hanno coinvolto personaggi pubblici sono innumerevoli e innumerevoli quelli celebri. Joseph Kennedy, sposato da 12 anni con Sheilla Rauch, con due figli, ottenne la nullità del matrimonio dalla diocesi di Boston, per una presunta quanto oscura «mancanza della dovuta discrezione». Altro celebre annullamento fu quello che sciolse le nozze del duca Amedeo d'Aosta. Anche la contessa Alberica Filo della Torre chiese e ottenne l'annullamento del suo matrimonio. Così come lo ottenne, tempo prima, l'inventore e fisico italiano Guglielmo Marconi. Ma quali sono i motivi che rendono nullo un matrimonio? L'impotenza "copulativa" è uno di questi, purchè si riesca a dimostrare che sia antecedente al matrimonio e perpetua; seguono l'incapacità per insufficiente uso di ragione, incapacità per difetto di discrezione di giudizio, incapacità per cause di natura psichica, ignoranza, errore, dolo, simulazione, condizione e timore; infine il sacerdote che non abbia i requisiti formali di delega per assistere al matrimonio può determinare una causa di nullità per difetto di forma canonica.

(Fonte; la stampa.it)

Crisi: situazione drammatica per gli enti religiosi

La situazione economica degli enti religiosi, in particolare di chi si occupa di “salute”? “Di grande difficoltà”, “in peggioramento” e persino “drammatica”. I tagli dei contributi regionali e la diffusa gratuità dei servizi prestati sono le principali cause di questo stato di crisi. Anche le offerte, negli ultimi 2-3 anni, sono in diminuzione. Lo evidenzia la ricerca “Mondo cattolico, terzo settore e comunità: il rapporto con il mercato in tempi di crisi economica”, affidata dalla Settimana della vita collettiva a Lexis Ricerche e Gruppo Areté per valutare i bisogni, nei processi di acquisto di beni e servizi, degli amministratori delle parrocchie (parroci o loro delegati) e di amministratori, economi e responsabili acquisti di congregazioni religiose che operano in diversi settori quali sanità, scuola, ospitalità, cura della persona ecc.

Ma quanto spendono gli enti religiosi? Non è possibile fare delle medie, ma degli esempi. Una casa di cura paga ogni mese bollette per 40mila euro, che diventano 5mila in una congregazione che gestisce scuole perché si è dotata di impianto fotovoltaico (investimento da 60mila euro). Il vitto e la mensa, in organizzazioni paragonabili per dimensioni, variano dai 5 ai 13mila euro al mese. Una casa di cura spende dai 30 ai 40mila euro al mese per i farmaci e 25mila per la manutenzione. Il rialzo di un piano in una Casa di riposo è costato 300mila euro. E c’è chi spende anche 100mila euro all’anno solo di Irap. Di tutte le voci di spesa, quella meno comprimibile, il personale, è anche quella che incide di più sui bilanci: si va dal 70% del fatturato per le case di riposo, all’80% nei centri di riabilitazione, fino al 90% nella scuola. Bisogna aggiungere che questi Enti dichiarano, praticamente all’unanimità, che “per principio non si licenzia”.

Tre le soluzioni di risparmio prese più in considerazione negli ultimi anni: la ricerca di fornitori più convenienti, l’esternalizzazione dei servizi e alcuni investimenti, come il fotovoltaico, per tagliare i costi delle utenze, la voce in cui si esprime il maggior desiderio di miglioramento. Gli enti religiosi, anche quelli che si dicono abbastanza soddisfatti dei loro fornitori, si dichiarano assolutamente favorevoli a conoscerne di nuovi. In particolare, c’è largo consenso per un “Albo di fornitori per il mondo cattolico”, che offra anche una valutazione sulla loro affidabilità.

Fonte: Redattore Sociale

Chi è davvero don Verzè?

Chi è davvero don Verzè? Chi lo ha conosciuto parla di un uomo dall’energia indomabile e dall’ambizione divorante, tanto simpatico quanto spregiudicato, al quale è stato perdonato quasi tutto, forse troppo, in nome dell’impresa di avere trasformato un’idea in uno degli ospedali più all’avanguardia del nostro paese.

Tutto questo al prezzo di qualche problema con la Chiesa e con la legge.
La troppa vicinanza con la politica ha spesso portato don Verzè a scelte sbagliate come la “svendita” agli Angelucci dell’ospedale romano. Ma i conti del San Raffaele sono sempre stati un mistero. «Non chiedetemi dove trovo i soldi: noi sappiamo come incastrare la Provvidenza» spiegò il fondatore nel 2005 all’ennesima inaugurazione al fianco dell’amico Silvio Berlusconi.
Ma non dev’essere stata la provvidenza a convincerlo ad aprire piantagioni di frutta esotica in Brasile, a investire nell’edilizia o in società in Nuova Zelanda per acquistare jet utilizzati per i trasporti privati della fondazione, e ancora ad aprire hotel di lusso a Porto San Paolo, in Sardegna (come raccontato da Luca Piana sull’Espresso di qualche mese fa).
Operazioni che, anche in una regione come la Lombardia, paradiso della sanità privata, hanno contribuito a creare nei conti un buco di 900 milioni. Una voragine che ha costretto la fondazione Monte Tabor che controlla l’ospedale a passare sotto il controllo dei “nemici” del Vaticano e del suo braccio finanziario, lo Ior. Una destituzione che ha il sapore di un’onta visto che al prete-imprenditore è sempre piaciuto presentarsi come un eretico, un irregolare, un credente poco incline all’obbedienza.
Tanto che l’università Vita-salute cui ha dato vita quindici anni fa si è sempre vantata di rappresentare una voce libera nel solco del cattolicesimo, molto aperta al dialogo con la scienza, molto poco ortodossa nella declinazioni delle questioni teologiche, molto autonoma sui temi della bioetica e del fine vita.
Don Verzè oggi è un uomo di 91 anni, stanco e provato. Il suicidio dell’amico, che tutti descrivono come un fratello inseparabile, rappresenta probabilmente la prova più difficile della sua vita. Con o senza l’intervento della magistratura.

(Fonte: Giovanni Cocconi in Europaquotidiano.it)

Scontro tra Vaticano e Onu sull’identità di genere

La Santa Sede ribadisce il no a discriminazioni e violenze verso omosessuali, ma condanna il tentativo di imporre l’idea secondo cui ogni tipo di rapporto sarebbe equivalente dal punto di vista della natura e della morale
La recente risoluzione delle Nazioni Unite sull’orientamento sessuale e l’identità di genere è entrata a far parte di un documento-manifesto che definisce i diritti dei gay.
In pratica, non sarebbe considerato più ammissibile avere un’opinione morale o religiosa discriminatoria sull’omosessualità.
Il Vaticano mette in guardia dal pensiero unico, imposto in nome dello sradicamento dell’omofobia e della transfobia. Le categorie di orientamento sessuale e identità di genere non sono né riconosciute, né univocamente definite nel diritto internazionale e, pertanto, sono suscettibili di essere interpretate e definite secondo le intenzioni di chi a esse si riferisce.
Secondo l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi Osservatore permanente della Santa Sede presso l'ufficio dell’Onu a Ginevra «L’obiettivo dell’ONU è includere i diritti dei gay nell’agenda globale dei diritti umani».
Secondo la Santa Sede, uno dei possibili travisamenti è che, se uno Stato o una comunità religiosa rifiutassero di celebrare il matrimonio per le coppie dello stesso sesso o di riconoscerne le adozioni infantili, sarebbero suscettibili di violare i diritti dei gay inseriti in agenda dalle Nazioni Unite. E, in casi estremi, i ministri religiosi potrebbero addirittura ricevere un’ingiunzione a celebrare i matrimoni gay.
Per il Vaticano ad essere minacciata dalla «road map» sui diritti dei gay, perciò, è la libertà religiosa. Da una parte la Santa Sede si contrappone a una dittatura della ragione positivista che esclude Dio dalla vita della comunità e dagli ordinamenti pubblici, privando così l'uomo di suoi specifici criteri di misura, dall’altra accoglie le vere conquiste dell’illuminismo, i diritti dell’uomo e specialmente la libertà della fede e del suo esercizio, riconoscendo in essi elementi essenziali anche per l’autenticità della religione. Il braccio di ferro tra Vaticano e Onu si inserisce nella discussione sui diritti dei «LGBT» (lesbiche,gay,bisessuali e transessuali), tra i quali sono contemplati anche il matrimonio, l’adozione e l’inseminazione artificiale.
La Santa Sede condivide il legittimo fine di evitare discriminazioni ingiustificate e di tutelare da violenze le persone «LGBT», ma stigmatizza il tentativo di forzare l’opinione e le coscienze, imponendo un’idea secondo cui ogni tipo di rapporto (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o transessuale) sarebbe equivalente dal punto di vista della natura e della morale.

(Fonte: la stampa.it)

Chiesa: l'evangelizzazione parte dalle metropoli

Le città sono sempre più scristianizzate. Proprio per dare una risposta a quanto il Papa chiedeva sta per partire "Missione Metropoli", la nuova iniziativa pastorale per la evangelizzazione che coinvolgerà contemporaneamente nella Quaresima del 2012 alcune delle maggiori città europee. È quanto è emerso dalla riunione promossa dal Pontifico Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, che ha riunito in Vaticano cardinali e vescovi di Barcellona, Budapest, Bruxelles, Dublino, Colonia, Lisbona, Liverpool, Parigi, Torino, Varsavia e Vienna.

È una delle iniziative che il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione porrà in essere nei prossimi mesi per concordare insieme, in che modo dare una risposta alla nuova evangelizzazione, nella situazione di crisi in cui si trova l'Europa, per superare la frammentarietà e dare segni di unità partendo proprio dalle città, i luoghi dove la chiesa avverte di più lo scollamento della gente.

Il tweet del Papa lancia nel web il portale d'informazione vaticano "news.va"

Benedetto XVI partecipa a Twitter. È il segno dei tempi. Nessuno può invecchiare altrimenti diventa OUT. È un fatto fondamentale essere sempre informati in tempo reale. La nostra massima sui managers: "Essere veloci o essere perdenti" è sempre di attualità. “Cari amici, ho appena dato l’avvio a news.va. Sia Lodato Gesù Cristo, Con le mie preghiere e la mia benedizione. Benedetto XVI”. Con queste parole, ieri pomeriggio il Papa, digitando su un tablet, ha inaugurato il nuovo portale vaticano di informazione. Inizialmente in italiano e inglese, il portale offre da oggi un ricco ventaglio di notizie e servizi multimediali, grazie a una piattaforma sulla quale converge la produzione dei singoli media della Santa Sede: L’Osservatore Romano, la Radio Vaticana, il Ctv, l’agenzia Fides e il Vatican Information Service, prodotto dalla Sala Stampa Vaticana.
Per la prima volta nella storia, il varo del nuovo portale è stato dato da un Pontefice nel web attraverso un tweet, un segnale lanciato su Twitter, uno dei social network più popolari del momento, con milioni di iscritti. Twitter è un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Twitter è diventato una spina dorsale dell'informazione attuale.

Pierumberto Angeli

Studio americano: le ragioni per cui certi preti diventano pedofili

La conferenza episcopale degli Stati Uniti ha commissionato uno studio a una società di indagine indipendente per cercare di capire meglio il fenomeno dei preti pedofili.
I risultati di questo studio ci dicono che il fenomeno non é dovuto né al fatto che i preti siano tenuti al celibato, né a tendenze omosessuali, né al fatto che i preti siano tutti maschi; il fenomeno almeno in America ha avuto una sua esplosione negli anni '60 e '70 in corrispondenza al fenomeno di liberalizzazione dei costumi sociali ed ha avuto le sue concause nel fatto che la preparazione dei preti in quel periodo non é stata adeguata alle trasformazioni sociali e alla mancanza di sostegno psicologico.
Negli anni '80 in cui le tendenze omosessuali hanno avuto maggiore diffusione tra i preti si é assistito a una diminuzione dei preti pedofili.
Il fatto poi che le attenzioni dei preti pedofili siano rivolte sopratutto a bambini e non a bambine viene ritenuto semplice conseguenza del fatto che i preti sono circondati in maggioranza da chierichetti, assistenti uomini, seminaristi, etc.

(Fonte: radioradicale.it)

Roma: I maxischermi per seguire le celebrazioni per la beatificazione di Giovanni Paolo II

Le celebrazioni per Papa Giovanni Paolo II sui maxischermi
A disposizione dei fedeli che vorranno seguire le celebrazioni sono stati montati dei maxischermi nelle seguenti zone della città:
- Basilica di San Paolo (nell’area pedonale del Parco Schuster);
- Basilica di Santa Maria Maggiore (nell’area pedonale di Piazza dell’Esquilino);
- Piazza San Giovanni in Laterano (dal lato dell’ingresso del Vicariato di Roma);
- Piazza Adriana (Castel Sant’Angelo);
- Piazza Risorgimento;
- Circo Massimo;
- Via della Conciliazione;
- Largo Giovanni XXIII;
- Aeroporto di Fiumicino.

Il film “Habemus papam”: le reazioni del mondo cattolico

Il film di Nanni Moretti ha suscitato nel mondo cattolico reazioni contrastanti.
La storia racconta di un lungo e sofferto Conclave, dell'elezione di un Papa tormentato da mille dubbi; opera un curioso accostamento tra Chiesa e psicoanalisi. Un tema che non può non suscitare reazioni forti.
Finora le recensioni dei critici cattolici erano state più benevole che astiose; infatti la pellicola racconta il pontefice, così come i cardinali, con affetto, partecipazione umana; e senza mai mettere in dubbio l'onestà e la forza della loro fede.
Senonché il vaticanista Salvatore Izzo in una lettera pubblicata dall'Avvenire invita senza mezzi termini al boicottaggio: "Bocciamo la pellicola al botteghino; saremo noi a decretare il successo di questo triste film, se ci lasceremo convincere ad andare a vederlo, perché il pubblico laico si annoierebbe a morte e infatti diserterà le sale. E' su di noi che si fa conto per recuperare l'investimento cospicuo che è stato fatto per ricostruire la Sistina in uno studio. .. Alla disinvoltura con la quale i media trattano i temi religiosi ormai ci siamo abituati il fatto nuovo di questi gironi è invece come alcuni opinionisti cattolici trattano il film Habemus Papam... non fidiamoci dei critici cattolici, anche se preti, che lo assolvono (con una ben curiosa giustificazione: Moretti poteva essere molto più cattivo)… Perchè dobbiamo finanziare chi offende la nostra religione?".

(Fonte: repubblica.it)

Syndicate content