Fukushima: Il disastro frena il “rinascimento nucleare”. Ecco le opinioni degli operatori del settore nel mondo

Witness - author: ludo.j - posted: 23-03-2011

La tragedia di Fukushima avrà, verosimilmente, un impatto sull’espansione globale dell’energia atomica, che d’ora in poi potrebbe essere soggetta a controlli più approfonditi: i politici di Cina, India e Usa hanno già richiesto una revisione delle centrali nucleari. Lo affermano Jonathan Robinson e Enguerran Ripert, esperti di mercato nucleare per Frost & Sullivan, che hanno fatto il punto della situazione raccogliendo le opinioni di operatori del settore in molti paesi del mondo.

Le società australiane che trattano uranio sono crollate per timore di un calo della domanda di combustibile per reattori: la Paladin Energy Ltd. ha perso il 17 %, la Energy Resources of Australia Ltd. il 12% e la Extract Resources Ltd. è scesa del 7,7 %.
Secondo Xie Zhenhua, vicepresidente della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, la Cina potrà rendersi conto degli effetti dell’incidente nucleare quando completerà i suoi piani energetici per il periodo 2011-2015. Il paese sta infatti triplicando il numero di reattori, costruendo 27 unità da aggiungere alle 13 già presenti. Xie ha inoltre aggiunto che “la valutazione della sicurezza nucleare e il monitoraggio degli impianti saranno decisamente rinforzati”.
Secondo la Nuclear Power Corp. of India, l’aumento della generazione di energia nucleare - che doveva crescere di ben tredici volte - sarà rivisto, dato che il peggiore incidente avvenuto in Giappone negli ultimi 33 anni impone una revisione della sicurezza degli impianti già esistenti e in progettazione.

Anche Dena, l’agenzia tedesca per l’energia, consiglia di prendere nuovamente in considerazione l’abbandono del nucleare e la chiusura dei reattori simili a quelli seriamente danneggiati in Giappone presenti in Germania.
Secondo l’Associazione mondiale sul nucleare (Iaea) in tutto il mondo ci sono 442 reattori che forniscono circa il 15 % dell’energia globale. Sul sito Iaea si dice inoltre che ci sono piani per la costruzione di altri 155 reattori, per la maggior parte in Asia, e altri 65 già in costruzioni.

Secondo Sergej Novikov, portavoce della holding di stato russa Rosatom, i problemi al reattore potrebbero incoraggiare la sostituzione dei modelli più vecchi. “A livello globale, l’industria nucleare abbandonerà più velocemente le unità di prima generazione per iniziare a costruirne di nuove”, dice Novikov. Rosatom sta costruendo 15 reattori in tutto il mondo, più di ogni altro fornitore internazionale, cinque dei quali al di fuori della Russia.
General Electric, la più grande società nella costruzione di reattori, con sede negli USA, segue con comprensibile partecipazione la situazione del reattore di Fukushima, costruito da lei più di 40 anni fa.

Fonte: e-gazette.it