Come un giornale può manipolare la notizia delle mazzette di Orsoni nascondendo il ruolo del PD

News - author: stg - posted: 14-06-2014

Ecco come due giornali diversi raccontano lo stesso avvenimento su internet; come potete vedere il corriere nasconde il fatto che Orsoni accusa il PD di averlo spinto ad accettare la mazzetta.

Come lo racconta il corrire della sera:
Il sindaco Giorgio Orsoni si è dimesso. L'ha comunicato durante una conferenza stampa convocata a Ca' Farsetti. «E' venuto meno il rapporto tra la mia persona e la politica nella quale ho perso tutta la mia fiducia». Orsoni ha preso atto che non ha più la maggioranza dopo che il giorno prima il partito democratico ha deciso di staccare la spina coinvolgendo anche il premier Renzi. Proprio quello che non voleva il sindaco. «Ho constatato - ha detto Orsoni - che non c'è più quella compattezza che mi era stata annunciata, nemmeno per fare le cose urgenti per la città». Non ci sono più le condizioni per andare avanti, insomma. Adesso il consiglio avrà venti giorni di tempo per approvare gli ultimi atti urgenti, a partire dal bilancio consultivo che eviterà a Venezia di uscire anche nel 2014 dal patto di stabilità e il taglio degli stipendi dei dipendenti. Toccherà invece al commissario fare il bilancio di previsione.Nel commentare la sua decisione il sindaco di Venezia ha sottolineato che «in questo modo ho voluto dare un segno chiaro della lontananza dalla politica alla quale con generosità mi ero prestato». Il tutto non senza amarezza: «Negli ultimi tempi ci sono state reazioni opportunistiche ed ipocrite - scrive Orsoni nelle motivazioni delle sue dimissioni - anche da parte di elementi della maggioranza che ha sostenuto la giunta. E ciò fa sì che non sussistano nemmeno le condizioni minime per proseguire».

E adesso, che cosa succede a Venezia? Orsoni, sindaco dimissionario, resterà ancora in carica per venti giorni, per il solo disbrigo delle questioni urgenti e obbligatorie. Ha deciso anche di togliere tutti gli incarichi alla giunta comunale, per cui renderà conto direttamente al Consiglio comunale, anch'esso in carica per venti giorni. Trascorso il termine, subentrerà un commissario prefettizio.

Come lo racconta il giornale di Belpietro:
Orsoni, ieri mattina era tornato in libertà, patteggiando una pena di 4 mesi e una multa di 15mila euro nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. Secondo quanto si apprende, avrebbe ammesso davanti ai pm l'esistenza dei finanziamenti illeciti. Inoltre avrebbe raccontato ai magistrati che furono i vertici del Pd veneziano Davide Zoggia (presidente della Provincia di Venezia dal 2004 al 2009 e ora deputato) e Michele Mognato a spingerlo da Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, a chiedere soldi per la campagna elettorale.

A chiedere le dimissioni era stata questa mattina Debora Serracchiani, secondo cui "abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato". "Invitiamo Orsoni a riflettere sull’opportunità di offrire le dimissioni", ha detto il vice segretario Pd spalleggiato da Roger De Menech, segretario regionale Pd, "Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la città. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti riteniamo che lo stesso Orsoni saprà dare prova di grande responsabilità".

In giunta nel Comune di Venezia, tra l'altro, c'è già aria di crisi: ieri sera l’assessore ai servizi sociali, Tiziana Agostini (Pd), si è dimessa, oggi 24 consiglieri hanno chiesto un passo indietro al sindaco. Ieri Orsoni aveva ribadito la sua volontà a restare a Ca' Farsetti, ma le pressioni delle ultime ore potrebbero avergli fatto cambiare idea: una conferenza è stata convocata per le 12,30. Che voglia rimettere il mandato?