medicina

Trapianti: calano del 9% nel 2010. Le proposte bipartisan per donare il corpo alla scienza

In calo del 9,1% i trapianti nel 2010: 2.874, contro i 3.163: è quanto emerge nel Report dei dati su attività di donazione e trapianto, relativi allo scorso anno, reso noto dal Centro nazionale trapianti. Due le cause identificate: l’aumento dell’età media dei donatori con la conseguente minore idoneità degli organi e la diminuzione dei decessi di pazienti cerebrolesi. In particolare le ragioni di questa riduzione sono da individuarsi nella diminuzione dei decessi per cause traumatiche (da 1.348 nel 2009 a 1.240 nel 2010, con una riduzione percentuale dell'8%) e in generale i decessi sotto i 40 anni (da 650 nel 2009 a 553 nel 2010, con una riduzione percentuale del 14,9%).

Intanto, diversi progetti di legge in discussione in commissione Affari sociali alla Camera, affrontano il tema della donazione volontaria del proprio corpo post-mortem alla scienza, per dare la possibilita' ai giovani chirurghi di imparare 'sul campo' e poter sperimentere, su cadavere, gli interventi piu' rari, e delicati, o tecniche operatorie innovative. L'ipotesi allo studio e' quella della ''donazione volontaria'' e che ha come linea guida ''il rispetto totale e la dignita' del corpo, anche se morto''. I vincoli, infatti, saranno quelli ''dell'integrita' della salma'' e della sua ''riconsegna'' alle famiglie, una volta terminati gli studi.

Fonti: redattoresociale.org, direnews.it

Il fondatore della Semeiotica Biofisica Quantistica in esclusiva: stiamo tentando di rivoluzionare la medicina

Nell'intervista il prof. Sergio Stagnaro, fondatore della Semeiotica Biofisica Quantistica illustra i passi avanti straordinari che questa disciplina fa compiere al mondo dela medicina. Un nuovo approccio innovativo e non invasivo permette di diagnosticare e curare malattie come i tumori, il diabete, le cardiopatie ischemiche, l'ipertensione, etc.
Per capire meglio le sue parole consigliamo a tutti di anteporre la lettura dell'articolo introduttivo del dott. Simone Caramel dove vengono spiegati i concetti che sono alla base del nuovo metodo diagnostico e terapeutico.

Interviewee: 
Sergio Stagnaro
Interview text: 

Possibili danni al nascituro nel parto: al Bambino Gesù la cura che viene dal freddo

Si chiama baby-cooling ed è la terapia del freddo che salva i neonati dai danni dell´asfissia. L´ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca e la cura dei bambini e degli adolescenti, è il primo centro nel Lazio in grado di offrire questa terapia innovativa - di recentissima introduzione in Italia - ai neonati con problemi di ossigenazione dei tessuti ricoverati entro poche ore dalla nascita.
L´ipotermia terapeutica, che sostituisce la tradizionale incubatrice, dimostrando di essere l´unico trattamento realmente efficace nell´evitare o nel limitare il danno cerebrale, consiste nel raffreddamento controllato a 33.5 gradi centigradi dei neonati asfittici per ridurre le richieste metaboliche del cervello.
La terapia, della durata di circa 72 ore, deve essere tempestiva, quindi avviata entro le prime 6 ore di vita del bambino che viene sottoposto a stretto monitoraggio delle funzioni vitali e in particolare delle funzioni cerebrali.
L´asfissia alla nascita è oggi una delle principali cause di mortalità tra i neonati, di paralisi cerebrale infantile e di ritardo psicomotorio. Danni cerebrali che possono compromettere seriamente un sereno sviluppo e che portano con sé il rischio di handicap (motori ed intellettivi) che richiedono impegnative e costose terapie di riabilitazione.
Nonostante i progressi della ricerca scientifica e in particolare della rianimazione neonatale, sino all´adozione del baby-cooling non esistevano terapie in grado di prevenire o limitare il danno cerebrale.

Fonte: direnews.it

Medici Senza Frontiere: India, pressioni europee per limitare la produzione di farmaci generici a basso costo

"L’india deve resistere alle pressioni esercitate dall’Unione Europea per farle accettare, come parte degli accordi di libero scambio, provvedimenti nocivi che avranno un enorme impatto sull’accesso a farmaci generici a basso costo": lo denuncia l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf).

Nella ripresa dei negoziati sugli accordi di libero scambio, di cui fa parte la discussione del delicato capitolo sulla proprietà intellettuale, viene riferito che ora il gabinetto del Primo Ministro indiano sia pronto a cedere alle richieste dell’Unione Europea, imponendo severe limitazioni alla capacità dell’industria dei farmaci generici indiani di produrre medicinali salva-vita a prezzi concorrenziali.

“Chiediamo al Primo Ministro indiano di opporsi alle pressioni dell’Unione Europea e difendere il ruolo dell’India in quanto ‘farmacia’ dei paesi in via di sviluppo”, dichiara Unni Karunakara, Presidente internazionale di Msf.

MSF fa affidamento ai farmaci a basso costo prodotti in India per curare più di 160.000 persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo. L’India è anche la fonte dell’80% dei farmaci antiretrovirali acquistati da donatori come il Fondo Globale. Ma da quanto trapela dalla bozza dell’accordo sugli accordi commerciali, l’Europa sta spingendo l’introduzione di diverse disposizioni che limiterebbero la competizione dei produttori di farmaci generici.

I farmaci generici indiani hanno giocato un ruolo fondamentale nel considerevole aumento delle cure antiretrovirali nei paesi in via di sviluppo perché, fino al 2005, il paese non imponeva brevetti sulle medicine. Questo ha permesso alle industrie farmaceutiche di produrre farmaci a basso costo, facendo abbassare i prezzi del 99% negli ultimi 10 anni. Ma, a partire dal 2005, le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno obbligato l’India a imporre i brevetti sui farmaci. Questo sta avendo un impatto negativo nell’accesso alle nuove versioni di seconda linea dei farmaci antiretrovirali a basso costo, alcune delle quali sono già state coperte da brevetto in India.

Ora, le politiche che vengono spinte dall’Unione Europea restringerebbero ulteriormente la produzione di medicinali a basso costo. In particolare, l’UE sta cercando di imporre la cosiddetta “esclusività dei dati” che agirebbe come un brevetto bloccando il mercato dei farmaci generici fino a 10 anni. Cosa ancor più preoccupante, l’esclusività dei dati si applicherebbe anche a prodotti che per la legge indiana non richiedono un brevetto. Agendo sottobanco come protezione per tutelare i monopoli, l’esclusività dei dati bloccherebbe lo sviluppo di nuove combinazioni farmaceutiche a dose fissa, che permettono di condensare più medicine in un’unica pillola, nonostante queste non possano essere messe sotto brevetto in India.

Fonte: www.medicisenzafrontiere.it

Tumori, in 20 anni raddoppiata la sopravvivenza

Sono 2.250.000 gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore (il 4% dell'intera popolazione), ma oggi questa malattia fa meno paura perché in molti casi può essere sconfitta definitivamente. Quasi 800.000 persone (l'1,5% della popolazione) sono, infatti, vive dopo oltre 10 anni dalla diagnosi di tumore e rispetto al 1992 il numero di persone viventi con tumore è quasi raddoppiato. I dati sono contenuti nel rapporto dell'Associazione italiana registri tumori. Il Rapporto fotografa al 1 gennaio 2006 la prevalenza della patologia tumorale in Italia basandosi sui dati raccolti da 24 Registri tumori Italiani attivi da almeno 5 anni. Il Rapporto rivela che la maggior parte dei malati di tumore sono donne (1.250.000) e persone anziane. Ci sono inoltre differenze geografiche rilevanti nella percentuale di persone viventi con tumore, visto che si passa da oltre il 5% in alcune aree del Nord, fino a valori tra il 2 e il 3% al Sud. Ma c'é un dato che fa ben sperare: Quasi 1.300.000 italiani (2,2% della popolazione) sono lungosopravviventi, hanno cioè avuto una diagnosi di tumore da più di 5 anni e sono i soggetti spesso liberi da malattia e da trattamenti antitumorali.

Fonte: doctornews.it

Naturopatia - Iridologia: che cosa sono

La Naturopatia è una scienza bionaturale di prevenzione primaria, di educazione e promozione alla salute.

Le conoscenze scientifiche ne legittimano un ruolo di primo piano, nel mondo delle medicine non convenzionali, che si differenziano per la loro attenzione verso la globalità dell’individuo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce la Organizzazione Mondiale della SanitàSalute come “stato di benessere a livello fisico, psichico e sociale”, che si può realizzare solo in una armoniosa integrazione.

La persona valutata nelle sue caratteristiche peculiari, nel suo ambiente e stile di vita, studiando le interazioni tra sistema nervoso centrale (SNC) e manifestazioni fisiche periferiche, permette al naturopata di risalire alle cause prime del malessere, con possibilità concreta di recuperare lo stato di benessere.

L’analisi avviene attraverso metodiche non invasive, quali:

* Iridologia
* Riflessologia
* Kinesiologia
* Medicina tradizionale cinese (MTC)

Il trattamento terapeutico può considerare:

* Consigli del regime alimentare
* Indicazioni sullo stile di vita
* Ausili naturali della tradizione erboristica
* Pratiche di riequilibrio psico-emotivo

Di fronte a patologie croniche e a stati di malessere persistenti, non riconducibili a ben precise cause fisiche, la Naturopatia è uno strumento utile al personale recupero secondo i bioritmi fisiologici e alla prevenzione delle complicanze, per una miglior qualità di vita anche quando si convive con la cronicità della malattia.

La Naturopatia è un aiuto prezioso alla persona che vuole migliorare o mantenere il proprio benessere psico-fisico, nel rispetto della propria costituzione, in una consapevolezza guidata, al fine di evitare le conseguenze di una vita disarmonica, che possono sfociare in disagi profondi, minando lo stato di salute.

Prevenzione, ma anche supporto all’organismo durante le terapie mediche, per unL’Iridologia è la lettura morfologica e del cromatismo dell’iride trattamento integrato individuale che ne migliora i risultati, protraendo nel tempo gli effetti.

La collaborazione con il medico curante dell’assistito, permette di ottenere le migliori risposte terapeutiche ad ogni singolo caso clinico, un lavoro sinergico sviluppato dall’integrazione delle due scienze, chiamata Medicina Integrata, come fonte d’informazioni relative all’organismo nella sua integrità: aspetti psichici e fisici ereditari, costituzionali ed acquisiti.

Le conoscenze di neurofisiologia del Sistema Nervoso Centrale permettono di capire perché l’iride si modifica quando l’individuo è sottoposto per lunghi periodi a particolari situazioni di stress o di malattia.

Questa osservazione di un organo, unico non ricoperto da membrane opache, nel pieno svolgimento delle proprie funzioni biologiche, rappresenta una seria proposta di semeiotica in medicina umana.

Da sottolineare che l’iridologia non individua fenomeni acuti, cioè fatti insorti da poco tempo, in quanto l’iride ha bisogno di tempi relativamente lunghi per registrare eventualmente processi patologici.

Ipotalamo e Sistema limbico
E’ invece, un prezioso supporto nelle patologie croniche accertate, in quanto fornisce informazioni necessarie per aiutare nel migliore dei modi, ad affrontare la malattia e le terapie che spesso sono associate.

Permette di approfondire le conoscenze del “terreno”, cioè di tutte le caratteristiche che determinano la resistenza alla malattia, differenti da soggetto a soggetto, determinante per la prevenzione, che richiede appunto la conoscenza delle caratteristiche individuali.

L’esame iridologico può essere particolarmente utile nel caso in cui la sofferenza non ha cause fisiche e pertanto va indagata la componente psico-emotiva, energetica e spirituale, non individuabile dalla tecnologia.

In particolare, in campo psico-emotivo, l’iride registra i messaggi nervosi che partono dall' Ipotalamo (il sistema delle emozioni) e rendendo possibile l’individuazione della sede delle tensioni profonde, responsabili dell’attivazione dell’asse dello stress.

Alterazioni di questo sistema possono esacerbare uno stato di:

* Ipertensione
* Diabete
* Osteoporosi
* Debolezza del sistema immunitario

Per concludere, con l’aiuto di consigli naturopatici, sapendo i propri punti deboli, l’individuo potrà avere gli strumenti per preservare e migliorare la propria condizione psico-fisica.

Fonte: http://www.sale-salute-benessere.it

Congresso Società Italiana di Chirurgia: il robot in sala operatoria

Il 17 ottobre a Roma, Hotel Hilton si terrà il 120mo congresso della società italiana di chirurgia.
Tremila chirurghi discuteranno delle nuove tecniche, in particolare dell'applicazione della robotica alla chirurgia e sull'approccio multidisciplinare alla chirurgia oncologica. I risultati già ottenuti sia nella chirurgia del retto che della mammella sono incoraggianti. Quest'ultima viene ormai ricostruita completamente.

Convegno anestesisti: decalogo utile per chi deve subire un intervento

In occasione del settimo congresso nazionale della Siared, Societa' Italiana di Anestesia, Rianimazione, Emergenza e Dolore, sono state definite, in un decalogo di taglio divugativo, le dieci regole utili per chi deve subire un intervento. Eccole:
- Accertarsi che entro le due settimane che precedono l'intervento, l'anestesista visiti il paziente controllando una serie di parametri come pressione, peso, frequenza cardiaca. La visita, che di solito si svolge in ambulatorio, puo' essere pratica anche alcuni mesi prima di entrare in sala operatoria: in quel caso, l'anestesista ricontrolla il paziente per verificare che non ci siano stati cambiamenti nelle condizioni generali.
- Rispettare le norme di digiuno preparatorie che vengono raccomandate. Durante l'anestesia, infatti, il contenuto gastrico potrebbe causare danni ai polmoni. Generalmente, bisogna evitare di mangiare dalle 4 alle 6 ore prima dell'intervento, mentre l'ultimo bicchier d'acqua va bevuto due ore prima. Per altre bevande come succhi di frutta o caffe', i tempi vanno calcolati a seconda della corposita' del liquido. Per esempio, una spremuta d'arancia e' considerata un solido: va quindi evitata nelle 6 ore precedenti l'anestesia.
- Rispettare tutte le indicazioni sulle profilassi pre e post operatorie, come quelle per la trombosi venosa (farmaci coagulanti da prendere prima o deambulazione subito dopo il risveglio, a seconda del paziente), quelle antibiotiche per evitare le complicazioni (l'effetto deve raggiungere il picco massimo nell'incisione chirurgica, quindi gli antibiotici vanno assunti circa un'ora prima) o quelle anti vomito (per esempio, i farmaci somministrati a chi partorisce con taglio cesareo).
- Il paziente deve ricevere dal medico tutte le informazioni sull'anestesia e sul rischio dell'intervento a cui verra' sottoposto. E' utile, per facilitare la comprensione, fare dei paragoni con attivita' quotidiane comuni. Per esempio: se l'intervento ha una percentuale di rischio di morte dello 0,3%, il medico potra' spiegare che prendere un aereo per andare in vacanza alle Maldive o salire su una scala per cambiare una lampadina e' statisticamente piu' rischioso.
- Il medico non deve solo far firmare la liberatoria che certifica il consenso del paziente, ma deve accertarsi che lui abbia capito che cosa sta per succedere, facendo anche delle domande dirette per fugare eventuali dubbi.
- Il paziente deve identificare l'anestesista e avere un rapporto diretto con lui.
- Il paziente deve essere messo in condizione di accertare se la struttura dove sara' ospitato e' certificata e accreditata al sistema sanitario nazionale.
- Prima dell'intervento, il paziente deve familiarizzare con la scheda di valutazione del dolore, per poter indicare, anche nei giorni successivi all'intervento, la gravita' dei fastidi che sentira'.
- Accertarsi che avvenga la cosiddetta fase di 'time out' prima dell'intervento: l'anestesista e il chirurgo parlano con il paziente e hanno a disposizione un momento determinato per stabilire un contatto, verificando anche insieme a lui il lato su cui verra' effettuato l'intervento o altri dettagli importanti.
- Il paziente deve essere informato sui tempi del risveglio, previsto generalmente subito dopo la fine dell'intervento o, in alcuni casi, dopo circa 20 minuti.

Premio nobel Luc Montagnier e i farmaci del futuro

L'intervista fa riferimento alla scoperta delle proprietà che alcune nano strutture di acqua presentano di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al vissuto biologico della persona. Queste proprietà potrebbero permettere di trasmettere segnali e stimoli utili a curare le malattie. Si tratta di una scoperta che potrebbe rivoluzionare la medicina del futuro, la cosiddetta medicina biologica.

Interviewee: 
Luc Montagnier
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