medicina

Il 25° congresso di Medicina Biologica: i farmaci del futuro

Lo hanno definito un nuovo traguardo della ricerca: sfruttare le informazioni trasferibili per mezzo dei farmaci all’acqua che si trova nell’organismo umano. In questo modo l’elemento acqua, presente in gran percentuale nel corpo, diventa il mezzo per portare le informazioni atte a riattivare le funzionalità compromesse. Questo dovrebbe consentire di abbassare il dosaggio e diminuire la tossicità, conservando inalterata l’efficacia dei farmaci.
È così che dovranno essere i farmaci del futuro secondo la Medicina Biologica che si riunisce a congresso venerdì 14 e sabato 15 a Milano, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano. Il Congresso è promosso da AIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, con il sostegno di GUNA Spa, azienda del settore delle medicine non convenzionali, il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano – OMCeO, della Regione Lombardia e del Comune di Milano e la partecipazione del Premio Nobel per la Medicina Prof. Luc Montagnier insieme a fisici e ricercatori italiani di fama internazionale.
Luc Montagnier è lo scienziato che ha scoperto che le malattie croniche, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo della loro presenza emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere letti e decifrati. Possibili sviluppi di tale scoperta sono sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie croniche, che sono collegate a precise condizioni informative presenti nell’acqua biologica.
In Italia alcuni fisici e ricercatori collaborano allo studio delle proprietà per cui l’acqua presente nel corpo diffonde e trattiene le informazioni biologiche grazie ad un fenomeno fisico chiamato Coerenza. I leader del gruppo italiano di ricerca sono Emilio Del Giudice [Fisico teorico, Premio Prigogine 2009, INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Milano, IIB (International Institute of Biophysics), Neuss, Germania] e Giuseppe Vitiello (Professore di Fisica teorica, Dipartimento di Matematica e Informatica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Universita' di Salerno).

La medicina omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite. La ricerca di Montagnier, di Del Giudice e Vitiello, può indicare una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico e omotossicologico e creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici. Si tratta di medicinali che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze in essa presenti a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, prive di effetti collaterali.
(Dal sito de lastampa.it del 14-05-2010)

Desease mongering: malattie inventate per far vendere più farmaci

L'intervista con la prof.ssa Emilia Costa, primario di psichiatria all'Università "La Sapienza" di Roma, svela i retroscena di un abuso molto grave: si inventano delle malattie per far vendere più farmaci.

Interviewee: 
Emilia Costa
Interview text: 

Società Italiana di Ginecologia: Sesso, dove lo imparano gli adolescenti

La tv è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10% di essi, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi.
È indispensabile formare questi personaggi e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) ha lanciato questo messaggio durante il Convegno nazionale «Adolescenti, sessualità e media” promosso a Roma.
Nel nostro Paese le esperienze sono a macchia di leopardo e probabilmente richiedono una strategia illuminata. Nelle scuole non viene sempre insegnata, anche se il 64% degli studenti lo chiede e il 44% auspica più dialogo su questi temi a casa. In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti si rivolgono a Internet, radio e piccolo schermo: gli idoli dello spettacolo possono quindi influenzarli con comportamenti e messaggi.

Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Pediatrics, organo ufficiale dell'Accademia americana dei Pediatri, immagini e dialoghi troppo espliciti e ripetuti nel tempo possono anticipare l'età del primo rapporto, che, in Italia, secondo i dati Sigo, avviene senza precauzioni per il 37% delle ragazze. Non solo: la continua visione di corpi seminudi e di atteggiamenti ammiccanti è dannosa per la crescita degli adolescenti. Può rendere precoci e aumentare la probabilità che non utilizzino autoprotezione contraccettiva e nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili. Cresce inoltre il rischio di rapporti sotto l'effetto di alcool o droghe.

Per quanto riguarda la contraccezione oggi il grado di conoscenza sui metodi disponibili è in Italia il più basso in Europa, a pari merito con la Turchia. Ben il 27% degli under 19 dichiara di non utilizzare attualmente alcun anticoncezionale, percentuale che sale al 35% fra le ragazze. Inoltre solo il 18% delle femmine e il 29% dei maschi si sente a proprio agio nel parlare di contraccezione con il/la partner, e rispettivamente il 61% e il 39% rimpiange di aver avuto il rapporto troppo presto o in condizioni negative.

Inghilterra: creato embrione in vitro da tre genitori a scopi terapeutici

In Inghilterra é stato creato un embrione con il contributo di tre donatori diversi: due donne e un uomo; il tutto al fine di prevenire l'insorgere di gravi malattie mitocondriali.
In pratica sono stati usati due ovociti da due donne diverse; prima é stato prelevato l'ovocita della donna non portatrice di malattie; in questo ovocita é stato sostituito il nucleo con quello della madre con problemi di trasmissione di malattie; infine l'ovocita é stato fecondato in vitro.

Primo Festival della cinema-terapia a Roma

Event date: 
07-04-2010

Dario D’Ambrosi e l’Associazione del Teatro Patologico da sempre attento indagatore del disagio mentale attraverso la ricerca teatrale, propongono una straordinaria iniziativa: si tratta del 1° Festival Internazionale del Cinema Patologico. Si tratta di un'iniziativa legata alla teatro-terapia. La direzione artistica è a cura del regista e attore Dario D’Ambrosi. La giuria sarà interamente composta da ragazzi disabili psichici, e presieduta dall’attore diversamente abile Stefano Nicolò Amati, storico componente del gruppo del Teatro Patologico. Il festival tende a promuovere il giovane cinema italiano e straniero e ad attivare una sinergia tra il mondo del cinema ed un ambiente in cui si lavora sul disagio mentale e sociale, convinti che questo possa contribuire ad una evoluzione del linguaggio cinematografico.
Si tratta di un evento unico sia dal punto di vista artistico e sociale prima di tutto perché per la prima volta la giuria del festival sarà composta unicamente da persone diversamente abili, perlopiù persone affette da disabilità psichica che proprio per questo adotteranno parametri diversi dal solito per la decisione unanime dei vari premi da assegnare. Il festival si svolge in tre giorni, dal 7 al 10 aprile, presso la sede del Teatro Patologico a Roma in via Cassia 472.
Il Festival sarà il frutto di un percorso che prevede un percorso di recuperò del proprio sé, di presa di coscienza dei propri parametri valutativi, di integrazione. L’insieme di questi fattori ha l’obiettivo di procurare una sensazione di benessere che necessariamente scaturisce dall’esperienza artistica, come testimoniano gli obiettivi raggiunti in trent’anni di lavoro del Teatro patologico di Dario D’Ambrosi. Come nella linea etica delle varie iniziative del Teatro Patologico, il disagio mentale non è considerato un limite ma diventa una peculiarità, una ricchezza che dà vita ad un nuovo linguaggio artistico e sociale. Le barriere della diversità cadono di fronte alle possibilità di integrazione che eventi artistici di questo tipo offrono.
L’iniziativa rientra nell’ambito della nuovo “cartellone” di eventi che il Direttore Artistico Dario D’Ambrosi aveva già annunciato durante la recente serata di inaugurazione del nuovo spazio del Teatro Patologico, in via Cassia 472. L’intenzione, infatti, non è quello di fare una semplice stagione teatrale ma creare, invece, un cartellone di eventi che rientrino nell’ambito del connubio tra teatro, cinema e disagio mentale.
Il Festival è articolato nella sezione Lungometraggi e la sezione Cortometraggi (durata massima 30 minuti).
Per quanto riguarda il Concorso lungometraggi, è aperto a pellicole italiane e straniere (senza esclusione per i film che abbiano già partecipato ad altri festival e/o che siano già usciti nelle sale). La selezione delle opere per il concorso avviene a cura della Direzione Artistica del Festival e la giuria al termine del Festival assegnerà i premi per il Miglior film, la Miglior regia, il Miglior attore protagonista, la Miglior attrice protagonista. Tra i film proiettati, classici come “Il corridoio della paura” di Samuel Fuller (1963) ma anche opere meno canoniche e più sperimentali come “Fuori” performance di teatro cinema e musica con Francesco Montanari, Vinicio Marconi, Alessandro Roja, Marco Bocci e Daniela Virgilio (attori della Fiction “Romanzo Criminale”).
Per il Concorso cortometraggi la gara è aperta a tutti i cortometraggi italiani e stranieri fino ad una durata di 30 minuti. Si ricorda che l’aggettivo “patologico” si riferisce, in senso lato, alla composizione della giuria del Festival ma non ai temi dei lavori presentati che non devono essere necessariamente attinenti alla tematica del disagio sociale ma possono spaziare attraverso i più svariati contesti.
L’Associazione Teatro Patologico nasce nel 1992 diretta dal fondatore e ideatore Dario D’Ambrosi. Dal 1992 l’Associazione si occupa di un lavoro unico ed universale, quello di trovare un contatto tra il teatro e un ambiente dove si lavora sulla malattia mentale, dove girano ragazzi con gravi problemi psichici. Per anni l’Associazione svolge le sue attività didattiche, pedagogiche e teatrali nella sala di Via Ramazzini all’interno del Municipio XVI, fino al 2006 quando la Regione Lazio concede il nuovo spazio in via Cassia n°472 che diventa la nuova sede dell’Associazione del Teatro Patologico. Dario D’Ambrosi è attore e regista teatrale, cinematografico e televisivo. Grande importanza nella sua formazione ha il periodo newyorchese negli anni 70 e la frequentazione con Ellen Steward e il Caffè La Mama – dove si poteva incontrare gente del calibro di Robert DeNiro, Andy Wharol, Lou Reed, Pina Baush e tanti altri. Tutti non ci sono, La trota, I giorni di Antonio, Il ronzio delle mosche, Allucinazioni da psicofarmaci, Cose da pazzi, Il principe della follia, Il nulla, Frusta-azioni, Un regno per il mio cavallo, sono alcuni titoli degli spettacoli più significativi che Dario D’Ambrosi fino ad oggi ha scritto, diretto, interpretato e rappresentato nelle maggiori città italiane, New York e poi ancora Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, Detroit e, in Europa, a Barcellona, Amsterdam, Monaco. Al cinema, lo si ricorda in “Titus” al fianco di Anthony Hopkins e “La passione di Cristo” di Mel Gibson e ha girato nel 2001 “Il ronzio delle mosche”, che chiude l’ampio programma di proiezioni del Festival.

City: 
Roma

Rischi e pericoli legati all'abuso di psicofarmaci

L'autore si é rivolto a un noto specialista del settore, la prof. Emilia Costa, docente di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma. La professoressa spiega come un uso eccessivo di psicofarmaci sia dannoso alla salute delle persone, in particolar modo dei bambini e degli adolescenti.

Interviewee: 
Emilia Costa
Interview text: 

Chirurgo italiano a Londra: primo trapianto di trachea su bambino

Il primo trapianto al mondo di trachea in un bambino è stato portato a termine lunedì scorso all'ospedale Great Ormond Street di Londra dal chirurgo toracico Paolo Macchiarini. L'evento è stato annunciato oggi durante una conferenza stampa. Medici inglesi e italiani hanno trapiantato una nuova trachea in un bambino di circa 10 anni, utilizzando le cellule staminali del paziente per rigenerarla all'interno del suo organismo.

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