Le carceri scoppiano: sì all'uso del braccialetto

Opinion - author: titanus - posted: 30-11-2011

Né l’amnistia né la costruzione di nuovi istituti, possono essere una risposta all’emergenza sovraffollamento nelle carceri, che ha raggiunto livelli insostenibili. Lo dice senza giri di parole il ministro della Giustizia Paola Severino che, chiamata ad esporre il suo programma davanti alla Commissione Giustizia del Senato, a sorpresa rilancia il braccialetto elettronico tra le misure alternative alla detenzione sulle quali bisogna puntare per alleggerire carceri che scoppiano. Un programma «necessariamente scarnificato», dai tempi limitati del governo, che «nella migliore delle ipotesi non potrà durare più di un anno», e sul quale il Guardasigilli vuole il dialogo con le forze politiche perchè proprio un governo tecnico non può portare avanti alcun progetto «senza il consenso parlamentare».

Il ministro parte dalla condizione dei detenuti (per i quali pensa anche a una Carta dei diritti) e chiarisce subito: «non si può far fronte all’emergenza attuale», caratterizzata da un numero di reclusi «non sostenibile e non coniugabile con il rispetto dei diritti fondamentali della persona», con provvedimenti «provvisori» che liberano «momentaneamente» celle «destinate a riempirsi di nuovo»; nè con la costruzione di nuovi istituti, che pure va portata avanti, ma «richiede tempi lunghi». Bisogna puntare sulle «misure alternative» al carcere che possono dare risultati subito: l’allargamento della detenzione domiciliare innanzitutto, ma anche il ricorso alla messa alla prova. E in questa stessa ottica il braccialetto elettronico: un istituto che ha un «grande successo» in Europa e negli Stati Uniti, anche perchè raramente chi vi è sottoposto torna a delinquere («il tasso di recidiva è estremamente limitato») e che consentirebbe «risparmi notevoli», visto che non ci sarebbero più i costi della detenzione per chi vi si sottopone; ma che in Italia è stato un «fallimento».

(Fonte: la stampa.it)