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Stop alla speculazione finanziaria

La speculazione non si ferma se non si fermano gli speculatori e cioè se non si impedisce oltre certi limiti alla gente di arricchirsi per poi investire il denaro per fare denaro. Nel '500 ai tempi del Rinascimento i Banchieri di Firenze e Venezia temendo il potere religioso pur facendo denaro sulla base degli alti interessi sulle lettere di credito, furono "moralmente" costretti ad investire in bellezza facendo ampia e profusa attività di mecenatismo ciò ha reso belle le nostre città e le opere rinascimentali.
Oggi ci vorrebbe un ente "morale" che come a quei tempi pensasse a far in modo che la speculazione servisse almeno a migliorare ed abbellire la vita delle future generazioni, cosa che purtroppo in tutta evidenza non avviene. Infatti le nuove generazioni sono oggi deprivate del loro futuro da un sistema di irrazionale di speculazione che come tale va fermato individuando gli speculatori piccoli o grandi che siano per impedire loro di fare denaro fine a se stesso.
Attualmente in Italia la speculazione ci attacca perché ci siamo indebitati nei vari anni di gestione politica anche se non siamo in deficit di risparmio degli Italiani. Pertanto anche prima degli altri paesi Europei che sono più in deficit monetario di noi dovremmo agire per bloccare la speculazione che ci manda in rovina strozzando ogni possibilità di ripresa e di cambiamento innovativo dello sviluppo. Putroppo continuando cosi' crescerà la disoccupazione ed i polizziotti prenderanno a manganellate i giovani che protestano per non avere un futuro, invece di divenire responsabilmente e coscienziosamente utili a scovare gli speculatori. Invero non basterà ridurre la spesa pubblica all' osso e indebitare gli italiani aumentando ancora le tasse a dismisura perché al limite dell' impoverimento porterà alla guerra tra poveri anziché ad avere la forza morale necessaria per impedire la speculazione finanziaria.
La Germania ha già iniziato a limitare la speculazione da vario tempo impedendo in specialmodo la speculazione al ribasso contro i titoli di Stato in euro commerciati nel proprio paese ed anche perciò il differenziale fa riferimento ai titoli più stabili della Germania, ed inoltre la MERKEL sta per approvare una legge che allarga la limitazione ad ogni speculazione al ribasso (gli Usa l’hanno proibita fin dall' nizio della crisi nel 2005).Quest' ultima forma di speculazione è la più deleteria infatti nella la speculazione al ribasso si scommette su derivati del tipo FUTURES nell’attesa di comprarli più tardi ad un prezzo più basso, e l'assurdità di tale tipologia di scommessa speculativa e' tale che si possono vendere titoli anche senza possederli per ricomprarli a prezzo più basso domani e consegnarli all’originale acquirente.Siamo quindi alla più completa crisi di razionalità politica - economica e sociale perché si accetta come "mercato" un sistema di libertà di speculazione finanziaria che ci manda sistematicamente in rovina. Se vogliamo dare un futuro ai nostri figli ed ai nostri nipoti dovemo bloccare in ogni modo e maniera la libera speculazione finanziaria, mettendo severi regolamenti restrittivi ad ogni metodo di fare affari dalla sola compra vendita di prodotti monetari.
Paolo Manzelli 03/NOV/11 pmanzelli.lre@gmail.com

Le banche nell'occhio del ciclone. Ma che strano? - 2a parte.

Ma le banche non dovrebbero svolgere una funzione pubblica di utilità sociale? A cosa servono le banche, quindi....

Domande dei mutui in calo in Italia!

Come mai fino a qualche tempo fa le banche sgomitavano per offrire continuamente finanziamenti a tutti ed ora si tirano indietro? Quali prospettive per i finanziamenti in Italia

Il conto deposito. Che cos’è e quanto rende. E' sicuro?

Il conto deposito è un conto online remunerato offerto sia da banche tradizionali che da banche online. Si caratterizza per l’elevato rendimento, la comodità di gestione e l’elevata liquidità, ovvero, la libertà di poter disporre dei propri depositi in qualsiasi momento.
I soldi sono al sicuro ?
Certo! Proprio come qualsiasi altro conto corrente bancario, i depositanti sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (fino a 100 mila euro); inoltre, tutte le transazioni avvengono esclusivamente mediante conti a te intestati.
Perchè ottiene tutto questo successo ? E’ così conveniente ?
• Perchè offre rendimenti più elevati rispetto ai tradizionali conti correnti bancari e rispetto ad investimenti come Bot o Buoni Fruttiferi Postali
• Perchè le somme depositate possono essere prelevate in qualsiasi momento
• Perchè non ci sono spese di attivazione, gestione, chiusura e bollo

Funzionamento
Per aprire e gestire un conto deposito è necessario avere un conto corrente bancario o un conto postale che verrà utilizzato come conto di appoggio per effettuare i trasferimenti di denaro.
Depositare denaro
Il modo più semplice e veloce per alimentare un conto di risparmio è quello di fare un bonifico dal proprio conto corrente bancario o postale.
Alcuni prodotti prevedono anche servizi di alimentazione tramite RID o l’utilizzo di assegni bancari o circolari.
Infine, è anche possibile depositare denaro contante recandosi direttamente presso le filiali della Società, laddove presenti sul territorio.
Trasferire denaro sul proprio conto corrente
Per ritirare denaro dal conto deposito è sufficiente accedere all’area riservata del sito web ed inoltrare l’ordine di bonifico con l’importo desiderato. Entro pochi giorni la somma sarà accreditata sul conto corrente di appoggio.
Per trasferire denaro sul proprio conto bancario è anche possibile utilizzare il numero verde gratuito messo a disposizione, normalmente, da tutte le società.
In alcuni casi, se vi è la presenza di agenzie nella propria città, è anche possibile prelevare denaro contante recandosi direttamente presso gli sportelli.

Sicurezza e garanzie di un conto deposito
I depositi on line sono più sicuri rispetto ad altri prodotti di investimento come azioni, obbligazioni, pronti contro termine, polizze strutturate, ecc.
Trattandosi di un deposito a risparmio a tutti gli effetti, il conto deposito gode della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), l’Istituzione costituita al fine di garantire i depositanti delle banche italiane.
La normativa attualmente vigente per le banche italiane prevede una copertura da parte del FITD che si estende fino ad un importo massimo di euro 100.000 per ciascun depositante.
Per ogni altra informazione in merito è possibile contattare direttamente il FITD, il cui sito internet è www.fitd.it.
Chi è alla ricerca di altri elementi di sicurezza, oltre a verificare l’adesione al FITD, può valutare anche la solidità patrimoniale della società, ulteriore elemento di garanzia per i propri risparmi.
Non da ultimo, capire come vengono impiegate le somme depositate è importante per chi vuole approfondire le strategie di investimento ed il core business della Società prescelta.
Quali sono i costi di apertura e gestione ?
Tutti i conti deposito sono a costo zero, dunque:
• Spese di apertura o attivazione = zero
• Spese di chiusura = zero
• Spese di gestione = zero

Persino l’imposta di bollo, dovuta per legge su ogni deposito, è normalmente a carico della Società.
Discorso a parte merita la tassazione degli interessi, dato che si riflette sul rendimento effettivo.
Le somme depositate, infatti, fruttano interessi attivi soggetti ad una ritenuta fiscale del 27%, esattamente come avviene per i conti correnti bancari.
Dunque non si applica l’aliquota più favorevole del 12,5% riservata agli investimenti in strumenti finanziari, pur essendo un prodotto ibrido, a metà strada tra un conto corrente ed un investimento.

Rendimenti elevati di un conto deposito
A fronte di un’operatività limitata rispetto ai conti correnti tradizionali, il conto deposito offre in cambio tassi di interesse più elevati.
Tutto ciò è reso possibile grazie alle strategie di investimento adottate dai gestori del conto deposito. In genere, le somme depositate sono investite in obbligazioni a basso rischio e titoli di Stato. Inoltre, vengono prese in considerazione solo aziende solide, con rating almeno pari ad A.
Depositi vincolati
La maggior parte dei conti deposito offre un rendimento maggiore se si decide di vincolare la somma depositata per un determinato periodo (in genere: 3, 6 o 12 mesi).
Gli interessi verranno liquidati al termine del periodo di vincolo. In alcuni casi (es. Che Banca!), è prevista la corresponsione immediata degli interessi, lasciando al cliente la libertà di decidere se riaccreditarli o meno sul conto deposito, in modo da generare un rendimento aggiuntivo.
Qualora il cliente decida di svincolare le somme in anticipo rispetto alla scadenza, normalmente, è salvo il suo diritto di percepire gli interessi al tasso base, per il periodo maturato.
Quanto durano i tassi vincolati ?
Differentemente dai tassi promozionali, validi solo per i nuovi clienti e per un determinato periodo di tempo (solitamente 6 mesi o 1 anno), con i tassi vincolati è possibile ottenere rendimenti migliorativi rispetto al tasso base, per tutta la durata del rapporto con la banca. Pertanto, finito il periodo promozionale, chi non si accontenta del tasso base, può sempre contare sui depositi vincolati.

Conti deposito, caccia ai super-tassi. Rendimenti fino al 4,5% ma occhio all'effetto-promozioni
La Bce ha deciso, pochi giorni fa, di mantenere il tasso di riferimento dell'Eurozona all'1,25 per cento. Allo stesso tempo, l'istituto di Francoforte ha tracciato la linea per la prossima riunione, in programma il primo giovedì di luglio: i tassi con ogni probabilità saliranno all1,5 per cento. Se poi guardiamo i future sugli indici Euribor - i tassi interbancari più conosciuti fra i piccoli risparmiatori italiani dato che sono anche il parametro più frequentemente utilizzato dagli istituti di credito per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile - il trend rialzista dei tassi è lampante. Nel 2014 l'Euribor a 3 mesi, tendenzialmente abbastanza fedele al tasso Bce, dovrebbe toccare il 3% (dall'attuale 1,5%).
Un punto fermo, quello della lenta ma costante risalita dei tassi, di cui gli investitori non possono non tener conto. A ciò va aggiunto che il tasso di inflazione viaggia ben oltre la soglia di controllo fissata dalla Banca centrale europea (2%): secondo l'Istat ad aprile eravamo al 2,6% e, entro fine anno, si potrebbe avvicinare al 3 per cento.
Ecco perché in questo scenario è bene scegliere con oculatezza dove parcheggiare la propria liquidità considerato che il rendimento reale (al netto dell'inflazione appunto) rischia di essere abbondantemente vanificato dal rincaro del costo della vita.
A tal proposito Il Sole 24 Ore ha dedicato un'apposita "Guida al risparmio" che contempla il bouquet degli strumenti finanziari oggi a disposizione del piccolo investitore per provare a "strappare" rendimenti reali positivi. Al settaccio sono finiti fondi comuni, fondi pensione, Etf, immobili, oro, prodotti postali, pronti contro termine e non solo.
In questa sezione focalizziamo l'attenzione sui conti di deposito. Considerato che nelle ultime due settimane, complice la prospettiva rialzista dei tassi, stanno fioccando promozioni (guarda la tabella dei rendimenti).
I conti di deposito che battono l'inflazione
L'ultima è di Banca Ibl che offre a nuovi clienti che aprono il conto deposito libero entro il 31 luglio il tasso annuo lordo del 3,03 % (2,21% al netto della ritenuta fiscale del 27%) garantito fino al 31 dicembre, per importi fino a un milione di euro. L'istituto ha anche ritoccato all'insù i tassi per chi vincola il capitale per un determinato periodo di tempo: si va dal 3,13% lordo (2,28% netto) sulle somme vincolate per 3 mesi al 4,04% (2,95% netto) sulle giacenze stoppate per 24 mesi.
Nuova di zecca (lanciato il 9 giugno) anche l'offerta di Iwbank che remunera le giacenze fino al 4,5% lordo (3,3% netto) per chi vincola la liquidità per 24 mesi. Come la logica finanziaria vuole, diminuendo il vincolo si assottiglia la remunerazione (2,9% netto su 18 mesi e 2,6% netto su 12 mesi). In ogni caso, al confronto delle offerte attuali si tratta delle soluzioni con i tassi più alti.
Fonte: http://www.contodeposito.org/funziona.html
(Fonte: contideposito.org, ilsole24ore.com)

"Non con i miei soldi": la Campagna di Banca Etica e Arci contro le speculazioni finanziarie

Si chiama "Non con i miei soldi" la campagna di Banca Popolare Etica e Arci. La proposta della finanza etica riguarda una presa di coscienza collettiva e chiama in causa anche i singoli cittadini/risparmiatori che troppo spesso oltre che vittime della crisi ne sono anche complici inconsapevoli. Ogni volta che sottoscriviamo un prodotto finanziario - anche un semplice conto corrente o un fondo pensione - guardando solo al rendimento promesso e senza chiederci come i nostri soldi saranno utilizzati, accettiamo di essere parte del sistema che ha condotto l'economia globale in questo stato. Banca Etica propone ai cittadini di farsi qualche domanda in più, per poter dire "Non con i miei soldi".
"La politica appare succube dei mercati finanziari", dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica ed Etica sgr. Per questo, Banca Etica con le reti europee della finanza etica, chiede ai Governi di uscire da questo stato di sudditanza, a partire da una regolamentazione più stringente, dal contrasto ai paradisi fiscali e dall'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie 6 che argini la speculazione senza danneggiare gli investimenti in economia reale.

Fonte: repubblica.it, bancaetica.com

Goldman-Sachs: la banca più prestigiosa del mondo fu fondata nel 1896. Ecco la sua storia

"I politici non governano il mondo, è Goldman-Sachs a governarlo", aggiungendo che "in meno di un anno spariranno i risparmi di milioni di persone e non c'è nulla che i governi e i mercati possano fare": E' la dichiarazione apocalittica fatta alla BBC dal finto broker Alessio Rastani.

Vediamo le origini di quella che è definita la banca più prestigiosa del mondo.

La Goldman-Sachs è quotata al New York Stock Exchange (NYSE) e negli anni si è resa protagonista ed è stata apprezzata per consulenze, gestione di ristrutturazioni, fusioni ed acquisizioni aziendali, investimenti su materie prime, derivati e azioni a rischio, amministrazioni di fondi d'investimento e previdenziali. Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 a Marcus Goldman si unisce il genero Samuel Sachs e nello stesso anno viene quotata alla borsa di New York.

Agli inizi del 1900 la banca diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi: ad esempio nel 1906 accompagna in borsa importanti società come Sears&Roebuck (Sears&Roebuck sono un'azienda unica attiva tutt'oggi nel settore della grande distribuzione e del fai-da-te) e la banca sempre in quel periodo diviene la prima Banca di Wall Street a reclutare neolaureati tra le sue fila.

A seguito del grande crack del 1929 la banca rischia quasi il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni '20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d'investimento venduti al pubblico come il Goldman Sach Trading Corporation, Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation, dal funzionamento simile allo schema di Ponzi. La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni.

Nel 1930 Sidney Weinberg assume il ruolo di Senior Partner e ristruttura la banca riducendo la sua esposizione sui mercati azionari e focalizzandola verso i servizi ad aziende; attraverso questo processo la banca stringe forti legami con le più importanti aziende americane. Nel 1933 sviluppa una divisione di studio e Ricerca sui Fondi d'Investimento e nel 1934 un dipartimento sull'emissione di Bond Municipali.

Negli anni '50, sotto la guida di Gus Levy, la banca sviluppa avanzate tecniche d'investimento come la Block trading, che consente di comprare e vendere azioni contemporaneamente. Nascono nuovi elevati guadagni, e la banca decide di aprire nel 1956 la divisione Investment Banking, diventando la prima banca a vendere prodotti finanziari al pubblico. Sempre in quell'anno gestisce la quotazione in borsa della Ford.

Negli anni '80 la banca diviene consulente di molti governi intenti a cominciare i processi di privatizzazione di molte aziende statali, e sempre in quegli anni acquisisce la J. Aron & Company per potenziare la propria presenza sul mercato delle materie prime. Nel 1986 viene quotata anche a Londra e a Tokyo e nel contempo gestisce la quotazione in borsa di Microsoft e assiste General Electric nell'acquisizione di RCA.

Negli anni '90 e 2000 la banca ha continuato la sua espansione potenziando la sua presenza sul mercato asiatico e portando in borsa società come Yahoo, NTT Docomo ecc.

Fonti: wikipedia e iltempo.it

Le misure adottate per salvare la Grecia

Ecco quali misure l'Unione Europea ha messo in campo per salvare la Grecia:
1. Il piano per il rilancio
Favorire lo sviluppo e l'occupazione attraverso l'emissione di fondi strutturali europei.
2. L'intervento decisivo di banche e privati
Banche e volontari potranno scambiare i bond greci con titoli a più lunga scadenza, ma a interesse minore (swap) e al termine potranno, se lo vorranno ricomprare i titoli greci.
3. Aiuti dal fondo salva stati
Il fondo europeo salva-stati ha promesso aiuti per 109 miliardi di euro.
4. Il buy back per ricomprare i bond
La Grecia con i fondi europei potrà ricomprare i suoi titoli a un prezzo inferiore a quello originario.
5. Le tutele della BCE
Anche se le agenzie di valutazione (rating) dichiarassero il default (fallimento) della Grecia le banche di Atene potrebbero accedere alle operazioni di liquidità della banca centrale europea

(Fonte: lastampa.it)

L'incubo speculazione sull'Italia

Dopo il venerdì nero in Borsa le istituzioni italiane ed europee guardano con apprensione alla riapertura dei mercati. Gli speculatori hanno preso di mira Piazza Affari e i titoli di Stato. Lo "spread" (differenza tra gli interessi che fa pagare la banca centrale europea e quelli che ciascuno stato deve pagare effettivamente) decennale è volato al nuovo record a un passo dai 250 punti base.

Molto nell’ultimo attacco è parso ricalcare il copione del il crollo improvviso dei listini già visto venerdì 24 giugno, si potrebbe quasi scommettere sul bis dei cauti rialzi visti dopo quell’episodio. La cautela tra gli operatori è però d’obbligo. Questa volta infatti nel mix della speculazione è intervenuta anche una nuova componente, tutta politica. La situazione italiana è resa più delicata dall’incerto clima politico di cui sono espressione gli scontri tra Tremonti e Berlusconi.
Non a caso già venerdì era arrivata la reazione istituzionale con il vertice Berlusconi-Tremonti per rassicurare i mercati e le parole del futuro presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sulla solidità delle banche italiane.

L’evoluzione della situazione nella zona dell’euro, e in particolare la crisi della Grecia, saranno al centro della discussione dei ministri delle finanze nell’Eurogruppo di lunedì. La Commissione Ue ribadisce il commento di alcuni giorni fa sulla manovra del governo che giudica positiva e «che - osserva il portavoce - prevede un aggiustamento considerevole», ma è in attesa di conoscere i dettagli delle misure di bilancio e di quelle complementari per un giudizio.

(Fonte: la stampa.it)

Mercati all'attacco di banche e titoli di stato italiani

Sui mercati influiscono le opinioni di alcuni analisti che ritengono il nostro sistema creditizio debole e a rischio bocciatura ai prossimi stress test. In giornata è peraltro uscita la notizia che l'Ue intende imporre una ricapitalizzazione forzata agli istituti di credito che non li passeranno. Unicredit, l'unica tra le grandi banche a non aver fatto l'aumento di capitale è, di conseguenza, la più bersagliata. E questo nonostante le rassicurazioni del governatore di Bankitalia, e presidente in pectore della Bce Mario Draghi che si è detto sicuro che le banche italiane supereranno l'esame.
Resta tesa la situazione dei debiti sovrani. Il rendimento del Btp decennale è salito al 5,24% e di conseguenza lo spread con il Bund si è ampliato ai massimi dall'introduzione dell'euro. Il differenziale di rendimento (termometro della stabilità di un paese) si è poi riportato attorno ai 227,5 punti. La paura di un contagio della crisi del debito nell'eurozona continua a tenere sotto pressione anche i titoli di Stato a breve dell'Italia con il tasso del biennale salito di 10 punti base al 3,42%.

(Fonte: ilsole24ore.it)

I dubbi delle agenzie di valutazione sulle prospettive dell'Italia

Nonostante la manovra da 47 miliardi di euro varata dal governo, in Italia «restano rischi sostanziali per il piano di riduzione del debito, soprattutto a causa delle deboli prospettive di crescita». È il giudizio di Standard and Poor's all'indomani del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alle misure per il 2011-2014 che dovranno portare il nostro Paese al pareggio di bilancio.
E la Consob (Istituto che controlla la Borsa italiana) ha deciso di convocare per la prossima settimana le agenzie di rating Standard and Poor's e Moody's. In particolare, la commissione vuole capire i motivi della diffusione oggi di un report sulla manovra da parte di Standard and Poor's, prima che il provvedimento sia pubblicato in Gazzetta ufficiale. Per quanto riguarda invece Moody's, la convocazione riguarda la decisione di mettere sotto osservazione i rating di 16 banche italiane, adottata la scorsa settimana.

Standard and Poor's come Moody's sono agenzie internazionali che valutano (agenzie di rating) i sistemi economici e finanziari.

(Fonte: avvenire.it)

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