Le contraddizioni della Lega: chiede piu' sicurezza, ma sulle intercettazioni tace

Opinion - author: stg - posted: 18-05-2010

L'ossessione "sulla sicurezza" della maggioranza, e in particolare della Lega, passa nettamente in secondo piano quando si parla di intercettazioni. La necessità inderogabile di aggravare le pene, di evitare qualsiasi norma che assomigli anche solo da lontano all'indulto vale sempre, ma se c'è da tagliare la possibilità per il pubblico ministero e per le forze di polizia di registrare una telefonata che sia utile per incastrare un potenziale colpevole, allora il centrodestra all'improvviso cambia direzione. Fa marcia indietro…

E così va in scena una politica bifronte e contraddittoria: da una parte si approvano i decreti legge e le leggi sulla sicurezza, con tanto di reato di immigrazione clandestina e l'aggravante per chi, straniero, commette un crimine che viene punito con una pena maggiore rispetto allo stesso delitto commesso da un italiano, oppure si blocca il disegno di legge sulla messa in prova (lavori di pubblica utilità per pene sotto i tre anni) e sulla possibilità di scontare gli ultimi 12 mesi di carcere residui agli arresti domiciliari. Ma dall'altra si tenta di approvare una legge come quella sulle intercettazioni che, all'opposto, impedirà di disporre gli ascolti, di richiedere i tabulati telefonici, di mettere le microspie, su telefoni e luoghi per cui non si abbia già la certezza che si tratti di un potenziale indagato.
(Liana Micella – Estratto da: La Repubblica.it del 17 maggio 2010)