Città plurale: Agatino Mancusi e le Sturmtruppen

Opinion - author: astronik - posted: 14-10-2011

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L’assessore Mancusi ha schierato le sue Sturmtruppen sulle rive del Basento per difendere La Regione Basilicata dall’ attacco guidato dal Ministro Prestigiacomo, ella dispone dei tecnici dell’Ispra e d i quelli del I.S.S. Le forze a difesa non sono molte ma valorose c’è il Direttore Generale del Dipartimento Ambiente; gli esperti, quelli affidabili, della compatibilità ambientale sono incappati nella morsa della giustizia , hanno le mani legate per poter rilasciare A.I.A. e V.I.A. propiziatorie e riparatrici. L’inquinamento si combatte con i timbri, è cosa risaputa. La commissione d’inchiesta regionale, nella quale nessuno credeva, è andata a finire in soffitta sarebbe finita con i distinguo, le eccezioni e l’ineluttabilità delle cose. Ora c’è la magistratura , tanto invocata.
Non è pensabile però che ci si debba affidare sempre al Carabiniere per mettere le cose a posto, fatto sta che adesso che il caso è scoppiato per i più risulta essere cosa risaputa . Gli uomini che trafficano e che traggono benefici sono sempre gli stessi questa volta è toccato ad alcuni di loro ; anche solo il buonismo , la tolleranza, la comprensione pelosa diviene moralmente perseguibile. Gli esecutori materiali dei misfatti sono sempre gli stessi ed è per questo che poi vengono ricompensati lautamente ; è il caso di Sigillito, indomito giocatore di tennis come avemmo a dire qualche tempo addietro, reo di altri misfatti pur di soddisfare altri potenti . L’erosione della costa jonica e dei porti che mangiano la spiaggia ne è un esempio, torneremo sull’argomento in altra occasione.
La magistratura con la sua indagine ha fatto chiarezza, le responsabilità verranno accertate ma sono talmente evidenti che non possono lasciare ombra di equivoco.
Lo sforzo maggiore è stato quello di mettere ordine tra le carte ed inquadrare correttamente la situazione, almeno per ciò che è accaduto alle falde acquifere. La consulenza del Prof. Fracassi del’Università di Bari- si badi bene, non già di UNIBAS- ha permesso di risalire al “bianco”, alla situazione cioè esistente prima che l’impianto andasse in funzione e solo il Nichel era oltre soglia di contaminazione. Appena è andato in funzione l’inceneritore la situazione è cominciata a precipitare, segno che il melone non era riuscito rosso.
Si sarebbe dovuto fermare allora, risalire alle cause dell’inquinamento e provi rimedio, non è stato fatto.
Ancora oggi continua il balletto intorno alla Messa in Sicurezza del’impianto che comunque dà valori preoccupanti di inquinamento nelle falde acquifere.
Oggi chi ferma l’impianto, quando si comincia la bonifica? Solo dopo la bonifica e gli interventi manutentivi necessari si potrà far ripartire l’inceneritore e verificare se il melone è maturato, alla buon ora. Fenice ottempera a quanto imposto dalla Regione, c’è solo un piccolo particolare ed è che le imposizioni alle quali attenersi vengono girate al Dipartimento ed all’indigeno Mancusi dallo stesso Teardo- Colombo. Ridurre l’emungimento disse la Regione, l’ordine venne eseguito i valori dell’inquinamento schizzarono verso l’alto. Teardo- Colombo ordina, perciò: emungiamo a go-go, l’Indigeno-Mancusi esulta alla trovata , purtroppo neanche questo è stato sufficiente ( quando il fisico è debilitato neppure le macchine servono a tenerlo in vita) Ci si aggrappa agli alambicchi , Fenice supportata da Arpab,decreta la causa: è determinata dall’eccessivo emungimento che destabilizza le falde. La vogliamo smettere con queste esercitazioni da baraccone - con tutto il rispetto per i circensi- e vogliamo trasferire i prestigiosi alambicchi altrove? Vi si può dare credito ancora una volta ma fermate le macchine , bonificate e poi si riparta.
Tutto il resto è falso problema perché il DIFA di Unibas è capace di studiare allargamenti delle discariche per sistemare quelle poche tonnellate di rifiuti lucani che arrivano a Fenice. Le popolazioni con le loro amministrazioni territoriali hanno rigettato la presenza degli inceneritori quale strumento per lo smaltimento dei rifiuti a vantaggio della raccolta differenziata spinta e del riciclo. Si parta con determinazione e si faccia l’adeguata impiantistica senza inventarsi apprendisti stregoni perché, in questo campo, ci accingiamo a scoprire l’acqua calda.
Dimissioni o meno dell’Asss. Mancusi? E’ talmente irrilevante la sua presenza che l’aspetto, se non ci si vuole dedicare con forza alla tutela ambientale, non esiste. Che Restaino si dimetta è nei fatti, questa volta è toccato a lui. Il principio delle dimissioni quanto inquisiti vale solo per i governanti di centro destra? Quelli si che sono la parte più nefanda del Paese, fortuna che c’è il centro sinistra. A prescindere da come andrà a finire legalmente , la macchia nera rimane ed è conosciuta, solo le dimissioni servono a dare un barlume di speranza e di ravvedimento.