storia

La vicenda di Law durante la Reggenza di Filippo d'Orleans e il crack bancario di oggi.

Si può paragonare la vicenda di Law durante la Reggenza di Filippo d'Orleans e il crack bancario di oggi?
Law drenò tutto l'oro e l'argento monetato della Francia in cambio di biglietti di banca convertibili in azioni delle compagnie di stato (delle Indie Orientali e Occidentali) che aumentavano continuamente di valore fino all'inevitabile crack.
Dopo di che , per provvedere all'enorme debito pubblico della Francia e alle "indispensabili" spese per le guerre e la corte, cominciarono 70 anni di austerità sempre più stringente ( ma non per i Nobili e la Chiesa) finché arrivò la rivoluzione francese....

Il mito dell’Alzheimer: un po' di storia

“Il mito dell’Alzheimer”, articolo tratto dal libro: del dottor Peter Whitehouse, e pubblicato da "Effervescienza", inserto della rivista mensile “Biolcalenda”, ottobre 2011.
“Se inizialmente un’idea non sembra assurda, non c’è nessuna speranza che si realizzi” diceva Albert Einstein. Scorrendo un pò di storia sulla la malattia di Alzheimer, vediamo che ha preso il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che per primo ne studiò un caso (la signora Auguste D. moglie dell’impiegato delle ferrovie Carl D.). Ma non è tutto, perché l’uomo che dovrebbe passare alla storia come il vero padre dell’Alzheimer è il medico psichiatra Emil Kraepelin, direttore della Reale Clinica Psichiatrica di Monaco di Baviera.
Fu proprio Kraepelin che offrì ad Alzheimer l’opportunità di far parte del suo gruppo a Heidelberg, nominandolo successivamente suo assistente. Nel 1910 Emil Kraepelin coniò ufficialmente il termine Alzheimer Krankheit (Malattia di Alzheimer).

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Da una tenda di beduini al bunker: l'ascesa e la fine di Muammar Gheddafi

Muammar Gheddafi è stato il più longevo leader arabo-musulmano. Nato a Sirte in un giorno imprecisato del 1942 da una famiglia di poveri beduini, all'età di nove anni si trasferisce a Sebha è lì cresce, assorbendo le idee provenienti dal vicino Egitto, teatro della rivoluzione di Gamal Abdel Nasser, uno dei massimi esponenti del nazionalismo arabo. L'adolescente Gheddafi comincia la sua marcia verso la rivoluzione, organizzando in gruppi di studio i suoi compagni di scuola. L'attività politica del giovanissimo Muammar continua nell'università di Tripoli, dove ottiene un diploma in storia, prima di essere ammesso all'accademia militare di Bengasi, in cui molti cadetti si mostrano sensibili alle sue idee di nazionalismo panarabo ed anti-occidentale.

Il 1 settembre del 1969 guida il colpo di stato per la deposizione di re Idris e instaura la Jamaria, il "governo delle masse", a forte preponderanza islamica. A dare la spina dorsale politica alla Jamaria il Libro Verde, il testo pubblicato tra il 1975 e il 1979 che racchiude la dottrina politica del leader libico. Il volume, in cui vengono descritti gli ideali dello stato islamico-socialista, contiene quelli che lo stesso Colonnello ha definito come i principi della "terza teoria universale", che articola lo stato libico, privo di una Costituzione. Nel libro è esposta la sua visione della democrazia e dell'economia, prendendo le distanze sia dal comunismo che dal modello occidentale, accusato di non essere democratico. La terza via di Gheddafi è un meccanismo di partecipazione diretta basato su una struttura piramidale, in cui il Colonnello è al vertice solo per eseguire la volontà del popolo. In ogni sua visita ufficiale, il colonnello ha sempre portato con sé copie del testo, di cui ha omaggiato i leader politici dei paesi ospitanti.

I presunti coinvolgimenti di Tripoli in attentati terroristici portano nel 1986, al bombardamento aereo americano di Tripoli: alcune bombe cadono sulla stessa caserma che funge da abitazione di Gheddafi, causando la morte di una sua figlia adottiva. Successivamente, l'attentato contro un aereo di linea americano Pan Am - precipitato sulla località scozzese di Lockerbie e la cui responsabilità è attribuita ai servizi segreti di Tripoli - ha come conseguenza l'imposizione di sanzioni economiche contro la Libia, il cui isolamento si riflette soprattutto sulle condizioni di vita della popolazione, non certamente degne di un paese grande esportatore di "oro nero". Ancora, un altro attentato aumenta l'isolamento internazionale della Libia: quello contro un aereo della compagnia francese Uta nel cielo del Sahara.

L'ostracismo internazionale viene superato solo dopo che nel 2003, a sorpresa, il colonnello annuncia la decisione di abbandonare il programma di costruzione di armi di distruzione di massa. Riprendono le relazioni diplomatiche con gli Usa, che non considerano più la Libia uno "stato canaglia", e le compagnie petrolifere americane ritornano in massa nel paese nordafricano.A conclusione di un lungo negoziato, Italia e Libia il 30 agosto sottoscrivono a Bengasi un trattato di amicizia.

Nonostante lo sdoganamento a livello internazionale, il potere di Gheddafi inizia a vacillare lo scorso febbraio, quando, sull'onda della "primavera araba" che ha portato all'inizio dell'anno al rovesciamento dei regimi di Ben Ali in Tunisia e di Mubarak in Egitto, gli oppositori del colonnello da Bengasi scatenano una rivolta, presto appoggiata dalla Nato (con Francia, Gran Bretagna e Italia in prima fila). Ma l'ottimismo iniziale che faceva pensare a una rapida caduta del regime svanisce presto. Il rais resiste alla rivolta grazie anche all'impiego di mercenari assoldati da altri paesi africani.

Fonte: repubblica.it

Nel 1876 Garibaldi propose il taglio degli stipendi statali per affrontare la crisi

«Al Parlamento nazionale. Onorevoli colleghi, quando una fortezza assediata, od una nave in ritardo, si trovano mancanti di viveri i Comandanti ordinano si passi dall'intiera alla mezza razione o meno. In Italia si fa l'opposto: più ci avviciniamo alla bolletta e più si cerca di scialacquare le già miserissime sostanze del Paese. Io sottopongo, quindi, alla sagace vostra considerazione ed approvazione la proposta di legge seguente: finché l'Italia non sia rilevata dalla depressione finanziaria in cui indebitamente è stata posta, nessuna pensione, assegno o stipendio pagati dallo Stato potranno oltrepassare le 5.000 lire annue». È questa, nero su bianco, la proposta di legge n. 21, sulla limitazione degli stipendi, pensioni e assegni pagati dalla Stato, firmata dal deputato Giuseppe Garibaldi e presentata il 13 maggio 1876, la bellezza di 135 anni fa.

(Fonte: il tempo.it)

Il 1° maggio: la storia della nascita della festa dei lavoratori

“Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi”. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese :
“Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi”.
Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. (accadrà, con ben altre motivazioni, anche nel 1948, a Portella della Ginestra, con un'altra strage di lavoratoti, ndr).
Già gli inizi si fanno Storia. Storia che procede con alti e bassi – l'abolizione durante il ventennio fascista, le forti contrapposizioni del dopoguerra -, e “bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa”.
Oggi un'unica grande manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1 maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti:
"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".
Dall'archivio storico “Manuela Mezzelani” della Cgil di Roma e Lazio.

Fonte: www.ntr24.tv

Vaticano: un'emissione di francobolli celebra l'Unità d'Italia

Diciassette marzo 1861. È questa una delle date più importanti della storia dell’Italia. Quel giorno infatti, un mese dopo la prima seduta del Parlamento, veniva sancita, dopo le prime due guerre d’indipendenza e la spedizione dei Mille, l’unità del Paese con la proclamazione di Vittorio Emanuele II Re d’Italia. Il percorso che portò all’unificazione venne completato soltanto nel 1870 dopo la terza guerra d’indipendenza. Ricorre quest’anno il 150º anniversario di quella giornata che è stata celebrata in tutta Italia con varie manifestazioni. L’Ufficio Filatelico Vaticano dedica a questo importante evento un’emissione composta da una serie e un foglietto. La serie filatelica prevede sei valori, ognuno dei quali mostra una foto d’epoca della capitale degli stati entrati a far parte del nuovo Regno tra il 1859 e il 1861: Regno di Sardegna (Torino), Regno Lombardo Veneto (Milano), Graducato di Toscana (Firenze), Ducato di Parma (Parma), Ducato di Modena (Modena), Regno delle Due Sicilie (Napoli). Su ogni valore la riproduzione del primo francobollo emesso dal relativo stato. Il foglietto è invece un’emissione congiunta con l’Italia e mostra un’immagine di Piazza del Popolo, con le due chiese gemelle.
© Il copyright delle foto di Firenze, Parma, Torino e Milano è della Biblioteca Apostolica Vaticana; quello delle foto di Napoli, Modena e Roma è degli Archivi Alinari

Fonte: www.forumfrancobolli.it

Salviamo i monasteri d'italia

L'articolo tratta del pericolo imminente della perdita di un patrimonio storico-artistico-cuturale nazionale come quello dei monasteri. Esso é già stato pubblicato sulla rivista on-line il legno storto il 27.10.2009

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Monicelli, la "Grande Guerra" è "finita"

Un articolo che ripercorre la vita e la filmografia di Mario Monicelli, il grande regista scomparso suicida a 95 anni, ieri sera. Attraverso la sua capacità di rappresentare, con ironia e senza sconti, il carattere degli italiani, emerge il forte profilo dell'artista: con il suo giudizio secco, indifferente al pensiero altrui, mai indulgente.

Il falso si costruisce a partire da ciò che tutti sanno

Un documento falso diventa credibile solo se racconta ciò che già tutti sanno. Dicerie, pettegolezzi, calunnie, verità e mezze verità, leggende e superstizioni, credenze e manipolazioni, giudizi e soprattutto pregiudizi sono la materia prima dei falsari, all'opera da sempre nel vivo della Storia.
Da La Stampa del 29.11.2010
CESARE MARTINETTI

Interviewee: 
Umberto Eco
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