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Comuni ricicloni 2011: solo 7 nel Lazio

Ciampino (Rm), Oriolo Romano (Vt), Castelnuovo di Porto (Rm), Sermoneta (Lt), Roccagorga (Lt), Lenola (Lt) e Campodimele (Lt): sono 7 su 378 (un misero 1,9% del totale) i "Comuni Ricicloni" del Lazio secondo Legambiente, quelli che già nel 2010 hanno superato il 60% di raccolta differenziata, anticipando di un anno l'obiettivo stabilito per tutti i comuni italiani dalla legge. Bocciata Roma, dove la raccolta domiciliare col sistema misto continua a non funzionare, con gli altri capoluoghi di Provincia che continuano a restare indietro.
Anche quest'anno sono i Comuni laziali con meno 10.000 abitanti a dare prova di una migliore gestione dei rifiuti: Oriolo Romano conquista il 2° posto della classifica relativa all'area Centro Italia con il 74% di raccolta differenziata e un indice di buona gestione del 71,64; va bene anche Castelnuovo di Porto che si posiziona al 3° posto con 71,1% di raccolta differenziata e un indice di buona gestione del 68,53; Sermoneta si attesta al 4° posto con il 67,6% di differenziata e un indice del 68,36; seguono Roccagorga al 61,9% e un indice del 61,7 (10° posto), Lenola al 13° posto con il 60,9% di raccolta differenziata e un indice del 57,99, Campodimele al 17° posto con il 64,4% di raccolta differenziata e un indice del 56,51.
L'eccezione è Ciampino (Rm): nonostante superi quota 10mila abitanti, si attesta al 7° posto della classifica. L'ottimo risultato è stato raggiunto grazie ad una percentuale di raccolta differenziata pari al 62,4% per i suoi 38.000 abitanti ed un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l'azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- del 59,70, che hanno permesso di risparmiare 100,58 kg procapite di CO2.
Complessivamente, le buone pratiche di gestione dei rifiuti dei Comuni ricicloni laziali hanno permesso di non immettere in atmosfera ben 2.257.464,57 kg di anidride carbonica in un anno.
Il dossier completo "Comuni Ricicloni 2011" è disponibile sul sito www. ecosportello. org"

Fonte: www.dirittisociali.org

Innovazione della Illuminazione e della Percezione Visiva

L' articolo propone una riflessione sui cambiamenti tecnologici della illuminazione e sulla innovazione concettuale sulla percezione visiva.
Paolo Manzelli

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Fusione fredda: funzionamento, dubbi e certezze

L'articolo descrive il funzionamento della fusione nucleare a freddo, tecnologia scoperta nel 1989 che aveva prospettato grandi lo sviluppo di una nuova forma di energia. Attraverso diverse testimonianze di scienziati che se ne sono occupati, descrive i dubbi sollevati, le polemiche ma anche le certezze, cercando di chiarire se i motivi per cui non è stata ancora messa in commercio sono validi.

Una email equivale a 19 grammi di anidride carbonica

Inviare una email inquina più di quanto si possa immaginare. E' quanto emerge da uno studio dell'Agenzia francese per l'ambiente ed il controllo energetico (Ademe), riportato dal quotidiano francese Le Parisien. Gli esperti hanno dimostrato per la prima volta che tra il click di invio e la ricezione di un messaggio nella casella di posta elettronica, vengono emessi CO2 e gas a effetto serra. Precisamente ogni mail da un megabyte equivale a 19 grammi di anidride carbonica. Che non è poco, considerando che la media delle auto immatricolate in Europa nel 2010, è di 140 grammi di CO2 per chilometro percorso.
Se vengono aggiunti per conoscenza altri dieci destinatari, allora l'impatto ecologico dell'email deve essere moltiplicato per quattro. Dunque, inviare un messaggio a otto persone, equivale a guidare una vettura per un chilometro. L'Ademe precisa che questo è dovuto al fatto che i messaggi di posta elettronica, una volta inviati, vengono copiati una decina di volte dai diversi server che si occupano di inoltrarla nella Rete fino alla destinazione finale. E ad ogni passaggio viene consumata la stessa quantità di elettricità. Inoltre più la email è pesante, quando contiene allegati ad esempio, più inquina.
Le Parisien ricorda che sono 250 miliardi le email inviate in media ogni giorno nel mondo, di cui l'80 per cento sono spam, ossia messaggi di posta indesiderata. Nel 2013 l'Ademe stima che si potrà persino sorpassare la cifra di 500 miliardi di messaggi di posta quotidiani. Per quanto riguarda la Francia, l'impiegato di un'azienda di oltre 100 persone riceve in media ogni giorno 58 mail e ne invia a sua volta 33, che pesano in media un mega. Se si contano 250 giorni lavorativi all'anno, questo corrisponde a 13,6 tonnellate di CO2 emesse.

Goletta Verde: monitoraggio delle acque del Lazio.

Ben dieci punti sulle foci dei corsi d'acqua del Lazio sono risultati “fortemente inquinati” e altri quattro “inquinati”, nonostante i criteri più permissivi della legge sulla balneazione in vigore dallo scorso anno. È quanto mai inquietante il quadro che consegue dai prelievi effettuati nel Lazio dai biologi della Goletta Verde di Legambiente lungo le coste del Lazio nelle giornate del 30 giugno e 1 luglio scorsi, presentato oggi a Roma a conclusione del passaggio nella nostra regione della storica campagna dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

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Bandito dall'Europa, l'Eternit infesta mezzo Sudamerica

La commercializzazione dell’Eternit in Italia è cessata tra il 1992 e il 1994, dopo che nella città di Casale Monferrato e nell’intera provincia di Alessandria sono morte più di 1.600 persone per esposizione ad amianto e ancora continuano a morire, nonostante la chiusura della fabbrica e le bonifiche. Fa notare che in 52 paesi del mondo l’Eternit e l’amianto sono fuori legge e che dal 1986 l’organizzazione Mondiale della Sanità ha sancito che l’esposizione a qualunque tipo di fibrdell’Eternit non ha mai smesso di uccidere. Messa al bando in Europa, la lobby dell’Eternit è sbarcata in Centro e in Sud America e con la complicità delle dittature vive una nuova età dell’oro. Solo tre paesi in Sud America hanno leggi che tutelano la popolazione contro i rischi dell’Eternit e dell’amianto - Cile, Argentina, Brasile, ma purtroppo anche quando le leggi ci sono esse vengono tranquillamente bypassate, ignorate, irrise.

(Fonte: la stampa.it)

Dopo la macchina, ora la casa più economica del mondo

Dopo aver lanciato la macchina più economica del mondo, il gruppo indiano Tata è pronto a lanciare anche la casa più economica del mondo. L'azienda famosa per l'autovettura Nano, definita la meno cara del mondo, ha infatti già testato il kit per costruire una casa in sette giorni a soli 500 euro. "E' una casa veloce da costruire in sette giorni, a condizione di avere a disposizione il terreno - ha spiegato un dirigente del gruppo, Sumitesh Das, citata oggi dalla Bbc - il modello di partenza è quello di una casa da 20 metri quadrati, con tetto a terrazza, che costerà circa 500 euro". Il prototipo è già stato testato e l'azienda punta a lanciare già il prossimo anno il kit della casa fai-da-te. Sono milioni le persone in India che vivono in povertà, soprattutto nelle zone rurali del Paese, e che hanno bisogno di un'abitazione

(Fonte: ilriformista.it)

Internet rende il cervello più pigro

La rivista scientifica Science sostiene che l'utilizzo di internet rende il cervello più pigro.
Infatti chi usa internet tende a non fare nessuno sforzo per ricordarsi le cose perché tanto é sufficiente andare su internet per trovare in poco tempo tutte le informazioni che servono.
Se ci pensiamo bene alcune migliaia di anni fa, quando la scrittura non era così diffusa, le tradizioni venivano mandate a memoria. I libri dell'Iliade e dell'Odissea venivano cantati a memoria dagli aedi.
Cosa che adesso sarebbe del tutto impensabile.
Questo faceva sì che l'uomo esercitasse molto di più la memoria.

Vivisezione? I metodi sostitutivi ci sono

COMUNICATO STAMPA
Vivisezione? I metodi sostitutivi ci sono!

Leggiamo molto di frequente, soprattutto negli ultimi tempi in cui è stata presentata una proposta di legge in regione Lombardia per vietare gli allevamenti di animali per i laboratori di vivisezione, interventi di scienziati più o meno noti che asseriscono l’assoluta necessità di quella che loro chiamano “sperimentazione animale”, un nome decisamente più ‘asettico’ rispetto a vivisezione, ma che non cambia la sostanza degli esperimenti e quindi della sofferenza fisica e psichica nonché della morte degli animali nei laboratori. La vivisezione non è affatto necessaria a livello sperimentale, come dimostra l’esistenza di numerosi metodi senza uso di animali che sono studiati, validati ed utilizzati a livello nazionale, europeo e internazionale: essi sono le solide fondamenta di quel nuovo paradigma scientifico che finalmente non è più insensibile alle istanze etiche e alle evidenze scientifiche, riguardanti non solo l’uso di animali ma anche i rischi che possono derivare alla salute umana dallo sperimentare cure e utilizzare dati che siano frutto di una pratica non predittiva, non scientifica e metodologicamente errata quale è la vivisezione. Vogliamo anche ricordare che comunque dopo la fase dei test su animale vi è sempre quella su cavie umane: persone sane che lo fanno per denaro e malati che talvolta lo sono inconsapevolmente... Se la vivisezione rimane ‘necessaria’ a livello legislativo è solo perché non si vuole accettare la crisi del metodo vivisettorio, rimandando al futuro l’unica scelta possibile per un vero progresso: l’abbandono e l’abolizione della vivisezione.

Amministratore del sito www.unacremona.it
e Responsabile della Comunicazione dell’Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
comunicazione@unacremona.it

Le rinnovabili battono il nucleare negli Usa nei primi mesi del 2011

Cinque punti sopra. È questo il distacco registrato negli Stati Uniti dall’energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto a quella derivante dal nucleare. Il dato, che si riferisce ai primi tre mesi del 2011, proviene dall’ultimo numero della Monthly Energy Review della statunitense Energy Information Administration (Eia).
Nel primo trimestre, infatti, le rinnovabili hanno generato l'11,73 per cento della produzione totale di energia statunitense replicando il buon risultato registrato ad aprile dello scorso anno. Se si guarda a tutti i settori energetici, la produzione green è aumentata di poco più del 15 per cento rispetto al primo trimestre del 2010, e di oltre il 25 per cento rispetto al primo trimestre del 2009. Di questo totale, il settore biomasse/biocombustibili rappresenta circa il 48 per cento, seguito a ruota dall’energia idroelettrica (al 35,41 per cento), dall’eolico (12,87 per cento), dalla geotermia (2,45 per cento) ed infine dal solare (1,16 per cento). Quest’ultima voce, nonostante la sua quota così ridotta rispetto le altre fonti, ha però registrato la crescita maggiore: un buon 104,8 per cento risultante dalla somma dei nuovi impianti fotovoltaici, termodinamici e solari termici.

Fonte: e-gazette.it

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