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Psicologia: in amore vince chi ha caratteristiche fisiche, preferenze musicali e opinioni politiche simili

Lo rivela una ricerca dello psicologo britannico Glenn Wilson, docente del Gresham college di Londra, che ha messo a punto il cosiddetto Quoziente di compatibilita (Qc) per misurare lo stato di salute di un rapporto, conducendo un'indagine su un campione di oltre 2.000 persone. Gli individui oggetto dello studio hanno risposto ad un questionario che spazia su un'ampia gamma di caratteristiche fisiche e psicologiche, come, ad esempio, aspetto fisico, preferenze musicali, opinioni politiche, personalita', atteggiamenti e stili di vita. Dall'analisi delle risposte e' risultato che le coppie stabili e consolidate hanno fatto registrare livelli piu' elevati di Qc, manifestando risposte compatibili in termini di gusti e scelte di vita. "Ci sono similitudini che aiutano a vivere in coppia - spiega Antonio Lo Iacono, presidente della Societa' italiana di psicologia - , ma anche differenze banali che creano un muro. C'e' chi non sopporta il marito che russa a letto o l'idea di vedere lavorare la moglie. Per resistere nel tempo sono importanti i valori, ma anche il piacere di fare le stesse cose.

Fonte: direnews.it

Bambini "empatici" anche da piccolissimi

Fin dalla più tenera età, l'uomo riesce a connettersi emotivamente con gli altri. È il risultato di un nuovo studio finanziato dall'UE, secondo il quale i bambini piccolissimi, e persino i neonati, hanno la capacità di capire e prendere in considerazione il punto di vista degli altri. Ancora più interessante é il fatto che questa sembra essere una reazione automatica per loro, fatta cioé senza alcuno sforzo. I risultati sono stati presentati sulla rivista Science. I ricercatori chiamano la capacità di una persona di dedurre le intenzioni e le credenze degli altri la "teoria della mente". Questa capacità ha un ruolo fondamentale nelle interazioni sociali efficaci e potrebbe essere stata una condizione centrale nella costruzione di società umane cooperative. La maggior parte dei ricercatori credeva che i bambini al di sotto dei tre o quattro anni non possedessero tale la capacità. Ma i risultati indicano che c'é una forte possibilità che invece la possiedano.
Il ricercatore del programma Marie Curie, dott. Ágnes Melinda Kovßcs dell'Istituto di Psicologia presso l'Accademia delle Scienze ungherese, e i suoi colleghi hanno studiato questo fenomeno testando adulti e bambini di sette mesi grazie a una serie di video animati. In questi video, una palla prima rotola dietro un muro piccolo e poi sta ferma, rotola via o rotola fuori dal campo visivo.
I tempi di reazione sia degli adulti, che dei bambini sono risultati più veloci quando la convinzione - "credenza" nel linguaggio dei ricercatori - del personaggio animato riguardo la posizione della palla corrispondeva alla posizione reale della palla. Questo valeva anche nel caso in cui il personaggio animato aveva lasciato lo schermo una volta finito il video.
Il team é convinto che anche se le persone non sono più presenti, a prescindere dal fatto che siano giovani o adulti, ricordino le loro credenze come rappresentazioni alternative del mondo. "Lo sviluppo di attività che possono essere usate con bambini molto piccoli contribuirà in modo significativo all'attuale impegno per ottenere una diagnosi precoce dell'autismo e preparerà il terreno alle tecniche di intervento precoce", assicura la dott.ssa Kovßcs. "Le interazioni sociali umane dipendono dalla capacità di rappresentare le credenze degli altri anche quando queste contraddicono le proprie credenze, il che porta al problema potenzialmente complesso di avere due rappresentazioni contrastanti in mente nello stesso momento. Nello studio si dimostra che gli adulti o i bambini di sette mesi codificano automaticamente le credenze degli altri e queste, sorprendentemente, hanno effetti simili alle credenze reali dei partecipanti".
I risultati di questo studio miglioreranno la consapevolezza di quanto questo sia importante, in particolare per la capacità di inferire gli stati mentali degli altri.
(Elaborazione da Wel/ Dire)

Ginnastica mentale con la tecnica di “meditazione consapevole”

Molte ricerche di diverse Università degli USA e d’Europa (Center for mind and brain di Davis in California, Laboratory for brain immaging and behaviour dell’Università del Wisconsin, Università di Miami, di West Virginia, di Amsterdam, ecc.) concordano sugli effetti della Tecnica di “Meditazione Consapevole” che praticata per quindici minuti al giorno favorisce capacità di attenzione, concentrazione, riflessione, memoria, riduce il dolore e la sgradevolezza, rafforza i legami affettivi e l’empatia. In sintesi la meditazione giornaliera aumenta l’abilità cognitiva ed attiva i processi percettivi di base, le persone diventano meno ansiose, più consapevoli delle proprie emozioni, più capaci di condivisione con gli altri le proprie emozioni e più brave a gestirle, riducendo così la risposta allo stress.
Elaborazione da Internazionale 29/04/11 di M. Bond, New Scientist, GB)

Impulsività ed ascetismo nell’anoressia e bulimia nervosa

Una ricerca che parte dalla constatazione che nella letteratura scientifica, come nella prassi clinica, non viene in genere sufficientemente valutato il ruolo della sessualità e dei sintomi impulsività ed ascetismo rispetto all’ insorgenza dei diversi sintomi delle varie sindromi in psichiatria, in particolare nei Disturbi della Condotta Alimentare

Il nostro cervello effetto e causa del divenire umano

Sappiamo che la strutturazione psichica influenza il corretto funzionamento cerebrale, da cui é a sua volta condizionata, e ciò dipende da una serie di fattori che incidono sullo sviluppo anatomico del cervello e sul suo assetto psicofisiologico. Fattori che é bene saper conoscere, in quanto sono alla base della salute psicofisica o della malattia, ed alcuni in particolare delle varie forme di ritardo mentale

Comunicazione per immagini e sviluppo della personalità

Come gioca la mente con le immagini e con i suoni, che relazione c'è tra parola ed immagine, quali leggi governano la complessità di questi processi? Attraverso i sensi il mondo ci comunica, ci invia messaggi che noi codifichiamo in un insieme di simboli visuali, verbali, scritti. Le porte della percezione si aprono, la memoria si attiva, l’apprendimento si organizza, eccoci immersi nel sistema della comunicazione umana. Nell'ambito di questa, la crescita dell' essere umano e lo sviluppo della sua personalità fanno riferimento al «sistema di comunicazione» della famiglia in primis, poi della scuola, degli amici ed in genere della comunicazione sociale, quest'ultima soprattutto determinante nell'infanzia e nella adolescenza. Ci siamo interrogati sulle modalità di reazione della mente umana alla grande quantità di informazione visiva attraverso il canale televisivo nella società di oggi, in modo particolare come reagisce la personalità in formazione del bambino e dell’adolescente e quali possono essere gli effetti a breve medio e lungo termine sul loro sviluppo psico-fisico.

Il nostro rapporto con il cibo rivela la nostra personalità

Attraverso il rapporto che abbiamo con il cibo possiamo comprendere il nostro carattere, la nostra visione del mondo, le nostre relazioni, la nostra cultura.

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Sostanze chimiche e disturbi neurologici

L’inibizione del gene NTE provoca nei topi disturbi di comportamento simili a quelli dell’uomo. I ricercatori del Salk Institute for Biological Studies (California, USA) hanno infatti identificato un gene che potrebbe collegare certi pesticidi e prodotti chimici a un grande numero di disturbi neurologici, compresa la sindrome da deficit di attenzione/iperattivita’ (ADHD). La scoperta - pubblicata dalla rivista “Nature Genetics” - e’ la prima a mostrare un chiaro collegamento genetico fra disturbi neurologici ed esposizione a organofosfati. Il gene non era stato preso in considerazione negli tentativi precedenti da parte degli scienziati di trovare una connessione fra questi agenti chimici ed il discusso disturbo infantile del comportamento. Gli organofosfati comprendono gas nervini letali, come il Sarin, ma anche normali pesticidi domestici. Carrolee Barlow ed i suoi colleghi hanno scoperto che, nei topi, l’esposizione agli organofosfati inibisce l’attività di un gene chiamato "NTE". Questa inibizione puo’ uccidere i topi prima ancora della nascita, oppure portare ad una serie di comportamenti molto simili all’ADHD. Alcuni dei problemi neurologici emersi assomigliano anche a molti dei sintomi della sindrome del Golfo, il disturbo psichiatrico - di origine sconosciuta che ha colpito numerosi reduci del conflitto contro l’Iraq del 1991. Il gruppo di Barlow aveva originariamente indagato come i fattori ambientali potevano influire sul sistema nervoso. Aveva così scoperto che i topi privi del gene NTE morivano prima della nascita. Ma ha anche osservato che i topi con soltanto una copia del gene, se esposti a organofosfati sperimentali ed esaminati lungo un prolungato arco di tempo, esibiscono comportamenti simili all’ADHD.
"Un altro chiaro segno della grande approssimazione delle tesi degli sponsor della soluzione psicofarmacologica - ha commentato Luca Poma, Portavoce Nazionale della Campagna Giu le Mani dai Bambini - dal momento che appare sempre più chiaramente che l'ADHD, più che una malattia di origine biologica in quanto tale, è invece una manifestazione di sintomi i più vari, ognuno dei quali ha un suo preciso motivo d'essere, di carattere clinico: eccesso di metalli pesanti nel sangue, intolleranze alimentari, disagi di carattere psicologico, assunzione impropria di pesticidi, e molti altri motivi, peraltro dettagliatamente mappati dai nostri specialisti. Si rivela quindi superficiale l'approccio riduzionista di chi liquida tutto con una semplicistica classificazione qual'è quella dell'ADHD, un etichetta che tutto vuole racchiudere e in compenso nulla risolve"
(Elaborazione Nature Genetics, abstract fornito dalla sezione Ricerca Scientifica di Giule le Mani dai Bambini)

E’ possibile cancellare i brutti ricordi

Uno studio americano rivela che é possibile cancellare i brutti ricordi a condizione di intervenire sui traumi quando sono avvenuti da poco e quindi non si sono ancora consolidati. Molti dei sistemi sperimentati finora si sono rivelati dannosi per l'uomo perché basati su terapie farmacologiche innaturali. La scoperta si basa sul fatto che i ricordi sono come l’inchiostro: si possono cancellare fin che sono freschi!
Gli studiosi sono riusciti a bloccare le paure intervenendo sul modo in cui il cervello ricostruisce i ricordi.
L’importanza della scoperta si deve al fatto che la memoria di fatti traumatici può condizionarci la vita. Migliaia di persone soffrono di fobie; essi potrebbero tornare a nuova vita grazie a una nuova terapia messa a punto dalla New York University.
I risultati della ricerca potrebbero aprire nuove strade a interventi terapeutici precoci e tempestivi, come nel caso di traumi legati a incidenti stradali o violenze.

(Fonte: repubblica.it)

Il consumo di droga cresce assieme al Pil e allo stress

La Unodc, l’agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, nei giorni scorsi ha pubblicato la sua relazione annuale sullo stato dell’arte del consumo di sostanze stupefacenti.
In Asia l’aumento della ricchezza unito alla necessità di lavorare su turni massacranti hanno favorito la diffusione di sostanze sintetiche. Un incremento vertiginoso che ha generato l’anno scorso un giro d’affari illecito per 63 miliardi di dollari.
Con la globalizzazione la produzione di sostanze da laboratorio non dipende più dalle grandi coltivazioni di oppio o dal clima: è facile ottenerla, è possibile fabbricarne anche in casa.
Lo studio mette in evidenza come alla diffusa tendenza al consumo non corrisponda però un miglioramento delle strutture sanitarie contro le dipendenze.
Anche in Europa i cittadini rimediano allo stress con un uso massiccio di cocaina. Dalla Relazione annuale 2010 dell’Agenzia europea delle droghe emerge che quasi 14 milioni di cittadini europei fra i 15 e i 64 anni avrebbero provato la polvere bianca.
Troppi europei considerano ancora il consumo di cocaina come un accessorio relativamente innocuo di uno stile di vita di successo.
La dipendenza da produttività e successo unita alle droghe possono incidere in maniera drammatica sul piano economico. Con la crisi mondiale il consumo di cocaina negli ambienti finanziari ha contribuito a sviluppare in senso del rischio e della spregiudicatezza, riducendo il senso di responsabilità.

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