malattie

Prima trasfusione con sangue artificiale

Per la prima volta é stato effettuata una trasfusione di sangue con materiale artificiale.
E' avvenuto a Parigi dove l'Università Curie ha ottenuto sangue artificiale da cellule staminali del midollo osseo.

(Fonte: leggo.it)

19 giovani su 100 "sani" hanno anomalie cardiache

"Ascoltiamo il cuore dei nostri ragazzi". E' questo l'appello che viene dai cardiologi italiani. Un appello tanto più pressante se si leggono i dati di uno screening elettrocardiografico eseguito nell'ambito di una campagna organizzata dalla Fondazione Italiana Cuore e Circolazione, su più di quattromila studenti di Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto. Risultati sconvolgenti: su cento ragazzi apparentemente sani 19 hanno rivelato di avere anomalie elettrocardiografiche meritevoli di approfondimento diagnostico. Ragazzi 'a rischio': 13 su cento avevano familiarità per malattie cardiovascolari, 18 su cento ha dichiarato di fumare, 11 su cento di abusare di alcol e 6 su cento di fare uso di sostanze stupefacenti. "In un momento storico in cui la precarietà delle Istituzioni alimenta la disgregazione e le distanze con i giovani - dice Francesco Fedele, Presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione onlus- la Fondazione ribadisce la sua volontà di arrivare proprio al cuore dei nostri ragazzi". (Elaborazione da Well Dire)

Giornata di lotta all’Aids: obiettivo zero contagi, ma l’Italia stanzia zero fondi

Oggi primo dicembre 2011 è il World Aids Day, l’appuntamento internazionale dedicato alla lotta contro l’Aids istituito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel 1988 e giunto ormai alla sua 23esima edizione.
Il nuovo rapporto “Faster. Smarter. Better” del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Hiv/Aids (Unaids), pubblicato lo scorso 21 novembre, mostra, infatti, che il 2011 è stato un anno decisivo per la lotta all'Aids, con progressi senza precedenti nella scienza e nei risultati. “Le nuove infezioni da Hiv si sono ridotte del 21% dal 1997, e le morti da malattie correlate all'Aids sono diminuite del 21% dal 2005” - ha detto Michel Sidibé, direttore esecutivo di Unaids. Inoltre “Le persone che vivono con l'Hiv vivono più a lungo e chi ha contratto l’Aids può ora contare sugli efficaci effetti della terapia antiretrovirale salvavita”.

Ad oggi, tuttavia, nonostante gli impegni profusi in tal senso e i progressi medici compiuti, il quadro è ancora critico tanto che sempre secondo il rapporto Unaids 2011 nel mondo “34 milioni di persone hanno l’Aids”. Così mentre più di 30 milioni di persone sono già morte a causa dell’Aids e più di 16 milioni di bambini sono orfani a causa del virus, “ogni giorno si registrano 7.000 nuovi casi di infezione che vedono il loro epicentro nell’Africa Sub-sahariana, mentre il numero di nuove infezioni da Hiv cresce anche in Europa orientale, Asia centrale, Oceania, Medio-Oriente e Nord Africa”.

Lo scopo di questa importante giornata di confronto e informazione è quest’anno “Getting to zero” il programma strategico 2011-2015 delle Nazioni Unite per azzerare i numeri spaventosi di questa patologia, prima di tutto con la prevenzione, diminuendo i casi di trasmissione sessuale del virus Hiv, la modalità di contagio più diffusa nel mondo e in Italia.

“La questione è semplice - ha affermato Alessandra Cerioli presidente della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila) - la quasi totalità (80%) delle almeno quattro mila nuove infezioni da Hiv che si contraggono ogni anno in Italia è dovuta alla trasmissione per via sessuale [...] dato che ha fatto registrare, nei Paesi occidentali, Italia compresa, una recrudescenza inaspettata e mai osservata dalla fine degli anni ’70”. Per questo è partita oggi la nuova campagna di comunicazione e prevenzione, “Aids. Proteggiti semplicemente”, una campagna nata dall'incontro tra la Lila e un gruppo di giovani creativi che hanno colto nel segno: rendere semplice e naturale ciò che è vissuto ancora con difficoltà, ovvero l'uso del preservativo, maschile e femminile.

Secondo le stime dell’Unaids il deficit finanziario per la lotta contro il virus è pari a 6 miliardi di dollari annui indispensabili a garantire l’accesso alla terapia antiretrovirale a 15 milioni di persone sieropositive entro il 2015, a fronte dei 6,6 milioni di persone che attualmente usufruiscono della terapia e dei 9 milioni che invece ne rimangono esclusi. Tuttavia, i finanziamenti per la lotta contro l’Aids nel 2009 hanno iniziato a diminuire per la prima volta assicurando così minori risorse a meccanismi finanziari di fondamentale importanza, come il Fondo Globale per la Lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la Malaria.

“Il Fondo - ha denunciato Medici Senza Frontiere (Msf) - si trova oggi nella situazione finanziaria più disastrosa che abbia mai affrontato dalla sua creazione, dieci anni fa. Per questo motivo, il Consiglio del Fondo Globale ha deciso di cancellare in modo effettivo il suo undicesimo turno di finanziamento a causa di mancanza di risorse: un'azione senza precedenti nella sua storia” presa durante la riunione del consiglio ad Accra, Ghana, il 21 e 22 novembre scorsi. Il Fondo Globale fornirà un “meccanismo di finanziamento di transizione”, in cui i Paesi in via di sviluppo davanti alla drastica interruzione dei programmi per l'Hiv, tubercolosi e malaria, avranno solo la possibilità di richiedere i fondi per coprire le necessità più essenziali.

Purtroppo anche l’Italia sta facendo la sua parte, “ma in negativo” - spiega Natalia Lupi, coordinatrice dell’Osservatorio Aids - “tanto che non abbiamo ancora onorato gli impegni finanziari verso il Fondo Globale degli ultimi due anni con un ammanco di 260 milioni di euro”. Così mentre due giorni fa la Germania ha versato al Fondo Globale la seconda parte della sua quota per il 2011, in totale 200 milioni di euro, noi ”Dobbiamo rinnovare le richieste al nuovo governo - ha concluso la Lupi - perché l'Italia faccia fede agli impegni
presi", ricordandoci che prevenire è economicamente vantaggioso visto che la cura di una persona che diventa sieropositiva costa solo in farmaci dai 1.000 ai 1.500 euro al mese, a cui poi vanno aggiunti i costi di diagnostica.

Fonte: Unimondo.org

Salute: Come rimanere in salute in ufficio in tempi d'influenza

La trasmissione del raffreddore e del virus dell'influenza si può verificare per via aerea attraverso gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo comportamenti preventivi e norme igienico-sanitarie sono gli obiettivi primari da seguire per restare in salute negli ambienti di lavoro.

Ecco alcune regole che possono aiutare:

1) Mantenere le mani pulite

Lavarsi le mani regolarmente ed evitare di portare le dita infette vicino gli occhi, il naso e la bocca. I germi si annidano ovunque : nelle maniglie, negli interruttori, nei pulsanti delle fotocopiatrici, sui mouse e sulle tastiere dei PC. Non cè via di scampo: se poi avete deciso anche di mangiare in ufficio difendetevi dai batteri come meglio potete. Ovviamente gel disinfettanti salva-mani inclusi.

2) Evitare di stare a contatto con persone malate
C'è chi si ostina ad andare a lavoro persino con la febbre o con sintomi evidenti di influenza.

3) Attenzione alle aree comuni
Pulire le superfici comuni e prestare particolare attenzione alle aree comuni come le mense e i bagni, in questi sarebbe meglio trovare distributori di sapone liquido o in polvere e asciugamani non riutilizzabili da cestinare dopo l'uso o elettrici.

4) Mantenere l'aria pulita
Aprire regolarmente le finestre per garantire una corretta circolazione dell'aria sicuramente non è causa diretta di raffreddore come potrebbe lamentare un collega noioso... Un'adeguata aerazione previene danni alla salute perché assicura un'ossigenazione corretta dell'aria.

5) Evitare di mangiare cibi in comune
Quei cioccolatini erano proprio buoni ma quanti colleghi li avranno assaggiati?

6) Bere molta acqua e seguire una corretta alimentazione
Una corretta idratazione giornaliera (almeno due litri di acqua possibilmente da assumere nella prima parte della giornata) insieme a cibi ricchi di vitamine, fibre e sali minerali è il primo e più importante modo per prevenire l'influenza.

7) Bere tisane calde e prevenire i sintomi con rimedi naturali come propoli ed echinacea

8) Evitate gli sbalzi di temperatura
Vestirsi a strati può rappresentare la soluzione migliore per evitare gli sbalzi di temperatura che soprattutto negli uffici dove i riscaldamenti vengono tenuti accesi e ad alte temperatura possono causare raffredamenti improvvisi una volta usciti magari a prendere un caffè.

Fonte: greenme.it

DIabete: 12,6% adulti a rischio. Si previene con l'attività fisica

Il 12,6% degli Italiani adulti - quasi 6,5 milioni di persone - è a rischio di sviluppare il diabete e, tra loro, solo uno su quattro (26%) ne è consapevole. Inoltre, solo il 50% degli Italiani è a conoscenza del fatto che il diabete possa causare disturbi cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte legata alla malattia, ed è responsabile di 75.000 infarti del miocardio e di 18.000 ictus ogni anno nel nostro Paese. Questi e altri dati sono frutto di un'indagine condotta, su un campione di 500 persone rappresentativo della popolazione italiana, dall'istituto Tns Gallup per conto di Novo Nordisk.

La ricerca è stata presentata in occasione del Changing Diabetes Sport Day organizzato per celebrare la Giornata Mondiale del Diabete, a Roma, nel Salone d'Onore del Coni, da Diabete Italia, Associazione nazionale italiana atleti diabetici-Aniad, Federazione italiana hockey, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica e con il Patrocinio di ministero della Salute, ministero dell'Istruzione, ministro della Gioventù, Comitato olimpico nazionale italiano, International diabetes federation, associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, Italian Barometer Diabetes Observatory, Sport senza Frontiere, con il sostegno non condizionato dell'azienda danese.

Attenzione alla dieta e all'attività fisica per battere sul tempo il diabete: e' il tema della Giornata mondiale 2011. E' infatti dimostrato come la pratica regolare di esercizio fisico migliori glicemia, pressione e riduca la mortalità: tanto è vero che il "muoversi" è sempre uno dei primi consigli di ogni medico. Curioso notare, tuttavia, ancora secondo l'indagine Tns Gallup, come il 58% degli Italiani ad alto rischio di diabete, pur pensando che la sedentarietà ne aumenti la probabilità, si "muova" meno della media della popolazione: 3 ore alla settimana contro 5 ore alla settimana.

Fonte: direnews.it

Persone Down, nuove speranze

William Mobley, presidente del dipartimento di scienze neurologiche dell’Università della California a San Diego e le decine di altri scienziati americani alla ricerca di medicinali che migliorino la vita di bambini e adulti Down sono convinti che non sia fantascienza. Perché la ricerca negli Stati Uniti non è mai stata così vicina a produrre una terapia che aiuti le 350 mila persone affette dalla sindrome nel Paese a vivere più a lungo e con meno problemi di salute. Ma i ricercatori devono muoversi alla svelta.
In un laboratorio di San Diego, non lontano da quelli dell’équipe di Mobley, infatti, altri scienziati studiano da tempo e con altrettante intensità la trisomia 21. Nel loro caso non con lo scopo di curarla, bensì di diagnosticarla. Per circa 1900 dollari intendono offrire ai futuri genitori la certezza che il nascituro sarà o non sarà "normale". Il loro lavoro è già sfociato in un test che sarà in commercio negli Stati Uniti da lunedì prossimo e permette di identificare la sindrome di Down durante il primo trimestre di gravidanza. Stando alla società che lo ha sviluppato, la Sequenom, l’esame del sangue è corretto nel 98,6 per cento dei casi, e senza i rischi connessi a pratiche invasive come l’amniocentesi o la villocentesi.

(Fonte: avvenire.it)

Scoperta proteina: blocca diffusione dei tumori

La chiave per bloccare la crescita di un tumore nell'organismo, interrompendo il processo di conversione delle cellule normali in cellule neoplastiche, potrebbe essere nei macrofagi, cellule della linea di difesa primaria dell'organismo. I macrofagi, che fanno parte del meccanismo di immunità innata, vengono attirati nel tessuto tumorale e "riprogrammati", con il risultato di venire disarmati delle loro funzioni antitumorali e dirottati a contribuire alla crescita e diffusione delle cellule malate.
Uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Research e condotto da David Waisman, professore presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare e Patologia della Dalhousie University, ad Halifax, in Canada, ha individuato il ruolo chiave di una proteina posta sulla superficie del macrofagi, la S100A10, che consente proprio ai macrofagi di spostarsi sul sito della crescita tumorale, processo essenziale per lo sviluppo del tumore.
I ricercatori canadesi hanno battezzato la proteina dei macrofagi 'forbice molecolare' e con questa scoperta hanno rivoluzionato il modo di studiare un tumore: l'attenzione non va posta solo sulle cellule malate ma anche su quelle che le aiutano a crescere e a 'convertire' le cellule sane.

(Fonte: repubblica.it)

Una ricerca dell'Università Milano Bicocca rileva benefici nell'esperienza del cancro

La prima ricerca italiana sul cancro dell'Università Milano Bicocca insieme ad altri Istituti di Tumori lombardi, che rileva che il 90% dei pazienti trova dei benefici nell'esperienza della malattia cancro.

Article's content: 

Il mito dell’Alzheimer: un po' di storia

“Il mito dell’Alzheimer”, articolo tratto dal libro: del dottor Peter Whitehouse, e pubblicato da "Effervescienza", inserto della rivista mensile “Biolcalenda”, ottobre 2011.
“Se inizialmente un’idea non sembra assurda, non c’è nessuna speranza che si realizzi” diceva Albert Einstein. Scorrendo un pò di storia sulla la malattia di Alzheimer, vediamo che ha preso il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che per primo ne studiò un caso (la signora Auguste D. moglie dell’impiegato delle ferrovie Carl D.). Ma non è tutto, perché l’uomo che dovrebbe passare alla storia come il vero padre dell’Alzheimer è il medico psichiatra Emil Kraepelin, direttore della Reale Clinica Psichiatrica di Monaco di Baviera.
Fu proprio Kraepelin che offrì ad Alzheimer l’opportunità di far parte del suo gruppo a Heidelberg, nominandolo successivamente suo assistente. Nel 1910 Emil Kraepelin coniò ufficialmente il termine Alzheimer Krankheit (Malattia di Alzheimer).

Article's content: 

Impulsività ed ascetismo nell’anoressia e bulimia nervosa

Una ricerca parte dalla constatazione che in letteratura, come nella prassi clinica, non viene in genere sufficientemente indagato e valutato il ruolo dell'impulsività e dell'ascetismo rispetto all’ insorgenza di questi sintomi nelle varie sindromi psichiatriche, in particolare nell'Anoressia e Bulimia Nervosa.

Syndicate content