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Al via il referendum anti-Porcellum. I punti principali della legge che si chiede di cancellare

Liste bloccate, premio di maggioranza, deroghe alla soglia di sbarramento, obbligo di indicazione del candidato premier. Quattro punti. Quattro disposizioni che fanno del Porcellum, una legge elettorale "da cancellare al più presto". È "Io Firmo. Riprendiamoci il voto" 1, iniziativa del Comitato per il Referendum sulla Legge Elettorale, che nei giorni scorsi a Roma, ha lanciato una nuova campagna referendaria. Si parte questa settimana con la raccolta delle firme per eliminare una delle distorsioni più nocive del sistema politico italiano. L'obiettivo è raggiungere, entro settembre, le 500mila firme valide necessarie a presentare il referendum alla Corte di Cassazione.

Con la definizione di "Porcellum" si intende la legge n. 270 del 21 dicembre 2005, che ha modificato il sistema elettorale italiano, delineando la disciplina attualmente in vigore. È stata ideata principalmente dal ministro Roberto Calderoli, ma poi definita dallo stesso in un'intervista «una porcata». Proprio per questo tale legge venne denominata porcellum dal politologo Giovanni Sartori. Sostituì le leggi 276 e 277 del 1993 (cosiddetto Mattarellum), introducendo un sistema radicalmente differente.

Voluta da Silvio Berlusconi, che il 4 ottobre 2005 "minaccia la crisi di governo nel caso in cui non venisse approvata la riforma elettorale proporzionale", la legge fu approvata a pochi mesi dalle elezioni politiche con i voti della maggioranza parlamentare della Casa delle Libertà (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell'opposizione (principalmente Italia dei Valori, Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione comunista), che l'ha duramente criticata e contrastata. Ha modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze.

Fonti: repubblica.it, wikipedia.it

Il 21 giugno in Senato: verifica di governo

Per martedì prossimo 21 giugno alle ore 16 è previsto al Senato il dibattito sulla verifica della maggioranza. Per quel giorno è previsto l'intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che terrà una informativa sulla nuova maggioranza che sostiene l'esecutivo dopo l'uscita dei finiani e l'ingresso del gruppo dei responsabili. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Risponde appieno alla sollecitazione giunta dal presidente della Repubblica dopo la nomina dei nuovi sottosegretari che in qualche modo sanciva un cambio di maggioranza.

(fonte: il tempo.it)

Per cosa voi politici avete ricevuto la delega a rappresentarci?

Il vergognoso mercato di compravendita sia a destra che a sinistra dei voti di fiducia messo in atto in questi giorni, non fa scattare la molla dell'orgoglio personale e della decenza? "Rubate" il nostro consenso per poter difendere i privilegi? Siete consapevoli che così facendo il mio voto non vi verrà più dato?

Rinnoviamo i Partiti

justification: 
Questo sito non fa pubblicità ai partiti. Ospita dibattiti sui problemi e sulle soluzioni. Ogni partito dice di essere il migliore. Non é su queste basi che si può scegliere un partito.

Dal 56 sono emigrato in Venezuela. Sono indipendente mai iscritto a nessun partito in quanto non credo nei partiti, credo negli uomini nel senso comune. Credo che c'è chi almeno ha dato uno scossone ed è Peppe Grillo con le sue opinioni per la maggioria accertate ma che non si propugna a capo di niente solo ha dato una direzione che dovremmo ascoltare o per lo meno discutire. Il Movimento 5 Stelle non è un partito ma come lo dice la parola un Movimento dove ognuno vale uno senza legami se no la legalità, l'onestà e il benessere per ogni strato di individuo. No è un'imposizione ma aderendo si può discutere e migliorare, per questo sopra ogni cosa bisogna mettere la COMUNICAZIONE non dichiarazioni di infallibilità. L'Italia stá attraversando un periodo buio della sua storia, troppo marcio e collusione nei partiti . Ricominciamo con idee e propositi nuovi ma con grande onestà e amor di Patria.

renato farina caracas

Nasce in Italia il primo partito dichiaratamente ateo d'Europa

Nasce quest'anno in Italia il primo partito dichiaratamente ateo d'Europa: Democrazia Atea. La necessità di ribadire la vera laicità in una Nazione è alla base della formula politica proposta da Democrazia Atea. L’esigenza di diventare atei protagonisti nasce dalla crescente insofferenza verso forme di oppressione politica, sociale, razziale e soprattutto religiosa. Democrazia Atea si propone come il partito politico italiano che, libero da ogni influenza e vincolo legati alle religioni e alle superstizioni, vuole restituire alla Nazione la dignità dimenticata. Si propone di condurre la Nazione verso un processo di consapevolezza e di responsabilità individuale e collettiva.
Democrazia Atea è contro l’ateismo di Stato e contro la religione di Stato e si propone di contrapporre allo Stato teocratico, uno Stato ateo libero da ogni divinità terrena o metafisica difendendo la libertà di tutti i cittadini e i loro diritti inviolabili.

Sindacati, partiti e confindustria: crisi di identità e di rappresentanza?

Ognuna di queste organizzazioni rappresenta interessi di parte. Nei momenti di crescita riesce loro relativamente facile riuscire ad ottenere condizioni vantaggiose per i loro iscritti; gli industriali ad esempio, se la produzione tira tendono a non inasprire troppo i conflitti con gli operai e concedono ai sindacati cose che normalmente non offrirebbero. Durante una grave crisi invece sindacati, partiti e confindustria devono gestire la "distribuzione dei sacrifici"; tentare di ridurre al minimo la riduzione del benessere dei loro contesti di riferimento.
Tutto ciò crea una certa disaffezione tra organizzazioni e iscritti. Sopratutto per chi negli anni passati ha abituato male la propria parte (distribuzione di privilegi, voti di scambio, corruzione, etc.).
La globalizzazione inoltre ha reso la nostra società ancor più complessa e frammentata per cui riesce sempre più difficile capire chi rappresenta chi.
All'interno delle stesse organizzazioni si creano movimenti e tendenze spesso contrastanti che si riflettono anche nella battaglia politica che mette in crisi le stesse forze di governo: proprio per questo centrosinistra e centrodestra, entrambi sono sottoposti a forze centrifughe e a continue tensioni, entrambi si ritrovano in difficoltà.
In una sitazione del genere occorrerebbe che queste organizzazioni approfittassero della situazione difficile per rivedere e ridefinire le loro stesse identità, rielaborare il loro modo di porsi, ridefinire gli interessi da difendere in modo da essere pronti a un rilancio nel momento in cui ci sarà la ripresa.
Purtroppo questo non avviene perché la miopia degli interessi dell'immediato confonde le menti e tutti tirano a campare; si assiste a una difesa strenua e malriposta dei propri interessi per cui non si approfitta della crisi per predisporre il rilancio.
Tutto ciò comporta che soltanto una "rivoluzione" possa cambiare le cose. Ma in Italia fin che non si arriverà alla "fame" una rivoluzione non si farà mai.
Se le cose continueranno così però nel giro di qualche anno questa ipotesi all'apparenza utopica potrebbe rivelarsi una dura "necessità".

Grandi manifestazioni: sul numero dei partecipanti i partiti mentono

Spesso in occasione delle grandi manifestazioni nazionali che in genere si tengono a Roma si assiste a un balletto di cifre sul numero dei partecipanti.
Io quasi sempre partecipo a questi raduni per andare a controllare di persona dove stia la verità; a tal fine ho messo a punto un metodo personale per la quantificazione dei partecipanti e ho potuto constatare che in genere politici, sindacati, etc. gonfiano le presenze a dismisura.
I dati della questura sono sufficientemente attendibili; o meglio lo sono quasi sempre, perché quando scendono in campo le grandi forze politiche, anche la questura, se pur in misura largamente inferiore aumenta le cifre.
Per permettere a chiunque di farsi un'idea buona sul numero dei partecipanti occorre tenere presente queste considerazioni:
lo spazio di gran lunga più vasto a Roma é il Circo Massimo: mezzo chilometro per 150 metri; se si suppone che in ogni metro quadrato trovino collocazione quattro persone (cosa del tutto impossibile perché altrimenti le persone non potrebbero nemmeno respirare) si assisterebbe ad una manifestazione di 300.000 persone! Più ragionevolmente se la piazza é gremita si può parlare di 200.000 al massimo.
Per tutte le altre piazze le cifre scendono di molto:
100.000 per Piazza San Giovanni
30.000 per piazza San Pietro
20.000 per Piazza del Popolo
10.000 per piazza Navona
Occorre tener presente che nelle piazze in genere uno spazio non indifferente viene tenuto vuoto per il palco e per altre incombenze; per cui le piazze non sono mai completamente occupate.

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