Obama: storica riforma del sistema finanziario

News - author: albatros - posted: 15-07-2010

La firma alla Casa Bianca del Presidente Barack Obama, solenne, prevista nel Giardino delle Rose, sarà nei prossimi giorni e forse già oggi o domani. Anche se l'atto a questo punto sarà formale, si tratterà comunque di una firma storica ed esorcizzante: proprio ieri e la coincidenza non può essere solo casuale, la Sec e Goldman Sachs hanno annunciato un accordo extragiudizario che chiude la causa per "malpractice" aperta dal governo americano contro Goldman.
Obama è riuscito nell’intento: la sua riforma finanziaria è stata approvata dal congresso americano: si tratta della più importante riforma dal 1933.
Alcuni economisti ritengono che la riforma sia uscita indebolita dalle camere: per ottenere l’approvazione Obama ha dovuto accettare qualche compromesso, ma sta di fatto che dopo la liberalizzazione del settore, che aveva concesso mani libere a Wall Street, nel 2010 si fa marcia indietro.
Il Sole 24 Ore precisa: “Le banche commerciali non potranno investire per conto del proprio portafoglio in operazioni di trading o speculative, in operazioni hedge o di private equity, per una percentale superiore al 3% del proprio capitale. Le banche che vorranno fare di più dovranno lasciare il settore commerciale (che consente di raccogliere depositi dai clienti) e concentrarsi su quello di trading. Oppure dovranno creare delle controllate separate. Vi saranno anche un controllo del rischio e nuovi poteri di supervisione da parte della Fed. Sarà istituita una nuova agenzia per la protezione dei consumatori, per difendere gli ingenui da prestiti facili, attraenti sulla carta, ma molto onerosi in termini pratici, come abbiamo visto nel caso dei prestiti subprime. Vi saranno nuove misure di trasparenza, attraverso clearing houses e veri e propri mercati ad hoc, per i fondi hedge e per prodotti derivati. E mille altre regole minori – e ancora per molti versi sconosciute - contenute nelle 2300 pagine del testo di legge.”