Nuove strategie dell'Unione Europea sulla Disabilità

Notizia - autore: guia - pubblicazione del: 11-09-2019

Tutti possono contribuire alla nuova Strategia Europea sulla Disabilità
Le persone con disabilità e le loro famiglie; le organizzazioni che le rappresentano; i funzionari pubblici a livello dell’Unione Europea, nazionale e locale, coinvolti nelle decisioni sulla disabilità; gli operatori sociali; le imprese attive nei servizi per la disabilità e nelle tecnologie assistite: è in particolare a loro che si rivolge fino al 23 ottobre la consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea, che consentirà a tutti i cittadini dell’Unione Europea di collaborare concretamente all’elaborazione della nuova Strategia sulla Disabilità 2020-2030 dell’Unione stessa

Esistono diversi Loghi della disabilità, che rappresentano varie forme di disabilità, con la bandiera dell’Unione Europea al centro

La Strategia dell’Unione Europea sulla Disabilità 2010-2020 è stata in questi anni il principale documento politico comunitario in questo ambito, stabilendo gli obiettivi e le azioni necessarie, per raggiungere le pari opportunità delle persone con disabilità e ridurre le discriminazioni nei loro confronti. Ma quali risultati positivi ha realmente prodotto e dove invece ha fallito?
In vista dell’elaborazione della nuova Strategia 2020-2030, la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica aperta fino al 23 ottobre a tutti i cittadini e le organizzazioni dell’Unione, con l’obiettivo di raccogliere la maggior quantità possibile di informazioni, utili a sviluppare nel migliore dei modi le prossime politiche sulla disabilità.

«L’inclusione delle persone con disabilità nella società è una questione di interesse generale, per cui tutti i cittadini e le organizzazioni sono invitati a contribuire alla consultazione. Sono invitati in particolare a partecipare, con contributi pertinenti: le persone con disabilità e le loro famiglie; le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità; i funzionari delle Pubbliche Amministrazioni a livello dell’Unione Europea, nazionale e locale, coinvolti nella politica sociale e/o responsabili della gestione e dell’esecuzione dei Fondi Europei (in particolare il Fondo Sociale Europeo-FSE e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale-FESR); gli operatori sociali; le organizzazioni e le ONG attive nell’ambito della disabilità; le imprese attive nella prestazione di servizi per le persone con disabilità o nel campo della tecnologia assistiva»: è questa la presentazione della consultazione promossa dalla Commissione Europea, disponibile in ventitré lingue, compreso naturalmente l’italiano, opportunità realmente importante, per “dire la propria”, come viene sottolineato anche dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità. (S.B. Superando.it)