religione

In Francia ci sono più praticanti musulmani che cattolici praticanti

In Francia si costruiscono più moschee islamiche, e più di frequente, delle chiese cattoliche, e ci sono più praticanti musulmani che cattolici praticanti nel paese.
Circa 150 nuove moschee sono in costruzione attualmente in Francia, che ospita la più grande comunità islamica in Europa, I progetti sono in diversi stadi di completamento, secondo Moahmmed Moussaoui, presidente del Consiglio musulmano di Francia, che ha fornito questi dati in un’intervista del 2 agosto scorso alla Radio Rtl.
Il numero totale di moschee in Francia è già raddoppiato per superare le duemila nei dieci anni passati, secondo una ricerca intitolata: “Costruire moschee: il governo dell’islam in Francia e in Olanda”. Il più noto leader islamico francese, Dalil Boubakeur, rettore della gran moschea di Parigi di recente ha ipotizzato che il numero totale delle moschee dovrà raddoppiare, fino a quattromila, per soddisfare la domanda crescente.
Al contrario la Chiesa cattolica in Francia ha costruito solo venti nuove chiese negli ultimi dieci anni, e ha chiuso formalmente più di 60 chiese, molte delle quali potrebbero diventare moschee, secondo una ricerca condotta dal quotidiano cattolico francese La Croix.
Sebbene il 64 per cento della popolazione francese (41.6 milioni di persone, su 65 milioni di abitanti) si definisce cattolico romano, solo il 4.5 per cento (circa un milione e 900mila persone) sono cattolici praticanti, secondo l’Istituto francese della Pubblica opinione (Ifop).
Sempre nel campo dei paragoni, il 75 per cento (4 milioni e mezzo) dei circa 6 milioni di musulmani nord-africani e sub-sahariani in Francia si identifica come “credenti”, e il 41 per cento (circa due milioni e mezzo) sostiene di essere “praticante”, in base a un rapporto sull’islam in Francia pubblicato dall’Ifop il 1 agosto scorso. La ricerca afferma che più del 70 per cento dei musulmani francesi dice di osservare il Ramadan nel 2011.

(Fonte: la stampa.it)

I teologi italiani s’interrogano nel 22mo congresso nazionale

La teologia continua ad arricchire la ricerca su Dio, con lo spirito di ricerca e la fatica di trovare nuove strade di comprensione dell’insondabile per la mente umana. La teologia degli specialisti cattolici e non solo, si fonda e si alimenta sulla volontà di indagare la “Parola” e il mistero di Dio. Partendo da questi presupposti i teologi italiani convergono da ogni parte d’Italia ad Alpignano, nei pressi di Torino, da lunedì 29 agosto a venerdì 3 settembre, per il loro 22esimo congresso nazionale.
Tornando all’attualità, nella settimana torinese, una rappresentanza qualificata dei suoi oltre 300 aderenti preti, religiose/i e sempre più laici e laiche affonderanno, in continuità con il precedente appuntamento, il tema della teologia della scrittura penetrando nel complesso rapporto tra l’eucarestia e il logos “un legame propizio per la teologia e la chiesa”.
Il gesto eucaristico, l’effettiva incidenza storica dell’eucarestia sulla forma della teologia e del pensare cristiano e nella vita dell’uomo insieme alle modalità dell’annuncio di Gesù Cristo, che è di natura eucaristica e in relazione ai segni dei tempi sono alcuni dei temi che sostanzieranno la settimana di studi, divisi in sessioni plenarie e seminariali

Le concezioni di Teilhard de Cardin sull'evoluzione

Cari amici rispondo ad acuni quesiti che riguardano il mio contributo,

http://www.siamotuttigiornalisti.org/it/content/contributi-allo-sviluppo...

pur non essendo un cultore di Teilhard de Cardin (TdC) capisco che ha attuato una nuova concezione della evoluzione cosmo - biologica che comprende l' abilita di pensare dell' uomo (noosfera) ; questa ultima fase evolutiva che e' centrata sull' uomo , converge gradualmente, seguendo il principio della creazione divina , verso un punto di unione e di complessita' suprema OMEGA.
Riconosco pertanto in TdC il fatto fondamentele che l' evoluzione della complessita' sia generata da un succedersi di trasformazioni dello spazio/tempo anche se in tale trattazione ne riconosco la presenza costante di un essere superiore che indica la convergenza determinata dal superare se stessi verso una coincidenza con un ente supremo che io non ritengo alla mia portata di fede religiosa.
Certamente e fondamentale in TdC l' ammettere che il processo di graduale trasformazione della complessita' evolutiva avviene sempre non soltanto per elementi casuali ma associato alla formazione di "grani di pensiero" sepre piu articolati e di maggior densita' e cio' dimostra a mio avviso la necessita recondita di ammettere che sussiste perennemente un livello di energia di informazione che genera apprendimento e
memoria in tutta l' evoluzione di sistemi che divengono maggiormente complessi in qquanto capaci di auto-organizzazione catalitica e successivamente di autopoiesi. Quindi TdC ammette implicitamente che l' evoluzione corrisponde alla origine e allo sviluppo della elaborazione di energia di informazione che storicamente si sviluppa determinando una maggior importanza alla noogenesi rispetto alla
biogenesi. In sostanza TdC e stato un precursore della fase storica che stiamo vivendo determinata dal passaggio tra la societa industriale a quella della condivisione creativa della costruzione di conoscenza.

A mio modesto avviso si puo partire da le concezioni di TdC per giungere a una struttura piu definita delle interazioni evolutive tra Materia , Energia ed Informazione , problematica della quale mi sto occupando da vario tempo.Un caro saluto Paolo 05/LU/11

Note Esplicative sul pensiero di TdC

1) Per TdC evoluzione è una legge generale di successione e di trasformazione di tutti i fenomeni nello spazio-tempo.
2) NOOGENESI (Noogenèse) È la terza fase dell’evoluzione , dopo la cosmogenesi e la biogenesi . Consiste
nel processo di crescente organizzazione – unione dei “grani di pensiero”, che dà luogoall’emergenza della Noosfera .
3) NOOSFERA (Noosphère)
È l’inviluppo pensante della Biosfera in via di crescente sviluppo verso un solo sistema chiuso, una sorta di “Mente collettiva” centrata nel Punto Omega , quando allora ciascuna persona vedrà, sentirà, desidererà, soffrirà per proprio conto le stesse cose
di tutti gli altri insieme.
Non è soltanto il “pensiero”, quindi, che caratterizza la Noosfera nella sua evoluzione unificata, ma l’amore fra tutti gli esseri umani.
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Contributi allo sviluppo di idee nel quadro delle concezioni della Eco-theology

Cari amici di STG ,

la ECO-THEOLOGY di Teilhard de Chardin pone il problema di capire cosa sia il pensiero e la sua evoluzione mediante lo sviluppo di cognizioni storicamente evolutive.

Un punto di osservazione per dare sviluppo alle concezioni della ECO-THEOLOGY di T.de C. certamente oggi si attua riflettendo sul fatto che per tramite la neuro-imagin funzionale si evidenzia il fatto che il pensiero diventa percepibile e quindi cessa di essere considerato un epifenomeno, come nella concezione meccanicistica, ma esso diviene un fenomeno a tutti gli effetti.

Pertanto il pensiero non e un epifenomeno in quanto non è più
riconducbile ad eventi meccanici. Ma per comprendere più a fondo e coerentemente tale asserzione bisogna definitivamente dissociarsi dal concetto "sostanzia" aristotelico" e di Res-Extensa di Cartesiana memoria , dove cio che appare come immateriale e comunque
riconducibile alla materia o alle relazion di interazione tra materia ed energia, che restano in sostanza un effetto materiale.

Per effettuare tale dissociazione dall' idea che la base del mondo sia solo derivante dalla materia e le sue interazioni meccaniche, senza per altro ricadere nel nella semplicistica dicotomia trascendente tra spirito e materia, diviene inizialmente necessario riflettere come non sia sufficiente ammettere Ad Hoc che il solo DNA nella evoluzione
delle specie consenta l' informazione genetica e le sue mutazioni .

Infatti bisogna capire in generale che l' Informazione sia una
particolare forma di energia la cui esistenza dinamica non trova corrispondenza nel tradizionale spazio Euclideo, quello che storicamente è stato utile per definire la struttura tridimensionale della materia; infatti per tale ragione il quadrivettore relativistico di Einstein e stato arbitrariamente strutturato in tre coordinate spaziali per la localizzazione dello spazio ed una sola coordinata riservata al tempo inteso come successione lineare di indefinibili istanti. (XYZ,t)

Il pensieto come fenomeno cerebrale infatti si manifesta nella sua "simultaneita" di azione intuitiva e creativa, pertanto è frutto della "simultaneita'" convergente dell' interscambio di informazione tra le varie aree cerebrali che quindi si evidenzia in sintesi come attività pensante creativa sia nella nella scienza che nell' arte, in quanto viene ad avere il suo fondamento quantistico nella trasformazione della struttura delle spazio tempo ( da XYZ,t a quella bidimensionale
nello spazio e nel tempo (XY,t1,t2) generata dall' entanglement dei flussi di informazione. ( vedi i miei scritti i proposito anche su
http://www.wbabin.net autore Paolo Manzelli)

Il pensiero come risultato di una espressione "simultanea" della elaborazione cerebrale di informazione sensoriale non puo' essere riconducibile alla struttura spazio temporale Euclidea (XYZ,t) che impedisce a causa della linearità della successione temporale di concepire la "simultaneità di eventi" quali il pensiero creativo ( non basato sulla ripetitività mnemonica) come effetto non semplicemente
occasionale e casuale ma di fatto come evento coscientemente ordinato.

Quindi per non lasciare senza risposta la Eco-theology di Teilhard de Chardin dobbiamo oggi rapidamente implementare lo sviluppo della societa dela condivisione dei saperi, per incentivare la rilevanza
della creativita del pensiero umano e delle sue possibili strategie
evolutive. Infatti solo mediante la innovazione creativa del pensiero
l' uomo potra assumere un nuovo ruolo vitale nei confronti delle sua
stessa natura pensante soltanto se riusciremo a valorizzare la
coscienza dell' uomo e finalizzarla nel modificare la assurda
limitatezza delle concezioni meccaniche sviluppate durante la
obsolescente epoca della societa industriale che oggi conduce
esponenzialmente alla degenerazione della vita sul nostro pianeta.

Un caro saluto e grazie per la collaborazione
Paolo Manzelli 04/LU/11 Firenze

Censis: le figure di riferimento delle persone

Un rapporto del Censis “Fenomenologia di una crisi antropologica - i miti che non fuzionano più” esamina le figure di riferimento dei giovani, in particolare le tre figure che tradizionalmente sono state importanti finora e cioè il padre, il prete e l’insegnante.
Per più del 39% degli italiani il padre non rappresenta più le regole e il senso del limite dentro la famiglia e nel rapporto con i figli (il dato supera il 42% tra le donne, è pari al 45% tra i laureati e al 46% tra gli anziani e tra i residenti nelle grandi città, con oltre 250mila abitanti).
Altra figura chiave in declino è quella degli insegnanti. Per il Censis, i docenti sono “delusi”: il 53% degli insegnanti ha scelto di fare il suo lavoro per aspirazione personale, ma oltre un terzo (il 50% nella scuola secondaria di secondo grado) non rifarebbe la stessa scelta. Il 69% ritiene che l’insegnamento abbia uno scarso riconoscimento sociale e quasi il 53% che non benefici di una progressione economica, l’82% ritiene che non vengano realizzati gli obiettivi della scuola: educazione ai valori e convivenza civile.
E i sacerdoti? Prevale nella società l’idea di una «morale personale» su misura. Più del 78% degli italiani è favorevole all’utilizzo di cellule staminali per fini terapeutici, il 67% alla procreazione assistita, il 53% alla fecondazione eterologa, il 50% alla diagnosi preimpianto. Oltre il 59% è favorevole all’aborto e il 53% all’uso ospedaliero della pillola abortiva. Tutto questo, secondo il Censis, testimonia un allontanamento etico dai precetti della Chiesa, sebbene i sacerdoti attivi nelle 25mila parrocchie italiane abbiano un ruolo centrale nel contrastare il disagio sociale. Contano come risposta ai bisogni sociali, ma non nella diffusione dei valori etici.

(Fonte: city.it)

In costruzione in Germania la prima moschea eolica al mondo

Una curiosa unità d'intenti tra religione e energia pulita. La prima moschea eolica al mondo, secondo quanto riferisce il quotidiano Guardian, sorgerà in Germania con delle pale eoliche inserite nei minareti.
L'iniziativa da 2,5 milioni di euro vedrà la luce nella cittadina di Norderstedt, vicino ad Amburgo, grazie a un progetto dell'architetto amburghese Selcuk Ãnyilmaz. I due minareti, alti 22 metri, verranno sormontati da pale di 1,5 metri di lunghezza, che in alcune ore del giorno creeranno un gioco di luce. Il progetto è stato approvato dalla comunità islamica locale, che ora sta raccogliendo i fondi per la costruzione. Le pale produrranno un terzo dell'energia necessaria alla moschea: "Ho scelto l'eolico invece dei pannelli solari perché questa città è molto a nord ha spiegato l'architetto - dunque non c'è molto sole, ma non c'è un giorno che non sia ventoso".

Fonte: The Guardian

Stato di New York, sì alle nozze tra omosessuali

Il matrimonio fra omosessuali è diventato legge nello Stato di New York.
Con il voto favorevole alla legalizzazione anche al Senato, New York diventa il sesto Stato Usa, e di gran lunga il più popoloso, a ratificare le nozze gay. La conferenza dei vescovi si era battuta contro, fino all’ultimo. Ma i fautori della parità per i gay hanno spostato alcuni consensi decisivi anche nelle comunità dei credenti, grazie a una concessione importante: il diritto all’obiezione di coscienza per tutti quei religiosi che vorranno astenersi dal celebrare nozze gay: in base alla legge possono farlo senza esporsi a sanzioni legali.
Il matrimonio gay fino a ieri era legale negli Stati del Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, oltre che nella capitale federale Washington. Con l’aggiunta di New York la popolazione di questi Stati arriva al 10% del totale degli Stati Uniti.
Dietro i cambiamenti legislativi c’è una profonda evoluzione nel costume e nelle convinzioni: secondo l’ultimo sondaggio Gallup ormai il 53% degli americani è favorevole alla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

(Fonte: repubblica.it)

Con la Sindone i templari non c’entrano

In occasione della ostensione della Sindone a Torino particolare dibattito ha suscitato il libro di uno storico del cristianesimo dell’Università di Torino, Andrea Nicolotti: I templari e la Sindone. Storia di un falso.

Il testo si concentra sulle teorie storiografiche che sono state proposte per colmare la lunga eclissi documentaria della Sindone, teorie che avvalorano il ruolo che, in tale storia, avrebbero giocato i templari. La custodia della reliquia da parte di questi ultimi si ricaverebbe dalla lettura di alcuni passi degli atti dei processi. Correttamente interpretati, invece, tali passi escluderebbero ogni rapporto dell’ordine templare con la Sindone.

(Fonte: avvenire.it)

Cina-Vaticano: prove di dialogo

Quello sulla Cina è uno dei dossier che più stanno a cuore alla Santa Sede, a motivo della difficoltà dell’ultimo anno e delle possibili nuove consacrazioni episcopali illegittime dei prossimi mesi. In questo contesto è importante la stretta di mano che potrebbe avvenire il prossimo 2 giugno al Quirinale tra il «primo ministro» vaticano Tarcisio Bertone e il presidente in pectore della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, attuale numero due del presidente Hu Jintao. Tra i due con molta probabilità ci sarà uno scambio di vedute. Quel giorno, sul Colle, si terrà il tradizionale ricevimento per la festa della Repubblica italiana, preceduto da un concerto e reso particolarmente solenne a motivo delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. Vi parteciperanno una settantina di capi di Stato stranieri, tra i quali il vicepresidente americano Joe Biden e il suo omologo di Pechino.

(Fonte: lascossamarche.it)

Il rapporto tra papa Wojtyla e i giovani

Giuseppe Luca
"Spalancate le porte a Cristo" era l'invito di Papa Wojtyla, scritto in lettere cubitali sul colonnato del Bernini e, sotto questo colonnato, il primo maggio, erano in migliaia i giovani che osannavano il “loro” Papa che, dal balcone, alcuni giorni prima di morire, con grande fatica, si era così rivolto loro: “Vi ho cercato, adesso voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio”.
Un aspetto che ha fortemente caratterizzato il pontificato di Papa Giovanni Paolo II è, senza dubbio, il rapporto di simpatia, di fiducia, si direbbe quasi di «alleanza» con i giovani.
''Ma quanto chiasso! Mi date la parola?'' rimbrottò scherzosamente i giovani in una delle sue prime udienze nella Basilica vaticana. “Quando sento questo chiasso - proseguì - penso sempre a San Pietro che sta qui sotto. Mi chiedo se sarà contento, ma penso proprio di sì... » Fu così che cominciò un lungo e bellissimo rapporto tra Papa Wojtyla e i giovani nel novembre 1978, circa un mese dopo essere stato eletto Pontefice.
''Porterà i giovani dove Lei vorrà''', gli aveva detto lo scrittore e giornalista francese Andrè Frossard nel 1980. ''Credo piuttosto che saranno loro a guidarmi'', gli aveva risposto Giovanni Paolo II.
Un colloquio che si è rivelato come una profezia, perché tra Papa Wojtyla e i giovani si é creato un legame così stretto e straordinario, che ciascuna parte ha ricevuto e donato all'altra coraggio, forza ed entusiasmo.
Non c'è stato, infatti, viaggio apostolico, visita pastorale o udienza settimanale in cui Egli non si sia incontrato con loro, non abbia rivolto loro la parola o non li abbia esortati a impegnarsi in qualcosa.
Durante il suo primo Angelus, dalla finestra che si affaccia sulla piazza del colonnato della Basilica Vaticana, di fronte a milioni di fedeli, il Papa rivolgendosi ai giovani ha detto: “Voi siete l'avvenire del mondo, voi siete la speranza della Chiesa, voi siete la mia speranza”. Era il 22 ottobre 1978.
Nella sua visita a Catania nel 1994 aveva confessato con palese sincerità: “'A me piace sempre incontrare i giovani; non so perché ma mi piace; i giovani mi ringiovaniscono”.
E nel suo libro ''Varcare la soglia della speranza'' aveva scritto: “Abbiamo bisogno della gioia di vivere che hanno i giovani: in essa si riflette qualcosa della gioia originaria che Dio ebbe creando l'uomo”.
A Cracovia, da parroco, aveva inventato ''l'apostolato dell'escursione'', portandosi ragazzi e ragazze in montagna, o nei campeggi o sui laghi. E per non dare nell'occhio, si vestiva con abiti civili e gli studenti lo chiamavano ''Wujek'', zio.
Da Papa, il 31 marzo 1985, quando decine di migliaia di ragazzi e ragazze, provenienti da tutto il mondo, si incontrarono a Roma per celebrare l'Anno Internazionale della Gioventù, indetta dall'Onu, proclamava la prima Giornata Mondiale della Gioventù, la cui celebrazione si svolse a Roma il 23 marzo 1986. Fu il primo di una lunga serie di appuntamenti tra i ragazzi e il “Papa dei giovani”.
In quell'occasione,si rivolse ai giovani di tutto il mondo con la lettera intitolata "Sempre pronti a testimoniare la speranza che è in Voi".
Durante quelle Giornate mondiali, ai toni ufficiali, Giovanni Paolo II, parlando ai giovani, ha sempre preferito usare parole semplici e amichevoli: “Vi parla un Papa che conta ormai ottant'anni, ma conserva un cuore giovane perché ha sempre voluto e intende continuare a camminare con voi che siete la speranza della Chiesa e della società”.
Con i ragazzi, è vero, ha sempre scherzato, parlato a braccio, costruendo una nuova immagine di Pontefice romano, lontana da quella ieratica di molti dei suoi predecessori. Lui stesso ne era cosciente. «Non chiamatemi Giovanni Paolo II, è un nome da vecchio, chiamatemi Karol» aveva detto ai giovani riuniti a Manila.
Ma è ancor più vero che durante quegli incontri Giovanni Paolo II non ha mai blandito i giovani, non ha pronunciato discorsi facili e immediatamente accattivanti. Di fronte ad un’immensa platea a Tor Vergata, ad esempio, ha spronato i suoi giovani interlocutori a un impegno coraggioso e militante dicendo: “Voi difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete a un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno,vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti”.
“Vi auguro di rimanere sempre giovani, aveva detto nel dicembre 1998 in visita a una parrocchia romana, se non con le forze fisiche, di rimanere giovani con lo spirito; questo si può ottenere e raggiungere e questo io sento anche nella mia esperienza. Vi auguro di non lasciarvi invecchiare; ve lo dico io, giovane vecchio e vecchio-giovane'' .
Il Papa non parlava solo di Chiesa, di religione, ma anche dei loro problemi esistenziali, dell'amore, del lavoro, del matrimonio. E forse tutto ciò spiega perché i giovani che Egli chiamava “ le sue sentinelle del mattino”, gli erano vicini e perché Egli traeva da loro una grande energia spirituale. Per noi uomini e donne di scuola, genitori, educatori quel“Vi auguro di non lasciarvi invecchiare” dovrebbe essere il leitmotiv della nostra azione educativa. I giovani hanno la possibilità di cambiare il mondo perché sono il futuro dell’umanità e la scuola ha anche il dovere di restituire loro la speranza svegliando il desiderio sopito della capacità d’impegno per non lasciarsi invecchiare. Giuseppe Luca, pippo.luca@alice.it , 3334358311-095313028

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