Contro il sovraffollamento, il carcere come "extrema ratio": Il sistema disegnato dalle associazioni

Notizia - autore: ludo.j - pubblicazione del: 14-07-2011

Creare nuovi istituti di pena non serve e non basta, c’è bisogno di una riforma sostanziale del codice penale, che preveda il ricorso al carcere come “extrema ratio”. È netta la presa di posizione di un team di associazioni che si scaglia contro il recente Piano carceri, ribadendo l’accusa di inefficacia alle misure introdotte. Acli, Giuristi Democratici, Antigone, Beati i Costruttori di Pace, Cgil-Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, magistratura democratica, Ristretti orizzonti e Unione camere penali italiane hanno firmato il documento unitario “Sovraffollamento: che fare?” presentato oggi - cui hanno già aderito anche A buon diritto, Arci, Forum droghe -, per ribadire quella che, secondo loro, è la giusta strada da seguire.

I numeri del sistema carcerario italiano sono noti: a fronte di 45.732 posti sono stipate 67.394 persone, con un rapporto di 147,3 detenuti ogni 100 posti, mentre la media europea è di 96,6. Il Piano carceri, dal canto suo, prevede la predisposizione di 9.150 posti, per un costo di 661 milioni di euro, ma i posti che mancano all’appello sono molti di più, oltre 14 mila. Inoltre, i tempi di realizzazione sono già più lunghi di quelli previsti: impossibile che si finisca nel 2012. Intanto, la legge “svuota carceri”, al 30 giugno 2011 ha fatto uscire 2.666 detenuti. E calano i fondi messi a disposizione, a fronte di un aumento dei reclusi.

Se questo è il quadro, ecco il contro-piano: misure alternative, riduzione dei minimi e dei massimi delle pene, abolizione dell’ergastolo, revisione delle leggi in materia di recidiva, tossicodipendenza e immigrazione (vedi lanci successivi). L’utilizzo della custodia cautelare in carcere, che ingolfa gli istituti, è tra le priorità da affrontare: i detenuti in questa situazione sono 28.257, il 41,9% del totale, un dato ben al di sopra della media europea, che si ferma al 24,8%. Se l’Italia si adeguasse al trend delle altre nazioni, i detenuti scenderebbero a quota 55.861. Utile a decongestionare le carceri sarebbe anche l’introduzione di entrate scaglionate in relazione alla capienza per i reati meno gravi, come già accade in Norvegia. Tra le altre misure sollecitate dai promotori del testo c’è anche la chiusura dei 6 Opg, anch’essi sovraffollati, e l’istituzione del Garante nazionale.

Fonte: redattoresociale.it