Gran Bretagna: in rete i nomi dei 20 evasori più ricercati. E cittadini li segnalano via web

Case - author: ludo.j - posted: 17-08-2012

L'agenzia del governo che si occupa della riscossione delle tasse invita i cittadini sua maestà a dare informazioni sui 20 nomi pubblicati sul sito. A raccogliere le segnalazioni sarà però una azienda privata. Il Paese si affida infatti sempre di più al mercato per svolgere servizi di pubblica sicurezza
Le truffe sull’Iva sono le più redditizie: in 8 hanno l’hanno evasa per centinaia di milioni. Poi ci sono accuse per riciclaggio di denaro sporco, importazione illegale di sigarette o alcol e frodi varie. Un totale di 756 milioni di sterline sottratti al Tesoro, “ricaduti sulle spalle e i portafogli dei contribuenti onesti”. Le foto sono di vario tipo (alcune sono segnaletiche, altre ricavate dai documenti d’identità), l’effetto è uno solo: quello dei volti dei criminali most wanted sul sito dell’Fbi. Non ci sono, però, ritratti di serial killer o narcotrafficanti tra quelli pubblicate dall’Her Majesty Revenue and Customs: l’agenzia del governo inglese che si occupa della riscossione delle tasse ha dichiarato guerra ai 20 evasori fiscali più ricercati del Regno Unito. Il governo ha pubblicato per la prima volta online i loro dati personali e chiede una mano ai sudditi: “Gli inglesi ci aiutino a scovarli e arrestarli”.
La caccia del governo di Sua Maestà ai criminali del fisco è cominciata. La black list campeggia sulla pagina Flickr dell’Hmrc. Una fotografia, il nome, i dati personali e un breve riassunto dei motivi per quali il Tesoro si è messo sulle loro tracce. Una black list stile Fbi con le generalità di 20 grandi evasori che al momento risultano latitanti. La giustizia li ha già processati e condannati in contumacia. Il capo di accusa più diffuso è il mancato pagamento del Vat (la Value added tax, l’equivalente della nostra Iva), cui si devono 320 dei 756 milioni mancanti. In materia Nasser Amed, 40 anni, è un fuoriclasse: con i suoi complici l’ha evasa per 156 milioni e il tribunale di Bristol l’ha condannato a 7 anni. Fuggito prima del verdetto, ora è “believed to be in Pakistan or Dubai”.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)