medicina

Le medicine su misura: perché servono e in che consistono

Si è cominciato a parlare di "medicina personalizzata" da quando il genoma umano è stato studiato e compreso. Subito si sono sollevate false speranze. Da poco si è iniziato a raccogliere i primi frutti di quelle promesse, frutti che forse non matureranno appieno se non con il tempo.
Cosa significa il termine “medicine personalizzate? Significa curare i tumori e altre malattie scegliendo farmaci e trattamenti sulla base del dna di ogni singolo individuo. Questa è una strategia che comporta il rinnovamento del sistema sanitario molto costoso e poco efficiente.

Perché occorrono le medicine personalizzate?
In media, le terapie contro le principali malattie che affliggono gli esseri umani sono efficaci su meno del 50% della popolazione. Nel caso del cancro, i farmaci funzionano per circa il 25% dei malati. Quando un medico tratta un paziente con un determinato farmaco, dunque, ha solo il 25% delle possibilità che il trattamento funzioni; nel restante 75% non accade nulla. Risolvere questo problema è una delle priorità per la medicina del ventunesimo secolo".

In che cosa consistono gli studi che permettono la personalizzazione delle cure.

Nei laboratori si studiano le cellule sane e quelle malate di un individuo e si cerca di capire quali sono i geni coinvolti e i diversi attori molecolari che risultano alterati nel tessuto malato. Si ottiene così un quadro complessivo di tutti i cambiamenti genetici che avvengono in quella particolare malattia;.si esamina cosa comporta la loro presenza e quali meccanismi si mettono in moto in modo da capire cosa bisogna cercare di prendere di mira per vincere la malattia.

"L'idea è di fare dei test genetici per ogni persona, così da poter determinare i trattamenti e le dosi più indicate per ciascuno sulla base del suo Dna. Ciò vuol dire:
- essere nelle condizioni di fare delle diagnosi estremamente accurate
- poter utilizzare queste informazioni per determinare la prognosi del paziente
- utilizzare i dati per prendere le decisioni terapeutiche più efficaci per quel paziente. Anche se a prima vista può sembrare una spesa insostenibile, in realtà è una svolta molto importante dal punto di vista dei costi. La maggior parte dei nuovi farmaci (in particolare quelli contro il cancro) è molto costosa, i trattamenti possono arrivare fino a 50.000 dollari. Con dei semplici test è possibile determinare chi ha le caratteristiche genetiche per rispondere a una determinata terapia: in questo modo non solo si risparmia, ma si evita anche di far perdere tempo al paziente con delle terapie inutili, moltiplicando così le possibilità di trovare la via più giusta per lui".

"Nel prossimo futuro sarà possibile fare, con un semplice prelievo del sangue, l'analisi del Dna di tutti i neonati a costi accessibilissimi, per poi conservare le informazioni genetiche come parte del loro profilo medico. Questo scenario consentirà non solo di conoscere fin dal principio la presenza di eventuali problemi, ma anche di sapere se si è più o meno predisposti a sviluppare determinate malattie, così da poterle prevenire anche attraverso lo stile di vita.

(Fonte: repubblica.it)

Un pezzo d'Italia nell'isola di Singapore a favore della ricerca della proteina chiave nella genesi di molti tumori

C'è un filo doppio che lega Singapore all'Europa, e la giovane ricercatrice Chit Fang Cheok a p53, la proteina chiave nella genesi di molti tumori. È un filo invisibile, lungo molte migliaia di chilometri, che ha cominciato a dipanarsi nel 1979: in quell'anno, mentre lei nasceva a Singapore, in Inghilterra il ricercatore britannico David Lane scopriva proprio il ruolo della proteina p53, su cui sono stati condotti tantissimi studi importanti nella lotta contro il cancro negli ultimi 32 anni.
Oggi questa giovane e determinata ricercatrice singaporiana si trova a dirigere in prima persona il laboratorio di ricerca che IFOM, l'Istituto FIRC di oncologia molecolare, ha aperto proprio a Singapore per approfondire gli studi su p53. La città-stato, posta di fronte all'estremo limite della penisola malese, è infatti uno dei Paesi al mondo che più hanno saputo creare le condizioni per realizzare ricerche scientifiche di avanguardia. Ora, grazie alla rete Internet, un po' di quel clima arriverà anche a Milano: il flusso di comunicazione tra IFOM e il nuovo laboratorio da lei diretto sarà continuo.
"Chit Fang si è specializzata nello studio dei meccanismi di danno e di riparazione del DNA che risultano determinanti per il successo o il fallimento delle cure chemioterapiche. Questa giovane scienziata rappresenta un ottimo esempio dei talenti di livello internazionale che Singapore sta sviluppando con l'obiettivo di introdurre scoperte scientifiche a beneficio della società" spiega David Lane che, oltre a dirigere l'Unità di ricerca oncologica della prestigiosa charity britannica Cancer Research UK, oggi è a capo, proprio a Singapore, dell'Unità di ricerca biomedica dell'agenzia governativa A*STAR, partner di IFOM.
di Fabio Turone

Fonte: www.airc.it

La relazione medico-paziente secondo il metodo Balint

La relazione medico –paziente è oggi inquinata dalla frettolosità, dalle super specializzazioni che impediscono al medico di vedere l’essere umano nel suo insieme, dalla burocratizzazione delle procedure mediche, dalle restrizioni della spesa sanitaria. Sarebbe allora opportuno riprendere i “vecchi” gruppi Balint per medici generici e di tutte le specializzazioni.
Lo scopo dei Gruppi Balint è quello di mostrare e far comprendere al medico, le proprie reazioni emotive e psicologiche, in modo che egli possa occuparsi dell'intera persona che ha di fronte e non solo di un singolo sintomo o disturbo. In tal modo, il medico acquisisce un'arma terapeutica in più in quanto apprende dalla propria esperienza qual è la "giusta distanza emotivo - affettiva" che è utile per operare efficacemente nel proprio campo: né fuso con i vissuti del paziente, né staccato difensivamente da essi, ma capace di identificarsi con l'esperienza di chi si ha di fronte, riuscendo però anche a sottrarsi all'identificazione per vedere il problema dall'esterno; si apprende quella che viene definita una funzione di " osservatore partecipe" la quale aiuta a comprendere cosa sta avvenendo nella relazione per agire nell'interesse del paziente.

Rarissimo caso di "superfetazione": due bimbi nati insieme, ma non gemelli.

Una donna ha dato alla luce due bambini che ha portato in grembo contemporaneamente: ma non si tratta di una gravidanza gemellare: la storia che arriva dall'Inghilterra ci parla di una donna rimasta incinta in due momenti successivi ma talmente ravvicinati da portare avanti una gravidanza doppia e contemporanea. Il Daily Mirror l'ha incontrata e intervistata. Julia Grovenburg é rimasta incinta del marito dopo molti tentativi di riuscire a concepire un bambino. Due settimane e mezzo dopo, é rimasta nuovamente incinta, e così i due bambini sono potuti crescere insieme e nascere in contemporanea grazie al parto cesareo. Secondo le notizie a disposizione, la condizione di Julia é rarissima: "Sarebbero solo 11 al mondo le donne che si sono trovate nella situazione nota come "superfetazione".
(Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori - Roma)

Piloti e telepatia anti-dirottamento

Si sta sperimentando attraverso test di telepatia sintetica sui piloti la possibilità di trasmettere alcune semplici unità di informazione fra due persone modulando l'attività cerebrale in modo volontario al fine di combattere il fenomeno del dirottamento aereo.
I risultati preliminari sono stati presentati a Roma, nel convegno nazionale dell'Associazione italiana di Medicina aeronautica e spaziale.

"Sono i primi passi verso la generazione di dispositivi anti-dirottamento che potrebbero non aver bisogno di un solo movimento da parte del pilota", ha detto Fabio Babiloni, della Fondazione Santa Lucia e dell'università di Roma La Sapienza, che ha presentato i primi risultati. Quello che la mente del pilota può trasmettere, ha spiegato, sono unità, ossia bit di informazione: "significa che si può trasmettere il concetto 'zero' o 'uno', oppure 'linea' o 'punto' del codice Morse, da una persona all'altra".

La trasmissione, ha detto ancora l'esperto, avviene per mezzo di elettrodi che, posti sul capo di una persona, registrano l'attività elettrica prodotta dal cervello". Questa attività elettrica diviene riconoscibile da un computer in maniera automatica quando questa persona pensa a un movimento.

(Fonte: repubblica.it)

L'Ordine dei Medici di Roma a difesa del ruolo professionale dei propri iscritti

Continua incessante la battaglia dell'Ordine dei Medici di Roma a difesa del ruolo professionale dei propri iscritti.
“Dopo il tentativo fallito di volerci trasformare in poliziotti sull'immigrazione clandestina e le gravissime sanzioni previste dalla "Legge Brunetta" sulla certificazione di malattia on line, arriva anche la disposizione legislativa che tende a trasformare i medici, siano essi dipendenti o convenzionati, in controllori fiscali. Nel contempo appaiono stridenti le norme che trasformano le farmacie nelle così dette "Case della Salute".
Nonostante gli indubbi meriti che i medici hanno acquisito sul campo, nella tutela della salute dei cittadini, sembra non esserci nessun interesse da parte dei governanti, ai vari livelli istituzionali, a ridurre le cause del profondo disagio in cui i medici sono costretti ad operare.
Il Presidente dell’Ordine Falconi invita a riflettere su: la condizione degli oltre 15 mila "camici rosa". “Donne medico: il lavoro viene prima della vita privata e familiare. Due su tre si sentono discriminate, quasi la metà lamenta molestie”; “su liberismo sospetto a senso unico: da farmacisti a titolari delle "case della salute", da medici a burocrati e controllori del fisco, in pratica più consumismo sanitario e meno tempo per i pazienti. Si entra in farmacia per acquistare farmaci e si esce con una busta su cui è scritto: " Casa della Salute"!
"Chi ha il camice bianco sta nella categoria malessere e paga per gli errori politici nella programmazione della Sanità. Aumenta inoltre il contenzioso medico-paziente: +15% dal 2005, ma solo in 6 anni 2.372 cause a fronte di milioni di atti sanitari. A Roma, dove si concentra circa il 10% dei medici di tutta Italia, il rapporto tra camici bianchi e pazienti è sempre più conflittuale. 13/06/11

Identificato nuovo fattore di rischio per la malattia di Parkinson?

Ricercatori della Università della Louisiana hanno presentato al convegno della Associazione Americana di Microbiologia dei dati che suggeriscono che Helicobacter pylori, un batterio presente nello stomaco della metà delle persone e noto per essere responsabile per l'ulcera gastrica e duodenale, possa avere un ruolo importante nello sviluppo della malattia di Parkinson. Hanno studiato gli effetti della inoculazione di Helicobacter pylori in topi giovani ed anziani; hanno osservato che i topi anziani sviluppavano sintomi simil-parkinsoniani con perdita di cellule nervose dopaminergiche nel cervello proprio come avviene nei pazienti parkinsoniani, mentre non succedeva nulla ai topi giovani. Essi pensano che Helicobacter pylori utilizzi il colesterolo dell'organismo in cui si trova, modificandolo fino a formare un composto simile ad una neurotossina contenuta in una pianta tropicale, i cui semi, se ingeriti, causano una malattia neurodegenerativa caratterizzata da sintomi parkinsoniani e demenza.

Fonte: www.parkinson.it

L'infettivologo Giuseppe Ippolito: «Nessun allarme sul batterio, ma acceleriamo la ricerca»

INTERVISTA - «Nessun allarmismo» sul cosiddetto batterio killer. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma, uno dei massimi infettivologi italiani, ci spiega cosa sta succedendo in Europa. E come difendersi. Conoscevamo l'escherichia coli (E.coli) come un batterio che sta nelle feci ma che in occidente non faceva più paura: si combatte con un minimo di igiene o al massimo con gli antibiotici. E invece alcuni genetisticinesi ci dicono ora che siamo davanti a un ceppo sconosciuto? Proviamo a fare chiarezza? Tutto è cominciato una decina di giorni fa in Germania in pazienti critici già in terapia intensiva colpiti da diarrea sanguinolenta che è stata immediatamente associata all'enteropatogeno E. coli. Poi si sono registrati casi di sindrome uremico emolitica (Hus), che comporta la rottura dei globuli rossi e un'insufficienza renale. Entrambe però non sono malattie nuove, dunque fin qui eravamo nella norma. La sorpresa è stata invece registrare che i casi aumentavano e anche in altri paesi. Secondo un'interessante analisi del Robert Scott Institute, questo ceppo, così «infettivo e tossico», secondo l'Oms, non era mai stato associato a una situazione epidemica. Vuol dire che c'erano già stati casi singoli ma nessuna epidemia? Sì. La cosa strana è che all'inizio i pazienti colpiti avevano avuto tutti un contatto con la Germania e tutti vi avevano consumato vegetali crudi. Si parla di casi analoghi, ma da accertare, anche con cibi consumati in Francia. C'è da avere paura? Nessun allarme. Sicuramente c'è qualche preoccupazione, ma non è una situazione devastante. Mi sembrano invece più preoccupanti gli effetti economici ingenti di questo allarme troppo precoce. Siamo davanti a un mutante patogeno dell'E. coli? Ma no, ogni giorno mangiamo cibi geneticamente modificati e i microrganismi si modificano come noi, quindi non dobbiamo pensare a un mutante arrivato da fuori. Ci vorranno 4 o 5 giorni ancora per scoprire esattamente di cosa si tratta. È resistente agli antibiotici? Sì, ma la diffusione non dipende da questo. Poiché non si trasmette da uomo a uomo, come si è diffuso in una decina di paesi europei? Il batterio è entrato nel circuito alimentare. Attualmente si stimano circa 500 casi di Hus e oltre mille casi di infezione enteroemorragica da E. coli: numeri assolutamente superiori all'atteso. Ma si deve considerare che paesi come la Francia, con una lunga storia di contatti con la sindrome Hus, in questa fase non hanno registrato casi, mentre al contrario la Danimarca che ha una scarsa esperienza di questa patologia ha avuto tutti casi di sindrome Hus. Secondo me ci vorrà un po' di tempo per capire meglio, ma io confido nell'ottimo lavoro delle autorità sanitarie mondiali. I singoli, invece, come possono ridurre i rischi personali? La raccomandazione in un paese come il nostro è di lavarsi spesso le mani, lavare accuratamente i vegetali crudi o non consumarne, e non tenere in frigorifero vegetali crudi accanto a cibi già cotti da mangiare riscaldandoli. Quanto tempo ci vorrà per fermare l'epidemia? I tedeschi prevedono circa quattro settimane, il tempo di sopravvivenza degli alimenti contaminati nei frigoriferi. Certo, se avessero già identificato e rimosso dal circuito alimentare i vegetali contaminati, sarebbe tutto più facile. Perché questi genetisti cinesi sono arrivati prima di altri scienziati europei? Io credo che sia stato solo un caso che siano arrivati prima degli americani e dei tedeschi che sono sicuramente molto bravi. I cinesi hanno da anni avviato un programma di sicurezza alimentare, e questo centro di genetisti che ha tipizzato il microrganismo pare sia particolarmente attivo. E questo ci deve far riflettere, e deve essere uno stimolo all'investimento sulla ricerca.

Fonte: www.ilmanifesto.it

'Pila' italiana per terapia dolore

Una pila capace di stimolare il cervello in modo totalmente non invasivo, per curare patologie come depressione, dolore cronico e gli esiti dell'ictus: e' l'invenzione di alcuni ricercatori italiani che ha permesso la creazione di una spin-off chiamata Newronika srl. Questa azienda ha firmato un accordo con Magstim Company Uk per commercializzare questo sistema a livello mondiale. L'apparecchio consiste in 2 elletrodi da applicare sulla testa connessi a una debole corrente continua (1-2 mA).

(Fonte: Ansa)

Nuovi farmaci anti-impotenza: la mentina dell'amore o la gomma da masticare

Dopo 13 anni dalla comparsa del Viagra (o sildenafil: il capostipite), arriva adesso un'opzione in più per i tre milioni di italiani che soffrono di questo disturbo (oggi definito "disfunzione erettile" dai medici).
Si scioglie in bocca in pochi secondi, è un tantino effervescente e sa di menta: è la nuova versione del vardenafil, uno dei "magnifici tre" farmaci anti-impotenza.
La "mentina dell'amore", già in commercio in una decina di Paesi europei, inaugura una nuova generazione di farmaci anti-impotenza che riformulano quelli tradizionali, non solo per offrire al consumatore un prodotto migliore, ma anche per contrastare l’arrivo dei generici, cioè delle loro "imitazioni". Il brevetto del Viagra, infatti, scadrà nel 2012 e la pillola blu potrà essere fabbricata da chiunque e venduta a costi più bassi.
Ecco perché l’azienda produttrice ha già studiato una nuova formulazione e sta commercializzando il farmaco sotto forma di gomma da masticare: per ora soltanto in Messico (che è il più grande consumatore di Viagra fra i Paesi in via di sviluppo), ma, se il test funzionerà, spera di estendere il mercato in altre aree. I produttori della terza molecola, il tadalafil, l'ultimo arrivato in commercio otto anni fa, hanno già messo in pratica un'idea che il pubblico sembra apprezzare molto: hanno registrato il farmaco a basse dosi per un uso quotidiano e in qualche Paese, come la Gran Bretagna, è già disponibile. Così, chi lo assume non si deve preoccupare di prendere la pillola prima di un rapporto e può far sesso quando vuole.

(Fonte: corriere.it)

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