dati/informazioni

Registro nazionale dell'ADHD (sindrome da iperattività con deficit di attenzione)

L'autorizzazione all'immissione in commercio in Italia del metilfenidato e dell’atomoxetina, dispensabili dal Servizio Sanitario Nazionale, rende necessario il monitoraggio dell'uso di queste sostanze nella popolazione pediatrica affetta dalla Sindrome da Iperattività con Deficit di Attenzione, nota con l’acronimo inglese ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Tale sindrome viene trattata con farmaci in associazione con altri interventi terapeutici, al fine di garantire l'accuratezza della prescrizione, la sicurezza d'uso e di verificare il beneficio della terapia e l'adesione alla stessa da parte dei pazienti (compliance) nel medio e lungo periodo. In risposta a queste esigenze è stato istituito un apposito Registro nazionale dell’ADHD per i soggetti affetti dalla sindrome, coordinato dal Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l'Agenzia Italiana del Farmaco. Il Registro vincola la prescrizione del metilfenidato e dell’atomoxetina alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del Centro clinico regionale accreditato (Centro di riferimento), dove il paziente viene preso in carico e accompagnato per il ciclo di trattamento, previa individuazione precisa del percorso terapeutico individuale, tarato sulle reali esigenze di ciascun soggetto e definito in base al protocollo diagnostico che stabilisce modalità di diagnosi e terapie disponibili (farmacologiche e non) per la cura dell’ADHD. Il Registro ha l'obiettivo di costituire una banca dati anonima, allocata presso l'Istituto Superiore di Sanità che è responsabile della gestione e della protezione dei dati, la cui popolazione di riferimento è composta da pazienti fra i 6 e i 18 anni sottoposti a terapia farmacologia tramite metilfenidato e atomoxetina. Il trattamento dei dati personali è autorizzato con consenso informato da parte dei genitori e/o dei tutori legali dei bambini e l'adesione è volontaria. Il fine è inoltre l'armonizzazione della gestione globale dei pazienti affetti da ADHD, tramite la rete dei NeuroPsichiatri dei servizi territoriali e dei Centri di riferimento regionali, in collaborazione con i pediatri di libera scelta. L’Istituto Superiore di Sanità coordinerà questo network nazionale. In base ai risultati che si conseguiranno questo strumento di sanità pubblica potrà poi essere esteso anche ad altre patologie neuropsichiatriche per promuovere la salute mentale di bambini e adolescenti. Per approfondire l'argomento della sindrome ADHD è possibile consultare il sito ADHD
Fonte: www.iss.it

Maturità: scelte materie per esame

Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico, Pedagogia al Liceo pedagogico, Figura disegnata al Liceo artistico. Sono queste alcune delle materie scelte dal ministero dell'Istruzione per la seconda prova scritta degli esami di Maturita' 2012. Le prove si svolgeranno il 20 giugno (tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi) e 21 giugno (seconda prova).
(Fonte: ansa.it)

Confesercenti: “La mafia? La banca più grande d’Italia”

Dati alla mano, il rapporto Sos impresa di Confesercenti sentenzia: “Mafia spa è la prima banca d’Italia”. Alla faccia di crisi economica e aziende in difficoltà, la criminalità organizzata è di fatto “il più grande agente economico del Paese”, con 65 miliardi di euro di liquidità, un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, un utile che supera i 100 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti. Basti pensare che il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil (prodotto interno lordo) nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Dai bar ai ristoranti, dai negozi ai mercati, dai venditori ambulanti agli alberghi: nessuno sfugge alla criminalità organizzata . “La vicinanza alle organizzazioni criminali, giungere a patti con esse, conviverci, - precisa il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - può fare la differenza fra essere espulsi definitivamente dal mercato o poter continuare ad operare, magari vedendo aumentare il proprio fatturato”.
190mila aziende chiuse in tre anni
Debiti e usura hanno colpito duro dal 2008 al 2011. Secondo il rapporto Sos Impresa di
Confesercenti, sono state 190mila le imprese italiane che hanno chiuso i battenti strozzate da prestiti e cravattari. Mediamente ogni azienda, secondo lo studio, ha debiti per 180mila euro, una cifra che è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio. Sono 200mila, in sostanza, i commercianti coinvolti in rapporti con l’usura, ma sono 600mila quelli che combattono con i debiti. E con la crisi è aumentato il numero degli usurai che oggi sono passati da circa 25mila a oltre 40mila. Quanto all’identikit della vittima dell’usura, il fenomeno colpisce solitamente commercianti che operano nel dettaglio tradizionale, come alimentaristi, gestori di negozi di abbigliamento e calzature, fiorai. Anche i fallimenti sono cresciuti vorticosamente: +16,6% nel 2008 e +26,6% nel 2009. Nel primo trimestre 2010, i fallimenti sono cresciuti del 46%.

La piovra che si insinua
Ma come fa la criminalità organizzata a prendere il sopravvento e a gestire tutti questi affari senza scontrarsi con le istituzioni? Dal rapporto Sos impresa arriva una risposta sconfortante: “È grazie alla connivenza collusiva con il mondo politico e amministrativo e di professionisti piacenti che le mafie si sono insediate nel centro e nel nord Italia”. E così sono arrivate a controllare la quasi totalità del mercato del gioco d’azzardo, anche lecito; dello smaltimento dei rifiuti, specialmente tossici e nocivi; del ciclo delle costruzioni. Ma i suoi interessi si sono spostati anche in settori nuovi e imprevedibili: nel comparto sanitario, nello sport, nell’autotrasporto e nella logistica, nei servizi di vigilanza dei locali notturni.

(Fonte: city.it)

Energie rinnovabili: pronto il decreto sugli incentivi

Come annunciato lo scorso novembre al Senato, è in dirittura d’arrivo il decreto che modifica il sistema di attribuzione degli incentivi per gli impianti che sfrutteranno energie rinnovabili. Si attendono solo le firme del Ministro dello Sviluppo, Corrado Passera e quella del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.
Atteso per fine novembre, il decreto è stato rinviato a causa della crisi che ha investito il Governo Berlusconi, quindi ripreso dal nuovo esecutivo. Si torna dunque a parlare di incentivi alle fonti rinnovabili, in particolare di quelli che andranno a favore di impianti di potenza superiore a 5 megawatt.
Lo stesso ministro dello Sviluppo Passera ne ha anticipato in queste ore il contenuto.
Il provvedimento riguarda la disciplina degli incentivi per tutte le fonti rinnovabili escluso il fotovoltaico (che ha il suo Conto Energia) e prevede il raggiungimento di una soglia massima di spesa annua tra 6 e 7 miliardi di euro (un miliardo circa rispetto a quanto previsto dal governo Berlusconi).
Dal 2013, inoltre, scompariranno i c.d. certificati verdi, e si passerà così al vero e proprio sistema di incentivi. Nel caso dell’eolico, il decreto prevede un corrispettivo di durata ventennale (25 anni nel caso dell’eolico off-shore) e le cifre vanno da 310 euro per megawattora per gli impianti fino a 20 kilowatt, a 118 euro per quelli superiori ai 5 megawatt. Nel caso dell’idroelettrico la durata sarà pressoché identica, 25-30 anni, con cifre comprese tra 230 e 102 euro (100 e 105 euro invece le cifre comprese per la geotermia).
Disciplina differente invece per gli impianti di potenza superiori ai 5 megawatt: si potrà infatti accedere agli incentivi soltanto partecipando ad aste al ribasso, mentre le biomasse potranno accedervi rispettando la soglia dei 20 megawatt. La prima asta per attribuire gli incentivi si terrà entro giugno e nel triennio 2013-15 si prevede di incentivare circa 1.850 megawatt di eolico on shore, 680 megawatt di off shore, 150 megawatt di idroelettrico, 60 megawatt di geotermico e 180 megawatt tra biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.
Fonte: www.oknotizie.virgilio.it

Istat: sempre più diffuso l'affido condiviso dei figli

Aumentano separazioni e divorzi mentre l'affido condiviso dei figli minori é la soluzione più diffusa. Lo dice l'Istat che, nell'annuario statistico italiano del 2011 evidenzia una crescita delle "separazioni (+2,1%, per un totale di 54.456 nel 2009)" e dei "divorzi (+0,2%, pari a 85.945); nel 2009 per 1.000 matrimoni si contano 297 separazioni e 181 divorzi. Cresce anche l'affido condiviso, che rappresenta la soluzione prevalente dei casi di separazione (86,2%) e dei divorzi (68,5%); specularmente, scende il ricorso alla custodia esclusiva dei figli alla madre (12,2% delle separazioni e 28,3% dei divorzi). I figli minori coinvolti sono 62.663 nelle separazioni e 25.734 nei divorzi".
(Elaborazione da Annuario Istat)

Scadenzario adempimenti fiscali e previdenziali per il mese di gennaio 2012

Durante il mese di gennaio 2012 andranno effettuati gli adempimenti elencati nel prospetto con le relative scadenze.
Tali adempimenti di natura fiscale e previdenziale riguardano sia le imprese che le persone fisiche.

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L'Inps sospende le pensioni per invalidità e gli assegni sociali che non hanno risposto

L’INPS ha sospeso «decine di migliaia» di prestazioni legate al reddito, quali per esempio gli assegni sociali, le invalidità, le pensioni ai superstiti e quelle integrate al minimo.
Destinatari del provvedimento sono tutti coloro che non hanno fatto avere all'ente previdenziale il modello «Red» per il 2009.
«Decine di migliaia» di persone che, dal momento dell'avviso, avranno 60 giorni di tempo per comunicare quei dati. Tecnicamente, dovranno presentare all'Istituto la «domanda di ricostituzione», con la situazione reddituale propria e della famiglia sia del 2009 sia del 2010. Se lo faranno e confermeranno i requisiti per il diritto alla prestazione, allora otterranno gli arretrati. Altrimenti, dopo 60 giorni dalla sospensione, l'Istituto procederà con la revoca definitiva del trattamento legato al reddito.
Sono più di 10 milioni le persone che, anche per la bassa o nulla capacità reddituale (propria e della famiglia), hanno diritto a un trattamento previdenziale o assistenziale: sono tutti quelli che hanno un assegno di invalidità, i titolari di invalidità civile, i pensionati sociali, chi ha una pensione ai superstiti (indiretta o di reversibilità che sia) e tutti coloro che hanno pensioni integrate al minimo o trattamenti di famiglia (assegni familiari) e altre maggiorazioni.
Nei loro confronti la verifica dei redditi viene fatta dall'Inps richiedendo ogni anno i dati reddituali del titolare della prestazione, ed eventualmente del coniuge e dei figli. Dati rilevanti sia per il diritto sia per la misura dell'assegno. La comunicazione di questi dati agli enti pensionistici può essere fatta tramite i patronati o direttamente all'Inps.
(Fonte: ilsole24ore.it)

Dalla Economia del Lusso a quella del Benessere

Come l' energia non si crea ne si distrugge tanto meno si distrugge la moneta elettronica negli scambi finanziari in borsa . La moneta in ogni sua forma pertanto e impossibile "bruciarla" perche' di fatto passa solo di mano. Cambiano pertanto soltanto i valori tra chi possiede e chi perde . Oggi nel momento della crisi indotta dalla speculazione finanziaria nel momento che la crisi diventa pesante per molti allo stesso tempo sta crescendo il numero dei miliardari nel mondo che stanno accumulando fortune inaudite.
Al contempo aumenta la economia del "Lusso" ciò normalmente avviene sul finire delle varie epoche storiche il lusso periodicamente e' emerso come ultima razio-economica quando si restringe il mercato e rimane disponibile solo per una classe privilegiata. Cosi ad es sul finire del Medioevo si assiste a uno straordinario sviluppo della vita lussuosa di corte che fece sfoggio di lusso superfluo .Oggi nella difficile transizione tra l' economia industriale e la economia della conoscenza la ristrutturazione industriale, come avviene nel nostro paese, il mercato si sviluppa nel dimensione della economia del lusso. TV e media ci hanno abituato ad accettarla come naturale crescita creativa delle aziende de lusso , che producono , panfili, ferrari, maserati, moda , gioielleria, a procurare i soldi necessari ai ricchi capaci di comprare i beni di lusso ci pensa il sistema finanziario che mette in crisi tutto il resto della popolazione. Quello che interessa al Prof. Mario Monti &C. e in linea con chi si impegna a togliere soldi dai poveracci per sostenere la economia del Lusso .
Si spera pertanto che la gente comune si svegli e che riesca a capire ciò che non e' vero quello che si dice comunemente che con lo "spread" si bruciano molti denari , perche' non si brucia nulla, ma il denaro passa rapidamente solo di mano da molti poveracci ai pochi ricchi con un sistema sofisticato di scommesse al ribasso ed al rialzo fatto in modo da estrarre denaro dai lavoratori e trasferirlo a chi può spendere e sostenere la economia che possa sostenere la economia del lusso. Infatti i soldi non mancano mai ad es. per comprare calciatori a suon di milioni di Euro. Piu in generale il mercato dei beni di lusso non conosce crisi anzi e incrementato da i ricchi che si affacciano in una iniqua distribuzione della ricchezza nei nuovi mercati emergenti in Cina, India, Brasile ecc.. La soluzione della crisi potra' avvenire solo e soltanto nel passaggio tra la economia del lusso a quella del benessere pertanto e' estremamente necessario che la gente sia capace di esigere che diminuiscano le forti disparita' di reddito e cio significa cambiare i privilegi a iniziare da quelli di chi dice di rappresentarci al governo delle nazioni. Di conseguenza dovremo essere capaci di modificare le idee economiche e che ci hanno inculcate giornalmente con TV e mass. media. per favorire l' espansione della economia del Lusso .Dovremo ricondurre la democrazia ad una effettiva logica del benessere basata sulla equita' sociale ed economica capace di arrestare la distruttiva corsa al profitto senza limiti a cui stiamo assistendo.
Art of Innovation http://www.edscuola.it/archivio/lre/art_of_innovation.pdf

Il governo italiano pensa a tassare il cibo spazzatura, come la Francia e gli Stati Uniti

Il Ministero della Salute precisa che per finanziare la Sanità c'è una bozza per tassare il cibo spazzatura. L'ultimo studio condotto dalla Scuola Superiore Sant'anna di Pisa parla di obesi in età adulta pari al 10% della popolazione, poco meno di 5 milioni di persone. Per un costo sociale annuo di 8,3 miliardi, pari circa al 6,7% della spesa pubblica in cure mediche soprattutto per malattie cardiovascolari e diabete, ma anche per dietologi e psicologi (negli Usa il costo dell'obesità per lo Stato tocca il 9% della spesa medica complessiva, 147 miliardi di dollari). Un prezzo che senza qualche intervento (o qualche tassa) non potrà che peggiorare: nel 2025 è previsto un tasso di obesità negli adulti che arriverà al 43%.

Secondo lo studio più ampio mai svolto dalla commissione europea Idefics su 16mila bambini per due anni, l'Italia registra il primato di sovrappeso e degli obesi nella fascia d'età tra i 6 e i 9 anni. E nel Belpaese l'aumento dell'obesità infantile segna un +2,5% ogni 5 anni. Le abitudini alimentari vanno avvicinandosi a quelle del Nord Europa, ma la stessa cosa non avviene per l'attitudine sportiva dei ragazzi. La notizia peggiora se sommata agli articoli di Lancet che denunciano un quoziente d'intelligenza più basso e una probabilità di depressione più alta per i bambini ciccioni. Fin qui l'obesità. Se allarghiamo il raggio a bambini e adulti in sovrappeso le cifre lievitano: già al congresso europeo sull'obesità di Ginevra del 2008 in Italia il sovrappeso riguardava il 42,4% dei maschi e il 26,6% delle femmine.

Che il cibo spazzatura abbia una parte in questi numeri è certo. L'America, il 30,6% della popolazione di obesi americani, insegnano.

(Fonte: repubblica.it)

In arrivo per un milione di contribuenti oltre 900 milioni di rimborsi fiscali

Sono in arrivo per oltre un milione di contribuenti più di 900 milioni di euro di rimborsi. Lo comunica l’Agenzia delle entrate, spiegando che le somme in erogazione comprendono anche i rimborsi chiesti con le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2010 e le restituzioni del canone Rai agli over75 (esenti).
Il risultato complessivo conseguito nel 2011 mostra un aumento di circa il 60 % del numero dei soggetti rimborsati rispetto al 2010. A famiglie e aziende nel 2011 sono stati erogati complessivamente quasi 2 milioni di rimborsi per un importo complessivo di circa 8,7 miliardi di euro.
Nel dettaglio é stata rimborsata Iva per oltre 6 miliardi distribuita tra 41.000 imprese, artigiani e professionisti.
Sfiora invece i 2,5 miliardi di euro l'ammontare dei rimborsi erogati per Irpef e Ires a famiglie e imprese. In particolare, sul fronte delle famiglie sono stati erogati dall'Agenzia circa 1,7 milioni di rimborsi, per un totale di oltre 1,3 miliardi di euro.
Tra i beneficiari dei pagamenti in corso, i contribuenti a basso reddito a cui nel 2011 sono stati inviati quasi 50.000 bonus, per una spesa di più di 20 milioni di euro e gli ultrasettantacinquenni a cui l'Agenzia sta erogando oltre 4 milioni di euro per il pagamento di quasi 40 mila rimborsi del canone Rai.
Per l'Ires si manifesta quest'anno l'effetto dello smaltimento dei rimborsi degli anni d'imposta più vecchi compiuto negli anni scorsi dall'Agenzia delle Entrate che, nel 2011, ha erogato poco più di 7.000 rimborsi alle aziende per oltre 1,1 miliardi di euro, in calo rispetto allo scorso anno.
Per le imposte «minori» (registro, concessioni governative e altre) sono stati erogati più di 26.000 rimborsi per un importo complessivo di quasi 200 milioni di euro.

(Fonte: ilsole24ore.it)

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