Science-Environment

Rubbia: Il nucleare può essere sostituito a costi inferiori da gas-geotermia

Carlo Rubbia, il premio nobel italiano per la fisica, in un intervista a Repubblica di Antonio Cianciullo, a proposito di centrali nucleari osserva che quando si dice che una centrale nucleare costa 4-5 miliardi di euro non si calcolano gli oneri a monte e a valle, cioè le spese necessarie per l'arricchimento del combustibile e per la creazione di un deposito geologico per le scorie radioattive come quello che gli americani hanno cercato di fare, senza riuscirci, ma spendendo 7 miliardi di dollari, a Yucca Mountain.
In tutto il mondo i capitali privati tendono a tenersi lontani dal nucleare, li spaventa il rischio.
In Italia è possibile un mix in cui c'è spazio per due fonti che possono produrre subito a costi bassi.
Innanzitutto il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c'è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari. L'Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest'area si può ottenere l'energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi".

(Fonte: repubblica.it)

Dopo una vita nel nucleare ecco perché voterò sì al referendum

Dopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità, mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare.

Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.

Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.

Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:

a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;

b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...

c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;

d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!

e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?

f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?

g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!

Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.

di ALBERTO BAROCAS

Fonte: repubblica.it

Un radar italiano per controllare le ceneri del vulcano islandese

Il vulcano islandese Grimsvot sta creando da mesi parecchie difficoltà al traffico aereo con la grande mole di ceneri che riversa nello spazio.
La protezione civile italiana ha messo a disposizione delle autorità islandesi un radar italiano che permette di tenere sotto controllo gli spostamenti della massa di ceneri e seguirne gli spostamenti spaziali.

Piano nucleare italiano rubato. Le ipotesi

Cosa avverrà delle informazioni sul piano nucleare rubate a Roma, negli uffici romani dell’area nucleare a Tor di Quinto dell’Enel?
Secondo il sito E-Gazette, due sono i possibili moventi che possono aver spinto al furto del computer contenente dati sul nucleare nazionale, appartenente a una dipendente dell’Enel e posto in un cassetto chiuso a chiave negli uffici della società: o si tratta di un furto di segreti industriali e l’unico scopo è quello di vendere le informazioni al miglior offerente (e chi potrebbero essere gli acquirenti più interessati se non gli organi di stampa?) oppure è l’atto di un convinto antinuclearista che aspetterà il momento più propizio, questa settimana, per offrire a giornali, radio, web e tv la mappa dei siti. In entrambi i casi, afferma il sito ecologista, l’effetto più probabile sarà di aumentare considerevolmente i votanti al referendum: pochi sarebbero contenti di sapere che a pochi passi da casa c’è un potenziale sito atomico.

L’Enel stessa ha definito il furto “un evento piuttosto strano, a pochi giorni dal referendum del 12 e 13 giugno”. Per il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli “più che essere strano è assurdo ed antidemocratico che, a oggi, né il Governo né Enel abbiano mai reso note le località prese in considerazione per costruire le centrali atomiche in italia. Da tempo i Verdi avevano tentato un’operazione verità, pubblicando l’elenco dei siti e delle regioni interessate dal piano di ritorno all’atomo di Berlusconi: Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), una centrale fra Mantova e Cremona lungo l’asta pluviale del Po, Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Scarlino (Grosseto), Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Oristano, Termoli (Campobasso), Mola di Bari (Bari), Scanzano Ionico (Matera), Palma di Montechiaro (Agrigento) e un deposito di scorie a Garigliano (fra Caserta e Latina). Questa lista non è stata mai smentita ufficialmente né dal governo né dall’Enel. O

Ora, affermano su E-Gazette, l’Enel farebbe bene a dare un segnale di trasparenza rendendo subito pubblici i siti che ha preso in considerazione per la costruzione delle centrali: si tratta di un’informazione essenziale per i cittadini italiani che il 12 e 13 giugno saranno chiamati a una scelta fondamentale sul futuro proprio e dei propri figli.

Fonte: e-gazette.it

Nessuna compagnia d'assicurazione assicura e risarcisce i danni da incidenti nucleari

Una riflessione sui come i danni derivanti da incidenti nucleari potrebbero impattare con la genetica, l'economia, la finanza, le assicurazioni, l'ambiente, ecc.

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Giornata Mondiale Ambiente: occhi su foreste tropicali

In occasione della Giornata mondiale dell'ambiente numerosi programmi ed incontri per ricordare le sfide continue fra uomo e ambiente in Italia e nel resto del mondo.

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Innovazione dirompente: un processo di sviluppo basato su nano e bio tecnologie

La "Innovazione Dirompente" e' un processo esponenziale che sulla base della nuove nano- e bio- tecnologie trasforma i mercati esistenti creando nuove opportunita' di business e di lavoro . Similmente al "Digital Divide", il rischio che il rilancio della economia Italiana corre nel restare fuori da tale processo di cambiamento sociale ed economico e culturale contemporaneo e' il " NANO&BIO-DIVIDE", che puo' condurre il nostro Paese a scendere rapidamente la scala della divisione internazionale della produzione e del lavoro. Paolo Manzelli 03/GIU/2011 Firenze

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Ripensare le strategie di innovazione

Strategie di innovazione per ricomporre le asimmetrie tra sviluppo tecnologico e sociale. paolo manzelli
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Le nano e biotecnologie rappresentano innovazioni emergenti sono tuttavia molto "dirompenti" (Disruptive Innovation )- in quanto alterano le tradizionali relazioni delle filiere produttive e modificano la vita media dei prodotti e quindi alterano i mercati modificando cosa e come si produce e di conseguenza i comportamenti delle persone, richiedendo in sostanza un cambiamento radicale nelle competenze delle aziende a riguardo della innovazione tecnologica e delle opportunita di business basate sullo sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.

Si rende perciò necessario un "ripensamento completo sulle strategie di innovazione" basato su reti di ricerca e di sviluppo della impresa nei vari settori di applicazione delle nano e delle biotecnologie.
Infatti tradizionalmente la innovazione, basata su modelli meccanici macroscopici, era nascosta dietro pulsanti, chiavi e bottoni che con semplici movimenti dell' utente mettevano in moto il sistema tecnologicamente avanzato. Tale innovazione di sistemi meccanici o elettro-meccanici, e' stata infatti considerata come " tecnologia a prova di stupido " .
Diversamente la innovazione tecnologica "dirompente", basata sui recenti sviluppi delle nano e bio-tecnologie,evidentemente invisibili ad occhio nudo, necessita di effettuare un progressivo sviluppo condiviso ed esplicito delle conoscenze, attuabile mediante sistemi a rete interattiva per organizzare le opportunita di innovazione e di business , finalizzate allo scopo di massimizzare la conoscenza dell' impatto delle applicazioni della nuove tecnologie. Diventa pertanto decisivo rendere partecipi i cittadini sulle nuove condizioni di sviluppo della innovazione Infatti il cambiamento delle rinnovate modalita' di sviluppo emergente delle nano- e bio-tech. necessita di essere basato su una informazione multimediale interattiva che si fonda su idee e progetti e programmi altamente collaborativi .La innovazione nano e bio-tech. ha pertanto una esigenza di ricomporre la asimmetria tra lo sviluppo tecnologico e sociale, determinata in precedenza dalla TV e dai mass media , mediante il ricorso alla reclamizzazione di prodotti tecnologici macroscopici, il cui contenuto di sapere poteva essere incluso entro una forma esteriore da pubblicizzare come forma deprivata dai contenuti innovativi. Resta quindi evidente che lo sviluppo nano-e bio tecnologico necessita di invertire le logiche e le modalita' di innovazione che divengono "dirompenti" relativamente alla modalita consuete di trattare la relazione tra innovazione tra sviluppo tecnologico e sociale. Tale inversione nelle comunicazione della innovazione pertanto necessita di un massiccio ricorso alla crescita ed all' aggiornamento di conoscenze esplicite e condivise.
Paolo Manzelli

vedi ad es : http://www.innosight.com/innovation_resources/cloudterm.html?kw=disrupti...
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_121728454576623
http://www.facebook.com/pages/The-5i-Five-I-Community/206720226021455?sk...

NASA: il Sole si sta risvegliando

L'allarme arriva dalla NASA: il Sole, dopo un periodo di relativa calma, si sta risvegliando e nei prossimi 18-24 mesi intensificherà notevolmente la sua attività.
Ma cosa significa tutto questo per noi? Che ci abbronzeremo di più e in meno tempo?
No, spiegano gli astrofisici: gli effetti dell'attività solare non si manifestano sulla nostra tintarella (a proposito, conosci le regole per il Sole sicuro?) ma sui dispositivi elettronici e sui sistemi di trasporto della corrente elettrica.
Ciò che rende le tempeste solari pericolose per le attività umane è l'espulsione di massa coronale, cioè di una nube di particelle elettricamente cariche in grado di interferire con il campo magnetico terrestre e produrre intense fluttuazioni elettromagnetiche. (Ma le tempeste solari danno vita anche allo spettacolo delle aurore boreali)
Le tempeste solari più intense possono mettere fuori gioco i satelliti del sistema GPS, le reti informatiche ma anche i grandi trasformatori e le centrali che regolano le forniture di energia elettrica alle città: se, come temono gli scienziati, dovessero saltare contemporaneamente e in grandi quantità, intere regioni potrebbero rimanere senza energia per giorni interi. (Guarda i più grandi e spettacolari fenomeni celesti)
La più grande tempesta solare che l'uomo ricordi avvenne nel 1859 e fu così intensa che i telegrafisti americani raccontarono di aver visto i loro apparecchi emettere scintille e addirittura prendere fuoco.
Dobbiamo preoccuparci? Secondo gli esperti della NASA non più di tanto. Gli astrofisici sono in grado di prevedere l'arrivo di una tempesta solare con circa 20 ore di anticipo: secondo Tom Bogdan, direttore dello Space Weather Prediction Center di Boulder, in Colorado, sono più che sufficienti per mettere in sicurezza le reti elettriche, per esempio staccando per qualche ora i trasformatori prima che saltino. Una tempesta solare non dura mai più di un paio d'ore e si eviterebbero conseguenze molto più gravi. Il picco dell'attività solare è atteso per il 2013, poi il sole si preparerà ad un nuovo periodo di relativa calma. E noi con lui. 5/06/11

La Germania rinuncia al nucleare: una lezione per l'Italia

Il governo tedesco ha annunciato che entro il 2020 chiuderà tutte le centrali nucleari del paese.
Dopo Fukushima erano già state chiuse le otto centali nucleari più vecchie e ora si viene a sapere che non verranno più riaperte.
La più grande potenza industriale europea dimostra di poter fare a meno del nucleare e rafforza la tendenza già in atto in quel paese: nei piani strategici della Germania entro il 2050 metà dell'energia dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili.
Questa decisione fa a pugni con la tendenza del governo e di parte del sistema produttivo italiano che vorrebbe invece tornare al nucleare.
Purtroppo alla base di questa tendenza di retroguardia ci sono gli interessi di alcuni centri industriali molto influenti come Eni, Enel, etc.
Purtroppo sul nucleare si fa molta disinformazione: si fa credere al paese che la bolletta elettrica con il nucleare si abbasserà, mentre si nasconde al paese che il nucleare é una delle fonti energetiche più care. Si nasconde al paese che mentre il nucleare vedrà la luce se tutto va bene entro 15-20 anni per avere delle centrali che quando entreranno in azione saranno già obsolete, mentre nel frattempo la ricerca avrà fatto passi avanti notevoli nel rendere le fonti alternative più convenienti e meno invasive.
Questo dimostra come occorra una grande mobilitazione popolare, soprattutto in occasione del referendum nella speranza che non venga cancellato. Sarebbe grave che si cancellasse il referendum abrogando la legge che fa ripartire in Italia il nucleare in modo pretestuoso, solo per evitare il referendum e subito dopo aver scampato il pericolo del referendum, contro la volontà popolare si ripartisse con il nucleare.

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