Science-Environment

Reattore nucleare senza scorie radioattive: l’ultima sfida del filantropo Bill Gates

Il fondatore di Microsoft sta sviluppando il progetto assieme alla Cina. Il reattore, che nei prossimi cinque anni otterrà finanziamenti per un miliardo di dollari, nella mente dei progettisti risolverebbe buona parte dei problemi energetici del pianeta
Un reattore capace di funzionare con l’uranio impoverito proveniente dagli scarti delle centrali nucleari, e quasi in grado di non produrre scorie radioattive: è ciò a cui sta lavorando Bill Gates, fondatore di Microsoft. Che, con TerraPower, società spin-off della leader americana nei brevetti Intellectual Ventures da lui stesso generosamente finanziata, e con il governo cinese, sta sviluppando il reattore a onda progressiva, un nuovo tipo di impianto nucleare in grado non solo di essere alimentato dai rifiuti nucleari, ma anche di funzionare per tutta la sua vita senza la necessità di un successivo rifornimento di combustibile. “L’idea è quella di un reattore molto economico ed incredibilmente sicuro – ha garantito Gates in Cina durante un suo intervento presso il ministero della scienza e della tecnologia – che non richiede l’intervento umano e rimane sicuro in ogni situazione”.
Secondo l’ex presidente di Microsoft, il Traveling wave reactor (Twr), prodigio della tecnologia, sarebbe la soluzione ai problemi energetici del pianeta. Capace di ridurre al minimo i maggiori limiti della produzione di energia nucleare (i costi, i rischi e il problema irrisolto della gestione delle scorie radioattive), nonché di ridurre le emissioni che hanno portato all’attuale caos climatico, il Twr è un progetto in cui, solo nei prossimi cinque anni, verrà investito circa un miliardo di dollari.

(Fonte: il fattoquotidiano.it)

Science for peace: le soluzioni della scienza per ridurre i conflitti nel mondo

Il 18 e 19 Novembre 2011 a Milano, presso l'Aula Magna dell'Università Bocconi, si darà il via alla III Conferenza Mondiale di Science for Peace. Si parlerà di accesso ad acqua e cibo, prevenzione e cura delle malattie, diritti civili, l’impegno della scienza per la pace.
La Conferenza Mondiale Science for Peace è un momento di dibattito internazionale in cui si analizzano le cause all’origine di conflitti e le soluzioni che la scienza offre per la prevenzione e la risoluzione di queste.
La Terza edizione della Conferenza si svolgerà a Milano, presso l'Aula Magna dell'Università Bocconi, in via Roentgen 1.
4 Premi Nobel, 37 relatori da 15 Paesi per individuare soluzioni concrete di Pace.
La Conferenza di Science for Peace è realizzata in collaborazione con l'Università Bocconi e si svolge sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

LINK UTILI: Programma e informazioni sulla conferenza:
http://www.fondazioneveronesi.it/divulgazione/science-for-peace/la-confe...
Registrazione alla conferenza:
http://www.fondazioneveronesi.it/divulgazione/science-for-peace/registra...

www.perlapace.it

I computer del futuro? Grafene invece che silicio

I nuovi pc potrebbero mandare in pensione il silicio per far posto al grafene, leggero e incredibilmente più resistente dell’acciaio, straordinario conduttore di elettricità e di calore e duro, durissimo. Più dei diamanti. Non solo: la nuova generazione di computer e smartphone composti da questa leggerissima sostanza sarebbe anche meno affamata di energia.
Nell’ormai lontano 2004, i ricercatori dell’Università di Manchester Andre Geim e Konstantin Novoselov, due ricercatori russi, sono risusciti a ricavare dalla grafite (il materiale di cui sono fatte le mine delle matite) il grafene; questo miracoloso materiale è stato incoronato ufficialmente erede del silicio. E’ costituito da una molecola bidimensionale di atomi di carbonio, viene utilizzato nei semiconduttori e in futuro i processori al grafene potrebbero essere molto più leggeri, piccoli e soprattutto più veloci degli attuali. Geim e Novoselov si sono aggiudicati un Nobel per la scoperta.
Le università di mezzo mondo sono al lavoro per mettere a punto apparecchiature con il grafene, l’innovativo materiale, come per esempio computer touchscreen, abbandonando completamente il silicio.

(Fonte: corriere.it)

Le rinnovabili battono il nucleare negli Usa nei primi mesi del 2011

Cinque punti sopra. È questo il distacco registrato negli Stati Uniti dall’energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto a quella derivante dal nucleare. Il dato, che si riferisce ai primi tre mesi del 2011, proviene dall’ultimo numero della Monthly Energy Review della statunitense Energy Information Administration (Eia).
Nel primo trimestre, infatti, le rinnovabili hanno generato l'11,73 per cento della produzione totale di energia statunitense replicando il buon risultato registrato ad aprile dello scorso anno. Se si guarda a tutti i settori energetici, la produzione green è aumentata di poco più del 15 per cento rispetto al primo trimestre del 2010, e di oltre il 25 per cento rispetto al primo trimestre del 2009. Di questo totale, il settore biomasse/biocombustibili rappresenta circa il 48 per cento, seguito a ruota dall’energia idroelettrica (al 35,41 per cento), dall’eolico (12,87 per cento), dalla geotermia (2,45 per cento) ed infine dal solare (1,16 per cento). Quest’ultima voce, nonostante la sua quota così ridotta rispetto le altre fonti, ha però registrato la crescita maggiore: un buon 104,8 per cento risultante dalla somma dei nuovi impianti fotovoltaici, termodinamici e solari termici.

Fonte: e-gazette.it

Biodiversità: il nuovo piano dell'Unione Europea per fermarne la perdita

Per arginarne l’incessante perdita di biodiversità, l’Unione Europea ha messo a punto un nuovo piano decennale che si propone il raggiungimento di sei obiettivi cruciali.
I paletti di Bruxelles, esposti dal Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, comprendono sei punti fondamntali:

1) L’attuazione scrupolosa della normativa vigente in merito di protezione della natura e delle riserve;
2) Il ripristino ed il miglioramento degli ecosistemi;
3) politiche agricole e forestali sostenibili;
4) protezione degli stock ittici;
5) strategie di contenimento delle specie invasive;
6) un maggiore contributo dell’UE al piano internazionale di protezione della biodiversità.

Attualmente il 25% delle specie europee risulta a rischio estinzione. Perdita che si fa sempre più veloce, assumendo ritmi mai registrati prima e compromettendo risorse vitali per l’uomo, come aria ed acqua pulite, impollinazione delle colture, protezione dalle devastanti inondazioni. Solo l’impollinazione in crisi ha un costo socioeconomico stimato in 15 miliardi di euro all’anno.

Una situazione grave che, secondo lo stesso Potocnik, andrebbe riconosciuta ammettendo al contempo l’incapacità finora dimostrata nel porvi rimedio.

Gli impegni assunti lo scorso anno al vertice Onu sull'ambiente di Nagoya dall’Unione si fanno ora più concreti, focalizzando la battaglia su quei fattori di rischio della biodiversità che possono essere osteggiati e limitati con politiche mirate ed accorte che raccolgano l’adesione dei Paesi membri. Per Potocnik questo nuovo approccio multisettoriale permetterà di imboccare il percorso giusto per arrestare la perdita di biodiversità da qui al 2020.

Fonte: ecologiae.com

Le previsioni dell'Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili

L’Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili, creata nel 2009, ha tenuto la sua prima assemblea generale con l’obiettivo ambizioso di aiutare il mondo a non dipendere dalle energie fossili, in modo da contenere le emissioni di gas ad effetto serra e lottare contro il cambiamento climatico. Oggi il trio petrolio-carbone-gas costituisce l’87% dell’offerta mondiale di energia, le energie rinnovabili il 7% ed il nucleare il 6%. Secondo L’agenzia internazionale dell’energia, entro il 2035 le energie fossili scenderanno al 78, mentre il solare, l’eolico, la biomassa e le altre energie rinnovabili dovrebbero arrivare al 14% ed il nucleare all’8%.
(Elaborazione da Internazionale 15/21 Aprile 2011 - Le Monde, Francia)

La più grande speranza per il futuro dell’energia pulita, la fusione nucleare a freddo: sarebbe stata sperimentata a Bologna

Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, in un capannone nella zona industriale di Bologna, è stato realizzato un processo di fusione nucleare fredda, utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre una energia incredibilmente superiore a quella utilizzata per creare la reazione. La novità assoluta sta nel fatto che tutto ciò viene prodotto da una macchina che funziona come una stufetta elettrica di casa.

Di possibili fonti di energia con reazioni di fusione nucleare a bassa temperatura se ne parla da tempo nel mondo. L'annuncio nel 1989 degli scienziati Fleshmann e Pons suscitò speranze e illusioni.
Quello di ieri è stato il primo esperimento condotto a Bologna con osservatori esterni: giornalisti e
fisici, in gran parte dell'Ateneo.

Al termine si sono consumati 600Wh e se ne sono prodotti 12mila Wh. Il prototipo, già coperto da brevetto di proprietà di Maddalena Pascucci, moglie dell'inventore, Andrea Rossi, ingegnere, è ora pronto per la produzione industriale e la commercializzazione.

(Fonte: repubblica.it)

Non rispetti l'ambiente? Ti denuncio. Aumento globale delle cause per danni all'ecosistema

Aumentano in tutto il Pianeta le cause legali contro le compagnie ritenute responsabili di attività che provocherebbero i cambiamenti climatici. Solo negli Stati Uniti, Paese che detiene il record a livello globale, si è passati dai 48 casi del 2009 ai 132 del 2010, quasi il triplo. Nel 2003, di caso ce ne fu solamente uno. I ricorrenti sono di solito attivisti ambientalisti che si sono opposti alla realizzazione soprattutto di impianti a carbone, il più inquinante tra i combustibili fossili. Nell’ambito dell’Unione europea, invece, le cause legali concernono principalmente il sistema del mercato delle emissioni.
Non sono pochi i casi sull’accesso ai dati in possesso delle compagnie sugli impatti sulle specie animali a rischio, sulle compensazioni per le popolazioni locali e sulle emissioni di gas serra legate alle loro attività.
Il problema principale di questa dispute è l’incertezza che circonda l’ambito delle responsabilità e la delicata questione delle giurisdizioni competenti.

Fonte: climaefinanza.it

Lo strano caso degli uccelli morti riporta alla moria delle api di qualche anno fa

Muoiono uccelli. Negli Stati Uniti, in Svezia. E adesso anche in Italia. Pochi giorni fa a Faenza circa ottocento tortore dal collare sono state trovate morte lungo la statale. L’ASL ritiene siano vittima di uno squilibrio ambientale. Ma questo fenomeno ne ricorda un altro: quello della moria di api di qualche anno fa.
Il professore emerito della facoltà di Agraria all’Università di Bologna Giorgio Celli espone il suo punto di vista.

Interviewee: 
Giorgio Celli

Ambiente: con i sacchetti di plastica siamo indietro di vent'anni, lo dice anche Topolino

Si è imposto recentemente a tutte le attività commerciale di non utilizzare più sacchetti in plastica non biodegradabili, ma il problema era stato sollevato e cercato di risorvere già nel 1985, cosa è successo in questi 26 anni? Persino il fumetto Topolino aveva indetto un concorso in proposito il 29 marzo del 1987, ma la legge è entrata in vigore solo nel 2011.

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