Tasse e sanità: tutte le novità del 2011

News - author: stg - posted: 01-01-2011

Assistenza e Welfare
Parte la stretta per le invalidità. E’ forte Il rischio ticket per la sanità.

Gli Immobili
Mancata applicazione della cedolare secca del 20% sugli affitti. La bozza del decreto è ancora all’esame del Parlamento.
Permangono le detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni edilizie, quelle destinate al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici restano fissate al 55% della somma spesa per i lavori, ma potranno essere scalate dall’imposta dovuta nell’arco di dieci anni e non più di cinque.
Proroga per i proprietari dei termini per l’accatastamento degli immobili fantasma.

Imprese E Lavoro
Proroga degli ammortizzatori sociali in deroga, quelli a favore delle piccole imprese e dei settori prima esclusi e proroga della cassa integrazione straordinaria, della detassazione della parte del salario legata alla produttività.
Alleggerimento del prelievo fiscale sulla parte del salario legata alla produttività, straordinari compresi. E’ stato elevato il tetto di reddito entro il quale sarà possibile beneficiare del bonus fiscale, portato da 35 a 40 mila euro lordi annui.

Pubblico Impiego
Non ci sarà il rinnovo della parte economica del contratto di lavoro. I dipendenti pubblici non lo potranno recuperare neanche successivamente. Per loro solo il recupero (parziale) dell’inflazione programmata. Il decreto di luglio prevede espressamente il blocco, se non il taglio, degli stipendi.
La parte di liquidazione che dovesse superare i 150 mila euro sarà pagata dallo Stato dopo due anni.

Autonomi
Dal 2011, avranno ancor meno spazio per gli arbitraggi fiscali. Il governo e l’Agenzia delle entrate hanno chiuso quasi tutti i varchi all’evasione fiscale ed inasprito notevolmente le sanzioni. Da quest’anno diventa impossibile incassare una somma «liquida» superiore ai 5 mila euro. C’è anche l’obbligo di trasmettere al Fisco, per via telematica, tutte le fatture di importo superiore ai 3 mila euro. Dichiarare poco o niente, a fronte di spese consistenti per generi di lusso, porterà quasi automaticamente ad un accertamento da parte dell’Agenzia delle entrate. Agli autonomi, nel 2011, saranno applicati anche i nuovi studi di settore rivisti, e in parte addolciti, per tener conto della crisi economica. L’attuale Dia, dichiarazione di inizio attività, sarà sostituita dalla Scia, segnalazione certificata di inizio attività, che consentirà di sostituire con autocertificazioni anche le attestazioni dei tecnici abilitati quando prevedano pareri di enti e amministrazioni pubbliche.

Fisco
La prima novità rilevante è la spinta alle verifiche fiscali con l’accertamento sintetico e il nuovo redditometro. Nel primo caso l’Agenzia delle entrate verificherà la congruenza tra i redditi dichiarati e le spese effettivamente sostenute dai contribuenti. Con il nuovo redditometro, lo strumento dell’accertamento sintetico sarà ulteriormente rafforzato, visto che la congruità tra spese e reddito dichiarato sarà scremata tenendo conto della dimensione familiare e dei fattori geografici.
Dal 2011 scatta, poi, il blocco delle compensazioni automatiche tra crediti e debiti fiscali in presenza di un ruolo definitivo, di importo superiore ai 1.500 euro, per il quale sono scaduti i termini di pagamento. Prima si salda il conto arretrato con il Fisco e poi, eventualmente, si compensa (ma solo se il credito è certificato dai professionisti, come avviene già ora).
Con il decreto antideficit di luglio, inoltre, viene notevolmente anticipata l’esecutività degli atti di riscossione, per i quali attualmente trascorre più di un anno dal momento dell’accertamento. D’ora in avanti l’esecutività coinciderà con il momento dell’accertamento, ma sarà operativa due mesi dopo (60 giorni) la notifica dell’atto. Cambiano anche le regole del contenzioso in ambito tributario. Il piano disegnato inizialmente dal governo, che puntava ad una sospensione minima dei termini di pagamento (150 giorni anche in presenza di ricorsi), è stato però addolcito. Secondo quanto deciso dal Parlamento, la sospensione dell’atto impositivo varrà almeno per tutta la durata del processo tributario di primo grado. Con il milleproroghe, infine, sono stati inaspriti gli oneri per l’adesione a tutte le forme di «patteggiamento» con il Fisco, a cominciare dal ravvedimento operoso.

Comuni e Regioni
Gran parte dei soldi necessari per la riduzione del deficit pubblico arriveranno, nel prossimo triennio, dalle Regioni e dagli enti locali. La manovra di luglio, nei loro confronti, è stata particolarmente dura. Le Regioni dovranno contribuire al risanamento con 10 miliardi di euro in due anni. Ai fondi destinati ai Comuni sarà data una sforbiciata di un miliardo e mezzo nel 2011 e di ulteriori 2,5 miliardi all’anno dal 2012. Alle Province toccherà un sacrificio di 300 milioni nel 2011 più altri 500 a partire dall’anno successivo.
Per tutti gli enti locali, inoltre, dal 2011 c’è il blocco generalizzato delle assunzioni.
Stipendi tagliati per i sindaci, i presidenti di Provincia e i membri delle giunte, da un minimo del 3% fino a un massimo del 10% (in funzione della dimensione degli enti).
E’ previsto lo stop assoluto alle spese per le sponsorizzazioni, mentre quelle per le consulenze esterne saranno ridotte dell’80% e quelle per i contratti flessibili tagliate del 50% rispetto al 2010. Per almeno cinque Regioni, poi, la stretta varata con la manovra si sommerà agli effetti dei piani di rientro del deficit sanitario, che rischia di tradursi in un aumento automatico delle addizionali fiscali.

Stato e Politica
Ai ministri e sottosegretari verrà praticato un taglio del 10% dello stipendio, per passare subito dopo ai deputati e ai senatori. Per loro il taglio previsto sarà di mille euro netti mensili: 500 sulla «diaria», che oggi tocca i 4.003 euro mensili, altri 500 sulla parte accessoria, che ammonta a 4.190 euro, e viene utilizzata dai parlamentari essenzialmente per pagare i loro collaboratori. Taglio in vista anche per i dipendenti di Camera e Senato. Anche a loro si applicherà la regola fissata per i manager della pubblica amministrazione: sforbiciata del 5% alla parte di stipendio che supera i 90 mila euro lordi annui, del 10% sulla parte eccedente i 150 mila euro. In più vengono sospesi tutti gli adeguamenti automatici di carriera che determinano un aumento della paga. La manovra colpirà direttamente anche i partiti politici. Inizialmente il governo aveva previsto un taglio dei ricchi rimborsi elettorali (1 euro per ogni voto preso) del 50%, ma il Parlamento lo ha ridotto al 10%. Nessun «eletto», in virtù della manovra di luglio, potrà percepire altri emolumenti dall’amministrazione pubblica, diversi da quelli relativi al proprio incarico. Si prevede anche che i compensi per le consulenze dei dirigenti, siano incassati direttamente dall’amministrazione di appartenenza. Arriva la sforbiciata anche sulle cosiddette «auto blu»: la spesa per le autovetture di servizio, nel 2011, dovrà essere ridotta del 20% rispetto a quella sostenuta nel 2010. Previsto infine un limite massimo del 2% per le spese di manutenzione degli immobili pubblici.

(Fonte: dal corriere.it)