legislazione

Verso una legislazione unica in Europa contro la pedofilia

Il Parlamento europeo compie una mossa decisa, votando una direttiva quasi all'unanimità, che allinea le legislazioni penali dei 27 paesi membri rispetto alla pedopornografia online. Si tratta del primo strumento legislativo per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la produzione e la diffusione di immagini e video a contenuto sessuale, protagonisti bambini e adolescenti.
Un lavoro che ha dovuto tener conto di culture e sensibilità diversissime.
Tre le principali novità:
L'introduzione del concetto di reato di adescamento online di minorenni (il grooming).
La dettagliata individuazione dei confini del reato di pedopornografia, termine che in Europa non era ancora entrato nel vocabolario giuridico.
L'introduzione di sanzioni penali uniformi in tutta l'Unione Europea, con molte circostanze aggravanti come la particolare vulnerabilità, dovuta magari alla disabilità fisica o psichica; o all'altra aggravante dell'abuso nell'ambito familiare.
Controllo del Casellario Giudiziario da parte dei datori di lavoro per coloro i quali svolgono attività professionali diretti e regolari a contatto con bambini.
Nelle stesse norme c'è anche la sanzione della confisca dei beni

(Fonte: repubblica.it)

Ddl Intercettazioni, la protesta di Wikipedia

L'edizione italiana di Wikipedia ha lanciato intorno una clamorosa protesta contro il Ddl intercettazioni, nuovamente in discussione in Parlamento. Una pagina bianca e poi un lungo comunicato per protestare contro il nuovo progetto di legge governativo:
"In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero", spiega la nota. La "neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto Ddl intercettazioni". E spiega: "L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi". Nessuna richiesta di impunità: "Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione".
Poi la conclusione: "Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi". Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?".

Un Ddl bipartisan contro lo spreco del cibo. Gli alimenti che finiscono ogni anno in discarica potrebbero sfamare 44 milioni di persone

Evitare lo spreco di cibi invenduti in bar, ristoranti e piccoli alimentari e consentire che vengano distribuiti ai poveri. E' quanto prevede un disegno di legge bipartisan presentato a Palazzo Madama. A illustrarlo i firmatari Luigi Grillo e Angelo Maria Cicolani (Pdl), il senatore Pd Luigi Vimercati più monsignor Enrico Feroci, presidente della Caritas diocesana di Roma, e Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio. Il testo 'anti-spreco' semplifica le norme previste dalla cosiddetta 'legge del buon samaritano' (la n. 155 del 5 giugno del 2003), eliminando gli ostacoli per i piccoli esercizi commerciali.

Secondo i dati della Coldiretti, riportano i firmatari del ddl contro gli sprechi alimentari presentato al Senato, ogni anno nel nostro Paese finiscono in discarica ben 10 milioni di tonnellate di alimenti, per un valore totale di 37 miliardi di euro: basterebbero a sfamare 44 milioni di persone, ossia piu' della popolazione di una Nazione come la Spagna.

Fonte: direnews

Delibera del Consiglio d’Europa fa partire il count-down sull’uso di amalgama dentale!

Dopo Norvegia, Danimarca e Svezia, oggi persino i rappresentanti degli Stati Uniti al Congresso sul mercurio in Giappone (Chiba 2011) hanno supportato il lento ‘phase-out’ relativo al mercurio usato in odontoiatria. Insieme a loro i rappresentanti di 116 nazioni hanno detto si, basta con l’amalgama dentale. Fate quello che dovete fare per non avercela più in giro tra qualche anno.
Quella grossa biblioteca multimediale creata da Mats Hanson sul mercurio ha convinto anche il Consiglio d’Europa, tra un anno sarà pronta la relazione tossicologica necessaria per portare la cosa al Parlamento Europeo, comunque l’ente già da ora invita i Paesi membri ad armonizzare le proprie legislazioni nazionali nella direzione dell’imminente bando del mercurio usato in odontoiatria.
Il Consiglio d’Europa ha approvato un piano per proibire l’uso dell’amalgama dentale. Di solito queste delibere del Consiglio d’Europa riescono ad essere convertite in una legge votata dal Parlamento Europeo entro cinque anni, cui segue il recepimento entro ulteriori tre anni da parte dei singoli governi nazionali.
Il Consiglio d’Europa ha inoltre prodotto una risoluzione intesa a sollecitare i Governi dei Paesi membri ad agire di conseguenza già da ora, invitandoli cioè a creare in questi prossimi anni una fase di transizione decisa ma graduale, con l’introduzione di nuove limitazioni d’uso per categorie a rischio attraverso le legislazioni nazionali.

Fonte: www.medicinenon.it

Entro settembre via libera a riforma apprendistato. In che consiste

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo per la riforma dell'apprendistato che "si appresta a diventare il canale tipico di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro". La riforma prevede che il contratto di apprendistato, sia “a tempo indeterminato con finalità formative e occupazionali. Ed è importante che questo tipo di definizione sia stata condivisa da tutti gli attori sociali". In definitiva il testo disciplina quattro ipotesi di apprendistato: quello per la qualifica e il diploma professionale per gli under 25 con la possibilità di acquisire un titolo di studio in ambiente di lavoro; l'apprendistato di mestiere per i giovani tra i 18 e i 29 anni che potranno apprendere un mestiere o una professione in ambiente di lavoro; l'apprendistato di alta formazione e ricerca per conseguire titoli di studio specialistici, universitari e post-universitari e per la formazione di giovani ricercatori per il settore privato; l'apprendistato per la riqualificazione di lavoratori in mobilità espulsi da processi produttivi. Il testo è stato accolto positivamente dai sindacati. Di scelta "totalmente iniqua", invece, parla la Confcommercio: "Questa decisione dimostra come siano state marginalizzate le esigenze di gestione delle imprese del nostro settore, in questo modo non si risponde ai problemi del Paese, del lavoro e delle imprese del terziario".

(Fonte: il riformista.it)

Rete Disarmo e Tavola della Pace a Napolitano: no a segreto di Stato sulla consegna di armi

La Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace hanno inviato ieri (diffondendola a mezzo stampa) una “lettera aperta” al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per richiamare all’attenzione del Capo dello Stato sulla recente notizia dell’imposizione del segreto di Stato da parte del Governo su una consegna di armi originante dal nostro paese. Ciò ha di fatto bloccato le indagini che la magistratura di Tempio Pausania stava conducendo riguardo alla destinazione finale di un carico di armamenti sovietici sequestrati nel 1994 e che, su ordine del Tribunale di Torino, avrebbero dovuto esser distrutti in seguito ad un’azione giudiziaria che le aveva bloccate pur non riuscendo a condannare i responsabili di tale traffico per difetto di giurisdizione. Una problematica che continua a permanere anche oggi poiché l’Italia non possiede una legislazione specifica su trafficanti e broker di armi, pur esistendo da anni una Posizione Comune dell’Unione Europea in merito che obbligherebbe il nostro paese ad un adeguamento legislativo specifico.

Si tratta di armamenti che – stando ad accreditate fonti di stampa nazionale e internazionale – nei mesi scorsi sarebbero stati consegnati dalla Marina Militare all’Esercito facendole sbarcare nel Lazio per essere poi consegnati, contravvenendo all’embargo di armamenti decretato dalle Nazioni Unite, alle forze sostenitrici del Consiglio Nazionale di Transizione libico.

Rete Italiana per il Disarmo e Tavola della Pace si rivolgono al Presidente Napolitano giacché alla Magistratura ordinaria è impedito l’intervento su questa fattispecie di Segreto di Stato disposto dal Presidente del Consiglio perché è relativa a materiale bellico e, in quanto tale, rientra nella sfera della sicurezza nazionale e della difesa dello Stato su cui il Presidente della Repubblica ha uno specifico compito di garanzia.

Sui siti www.disarmo.org e www.perlapace.it, il testo della lettera aperta inviato alla Presidenza della Repubblica e ulteriori dati di approfondimento relativi alle forniture italiane di armi ai paesi del nord del Mediterraneo (e in particolare a riguardo delle vendita del 2009/2010 di oltre 11.000 pistole e fucili semiautomatici italiani al regime di Gheddafi).

La nuova legge sul biotestamento: rischio sanzioni penali per il medico

La norma varata dal Parlamento prevede che sia il dottore a prendere la decisione finale, ma con il rischio di sanzioni penali. Per esempio, se un medico decidesse di togliere il sondino di alimentazione a una persona nello stato di Eluana Englaro, in base al disegno di legge commetterebbe un reato: l'omicidio colposo, o forse addirittura volontario.
Perché anche nel caso in cui un malato terminale rifiuti il prolungamento delle cure parlandone direttamente coi medici o depositando una Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), la nuova norma prevede che sia sempre e comunque il medico a prendere la decisione finale, con l’obbligo di somministrare al paziente “idratazione e alimentazione” fino a quando il cuore batte, magari aiutato dalle macchine. Il che vuol dire mesi, anni, distesi in un letto attaccati a fili e flebo.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

Biotestamento: il paziente "orienta" ma non decide. Cosa prevede la legge che ora torna al Senato

L'aula della Camera ha approvato, a scrutinio segreto, il disegno di legge sul testamento biologico. Il testo, che ha subito modifiche, torna al Senato (in terza lettura) dopo due anni e mezzo dal primo via libera sulla scia del caso Englaro (era il 26 marzo 2009 quando ci fu l'ok di Palazzo Madama).

COSA PREVEDE LA LEGGE - Divieto di eutanasia o di aiuto al suicidio. Nutrizione e alimentazione artificiali mai oggetto di dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) e divieto di sospenderle a meno che non siano piu' efficaci nella fase terminale della vita. Il ddl sul testamento biologico esce dalla Camera confermando l'impianto di base del testo approvato dal Senato il 26 marzo di due anni fa e con modifiche che, di fatto, imprimono un ulteriore 'stretta' al provvedimento: come quella che 'restringe' la platea dei pazienti per i quali le Dat avranno valore e l'esplicitazione che si scegliera' quali cure attivare ma non quali rifiutare.

-DIVIETO DI EUTANASIA. La legge "riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia piu' in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata". Esplicito il "divieto di ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio" con riferimento agli articoli 575(omicidio), 579 (omicidio del consenziente) e 580 (istigazione o aiuto al suicidio) del codice penale. Il medico e' obbligato a informare il paziente sul divieto di eutanasia. E' stabilito il principio dell'"alleanza terapeutica" nelle fasi del fine vita. Nel passaggio alla Camera, e' stato inserito il diritto per i pazienti terminali o in condizione di morte prevista come imminente di essere assistiti con un'adeguata terapia del dolore secondo quanto previsto dai protocolli delle cure palliative.

-CONSENSO INFORMATO. Ogni trattamento sanitario e' attivato previo consenso informato esplicito dopo corrette informazioni dei medici. L'alleanza terapeutica si esplicita in un documento di consenso informato, firmato dal paziente, che diventa parte integrante della cartella clinica.

-STOP IDRATAZIONE E ALIMENTAZIONE SOLO PER MALATI TERMINALI. Idratazione e alimentazione non possono mai essere interrotte.
L'unica eccezione diventa quella dei malati terminali nel caso "risultino non piu' efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo". Alimentazione e idratazione artificiale "non possono formare oggetto" di Dat.

-NELLE DAT SOLO ORIENTAMENTI SU ATTIVAZIONE TRATTAMENTI. L'aula della Camera ha circoscritto ulteriormente i contenuti del biotestamento. Nelle Dat si potranno esprimere "orientamenti" (e non volonta') solo sui trattamenti che si intende attivare, ma non su quelli che si vuole sospendere o a cui ci si rifiuta di essere sottoposti. I trattamenti vengono ora definiti "terapeutici" e non piu' "sanitari". Rimane comunque la previsione che si possa rinunciare a cio' che e' "di carattere sproporzionato o sperimentale", ossia l'accanimento terapeutico.

-REGISTRO UNICO DELLE DAT, VIDEO-RICOSTRUZIONI VIETATE. Niente videotestamenti o ricostruzioni di intenti fatte a posteriori. Il biotestamento si potra' fare solo in forma scritta o dattiloscritta con firma autografa del soggetto interessato.
"Eventuali dichiarazioni di intenti o orientamenti espressi dal soggetto al di fuori delle forme e dei modi previsti dalla presente legge non hanno valore e non possono essere utilizzati ai fini della ricostruzione della volonta' del soggetto". Le Dat saranno raccolte in un Registro nell'ambito di un archivio unico nazionale informatico presso il ministero della Salute.
Potranno essere redatte presso il medico curante e registrate (ma non c'e' l'obbligo) presso le Asl che poi le trasmetteranno all'archivio del ministero. Le dat hanno validita' di 5 anni e possono essere rinnovate.

Fonte: direnews.it

Cassazione: il danno esistenziale da incidente d'auto é risarcibile

Un uomo, a causa di un grave incidente, aveva subìto l’amputazione di un braccio e di una gamba. Durante il processo aveva chiesto che gli venisse riconosciuto un risarcimento che includesse anche il danno esistenziale prodotto dalle gravi ferite, ma si era visto respingere l’istanza, sia in primo grado sia in appello. La Cassazione, invece, ha deciso diversamente e ha definito cosa s’intende quando si parla di danno esistenziale e quali sono gli strumenti per la sua corretta valutazione.
Il danno esistenziale è lo sconvolgimento dell’esistenza accertabile in maniera oggettiva «in ragione dell’alterazione del modo di rapportarsi con gli altri nell’ambito della vita comune di relazione, sia all’interno sia all’esterno del nucleo familiare». Il risarcimento deve prendere in considerazione tutti gli aspetti negativi derivanti dall’illecito per la definizione dell’indennizzo complessivo. Perciò è necessario ricorrere alle tabelle, in particolare modo a quelle del tribunale di Milano che, secondo la sentenza, rappresentano un «valido e necessario criterio di riferimento ai fini della valutazione.

(Fonte: la stampa.it)

Ora è reato penale danneggiare piante o animali tutelati

Danneggiare la natura protetta in Italia è reato penale. Non più solo contravvenzioni, quindi, per chi colpisce orsi, cicogne, linci e altri animali tutelati dalle leggi, ma sanzioni penali e responsabilità delle persone giuridiche. E ciò vale anche per piante rare inserite nelle liste rosse o habitat particolarmente vulnerabili. È arrivato infatti il via libera definitivo da parte del Consiglio dei Ministri di due decreti di recepimento di due direttive Europee, 2008/99 e 2009/123, che danno seguito all’obbligo imposto dall’Unione europea di «incriminare comportamenti fortemente pericolosi per l’ambiente».
Le norme approvate prevedono due nuove fattispecie di reato introdotte nel codice penale per sanzionare la condotta di chi uccide, distrugge, preleva o possiede, fuori dai casi consentiti, esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette e di chi distrugge o comunque deteriora in modo significativo un habitat all’interno di un sito protetto.

Per difendere il patrimonio naturale nel nostro Paese sono state create le "zone di protezione": 2.564 siti che ricoprono una superficie di 6.194.451 ettari, pari al 20,6% del territorio nazionale. Inoltre ci sono le 871 aree protette che occupano una superficie a terra di oltre 3 milioni di ettari (10,5% del territorio nazionale), quelle a mare sono 27 e coprono complessivamente 296.000 ettari. Le zone umide sono invece 53 e coprono oltre 59.000 ettari. Le specie protette sono oltre 58 mila per gli animali e 5.600 per le piante. Sono 266 le specie italiane che rischiano di sparire, riferisce il Wwf. Al top squali, razze, cetacei, uccelli palustri, pesci di fiume, tartarughe marine e fiori rarissimi.

(Fonte: la stampa.it)

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