Vietati brevetti su farmaci ottenuti con distruzione dell'embrione umano

News - author: ludo.j - posted: 19-10-2011

E' vietato brevettare medicinali ricavati da cellule staminali con procedimenti che comportano la distruzione degli embrioni umani. Lo stabilisce una sentenza della Corte di giustizia della Ue, che si è espressa sul caso di un trattamento che combatte il morbo di Parkinson brevettato dal ricercatore tedesco Oliver Brustle. Il brevetto, depositato da Brustle il 19 dicembre del 1997, riguardava un trattamento fondato sull'uso di cellule progenitrici neurali, isolate e depurate, ricavate da cellule staminali embrionali umane allo stadio iniziale di blastociti, ovvero a cinque giorni dalla fecondazione.

Greenpeace fece ricorso e l'Ufficio brevetti tedesco annullò la registrazione del brevetto, provocando la replica legale di Brustle che si rivolse al Tribunale federale tedesco in materia di brevetti, il quale a sua volta investì della vicenda la Corte di giustizia europea. I giudici di Lussemburgo, ora, intanto hanno espresso la loro opinione sulla nozione di embrione umano, concludendo che "sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umano, dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano", come si legge in una nota stampa diffusa oggi dalla Corte Ue. I giudici, poi, sono andati anche oltre, affermando che "deve essere riconosciuta questa qualificazione di embrione umano anche all'ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e all'ovulo umano non fecondato indotto a dividersi e a svilupparsi attraverso partenogenesi".

Fatta questa premessa, la Corte di Giustizia europea ha quindi affermato l'illegalità della brevettabilità di procedimenti che possano portare alla distruzione dell'embrione umano, così definito. La corte fa riferimento esplicito alla direttiva 98/44/ce sulla "Protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche", che esclude qualsiasi possibilità di ottenere un brevetto per un procedimento che pregiudichi il rispetto dovuto alla dignità umana. Può essere oggetto di brevetto, invece, un'applicazione riguardante l'embrione umano che abbia finalità terapeutiche o diagnostiche utili all'embrione stesso.

Fonte: repubblica.it