Prostituzione minorile all'Hilton: la campagna perchè la catena di alberghi firmi il codice di condotta

News - author: ludo.j - posted: 30-10-2010

L'Hilton, una delle catene alberghiere più famose al mondo potrebbe risultare complice nello sfruttamento sessuale di minori nelle sue stesse strutture. Dopo che sono stati scoperti dei bordelli nei suoi alberghi in Irlanda e in Cina, in molti hanno scritto all'Hilton per protestare, tuttavia
ad oggi la catena che conta 32.000 alberghi non ha ancora sottoscritto il Codice di condotta internazionale contro il turismo sessuale, promosso dalle ong Ecpat (End Child Prostitution and Traffiking) e Terre des Hommes, che costringe gli alberghi ad addestrare il suo staff ad individuare, denunciare e assistere le bambine e le donne vittime dell'industria del sesso. Per questo è partita una campagna di sensibilizzazione e pressione internazionale delle due organizzazioni, sui vertici dell’azienda.

Secondo Ecpat, gli alberghi sono fra i primi posti dove i bimbi schiavi vengono venduti per fini sessuali da sfruttatori senza scrupoli. Anche se nell’immaginario collettivo la prostituzione minorile avviene nelle case fatiscenti senza servizi igienici degli slum, non sempre è così.
Secondo i promotori della campagna le responsabilità dell'Hilton sarebbero enormi. Se loro firmassero il Codice, rilanciato a Roma il 22 aprile 2010 in occasione dei mondiali in Sud Africa, si creerebbe un network di dipendenti della catena Hilton in 77 paesi al lavoro contro la tratta del sesso delle donne e dei bambini.

Il Codice impegna a proteggere i bambini nelle destinazioni turistiche in base a sei criteri fondamentali:

1) creare un regolamento interno sullo sfruttamento sessuale commerciale dei bambini;

2) formare il personale in patria e nei Paesi di destinazione;

3) introdurre nei contratti con i fornitori una clausola specifica di comune rifiuto dello sfruttamento sessuale commerciale di minori;

4) fornire informazioni ai viaggiatori tramite i propri cataloghi, brochures, spot, ticket jackets, siti web ecc...;

5) fornire informazioni alle persone chiave che lavorano nei Paesi di destinazione

6) produrre infine un rapporto annuale su queste attività.

Ad oggi il Codice di Condotta ha già raggiunto il numero di circa 1000 firmatari in tutto il mondo fra tour operators, hotel, agenzie di viaggio e loro associazioni di categoria, lavoratori del turismo e sindacati di 26 Paesi in Europa, Asia, Nord, Centro e Sud America.