informazione

USA: nuovi modelli di giornalismo

I giornali sperimentano modelli di business sostenibili per le loro versioni Web: c’è chi per coprire i costi e continuare a offrire le news gratis spera nella pubblicità, affossata dalla crisi; chi punta sugli abbonamenti a pagamento, a costo di ridurre il proprio pubblico a una nicchia, ma motivata. Chi si appoggia a Fondazioni no-profit, sperando che non chiudano i rubinetti. Perché si ha un bel dire «serve giornalismo di qualità». Senza risorse, la qualità va a farsi benedire.

Per contrastare questo rischio, Tom Stites del Nieman Journalism Lab a Harvard propone una terza via: un modello cooperativo che si rivolge alle comunità locali. Stites ha fondato il Banyan Project (http://banyanproject.com) con l’obiettivo di «riempire un vuoto nella democrazia degli Stati Uniti»: essere i pionieri di una cooperativa sostenibile e scalabile in maniera massiccia come è avvenuto per quelle alimentari, ma di proprietà dei lettori, per un giornalismo Web che serva i cittadini e li coinvolga a livello civico. Il progetto Banyan ha scelto di partire dalla cittadina di Haverhill, nel Massachusetts, perché per la crisi si è ritrovata di colpo senza giornali e senza radio.

Un «news-desert» (abbandonato dal giornalismo) dove la comunità locale sente la mancanza di notizie che riguardano il suo territorio. Se il progetto funzionerà, potrà allargarsi creando siti Web di nuove comunità che li gestiranno democraticamente come cooperative con centinaia di gestori co-proprietari. E Stites prevede una federazione che fornisca alle cooperative il software e i servizi centralizzati necessari.

(Fonte; la stampa.it)

Crisi finanziaria e nuovi modelli di sviluppo

Il campo dei miracoli
Crisi finanziaria e nuovi modelli di sviluppo

Saggio dell'ing. Augusto leggio
Rubettino Editore

La realtà in cui siamo oggi immersi è il prodotto di un modello di sviluppo occidentale basato sul primato del mercato sullo stato, sull'idea che l'economia possa autoregolarsi e sulla preminenza della libertà individuale e del denaro al di sopra di ogni valore.
In tale quadro lo sviluppo della tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni ha razionalizzato e potenziato ogni tipo di attività realizzando economie di scala e di scopo mai conosciute in passato e ponendo in contatto le genti. Il risultato é un sistema globale ricco di opportunità, in continua evoluzione, interconnesso, ma instabile teso a esasperare le disuguaglianze. Esso avrebbe dovuto essere adeguatamente controllato al fine di contrastarne le possibili distorsioni. Così non é stato e la crisi ne é la prova provata.
Inoltre appaiono palesi le difficoltà dei decisori a porre adeguato riparo ai danni economici e sociali prodotti dalla crisi e la loro volontà di non modificare il modello di sviluppo, ma di apportarvi solo taluni correttivi.
(dalla quarta di copertina)

L'ing. Augusto Leggio ha rivestito ruoli di primo piano nella pubblica amministrazione e nell'impresa.
Tra le sue opere più recenti:
Globalizzazione
Nuova economia e ICT
Megatrend: Rischi e sicurezza
Sicurezza e libero mercato delle infrastrutture elettriche

L'agenzia letteraria Tempi Irregolari intervistata da Primorskj per la diffusione della cultura slovena

La Tempi irregolari festeggia il suo primo anno di attività con un'intervista del quotidiano in lingua slovena Primorskj, a conferma della sua intensa attività di mediazione culturale da e verso i paesi emergenti dell'Europa orientale.
L'articolo, a firma di Poljanka Dohlar, sottolinea l'impegno dell'agenzia a promuovere in Italia la letteratura slovena, ricca di autori autorevoli, ma poco conosciuti in Italia.
Attualmente l'agenzia sta organizzando assieme alla casa editrice slovena Sanje il Festival di Medana, che quest'anno verrà inaugurato con gli interventi di Boris Pahor e del poeta Miroslav Kosuta intervistati da Tatjana Rojc. Questo evento annuale vuole essere un punto d'incontro tra letteratura slovena e italiana.
Riteniamo che la collaborazione con questi paesi in cui la cultura è motivo d'orgoglio nazionale e la letteratura non di consumo, attenta al contenuto più che al fatturato, suscita rispetto e considerazione, possa essere un'occasione di confronto assai salutare anche per la nostra editoria invasa da autori made in Usa.
http://www.primorski.it/stories/Kultura/194372/
http://blogtempirregolari.blogspot.com/2011_07_01_archive.html

Come mai la verità sul G8 stenta a venire a galla

A distanza di molti anni, purtroppo, come è avvenuto in Italia per tutti gli avvenimenti gravi della repubblica come le stragi, il caso Moro, la verità sul G8 di Genova non viene a galla, anzi si cerca di mettere la sordina su quegli avvenimenti. Perché?
L'editoriale spiega come mai a distanza di anni non c'é interesse a fare chiarezza su quegli avvenimenti.

Editorial: 
Author: 
titanus

L'ultimo appello per fermare il bavaglio alla rete

Cari amici,
L'organizzazione indipendente no-profit Avaaz.org, ha raccolto su internet 230.000 adesioni all'appello per fermare la delibera che potrebbe dare all'Autorità per le comunicazioni il potere di censurare arbitrariamente internet.

Insieme a premi Nobel, associazioni, esperti e politici e con un tam tam su internet da record, l'organizzazione ha costretto l'Autorità a rinviare l'adozione della regolamentazione. Ora i parlamentari hanno convocato per la prima volta il Presidente dell'Autorità proprio per rispondere delle criticità sollevate.

Per questo Avaaz chiede ora ai suoi iscritti di rivolgersi ai parlamentari perchè facciano pressione sul Presidente dell'Autorità affinché rinunci alla delibera, restituendo così al Parlamento la sua funzione legislativa.

Per partecipare, mandare subito (mancano poche ore) il messaggio attraverso questo link:

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_2nd_action/?vl

Fonte: avaaz.org

Rapporto sulla comunicazione del Censis: Gli italiani guardano sempre di più a internet

L'esito dell'ultimo rapporto sulla comunicazione del Censis è stato chiaro: un italiano su due sceglie la rete per informarsi. Continua il declino della carta stampata. Cresce la sfiducia nei giornalisti professionisti, ritenuti poco indipendenti e molto spregiudicati (basti pensare al recente caso Murdoch e alla chiusura di News of the world). Cala la credibilità dei telegiornali. Complice la crisi, si registra un'inflessione dell'uso del cellulare. Ed ecco che i giovani si informano mentre navigano in Internet: i link condivisi su Facebook e Twitter, i video di YouTube, gli aggregatori di notizie... sono solo alcune delle nuove frontiere dell'informazione indipendente nel terzo millennio.

Chiesa: l'evangelizzazione parte dalle metropoli

Le città sono sempre più scristianizzate. Proprio per dare una risposta a quanto il Papa chiedeva sta per partire "Missione Metropoli", la nuova iniziativa pastorale per la evangelizzazione che coinvolgerà contemporaneamente nella Quaresima del 2012 alcune delle maggiori città europee. È quanto è emerso dalla riunione promossa dal Pontifico Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, che ha riunito in Vaticano cardinali e vescovi di Barcellona, Budapest, Bruxelles, Dublino, Colonia, Lisbona, Liverpool, Parigi, Torino, Varsavia e Vienna.

È una delle iniziative che il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione porrà in essere nei prossimi mesi per concordare insieme, in che modo dare una risposta alla nuova evangelizzazione, nella situazione di crisi in cui si trova l'Europa, per superare la frammentarietà e dare segni di unità partendo proprio dalle città, i luoghi dove la chiesa avverte di più lo scollamento della gente.

Il tweet del Papa lancia nel web il portale d'informazione vaticano "news.va"

Benedetto XVI partecipa a Twitter. È il segno dei tempi. Nessuno può invecchiare altrimenti diventa OUT. È un fatto fondamentale essere sempre informati in tempo reale. La nostra massima sui managers: "Essere veloci o essere perdenti" è sempre di attualità. “Cari amici, ho appena dato l’avvio a news.va. Sia Lodato Gesù Cristo, Con le mie preghiere e la mia benedizione. Benedetto XVI”. Con queste parole, ieri pomeriggio il Papa, digitando su un tablet, ha inaugurato il nuovo portale vaticano di informazione. Inizialmente in italiano e inglese, il portale offre da oggi un ricco ventaglio di notizie e servizi multimediali, grazie a una piattaforma sulla quale converge la produzione dei singoli media della Santa Sede: L’Osservatore Romano, la Radio Vaticana, il Ctv, l’agenzia Fides e il Vatican Information Service, prodotto dalla Sala Stampa Vaticana.
Per la prima volta nella storia, il varo del nuovo portale è stato dato da un Pontefice nel web attraverso un tweet, un segnale lanciato su Twitter, uno dei social network più popolari del momento, con milioni di iscritti. Twitter è un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Twitter è diventato una spina dorsale dell'informazione attuale.

Pierumberto Angeli

Condividere e testimoniare: due imperativi per i cattolici, ma non solo

Alla fine del mese di Maggio si è conclusa l’Assemblea dei Vescovi italiani e, nell’occasione, il Presidente Card. Bagnasco, nella conferenza stampa, ha inserito, tra i valori non negoziabili, la libertà di educazione che fa parte del “ ceppo sul quale si impiantano e germogliano tutti gli altri valori”.
Per i Vescovi italiani "L'educazione è il fulcro prospettico e l'impegno prioritario delle diocesi italiane nel decennio corrente: ciò impone un'attenta analisi delle dinamiche culturali in cui essa è chiamata a vivere. È fondamentale affrontare il discorso culturale per giungere a una proposta di fede, in una società nella quale il pensiero individualistico trasforma la libertà in privilegio del più forte e conduce alla deriva dell'indifferenza".
Sono così sottolineati due concetti che da sempre fanno parte della dottrina sociale della Chiesa e che sono condivisi dagli studiosi che si occupano di educazione: la condivisione e la testimonianza.
La condivisione:
Non vi è dubbio che la riflessione sulla problematica educativa non può considerarsi di esclusiva competenza degli “addetti ai lavori educativi istituzionali”, ma richiami la responsabilità di tutti gli operatori culturali e sociali, delle istituzioni pubbliche e religiose, delle comunità familiari, di tutte le aggregazioni sociali.
La condivisione non comporta, come ovvio e giusto che sia, abbandonare la propria visione esistenziale, ma mettere insieme le molteplici differenti competenze per superare eventuali steccati e ricercare i valori che uniscono.
Soltanto una riflessione condivisa nel rispetto reciproco e in un costante dialogo, può costituire premessa indispensabile per una risposta concreta alle molteplici sfide che la cultura odierna pone all'educazione.
Questo lavorare insieme diventa anche esigenza primaria per affrontare le patologie e le mancanze educative, che sempre più incidenti sui processi di crescita, impongono una rivisitazione antropologica e metodologica dell’educazione e per superare il comune sentire circa le difficoltà di educare, istruire e formare.
In particolare nella scuola che registra un numero sempre più elevato di operatori scoraggiati dai risultati conseguiti nonostante il quotidiano impegno professionale, lavorare insieme potrebbe essere un’occasione per offrire percorsi di progettualità educativa tali da coinvolgere le tante energie “nascoste” (o sommerse ?) ma ancora disponibili per una nuova stagione d’impegno.
La testimonianza:
Ogni educatore è consapevole, per esperienza, che l’atto educativo è fondato su un rapporto che coinvolge in toto i due protagonisti, che in tale atto “giocano” se stessi; esso è, quindi, fondato, in modo inestricabile, sulla persona che testimonia e sul suo profondo e onesto coinvolgimento.
E’ per questo che il processo educativo esige un forte rapporto interpersonale nel quale il ruolo dell’educatore è ovviamente centrale perché i giovani hanno bisogno di figure di riferimento autorevoli che diano speranza al loro futuro.
Restringendo il campo, la testimonianza dell’operatore scolastico si colloca all’interno della sua professione che si caratterizza nel sapere, nel saper fare, nel sapere essere.
L’operatore scolastico, qualunque sia il suo ruolo, deve dimostrare di conoscere le norme che regolano non solo la sua attività ma anche la vita sociale e osservarle e, nell’ambito delle sue competenze, farle osservare.
Per testimoniare non è necessario compiere gesti eccezionali ma fare il proprio dovere nella quotidianità.
Se vogliamo semplificare, si può affermare che dia una buona testimonianza chi propone o avalla un orario scolastico con la logica del “Cicero pro domo sua” non pensando agli studenti, chi giunge in ritardo alla lezione, pretendendo che i suoi allievi lo facciano, chi esce dall’aula per parlare col cellulare che impedisce di usare al proprio allievo e chi, durante la pausa didattica, invece di controllare e dialogare con gli studenti, va a fumare in una parte recondita dell’edificio scolastico?
Quali valori trasmette chi, facendo una supplenza in una classe diversa dalla sua, si legge il giornale e non utilizza quel tempo per cui è pagato spendendo il suo sapere per le competenze dei ragazzi che ha di fronte e chi, alla fine della giornata di lavoro, fa uscire gli studenti un quarto d’ora prima, approfittando anch’egli per giungere prima a casa?
Che cosa testimonia chi nega il voto trasparente e immediato al suo studente appena interrogato, chi lo lascia andare libero di girovagare per città straniere durante un viaggio d’istruzione, e chi, avendo convinto i suoi studenti a inserire il crocefisso in classe, non è capace di perdonare i suoi simili? Dimostra una vera moralità professionale e civile il docente che vuole educare i suoi studenti senza tenere conto della loro biografia cognitiva, delle profonde ingiustizie e delle sperequazioni che, tradendo la Costituzione italiana, impediscono che la scuola sia veramente “ un mondo di giustizia” o chi permette che gli studenti si sottraggano ai loro doveri pensando di farli più felici e rendere più gioiose le loro giornate dimenticando che educare significa offrire gli elementi basilari del vivere civile anche se ciò costa sacrificio? E che dire del dirigente e/o del docente che trasforma o permette che l’aula e/o i collegi diventino luoghi di contestazione non curandosi, spesso, dei vincoli di legge?
L’operatore scolastico, innanzi tutto e alla luce di quello che sta capitando a livello nazionale, deve sapere e credere che anche lo stile di vita di una persona parli e che quindi, per riuscire ad ascoltare e educare deve essere un esempio per la sua moralità e per i valori che incarna.
Giuseppe Luca

Reato di stampa clandestina: blogger condannato in appello

Negli ultimi trent’anni, mai nessuno è stato condannato per il reato di Stampa Clandestina, introdotto da una legge del 1948. Ma è riaccaduto oggi. Al giornalista e blogger Carlo Ruta, che vive a Ragusa. Sentenza d’appello, prima sezione penale della Corte di Appello di Catania. 150 euro di ammenda. La sentenza conferma la condanna di primo grado pronunciata dal giudice Patricia di Marco del Tribunale di Modica il 9 maggio 2008 in seguito ad una denuncia dell’allora procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, che si riteneva danneggiato dall’attività del blog di Ruta. La Corte ha stabilito che il blog di Ruta deve essere equiparato a un giornale cartaceo quotidiano; pertanto avrebbe dovuto essere registrato come testata giornalistica presso il Tribunale, e invece non lo era, come la maggior parte dei blog. La difesa ha eccepito che il blog è uno strumento di documentazione, non può essere considerato un prodotto giornalistico. Quello di Ruta, fra l’altro, come è risultato da alcuni accertamenti, veniva aggiornato episodicamente e senza regolarità periodica. Sul blog ”accaddeinsicilia”, sito di documentazione storica e sociale diffuso via internet dal 2001 al 2004, Ruta ha documentato vicende di malaffare e di connivenza tra politica, mondo degli affari e criminalità organizzata. Tre anni fa la condanna di Ruta suscitò interrogazioni parlamentari, un’ondata di proteste politiche e del mondo del web e numerose attestazioni di solidarietà. Ruta si è detto ”sorpreso e amareggiato” per la condanna in appello. Invece di chiudere il caso invocando la prescrizione del reato, il giornalista blogger farà ricorso in Cassazione per provocare un pronunciamento di legittimità della Suprema Corte su una questione che considera di interesse generale, con pesanti effetti sulla libertà di espressione e di informazione.
Fonte: pinobruno.it

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