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Edilizia green: più di ottocento comuni puntano sull’efficienza energetica

L’edilizia sostenibile piace sempre di più agli amministratori pubblici italiani. Lo rivelano le anticipazioni del rapporto Onre 2011 (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico) presentati a Bologna nell’ambito del Saie, il salone dell’edilizia, da Legambiente e Cresme.
Sono infatti 839, secondo lo studio, i comuni che nel corso degli ultimi cinque anni hanno inserito nei propri regolamenti edilizi criteri in materia di energia e sostenibilità. Obiettivo: migliorare prestazioni e qualità del costruito. La ricerca, che Legambiente e il centro ricerche Cresme conducono da ormai quattro anni, prende in esame proprio i regolamenti edilizi comunali di tutta Italia, valutandone l’attenzione alla sostenibilità.
Diversi i parametri presi in considerazione: isolamento termico, utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza energetica degli impianti, orientamento e schermatura degli edifici, materiali da costruzioni locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore. Quest’anno, inoltre, per la prima volta si è scelto di inserire nell’analisi anche parametri come le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore e la certificazione energetica.
È la Lombardia, in particolare, a totalizzare il numero più alto di comuni “virtuosi” (223), seguita da Emilia Romagna (121), Veneto (87) e Piemonte (64). L’attenzione all’ambiente, però, inizia a crescere anche nel resto del paese, e in particolare in alcune zone di Campania, Puglia e Sardegna.

Fonte: e-gazette.it

Studenti fuori sede: il problema degli affitti

Secondo i dati di EasyStanza.it le stanze in affitto più care sono a Milano e Roma e le più economiche a Lecce e Palermo.
Milano, 6 ottobre 2011 - L’Anno Accademico 2011-2012 è ormai alle porte per molti studenti, e in numerose città italiane i tanti universitari fuorisede sono ancora alle prese con annunci e prezzi per trovare una camera o un appartamento dove sistemarsi.
Dai dati raccolti attraverso il sito www.easystanza.it - che riunisce oltre 30.000 annunci al mese di chi offre e cerca alloggi in condivisione in Italia - risulta che, per quanto riguarda i prezzi medi di affitto, i divari fra una città e l’altra possono essere anche significativi.
Prendendo in considerazione le sedi dei principali atenei, i dati di EasyStanza.it mostrano che Lecce e Palermo sono le città universitarie più economiche con un affitto medio mensile intorno ai 180 euro. Il primato al contrario spetta a Milano e Roma, che risultano essere le città più care d’Italia con una media mensile di 450 euro, seguite subito dopo da due città toscane, Firenze e Siena, con affitti medi rispettivamente di 380 e 340 €/mese. Trattandosi di importi medi, è facile immaginare come i costi per una stanza in queste città possano raggiungere livelli davvero alti, superando in alcuni casi gli 800 euro al mese.
Tra i due estremi i prezzi di affitto medi mensili sono geograficamente più distribuiti. Affitti compresi tra 200€ e 299€ al mese sono applicati in numerose città italiane distribuite lungo tutta la penisola: al sud troviamo Bari, Cagliari, Catania, Foggia, Messina e Sassari, al centro Ancona e Perugia, e infine al nord rientrano in questo gruppo, Brescia, Padova, Trieste e Udine.
Nella fascia di prezzi appena superiori, intorno ai 300 euro/mese, la localizzazione delle città con questi affitti medi mensili si sposta però di nuovo nettamente verso il centro-nord, con l’eccezione di Napoli, e vede presenti Bergamo, Bologna, Genova, Pisa, Torino e Venezia.
Questi dati sono pubblicati anche sul sito www.easystanza.it e periodicamente aggiornati nella sezione dell’Affittometro. Un servizio in più a beneficio degli utenti, che possono così avere indicazioni preziose sui livelli di affitto nelle principali città italiane e quindi avvalersi di uno strumento in più per valutare le proposte disponibili.
EasyStanza.it offre un valido aiuto nella ricerca di un alloggio in condivisione o di un inquilino grazie a profili molto dettagliati che permettono di definire in modo molto preciso le esigenze di entrambe le parti e attraverso i diversi strumenti di ricerca avanzata, a livello geografico e a livello di preferenze. Gli annunci presenti su EasyStanza.it sono inoltre sempre aggiornati e sicuri, poiché lo staff rivede continuamente i contenuti, per eliminare le inserzioni obsolete o sospette.

Manovra e Casa: stangata fiscale, in che consiste

Se la manovra non verrà modificata si profila una vera e propria stangata fiscale.

Oltre al ritorno dell'Irpef sulla prima casa a partire dai redditi 2013 e 2014, i proprietari subiranno tagli alle agevolazioni, a cominciare da quelle fiscali per l'acquisto della prima casa. Ma sarà ridotta anche la detrazione Irpef per gli interessi passivi sui mutui prima casa (19% su un tetto massimo di spesa di 4 mila euro annui). Limitata infine la detrazione Irpef per le provvigioni pagate ai mediatori immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale (19% su un importo massimo di mille euro annui).

Con il taglio alle agevolazioni, la cedolare secca per chi affitta case salirà a regime dal 21 al 25,2 per cento. A rischio anche la deduzione forfetaria del 15% sui redditi da locazione che viene riconosciuta ai proprietari a fronte dei costi sostenuti per l'immobile (manutenzione, imposte, ecc.) e l'ulteriore deduzione del 30% ai proprietari che affittano con canone concordato.
I proprietari che fanno lavori in casa. Qui entra in gioco il ricorso agli sconti Irpef sulle ristrutturazioni e sui lavori di risparmio energetico. Due misure particolarmente amate dagli italiane e che vengono di solito rinnovate di anno in anno. Ebbene, il bonus del 36% sui lavori di recupero edilizio si ridurrà al 28,8, mentre quello del 55% su interventi mirati al risparmio energetico calerà al 44 per cento.

Anche le detrazioni fiscali previste per gli inquilini a sostegno del costo dell'affitto di casa saranno investite dal taglio del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014.

(Fonte: repubblica.it)

Torna l'Irpef sulla prima casa

La manovra prevede un taglio delle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, del 5 per cento nel 2013 e fino al 20 per cento nel 2014. Un meccanismo che è già legge dello Stato e che entrerà in vigore se non sarà varata la riforma del Welfare.

Tra le agevolazioni, una delle più in vista è proprio la deduzione integrale della rendita catastale dell'"unità immobiliare adibita ad abitazione principale", ovvero della prima casa, e delle relative pertinenze. Oggi, grazie ad una norma introdotta dal centrosinistra nel 2001, la rendita catastale (tariffa d'estimo della zona relativa per numero dei vani rivalutata del 5 per cento) attualmente non concorre a formare l'imponibile Irpef. Ma ora tornerà.

E in vista del 2014 si fanno i primi conti sulla stangata sulla casa che torna dopo dieci anni e che potrebbe essere ancora più pesanti se alcuni Comuni, come sembra Milano, aumenteranno gli estimi catastali. Per chi vive a Roma, in una abitazione media e ha un reddito di 50 mila euro, il costo dell'aggravio sarà di 82,8 euro ogni anno.

(Fonte: repubblica.it)

Dopo la macchina, ora la casa più economica del mondo

Dopo aver lanciato la macchina più economica del mondo, il gruppo indiano Tata è pronto a lanciare anche la casa più economica del mondo. L'azienda famosa per l'autovettura Nano, definita la meno cara del mondo, ha infatti già testato il kit per costruire una casa in sette giorni a soli 500 euro. "E' una casa veloce da costruire in sette giorni, a condizione di avere a disposizione il terreno - ha spiegato un dirigente del gruppo, Sumitesh Das, citata oggi dalla Bbc - il modello di partenza è quello di una casa da 20 metri quadrati, con tetto a terrazza, che costerà circa 500 euro". Il prototipo è già stato testato e l'azienda punta a lanciare già il prossimo anno il kit della casa fai-da-te. Sono milioni le persone in India che vivono in povertà, soprattutto nelle zone rurali del Paese, e che hanno bisogno di un'abitazione

(Fonte: ilriformista.it)

Andamento degli affitti in Italia nell'ultimo anno

Un'analisi di immobiliare.it ci illustra l'andamento degli affitti in Italia negli ultimi dodici mesi.
In media sono cresciuti dell'1,5%.
I picchi si sono registrati a Roma con un +8,6%, Firenze e Milano con entrambe un +6,4% e Vicenza con un 6,2%.
Le uniche eccezioni sono rappresentate da alcune città meridionali in cui gli affitti sono diminuiti come Bari e Caserta con un -8% e Palermo con un -5%.
Gli affitti più cari in assoluto sono a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Venezia.
A Roma un trilocale costa mediamente 1300 euro al mese, a Milano quasi 1200; a Venezia supera di poco i 900 euro. Un bilocale a Roma costa in media oltre 900 euro, 800 a Milano e poco meno a Firenze.

(Fonte: city.it)

Il mercato delle case arranca

L'Agenzia del territorio e l'Abi hanno presentato un rapporto sullo stato del mercato immobiliare italiano.
Il mercato immobiliare sente la crisi. Nel 2010 le compravendite sono state praticamente ferme al 2009.
Nei primi mesi del 2011 c'é stata perfino una flessione e la flessione dovrebbe caratterizzare tutto l'anno.
Anche i prezzi dovrebbero subire un calo del 4-5%.
Le compravendite vanno bene soltanto nelle nelle grandi città dove sono cresciute del 6% e dove anche i prezzi tengono: in testa Firenze seguita da Roma e Bologna.
La più economica tra le grandi città é Torino (prezzo medio di una casa 223.000, contro i 317.000 di Firenze, 306.000 di Roma e i 303.000 di Bologna.
A sorpresa Genova (255.000) e Napoli (243.000) sono più costose di Milano (244.000).
Il 51% dei nuclei famigliari (circa 13 milioni) sono in grado di sostenere il costo del mutuo. Nel 2004 era del 62%. Ora é un po' aumentato rispetto al 2006 (46%) grazie al calo del denaro.

(Fonte: city.it)

Case fantasma: per i possessori non regolarizzati un salasso fiscale

Che cosa succede a chi non ha ancora presentato la denuncia catastale della propria casa fantasma?
Per chi non ha regolarizzato la sua casa non accatastata entro il termine del 2 maggio dovrà pagare la tassa sulla rendita a partire dal 2007. Quindi, quattro anni di arretrati, interessi e sanzioni per i numerosi mancati adempimenti. Chi li chiederà, e come?
I Comuni, anzitutto, per l'Ici (trannne che si tratti di prima casa) e l'agenzia delle Entrate, per l'Irpef e le altre imposte dirette. Trovare gli evasori sarà facilissimo perché l'agenzia del Territorio trasmetterà obbligatoriamente ai Comuni l'elenco delle case man mano che vengono accatastate (infatti ci sono già tutte quelle che sono state messe in regola nei termini: neppure loro sfuggiranno agli arretrati). E l'agenzia delle Entrate, sempre che ne abbia voglia, potrà ottenere gli stessi dati con una rapida consultazione delle banche dati catastali, cui ha accesso diretto.
Per circa due milioni di unità immobiliari (1,3 probabilmente già accatastate e 700mila da "catturare" nei prossimi sei mesi) si profila quindi un salasso fiscale, cui sarebbe consigliabile fare fronte con il ravvedimento operoso e, per chi è ancora nei termini, con la dichiarazione dei redditi integrativa. Oppure cercando di dimostrare che l'agibilità dell'immobile non risale troppo indietro nel tempo, dato che solo da quel momento l'immobile diventa fiscalmente imponibile. Resta sempre fermo che, in ogni caso, le abitazioni principali non sono soggette a Irpe e, dal 2008, neppure all'Ici.
Da ultimo, resta sempre il problema della conformità alle norme urbanistico-edilizie comunali. Se questa manca, e non è possibile una "concessione in sanatoria", il rischio concreto è quello della demolizione.

(Fonte: ilsole24ore.it)

Abusivismo e pratica dei prestanome nelle professioni sanitarie

Sempre più al centro dell’attenzione di associazioni di settore e media, il tema dell’abusivismo e del prestanomismo in odontoiatria e nelle professioni sanitarie in genere richiede una precisa presa di coscienza e una chiara presa di posizione.
L'articolo aiuta a capire meglio questo tipo di problematiche.

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Scoperte due milioni di case mai denunciate al catasto grazie alle foto aeree

Grazie alle foto aeree sono state scoperte circa due milioni di case fantasma, case cioè che per il catasto non esistono, non sono mai state denunciate e quindi non pagano le tasse.

“L’operazione è stata condotta dall’Agenzia del Territorio guidata da due anni da Gabriella Alemanno, in seguito al decreto legge 262 del 3 ottobre 2006 (governo Prodi). Come sono riusciti a individuare uno ad uno gli immobili fantasma? Il meccanismo è apparentemente semplice, anche se richiede tecnologie sofisticate. Il territorio italiano è stato completamente fotografato dall’alto e le immagini aeree digitali, con un altissimo grado di risoluzione (in grado di riconoscere un oggetto sul terreno con un margine di errore di appena 50 centimetri), sono state sovrapposte alle mappe catastali attraverso un software ad hoc che ha immediatamente individuato gli «oggetti emergenti dal terreno» non presenti sulle carte. Sono stati quindi scartati quelli diversi dagli immobili (alberi, pali, cumuli di terra e altro) e identificati i nuovi «corpi di fabbrica». A quel punto, bisognava risalire al proprietario. Si sono quindi prese le particelle del catasto terreni sul quale l’immobile sorge e si è individuato il titolare. Le liste delle particelle di terreno sulle quali stanno gli immobili fantasma, comune per comune, sono state quindi pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale e consegnate agli stessi municipi (oltre che pubblicate sul sito dell’Agenzia).”

(estratto da www.corriere.it del 24-07-2010 a cura di Enrico Marro)

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