Sospensione di Feltri: violazione ingiustificabile o errore inevitabile?

  • warning: array_merge() [function.array-merge]: Argument #1 is not an array in /web/htdocs/www.siamotuttigiornalisti.it/home/sites/all/modules/custom/zmyforum/zmyforum.inc on line 298.
  • warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.siamotuttigiornalisti.it/home/sites/all/modules/custom/zmyforum/zmyforum.inc on line 303.
  • warning: array_merge() [function.array-merge]: Argument #1 is not an array in /web/htdocs/www.siamotuttigiornalisti.it/home/sites/all/modules/custom/zmyforum/zmyforum.inc on line 368.
Il direttore del "Il Giornale" Vittorio Feltri è stato sospeso per tre mesi dall'Ordine nazionale dei giornalisti per gli articoli pubblicati su "Il giornale" che hanno fatto scoppiare il "caso Boffo". Le motivazioni del provvedimento sono state: "la falsa attribuzione al tribunale di Terni di informazioni non vere, relative al collega Dino Boffo (ex direttore dell'Avvenire) violando gli articoli 2 e 48 della legge istitutiva dell'Ordine, la n.69 del 1963 e la Carta dei Doveri del giornalista che prevede la pubblicazione di notizie vere e verificate, il dovere dell'attendibilità della fonte e la rettifica tempestiva in caso di notizie pubblicate inesatte". Vittorio Feltri si difende affermando: "Gli errori li fanno tutti in questo mestiere". E ribadendo "Io ho pubblicato la rettifica". Per stimolare un dibattito su questo argomento, pubblichiamo una sintesi dei principali passaggi del "caso Boffo". Il caso scoppiò il 28 agosto 2009 quando Il Giornale dedicò l'intera prima pagina a un articolo intitolato «Il supermoralista condannato per molestie», che accusava il direttore del quotidiano cattolico Avvenire Dino Boffo, di ipocrisia in relazione alle critiche espresse sulla vita privata di Silvio Berlusconi, poiché lo stesso Boffo sarebbe stato coinvolto in un procedimento penale che l'avrebbe visto imputato per molestie telefoniche commesse tra il 2001 e il 2002. Le accuse del direttore de Il Giornale sarebbero state suffragate da un certificato rilasciato dal casellario giudiziale di Terni (la cui autenticità è oggetto di discussione) e da una lettera di autore ignoto, intitolata "Riscontro a richiesta di informativa di Sua Eccellenza". L'attacco portò alle dimissioni di Boffo. Il 4 dicembre 2009, sempre sulla prima pagina de "Il Giornale" arrivarono le scuse di Feltri che affermava: «La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali». Fonti: wikipedia, corriere.it, repubblica.it