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Migranti: centri di accoglienza e detenzione vietati alla Stampa

Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi’ l’emergenza immigrazione diventa anche un problema per la liberta’ di stampa. Con una circolare a firma del Ministro dell’Interno, (prot. n. 1305 del 01.04.2011) inerente l’accesso ai Centri per immigrati, il Viminale consente, "fino a nuova disposizione", l’ingresso alle strutture di accoglienza e a quelle di detenzione"esclusivamente"a soggetti pubblici (ad esempio organismi internazionali quali Oim,Cri, Amnesty International, Caritas) e a individui singoli come parlamentari europei, deputati e senatori della Repubblica e consiglieri regionali. Sulla base di questa circolare interna, le prefetture ci hanno negato l’accesso ai Cara e ai Cie di Roma Ponte Galeria, di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, di Trapani e di Brindisi.

Si tratta di strutture in cui vengono spese montagne di soldi pubblici. Ad esempio, al Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr), che prima dell’istituzione del mega centro di Mineo era il piu’ grande d’Europa con una capienza di quasi 1500 posti, arrivano 28,88 euro per ospite. La media e’ di 700 presenze, che fanno 20.216 euro al giorno, oltre sette milioni di euro l’anno.

Nessuno sa la cifra pro capite stanziata alla Croce Rossa Italiana per il centro di Mineo (Ct), su cui si sono espresse negativamente sia le associazioni umanitarie che si occupano di rifugiati, sia sindaci di comuni che ospitano i profughi con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Somma che lievita ancora perche’ bisogna aggiungere il compenso per l’affitto alla ditta Pizzarotti di Parma, proprietaria della struttura.

Fonte: Agenzia DIRE www.dire.it

Caso Strauss-Kahn: come un giornale travisa i fatti

Ieri in prima pagina il Messaggero, quotidiano romano, mette in prima pagina con grande evidenza il caso Strass-Kahn. A parte il fatto che mettere così in risalto questo caso mentre, come altri giornali evidenziano, la manovra del governo va ad incidere pesantemente su sanità e pensioni; ad esempio bloccando in tutto o in parte le rivalutazione di milioni di pensioni, cosa senz’altro molto più importante per gli italiani del caso Strass.
Ma il problema è un altro: come il caso viene trattato.
Prima di tutto il titolo:
Crollano le accuse…
Sottotitolo:
Smontata la denuncia della cameriera…
Ora che cosa in realtà è successo?
Il miliardario Strauss forte dei suoi mezzi economici ha scatenato i migliori avvocati nel tentativo di smontare le accuse della cameriera d’albergo che lo aveva accusato di stupro.
Orbene queste investigazioni hanno permesso di sollevare dei dubbi sulle dichiarazioni della cameriera, anche se le accuse rimangono, tantoché la giustizia USA lo ha scarcerato, obbligandolo però a non lasciare il territorio degli Stati Uniti.
Con i mezzi che il miliardario ha messo in campo pensare che non sarebbe riuscito a sollevare dei dubbi lascerebbe quantomeno stupiti.
Ebbene sollevare dubbi non significa smontare una denuncia, né tantomento far crollare le accuse.
Purtroppo ancora una volta si dimostra come i giornali confondano le idee e snaturino i fatti, tantopiù che se si va a leggere l’articolo, la narrazione ammette appunto che si tratta di dubbi sollevati, più che di far crollare le accuse.

E' guerra tra Sky e Mediaset. Sky chiude il canale Mediaset Plus

E’ ormai guerra aperta tra Sky e il gruppo di Mediaset. Sky Italia ha annunciato che Mediaset Plus non è più distribuito dalla piattaforma Sky «a causa di gravi inadempimenti contrattuali». Nel pomeriggio la replica di Mediaset, che chiederà a Sky «il risarcimento dei danni causati dalla illegittima e inefficace risoluzione unilaterale di un contratto in vigore fino al termine del 2012».
Per Sky i «gravi inadempimenti» consistono nel fatto che il contratto firmato con Rti stabiliva, tra i vari impegni, che Mediaset Plus (canale nato per riproporre su Sky il meglio della programmazione di Canale 5, Italia 1 e Rete4) «avrebbe incluso all'interno del proprio palinsesto anche programmi particolarmente graditi al pubblico come "Chi vuol essere milionario", "La Corrida", "Striscia la notizia", "Paperissima", "Zelig" ed ogni altro programma di appeal equivalente (come ad esempio "Chiambretti Night", "Beautiful", etc.) che fosse disponibile per altre reti Mediaset (come MediasetExtra e La5)». Ma questi programmi «non sono invece mai stati inclusi su Mediaset Plus», ha rilevato Sky, aggiungendo che questo «è soltanto uno dei numerosi gravi inadempimenti di Rti» e che le richieste fatte da Sky a Rti di rispettare gli impegni presi «non hanno dato alcun esito».

Nella propria replica, Mediaset ha preannunciato una causa per danni.

(Fonte: lastampa.it)

I giornalisti del tg2 in rivolta: "Vogliamo dare le notizie"

Il messaggio è chiarissimo ed è stato letto dalla giornalista a conclusione dell'edizione delle 13.30 del Tg2. Si tratta di un comunicato sindacale scritto dall'assemblea dei giornalisti. "Vogliamo un telegionale che dia le notizie, come giornalisti del servizio pubblico siamo pronti a togliere la nostra firma da servizi che non condividiamo, ma che siamo cosrtretti a fare. Non ci interessa rimanere in mezzo ai giochi di potere nella Rai", dicono i giornalisti del Tg2 in agitazione. Da mesi aspettano la nomina del nuovo direttore e l’assenza di politiche di rilancio per la rete.

(Fonte: leggo.it)

Chiusura di Current Italia. Le vere ragioni della decisione di Sky

Sky Italia ha deciso di cancellare Current Tv Italia, il canale dedicato a inchieste e reportage giornalistici, che potrebbe sparire dai palinsesti italiani a partire dal prossimo 31 luglio. Il vero motivo della della cancellazione di current è, secondo il suo fondatore Al Gore (candidato alla presidenza degli Stati Uniti nel 2000, dopo otto anni di vicepresidenza accanto a Bill Clinton, e premio Nobel nel 2006) da ricercarsi in uno “screzio” con Rupert Murdoch, o meglio con il suo colosso, News Corporation. La pietra dello scandalo è stata il passaggio a Current di Keith Olbermann, il ‘Santoro’ degli Stati Uniti’sempre straordinariamente critico nei confronti di Fox News e del colosso del tycoon australiano. Un passaggio avvenuto circa tre mesi fa e poco dopo è giunta da Sky la decisione di chiudere Current Italia. Current è libera negli Stati Uniti, trasmette senza ‘appoggiarsi’ a piattaforme ‘terze’ e dunque è inattaccabile nella madrepatria: la ‘vendetta’ sarebbe quindi passata per l’Italia, dove Current trasmette proprio dal bouquet satellitare di NewsCorp.

La ragione “ufficiale” della cancellazione, comunicata da Sky Italia, risiede nel basso rendimento del canale di informazione indipendente. Il contratto, spiega l'Amministratore Delegato di Sky Tom Mockridge, sarebbe stato rinnovato automaticamente se Current Italia avesse raggiunto, come da precedenti accordi, l'obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri. Ma Current Italia, sottolinea l'ad di Sky Italia, si è fermata a meno di 3000.

Il sito Articolo21 ha lanciato una petizione per la difesa del canale di informazione libera:
http://www.articolo21.org/87/appello/nessuno-tocchi-current-italia.html

Fonti: televisionando.it, articolo21.info, lastampa.it

Iraq: cosa sta succedendo nell'indifferenza dei media?

In Iraq solo nella giornata di ieri si sono verificati 17 attentati con 19 morti e 84 feriti: 13 bombe artigianali e 3 autobombe sono state fatte esplodere.
Da anni ormai il caso Iraq con tutte le sue complicazioni é passato nel dimenticatoio: tutti i mezzi di informazione lo ignorano, ma gli attentati continuano a succedersi con ininterrotta frequenza.
Come mai? Cosa sta succedendo nell'indifferenza generale?
Non sarà che i governi occidentali, dopo aver commesso un grave errore nell'intervenire militarmente in quel paese sotto le pressioni del presidente americano Bush, ora non vedono l'ora di sganciarsi da quell'inferno e cercano di far passare il messaggio che la situazione é ormai tranquilla e quindi si possono ritirare le truppe? Di conseguenza si tende a minimizzare il problema degli attentati.

Le notizie farlocche del TG1!

Il TG1 delle 13,30 ha enfatizzato la "notizia" che la sorella di Kate, che avrebbe, coram populo, una linea perfetta, mostrandola con il vestito bianco della cerimonia in chiesa e con quello verde del ricevimento serale, mantiene la linea in quanto si allena con il Pilates.
Il più importante telegiornale d'Italia non ha altro da propinare agli italiani?

Perché la Chiesa teme il nuovo caso di pedofilia del prete di Genova

E' scoppiato in questi giorni a Genova un nuovo caso di prete pedofilo. Sono episodi gravi, ma che possono sempre succedere; una mela marcia può sempre capitare.
Quello che lascia sorpresi é questo: parecchio tempo fa il papa, a seguito degli scandali dei preti pedofili in varie parti del mondo (USA; Belgio, Irlanda, etc.) decise di segnare una svolta nel modo di affrontare questi problemi, chiese scusa a nome della Chiesa, impartì direttive più severe per combattere il fenomeno.
Ci si chiede perché dopo così tanto tempo il Vaticano reagisca nel modo come ha reagito. Il papa ha lodato il Cardinal Bagnasco, capo della conferenza episcopale italiana, per aver sospeso il sacerdote.
Mi sembra che sia il minimo che potesse fare di fronte ad accuse così gravi. Che bisogno c'era di lodarlo?
Inoltre il papa ha impartito all'improvviso nuove direttive ai vescovi perché entro maggio 2012 elaborino nuove linee guida contro la pedofilia. Ma non era già stato fatto? Perché farlo dopo così tanto tempo e in fretta e furia sotto l'incalzare degli avvenimenti? Perché sentire la necessità di affermare che la Chiesa collaborerà con le autorità civili? Dovrebbe essere scontato. A parte il fatto che il prete si é già avvalso della facoltà di non rispondere, decisione lecita, ma che lascia alquanto sorpresi; un prete dovrebbe collaborare al massimo per far luce sulla vicenda.
La spiegazione che si potrebbe dare é questa:
il caso é particolarmente grave: stando ai giornali il sacerdote conduceva da tempo una vita riprovevole; frequentava locali notturni malfamati; utilizzava droga; sfruttava un bambino utilizzandolo per accalappiare altri bambini pagandolo con droga; offriva droga alle sue vittime, etc.
Ma la gravità del caso é ancora un'altra: la vita del sacerdote era da tempo conosciuta almeno in parte; c'erano state lamentele da parte di genitori, un prete stesso segnala come costui conducesse una vita disordinata. Come mai la Chiesa non é intervenuta prima e ha lasciato che la situazione si aggravasse?
Il problema é che fino a qualche anno fa Bagnasco, il capo della conferenza episcopale italiana, era il vescovo di Genova. Quindi potrebbe risultare che il vescovo non sia intervenuto con sollecitudine a stroncare questa situazione. Sarebbe uno scandalo gravissimo per la Chiesa. L'ennesimo.
Forse per questo il Vaticano é intervenuto come é intervenuto.
Certamente se i genitori non sono più tranquilli di mandare i loro figli in chiesa si pone un gravissimo problema per la Chiesa stessa: la società rischia sempre più di scristianizzarsi.

Il cardinale di Napoli: niente funerali per i boss. Una vera rivoluzione

Siamo distanti dagli atteggiamenti di una buona parte della classe dirigente che nei decenni passati tendeva ad ignorare la mafia. Ora la Confindustria si é imposta di espellere dall'organizzazione i mafiosi e coloro che vengono a patti con la mafia stessa.
Da ultimo, ma non ultima la decisione del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, di non celebrare i funerali ai boss della mafia.
Questa decisione segna una svolta di non poco conto nella lotta alla mafia. Si tratta di una decisione rivoluzionaria.
Infatti nel passato il rapporto Chiesa mafia é stato caratterizzato da non poche ambiguità: le prese di posizione dei vertici della chiesa erano rare, e nella conduzione quotidiana spesso si arrivava a compromessi che offuscavano l'immagine della Chiesa, come quando si permetteva ai mafiosi di partecipare in prima fila a feste patronali o religiose. Da questi comportamenti i mafiosi traevano ragioni di vanto.
La svolta nella Chiesa é iniziata con la presa di posizione di papa Giovanni Paolo II quando pronunciò una specie di scomunica nei confronti della mafia nella piana di Agrigento dopo l'incontro del papa con i genitori del giudice Livatino assassinato dai mafiosi.
C'era stata poi la denuncia dei vescovi meridionali, ma la presa di posizione del cardinale di Napoli si spinge ancora più in là ed é foriera di ulteriori sviluppi.
Occorre dire che questa notizia é stata abbastanza trascurata dai principali mezzi di comunicazione.

Wojtyla: quello che i media evitano di ricordare

Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, beatificato il primo maggio appena sei anni dopo la morte, è un grande personaggio, ma presenta altresì aspetti controversi per le sue omissioni nelle denunce dei casi di pedofilia, per la sua alleanza con le dittature latinoamericane e con prelature discusse come l’Opus Dei e i Legionari di Cristo o per la sua guerra senza quartiere contro la modernità, la chiesa di base e lo spirito del Concilio Vaticano II.

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