Science-Environment

Come riciclare (o smaltire correttamente) il vecchio computer

Se il computer non funziona più:
I computer sono parte dei rifiuti chiamati RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche) e devono dunque essere smaltiti in maniera corretta in modo che l’ambiente non venga danneggiato da componenti potenzialmente tossici o pericolosi. Per conoscere il punto di raccolta più vicino, è necessario rivolgersi al proprio Comune oppure consultare il sito web del Centro di Coordinamento RAEE. I centri di raccolta si impegnano ad individuare per il riutilizzo gli elementi ancora funzionanti.

Se funziona ma volete sostituirlo:
- Se il vostro computer è ancora funzionante, ma volete comunque sostituirlo, potete pensare di donarlo personalmente in beneficenza ad una scuola, ad un carcere, ad un istituto o ad una associazione che possa averne bisogno. In alternativa, potete pensare di fare riferimento a progetti di recupero e donazione dei pc come quelli proposti dalla Onlus Banco Informatico e da Pane e Pc.

Se volete riciclarne le componenti:
Se siete abili, potete pensare di recuperare gli elementi funzionanti del vostro Pc per venderli attraverso piattaforme di e-commerce come e-bay. L’operazione può riguardare quei componenti che di norma risultano meno usurati dall’utilizzo, come le RAM, e le schede video. C’è anche chi ha pensato di estrarre l’hard-disk dal proprio vecchio pc per trasformarlo in un hard disk esterno. Del resto l’intero computer può essere conservato, se utilizzabile, per essere sfruttato come archivio.

Se volete rottamarlo per un Mac:
Apple propone per l’Italia un programma di riciclo del vecchio Mac o Pc in vista dell’acquisto di un nuovo prodotto Apple. Il vecchio computer verrà valutato e si potrà ricevere direttamente sul proprio conto corrente la somma stabilita. Apple si impegna, in un’ottica di tutela ambientale, a riutilizzare gli elementi funzionanti degli apparecchi riconsegnati per realizzarne di nuovi.

Per farne dei... gioielli:
Microchip, tastiere ed altri componenti vengono sempre più spesso riportati a nuova vita e trasformati in gioielli ed accessori. Si tratta della geek jewelry. Con un po’di fantasia e di manualità è possibile creare borse, portachiavi, bracciali, orecchini, ciondoli, collane, anelli, forcine per capelli ed altro ancora.

Per farne un lettore DVD per televisione:
Se il vostro vecchio computer è dotato di lettore DVD, potete pensare di riporlo vicino al televisore, collegarlo ad esso ed utilizzarlo per godervi i vostri film preferiti direttamente dallo schermo del televisore e seduti comodamente sul divano. Vi potrà essere utile soprattutto nel caso possediate un secondo televisore a cui non avete già collegato un lettore apposito.

Per potenziarlo:
Potete pensare di potenziare il vostro vecchio computer sostituendo alcuni componenti, con un notevole risparmio. Se desiderate aumentarne la velocità, vi basterà acquistare una RAM migliore, se il vostro problema è la resa video, potete pensare di sostituire la scheda dedicata ormai superata con una più recente. Potete anche pensare di sostituire il sistema operativo. Formattate tutto e installate, ad esempio, Ubuntu, sofware open source che ridarà una seconda vita anche alle macchine più datate.

Fonte: greenme.it

L’India accusa Monsanto di biopirateria

L’India ha citato la Monsanto per biopirateria accusandola di sottrarre piante indigene per sviluppare versioni geneticamente modificate, senza garantire compensi o risarcimenti alla popolazione locali (o allo Stato stesso) detentrici del patrimonio di biodiversità.
E’ la prima volta che un Paese denuncia una multinazionale per biopirateria.

Essendo una delle nazioni con più agrobiodiversità del pianeta, l’India è diventata il bersaglio preferito delle compagnie del biotech come Monsanto e Cargill. Queste multinazionali stanno facendo incetta di piante, le cui caratteristiche uniche sono state selezionate e sviluppate nell’arco di migliaia di anni dai contadini locali, modificandone l’impianto genetico e vendendole con il loro brevetto.

La controversia mossa dalla National Biodiversity Authority of India (NBA) è basata sull’accusa dell’Environment Support Group (ESG) di Bangalore, il quale sostiene che gli sviluppatori della Monsanto hanno violato l’India’s Biological Diversity Act del 2002 avendo utilizzato varietà di melanzana locale per crearne un tipo geneticamente modificato senza l’approvazione della NBA.

Mentre la Monsanto ha negato ogni responsabilità, la Maharashtra Hybrid Company di Mumbai, di cui la Monsanto detiene del 26%, ha respinto le accuse asserendo di aver solamente incorporato il gene Bt nelle varietà fornite dalla University of Agricultural Sciences di Dharwad dello Stato Karnataka e di non aver rivendicato nessuna royalty sulla pianta.

Fonte: slowfood.it

Ferrara, città modello mondiale per il teleriscaldamento

Ferrara si avvia a diventare un modello a livello mondiale di teleriscaldamento «verde». Il progetto Polo energie rinnovabili predisposto da Hera, il cui stato di avanzamento è stato presentato il 29 settembre nell’ambito di GeoThermExpo, dovrà essere sottoposto nei prossimi mesi all’iter autorizzativo (compreso lo studio d’impatto ambientale), ma grazie allo sfruttamento delle risorse geotermiche ricavate dal sottosuolo ferrarese si configura come un'esempio avanzato di progetto eco-compatibile. Grazie al progetto, Ferrara, che già si è dotata di un sistema energetico integrato all’avanguardia in Europa, compirà un ulteriore passo avanti nell’utilizzo delle fonti rinnovabili per il riscaldamento.
Il Polo svilupperà la rete di teleriscaldamento nella zona est di Ferrara: dagli attuali 22 mila appartemanti equivalenti serviti, si passerà a 37.500, ovvero circa il 40% degli alloggi della città emiliana. Cuore del progetto saranno i due nuovi pozzi di prelievo geotermici (più uno di reimmissione), che potranno sviluppare una potenza di 14 megawatt termici (MWt). L’acqua calda dei pozzi potrà alimentare un’unità a ciclo Rankine organico in grado di produrre energia elettrica, con una potenza netta di 250 kWe, durante i mesi in cui il sistema di teleriscaldamento non sarà attivo. Oltre alla geotermia la nuova rete sfrutterà anche, primo esempio in Italia, il solare termico per una potenza di circa 1 MWt. Il nuovo sistema sarà integrato da una centrale termica a metano con funzioni di integrazione e riserva per 14 MWt.

(Fonte: corriere.it)

Nanotecnologie: nanoantenna separa luce

E' stata realizzata una nanoantenna in grado di dirigere la luce rossa e blu nelle direzioni opposte. Il dispositivo, descritto su Nature Communications, da ricercatori svedesi della Chalmers University of Technology, potrebbe aprire la porta allo sviluppo di nanosensori per inviduare basse concentrazioni di gas e biomoelcole e lo sviluppo di sorgenti di singoli fotoni. La nanoantenna può lavorare sia in modalità di ricezione che trasmissione.
(Fonte: corriere.it)

Il Nobel della chimica: la scoperta dei quasi-cristalli

Daniel Shechtman dell'Israel Institute di Haifa è il vincitore del premio Nobel per la chimica 2011. Lo studioso, nato nel 1941, è stato insignito del famoso riconoscimento per la scoperta dei quasi-cristalli.
Nella motivazione, i quasi-cristalli sono paragonati a "mosaici affascinanti del mondo arabo riprodotti a livello degli atomi: schemi regolari che non si ripetono mai". La configurazione dei quasi-cristalli era considerata impossibile e "Shechtman ha dovuto combattere una feroce battaglia nei confronti della scienza assodata". "Il premio Nobel per la chimica 2011 - si legge ancora nel comunicato- ha fondamentalmente alterato il modo in cui la chimica considera la materia solida". Individuati nel 1982, i quasi-cristalli sono stati riprodotti nei laboratori di tutto il mondo. La loro caratteristica è di avere una struttura ordinata, come accade nei cristalli, ma molto più complessa e che non si ripete in modo periodico. Studiare la struttura dei quasi-cristalli potrebbe essere la chiave per mettere a punto materiali di nuova generazione. Per esempio, la struttura tipica dei quasi-cristalli è stata scoperta in uno dei tipi di acciaio più resistenti finora noti.

(Fonte: repubblica.it)

Al via il mese del riciclo e della differenziata di qualità con eventi in tutta Italia e un concorso a premi

Ha preso il via il 4 ottobre, con un mese di eventi in tutta Italia, “Raccolta 10 Più, il Mese del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualità”, promosso da Conai - Consorzio Nazionale Imballaggi e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in collaborazione con ANCI.
L’obiettivo è quello di spiegare ai cittadini come fare, attraverso le 10 semplici regole del “Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualità” di Conai, una raccolta differenziata di qualità e migliorare così i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

Secondo una stima del consorzio, un comune di 100.000 abitanti, con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%, in prima fascia di qualità per la raccolta di tutti gli imballaggi, può arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 1 milione di euro, quattro volte l’importo che percepirebbe se la qualità degli imballaggi differenziati fosse nell’ultima fascia di qualità.
Allo stesso modo, un comune di 1 milione di abitanti potrebbe arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 10 milioni di euro.

La manifestazione, alla seconda edizione, si svolgerà nei 20 capoluoghi di regione, nei 90 capoluoghi di provincia e in tutti i comuni italiani che hanno aderito e aderiranno alla manifestazione attraverso il sito www.raccoltadiecipiu.it. Al Mese del Riciclo e della Raccolta Differenziata è abbinato un concorso on line sul riciclo: i più ferrati sull’argomento verranno premiati da CONAI all’interno di una puntata di Domenica In.

Il 2010 è stato per Conai un anno da ricordare: delle 11,4 milioni di tonnellate di imballaggi immesse sul mercato, ne sono state recuperate 8,5 milioni, vale a dire il 75% (tre imballaggi su quattro sono stati recuperati). Il riciclo complessivo è stato del 64,6% dell’immesso al consumo e il ricorso alla discarica ridotto ormai al 25%.

Cioccolato a rischio per il global warming

Entro metà del secolo il cioccolato potrebbe diventare un bene di lusso. Lo sostiene il rapporto commissionato dalla fondazione Bill e Melinda Gates all'International Center for Tropical Agriculture. L'aumento di 2,5 gradi della temperatura media previsto per il 2050 potrebbe infatti rendere inadatta alla coltivazione del cacao la quasi totalità dei terreni che oggi la ospitano. Lo studio ha esaminato 19 modelli climatici diversi applicandoli alle caratteristiche delle piante di cacao. A rischio sono soprattutto le colture di Ghana e Costa d'Avorio, tra i maggiori produttori a livello mondiale.

(Fonte: corriere.it)

Neutrini che viaggiano a velocità superiori a quelle della luce

NEUTRINI CHE VIAGGIANO A VELOCITA SUPERIORI A QUELLE DELLA LUCE
Cari amici , purtroppo ancora si considera che ogni singola particella quantica sia un portatore di transferimento di energia.
Pertanto per alcune particelle ( elettroni, fotoni, fononi e .... se esistono i gravitoni ecc..) si impone il limite sperimentale che la loro accelerazione non possa superare la velocita' della luce.
Infatti la accelerazione di una onda particella quantica fa si che, come nel caso del suono (fononi) le onde si addensano costituendo il cosi detto muro del suono, che non puo' esser superato dalle singole particelle perché non hanno la possibilità di sopperire con una extra energia ( come fa un aereo super-sonico) alla rottura del muro di onde condensatosi davanti a loro.
Una alternativa però esiste, infatti le particelle (es. i fotoni della luce) possono sovrapporsi tramite l'entanglement quantistico così che non essendo più fasci di singole entità ma insiemi compenetrati di particelle, presentano un diverso comportamento formando un campo che comunica simultaneamente informazione a distanza, senza aver alcun bisogno di fare un tunnel nel muro delle onde condensate che si frappone al superamento della velocità della luce per ogni singola particella accelerata. vedi http://www.edscuola.it/archivio/lre/sole.pdf

E' recente la notizia del progetto OPERA (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus), di neutrini super -luminal capaci di superare la velocita della luce in accellerazione .
http://www.alternativasostenibile.it/articolo/sensazionale-einstein-vaci...

Bisogna sapere che i neutrini sono particelle sub-microscopiche praticamente impercettibili, che provengono dai nuclei per decadimento radioattivo, esse non hanno carica e procedono praticamente indisturbate nell'attraversare la materia. Pertanto i neutrini non vengono sostanzialmente nè decelerati e neppure accelerati; cioè le loro onde associate hanno una frequenza così elevata che non sono in grado di compattarsi in un muro di onde, quello che impedirebbe il superamento super luminal della velocità standard della luce nel nostro ambiente gravitazionale. Pertanto i neutrini non avendo alcuna possibilità di accelerazione o decelerazione se essi posseggono inizialmente la energia sufficiente, essi possano tranquillamente viaggiare a velocità dette tachioniche.
Certamente è noto che la relatività ristretta di Einstein è limitata, ma non a causa del fatto che alcuni neutrini viaggino come dei tachioni, perchè la formula E=mc2 diviene falsa, infatti la relatività ristretta non prende certamente in considarazione particelle come i neurini che non presentano fenomeni interattiviti di massa gravitazionale.
Quindi evitiamo sproliloqui sulla crisi della insuperabilità della velocità della luce in base al progetto OPERA, perchè la velocità standard della luce nel nostro ambiente (e non ad es. in un Buco-Nero) è insuperabile solo per particelle che possono essere accelerate o decelerate, mentre i neutrini non appartengono a quella classe di onde particelle la cui accelerazione oltre il limite di 300.Mila KM/ora è proibita.
paolo manzelli 23/SETT/11

Il catalizzatore di energia (E-CAT)

L’ E-Cat permette una trasmutazione a bassa energia di isotopi del Nichel in Rame. vedi in :

http://dabpensiero.wordpress.com/2011/04/27/lalchimia-del-ii%C2%B0-mille...

Quello che conta per capire cosa succede nell' E-Cat , inizia dal superamento della approssimazione di Born-Oppenheimer che e’ postulata nel quadro delle logiche meccaniche della scienza e che ammettono che il moto deli Elettroni possa essere considerato indipendente da quello dei nuclei. Infatti ogni logica meccanica predilige trattare la relazione tra Energia e Movimento. Pertanto dato che le masse dei nuclei atomici sono molto maggiori di quelle degli elettroni orbitanti (un nucleone pesa circa 2000 volte più di un elettrone), gli elettroni hanno velocità molto maggiori di quelle dei nuclei, cosi quest’ultimi possono essere considerati relativamente fermi.
Quindi limitatamente alla approssimazione di B-Opp, la scienza meccanica ha potuto considerare in prima approssimazione che il moto degli elettroni possa essere sostanzialmente disaccoppiato da quello dei nuclei, cosa che permette di eliminare i termini di interazione "nucleo-elettrone" e trattare i nuclei o come fossero fissi . Certamente tale limitazione impedisce di capire come l’ ENTANGLEMENT Quantistico
tra gli atomi , conduca ad accoppiare su basse energie i nuclei , e di conseguenza modificare l’ accoppiamento tra nuclei ed elettroni tale accoppiamento (Entanglement = intrigo, compemetrazione,condivisione vedi http://www.facebook.com/groups/ENTANGLEMENT/) e pertanto un fenomeno che permette una azione catalitica cjhe favorisce le "Trasmutazioni e Bassa Energia" chje avvengono nel caso dell’ Energy Catalizer. Pertanto il problema di comprensione delle ” Trasmutazioni a Bassa Energia” diviene possibile solo superando il riduzionismo delle logiche meccaniche e quanto meccaniche tradizionalmente acquisite dalla scienza in epoca industriale. Paolo Manzelli

Segue da "Apicoltori a Torino in sciopero della fame contro i neonicotinoidi"

Torino 20 luglio 2011

Documento letto in sede di audizione e consegnato al Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo.

Oggi abbiamo organizzato un presidio per invocare il “Principio di Precauzione” affinchè
la Regione Piemonte prenda la decisione di vietare i NEONICOTINOIDI e si faccia
promotrice presso il Ministero della Salute affinchè tale divieto sia esteso a tutta Italia.
I NEONICOTINOIDI sono insetticidi sistemici neurotossici (gli insetticidi sistemici, a
differenza di quelli che agiscono per semplice contatto o ingestione, entrano nella linfa
della pianta e ci rimangono per moltissimo tempo) che oltre a danneggiare l’apicoltura
devastano l’ambiente e ci sono fortissimi dubbi che possano danneggiare anche l’uomo.
Per tutti vale l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore della Sanità con un documento di
due ricercatori in cui si dice che i neonicotinoidi, in particolare il Thiamethoxam potrebbero avere effetto sugli uomini in quanto sono “interferenti endocrini”, poichè il recettore bersaglio del veleno non è presente solo negli insetti, ma anche nell’uomo, contrariamente a quanto asseriscono i produttori dei neonicotinoidi. La stessa Syngenta
nella sua documentazione preliminare per l’introduzione del thiamethoxam documenta
l’aumentata insorgenza di tumori al fegato e altre anomalie nei mammiferi da laboratorio, ratti e cani, utilizzati per i test.

Questi documenti sono pubblici e disponibili nella loro versione originale anche sul sito
internet www.rfb.it/bastaveleni alla voce documenti scientifici.
Affinché si intraprenda finalmente un percorso di limitazione drastica dei veleni riversati
nell’ambiente, denominati FITOFARMACI e non VELENI per illudere la collettività e
trarre in inganno gli utilizzatori sulla loro vera pericolosità, chiediamo quindi di vietare
da subito quelli del gruppo dei NEONICOTINOIDI, tra i più pericolosi attualmente in uso,
con i cui effetti, come sempre avviene, dovremo fare i conti tra qualche anno.
Poiché il Ministero della Salute si appresta a reintegrare sul mercato i neonicotinoidi per
la concia del mais, sospesi fino ad ottobre, chiediamo alla Regione un fermo impegno
per impedirne il reintegro, trasformando anzi la sospensione del mais a definitiva ed
estendendo il divieto per tutte gli impieghi in agricoltura. Dove ci sono coltivazioni è
indispensabile che sopravvivano le api e gli altri insetti impollinatori. Non è ammissibile,
è fuori da ogni logica, che si possa credere che sia più importante la tutela degli interessi dei produttori di “fitofarmaci/veleni” in confronto a quella del rispetto degli equilibri naturali. In pochissimi giorni da quando abbiamo aperto le adesioni sul sito Internet, si è levato un grido di protesta da tutta Italia da parte di oltre 1600 persone, tra scienziati, ricercatori, professori universitari, medici, veterinari, farmacisti, non semplici e ottusi ambientalisti antiscientifici, preoccupati per il destino dei loro figli e nipoti. Si indignano rispetto a questa mancanza di precauzione adottata dai politici, che lasciano correre e non si appellano appunto a questo caposaldo del nostro ordinamento, che è il “Principio di Precauzione” .
Per chiarire meglio di cosa parlo desidero riportare, alla lettera, una delle premesse
della Commissione Europea sulla strategia da adottare in questi casi:

“I responsabili debbono essere pienamente consapevoli del grado d’incertezza collegato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili. Giudicare quale sia un livello di rischio “accettabile” per la società costituisce una responsabilità eminentemente politica. I responsabili, posti di fronte ad un rischio inaccettabile, all’incertezza scientifica e alle preoccupazioni della popolazione, hanno il dovere di trovare risposte. Tutti questi fattori devono quindi essere presi in considerazione.”

Il nostro governo regionale, giustamente in prima fila per l’applicazione di un vero federalismo, provi ad applicarlo già ora, dimostrando nella pratica di voler essere davvero autonomo rispetto alla decisione del ministero che asseconderà invece le richieste delle lobby dell’Agrochimica, reintroducendo a novembre i concianti del mais.
Finora i politici piemontesi da noi sollecitati hanno sempre risposto che “non è di loro
competenza”, che “è una competenza del governo centrale”.
Questo significa fuggire dalle proprie responsabilità in quanto gli strumenti legislativi per
impedire questo disastro ci sono tutti (eventualmente ve li elenchiamo), basta decidere
di applicarli.

Sollecitiamo l’impegno del Presidente del Consiglio Regionale Dr. Valerio Cattaneo, a
fare quello che fece il suo predecessore Cota, quando nel 2004 insieme al governatore
Ghigo, decisero di distruggere i campi di mais OGM in base al principio di precauzione,
con l’obiettivo si salvaguardare quel patrimonio culturale, di immagine, della tipicità dei
nostri prodotti e quindi economico che possono contraddistinguere la nostra regione.
Quella coraggiosa decisione, la prima in Italia ed in Europa, aiutò i legislatori dei governi
europei a decidere per il divieto “precauzionale” di coltivazioni OGM.
Oggi quindi si tratta di prendere ancora una volta una decisione coraggiosa,
dimostrando di non avere, così come allora, nessun legame con gli interessi dei colossi
industriali che tentano di influenzare le scelte politiche.
Bandiamo da subito i neonicotinoidi dal nostro territorio, prima di dover assistere alla
catastrofe economica dettata dalle ormai certe informazioni scientifiche che certificano
la contaminazione dei prodotti dell’alveare da questi veleni.
Da moltissime analisi ufficiali già risulta questo inquinamento, anche dalle nostre, motivo della nostra disperata protesta e già noi non siamo più in grado di vendere i nostri prodotti attestando l’assenza di prodotti chimici: per favore, non aspettate oltre!

In questi giorni sono balzati alla cronaca i risultati degli studi scientifici condotti da una
equipe austriaca dove i neonicotinoidi si rintracciano addirittura già nel miele oltre che
nella frutta e negli ortaggi!
Vi preghiamo di non sottovalutare anche l’aspetto economico che questo inquinamento
causa: le alternative ai trattamenti chimici in questione ci sono.
Lo sanno perfettamente i responsabili dei servizi fitosanitari, e l’agricoltura biologica ne
fa uso da sempre, sopravvivendo e continuando a prosperare, producendo prodotti
ricercatissimi anche all’estero, nonostante non impieghi nessun prodotto tossico e dannoso come quelli impiegati nell’agricoltura convenzionale. Nel caso specifico della
nostra regione, legato alla lotta obbligatoria per la Flavescenza Dorata, i viticoltori
biologici, pur non impiegando i principi attivi chimici in questione, sono ancora lì,
esattamente nella stessa condizione dei loro colleghi convenzionali, anzi ci risulta che in
alcune importanti aziende piemontesi la situazione stia addirittura migliorando.

Quindi non è vero che non esistano alternative, la verità è che forse c’è anche chi NON
NE VUOLE TENERE CONTO!

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