commercio

Orari liberalizzati, negozianti in rivolta, ma a Roma cento negozi aprono di notte

La liberalizzazione totale di orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali, entrata in vigore con l’inizio dell’anno, «è la goccia che fa traboccare il vaso». La rivolta dei negozi parte da Roma, dove Confesercenti minaccia la serrata, ossia lo sciopero generale del settore, «contro i continui interventi di governi nazionali e locali che colpiscono esclusivamente le piccole e medie imprese del commercio».
Secondo l’associazione di categoria, infatti, soltanto nel Lazio sarebbero a rischio oltre 100 mila attività e circa 300 mila posti di lavoro. Proprio nella Capitale la polemica è esplosa in modo virulento: il Campidoglio ha diramato persino una circolare al comando di polizia municipale e ai municipi per ricordare l’entrata in vigore della legge. A Milano, invece, il Comune attende una circolare della Regione Lombardia per muoversi formalmente.
A chiarire i contorni della vicenda sarà probabilmente l’iniziativa della Regione Toscana, che ha deciso di impugnare alla Corte costituzionale per conflitto di competenza le ultime norme sulla riforma del commercio. «La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese».
A Roma però già cento negozi sono aperti di notte. Bar, ristoranti e altri locali, soprattutto nel centro storico e nei quartieri della movida si preparano a fare le ore piccole. La liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, entrata in vigore ieri, influirà soprattutto sull’attività dei pubblici esercizi. Scompare l’obbligo di chiusura alle 2 - soltanto alcuni locali avevano la deroga fino alle 4 - e toccherà al singolo commerciante decidere a che ora chiudere. «Nella prima fase saranno un centinaio i pubblici esercizi che usufruiranno di questa possibilità, andando oltre gli orari attuali - sostiene Liborio Pepi, leader romano di Fiepet-Confesercenti - per poi aumentare in primavera». In gran parte si tratta di attività che avevano già chiesto in passato la deroga all’orario di chiusura, ricevendo risposte negative da parte dell’amministrazione.

Eccesso di Diagnosi nel DSMV (Manuale Diagnostico Internazionale delle Malattie Mentali) in uscita nel 2012

Italia: 3.000.000 di nuovi malati di mente con il DSM V, in usa il Ritalin si prescriverà ai bambini dai 4 anni in poi. La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott. Allen Frances coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più malattie mentali classificate. Frances (team DSM) "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali". + 40% per i disturbi bipolari, raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile. Poma (Giù le Mani dai Bambini): "In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA". Costa (Psichiatra La Sapienza): "Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perchè è a rischio l'indipendenza della classe medica"
"La semplice tristezza e l’astinenza da caffeina stanno per diventare malattie mentali. La prossima edizione del manuale, il DSM-V, in uscita nel 2012, potrebbe far diagnosticare come malati mentali milioni di persone sane, affette da normalissimi problemi di tristezza o sofferenza". La dichiarazione sarebbe normale se rilasciata da un fervente attivista di un movimento anti-psichiatrico, ma diventa eccezionale se consideriamo che è di un "big-boss" della psichiatria americana, Allen Frances, coordinatore del team di specialisti che ha curato l'edizione attualmente in uso del Manuale Diagnostico per le Malattie Mentali, utilizzato per perfezionare diagnosi da psichiatri di tutto il mondo, la cui 5^ revisione vedrà appunto la luce tra meno di 18 mesi. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica - prosegue Frances, che è intervenuto al convegno "Pharmageddon" organizzato presso la Comunità di San Patrignano - e già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense - circa 45 milioni di persone - si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che sale al 50% degli abitanti se consideriamo le persone anziane. Nel DSM-IV (l'edizione attualmente in uso del Manuale, curata da Frances, ndr) abbiamo cercato di essere il più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie e la conseguente tendenza all'incremento delle diagnosi, a cause della quale i disordini bipolari sono 'aumentati' del 40% rispetto a quanto avveniva con la precedente edizione del Manuale (il DSM-III ), quelle di autismo sono cresciute del 25%, e quelle di ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono addirittura raddoppiate, mentre gli antipsicotici sono venduti con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno". Quella di Frances è una vera confessione-shock, con anche il sapore di un "j'accuse" verso molti suoi colleghi: "Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze delle persone rispetto ai produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del DSM - prosegue lo psichiatra - ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico: non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi e non sempre competenti e con la pressione irresponsabile delle industrie farmaceutiche, possono portare a gravi abusi. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci, e sarebbe quindi importante che i medici non eseguano le diagnosi con disinvoltura e valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche", ha concluso l'esperto americano. Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce di "Giù le Mani dai Bambini" (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese: "La situazione è assai preoccupante, perchè come ha dichiarato sul Corriere della Sera il giornalista Mario Pappagallo 'un mondo di pazzi sarebbe un gran bel mercato', dal momento che solo in Italia ci sarebbero almeno 3 milioni di nuovi potenziali 'pazienti', e non pochi tra loro sono in fascia pediatrica. Ci renderemo conto a brevissimo - e a spese della salute nostra e dei nostri bambini - di quanto ciò sia assolutamente vero", ha concluso Poma. Anche Emilia Costa, decana di psichiatria, già titolare della 1^ Cattedra dell'Università "La Sapienza" di Roma e Primario di Psicofarmacologia Clinica all'Umberto I°, era nel panel dei relatori di "Pharmageddon", e ha commentato ironicamente: "Dovrei fare istanza al team di colleghi del DSM V affinchè inseriscano una nuova patologia, la "bulimia da diagnosi", perchè questo è quello che sta accadendo in America, con influssi concreti anche in Italia: una sistematica medicalizzazione del disagio ad opera di 'inventori di categorie diagonistiche' che sono tra l'altro in palese conflitto d'interessi. I miei corrispondenti oltreoceano mi dicono che persino un lutto, che è parte della vita di una persona, potrebbe essere diagnosticato come episodio depressivo sul nuovo Manuale, e che tra le patologie che stanno valutando di inserire c'è anche una non meglio precisata 'astinenza da caffeina'. Tutto ciò è folle, noi medici e specialisti siamo vittime delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali: attenzione - ha concluso l'esperta italiana - perchè è veramente a rischio l'indipendenza della classe medica". Intanto, il Wall Street Journal annuncia che l'American Academy of Pediatrics ha stilato le nuove linee guida per la diagnosi della contestata Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (bambini agitati e distratti), che suggeriscono di consigliare la prescrizione di Ritalin (metilfenidato) anche a bambini in età prescolare, fin dai 4 anni. Le linee guida americane sono poi recepite in molti paesi del mondo.
(Elaborazione da media relation - portavoce@giulemanidaibambini.org)

Green Economy: fatturato da 10 miliardi di euro e 380.000 occupati verdi. Si apre la 15° edizione di Ecomondo

Per la sola Italia, le stime sul fatturato complessivo della green economy si aggirano già attorno ai 10 miliardi di euro. Positive pure le previsioni sull’impatto nel mercato del lavoro, tanto che a oggi si stimano 380mila occupati verdi: sono i dati raccolti dall’organizzazione di Ecomondo, 15a Fiera internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile che va in scena dal 9 al 12 Novembre 2011 a Rimini.

Tra i settori industriali più rappresentati alla prossima fiera riminese ci sono il comparto macchine movimento terra, riciclaggio inerti, frantumazione e decommissioning; sarà anche presente la filiera delle bioplastiche biodegradabili e compostabili certificate Cic, che oggi rappresenta una delle migliori opportunità per il rilancio della chimica italiana ispirata alla sostenibilità ambientale di processi e prodotti. Collegato alla filiera, verrà creato un focus speciale sulla riconversione industriale di siti petrolchimici, ormai fuori mercato, in poli di eccellenza per la chimica verde. In collaborazione con AssoScai verrà presentato il progetto sviluppato con il comitato scientifico della fiera di Rimini per lo sviluppo della prima etichetta ambientale applicata a uno stand fieristico.

Fonte: ecomondo.com

La Grande Distribuzione è in crisi

Supermercati e centri commerciali che fino a pochi anni fa erano in piena espansione hanno occupato capillarmente il territorio, poi è arrivata questa tremenda crisi internazionale, ma soprattutto la crisi strutturale italiana.

La nostra crisi come paese è strutturale ed ha vent’anni di evoluzione verso il peggio.

Gradualmente il nostro Paese ha perso sempre più competitività, posti di lavoro nella produzione attiva del benessere collettivo, solo in parte compensata del settore dei servizi.
Il fenomeno è stato graduale quasi ineluttabile soprattutto perché si è voluto mentire e negare, se lo si fosse affrontato certamente oggi saremmo in una migliore situazione, ma tant’è …
Il calo dei consumi e la nuova povertà si sono trovate ad essere contemporanee all’espansione ed alla capillarizzazione della grande distribuzione, così oggi ci troviamo di fronte ad un panorama estremamente variegato.

A Londra c'è il supermercato anti-crisi: sconti tutto l'anno per 4 ore di lavoro a settimana

Un piccolo supermercato nel centro di Londra parte alla sfida delle grandi catene con una nuova formula anti-crisi: sconti tutto l'anno in cambio di poche ore di lavoro volontario al mese.

Il People's Supermarket di Holborn, non lontano da British Museum, ha già ricevuto l'imprimatur da David Cameron che ne ha fatto un esperimento pilota della sua ‘Big Society'. E adesso l'iniziativa lanciata 15 mesi fa da Sir Arthur Potts Dawson, ex capo cuoco da Fifteen di Jamie Oliver, ha messo gli occhi addosso alla prossima meta: il secondo negozio a Hackney, un quartiere a nord della capitale che già ospita 17 supermercati tra cui 12 Tesco, entro la Pasqua del prossimo anno. E' un obiettivo ambizioso per quella che è cominciata come una piccola cooperativa: si sono iscritti in 1.200 "anche se molti - ammette Smith - hanno firmato la domanda di iscrizione e poi non si sono più fatti vedere".

I soci appartengono a tutte le classi sociali. In 15 mesi il People's Supermarket ha fatto 1,5 milioni di sterline di fatturato vendendo a una comunità trasversale di avvocati e disoccupati, somali e bengalesi che popolano il quartiere, i prodotti più diversi: dalla Coca Cola al ketchup, dal cibo per cani Fair Trade all'olio d'oliva importato dai territori palestinesi.

Fonte: http://www.thepeoplessupermarket.org/
In un angolo c'é una piccola cucina: la People's Canteen, dove si preparano piatti pronti con frutta e verdura o prodotti vicini alla data di scadenza. "L'idea è che la gente paga 25 sterline all'anno per un anno per un'azione del supermercato che dà diritto di voto sugli approvvigionamenti e poi si impegna a lavorare quattro ore alla settimana per un dieci per cento di sconto ogni volta che fa la spesa", spiega Tom. L'interesse è stato alto, da comunità fuori Londra come Bristol, Cardiff e Brighton e fuori dalla Gran Bretagna: Europa, Argentina, Giappone, Thailandia. "Volevamo fare qualcosa di un po' rivoluzionario", proclama Potts Dawson, che ha fatto il cuoco per 20 anni e che conta Mick Jagger come zio acquisito e fan: "L'industria dell'alimentazione è stata comprata dalle grandi catene. Cerchiamo di mostrare cosa succede quando si ridà alla gente diritto di voto".

Il calendario dei saldi estivi

Quest'anno la data di partenza dei saldi estivi sarà una sola per tutta Italia, ovvero sabato 2 luglio.
Sei italiani su 10 approfitteranno di questa opportunità: il 25% - segnala la federazione di categoria della Confesercenti - farà acquisti nei centri cittadini, il 27% dove capita, un altro 20% nei centri commerciali. Il settore dell'abbigliamento in questi primi mesi del 2011 ha registrato un andamento negativo con una flessione dello 0,3%. L'attesa per i saldi estivi è caratterizzata quindi anche dalla speranza che nelle prossime settimane si possa recuperare almeno in parte quanto è andato perduto finora. Il giro di affari stimato dovrebbe collocarsi sui livelli dell'anno scorso pari al 26% del fatturato stagionale. Gli sconti iniziali si aggireranno nelle prime settimane sul 20-30% per gli articoli estivi e quelli di marca. Saldi più cospicui, fino al 50%, dovrebbero interessare i capi prettamente di stagione come i pareo, gli shorts, i top.

Ecco regione per regione, il calendario dei prossimi saldi estivi stilato dalla Fismo Confesercenti:

ABRUZZO - 2 luglio - 30 agosto
BASILICATA - 2 luglio - 2 settembre
CALABRIA - primo sabato di luglio - 31 agosto
CAMPANIA - dal 2 luglio
EMILIA ROMAGNA - primo sabato di luglio
LAZIO - primo sabato di luglio
LIGURIA - primo sabato di luglio
LOMBARDIA - primo sabato di luglio
MARCHE - 2 luglio - 1 settembre
MOLISE - dal 2 luglio
PIEMONTE - 2 luglio - 27 agosto
PUGLIA - primo sabato di luglio - 15 settembre
TOSCANA - primo sabato di luglio
UMBRIA - primo sabato di luglio
VENETO - primo sabato di luglio - 31 agosto
FRIULI V.GIULIA - primo sabato di luglio - 30 settembre
SARDEGNA - dal 2 luglio
SICILIA - primo sabato di luglio - 15 settembre.

Al via il nuovo portale dedicato ai filati artigianali “Made in Italy”

Quest'anno l'estate non porta con se solo il caldo, ma anche un nuovo portale dedicato all'aguglieria e ai filati artigianali: è Gomitoli's, lo spazio on line per gli appassionati del knitting e dei filati, un luogo dove trovare proposte e idee per sperimentare nuove realizzazioni, oltre a spunti a trecento sessanta gradi per vivere a pieno l'hobby del knitting.
Una vera e propria bottega virtuale quindi, dove incontrare gente, dagli appassionati ai professionisti del settore, un luogo dove si potrà anche acquistare i filati direttamente on line, con un semplice clik, scegliendo tra le varie proposte del mondo Gomitoli's.
La nascita di Gomitoli's porta con sé anche l'avvio del blog “In the mood for knitting” dedicato alle curiosità sui prodotti, ad approfondimenti sull'universo del knitting, alla segnalazione di appuntamenti e dove sarà possibile un confronto aperto e libero tra tutti i membri della comunità virtuale dell'aguglieria e dei filati.

Per la stagione estiva, Gomitoli's propone un prodotto fresco, delicato e leggero, grazie alla presenza del 20% di cashmere che conferisce volume senza appesantire e del 60% di cotone che dona freschezza. Il restante 20% di seta dona scivolosità e brillantezza di colori. E' lo Spring Cashmere, un filato la cui specificità è data proprio dalla sua composizione che nel complesso presenta maggiore leggerezza rispetto ai capi realizzati interamente in cotone, grazie alla presenza del cashmere che dona volume senza appensantire, garantendo un risultato finale di maggiore delicatezza. Inoltre le caratteristiche di isolamento termico proprie del cashmere aiutano il corpo ad adattarsi agli sbalzi termici oltre ad assorbire umidità. Lo Spring Cashmere rappresenta una valida alternativa estiva ai capi in cotone multi-filo, offrendo inoltre un valore aggiunto sia in termini di comfort che di aspetto estetico.

Il materiale in cashmere utilizzato deriva dalla capra Hircus Engragrus, la cui specificità è quella di avere un doppio mantello: uno superficiale composto da fibre lunghe, lucide e grossolane (le giarre) e da uno strato inferiore più fine, soffice e caldo (chiamato duvet). E' proprio dal duvet che si ricava il morbido cashmere utilizzato nei prodotti Gomitoli's.

Chi è Gomitoli's?

Gomitoli's è un mondo che riunisce prodotti in cashmere, lana d'agnello extrafine, cammello, angora, cotone, seta. Propone filati rigorosamente “Made in Italy” di altissima qualità e offre la possibilità di acquistarli direttamente on line grazie all'e-commerce attivo sul sito www.gomitolis.it
I filati di Gomitoli's sono ricavati da fibre naturali e la lavorazione artigianale del filato pone come criterio fondamentale la qualità del prodotto, che deriva da una cura particolare per l'arte artigiana per i filati da maglieria, oltre che da una ricerca della qualità associate alla profonda conoscenza delle materie prime e delle tecniche della filatura. Una passione che trova le sue radici nei primi del '900 e che quindi vanta di una lunga storia e tradizione.

Batterio killer: il blocco russo all'import di frutta e verdura colpisce l'Italia

Le autorità sanitarie della Russia hanno imposto il divieto alle importazioni di ortaggi e di verdura fresca dall'Unione Europea, per evitare il contagio dall'E.coli. Lo stop alle importazioni minaccia danni per centinaia di milioni di euro ai produttori europei, che prima dell'embargo riuscivano a esportare verso la Russia circa il 28% di tutta la verdura coltivata in Europa.

I Paesi più colpiti sono l'Olanda e l'Italia, che parallelamente alle proteste dell'Unione europea hanno chiesto di abolire il divieto, bollato come misura unilaterale, generalizzata e del tutto inopportuna destinata peraltro a generare allarmismo tra i consumatori.

(Fonte: ilsole24ore.it)

Verso la fatturazione elettronica: risparmi per miliardi

In attesa del secondo decreto attuativo che obblighi le aziende che hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione (PA) all’utilizzo della fattura elettronica (la bozza è attualmente in visione alle regioni, ma è difficile fare previsioni sui tempi), la fattura elettronica (e-fattura) rimane appannaggio delle grandi imprese. E neanche di tutte.

Bitmap.it in un suo articolo che alleghiamo illustra il ciclo di fatturazione elettronica e le sue convenienze.

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Istat: in calo le vendite di alimentari

L'Istat rileva che le vendite al dettaglio a marzo sono calate del 2,0% rispetto allo stesso mese del 2010 e dello 0,2% rispetto a febbraio. Il calo registrato su base annua è il più alto registrato dal gennaio 2010. Sulla contrazione, sia tendenziale che congiunturale, pesa soprattutto la performance negativa del comparto alimentare. Rispetto a febbraio 2011, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono dello 0,3% e quelle di non alimentari dello 0,2%; a confronto con marzo 2010 la differenza è ancora più ampia, -2,6% per i primi e -1,6% per i secondi. Sempre su base annua, nella grande distribuzione le vendite segnano variazioni negative sia per il 'food' (-2,9%), dove il ribasso è più accentuato, sia per il 'non food' (-1,2%). Anche per le imprese operanti su piccole superfici, si registra una diminuzione (con un calo dell'1,9% sia per i prodotti alimentari, sia per quelli non alimentari).

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