consumatori

Come risparmiare sulla luce in tempo di crisi

Dal primo gennaio i rincari colpiscono anche la bolletta della luce. Con qualche dritta e un pò di buon senso, però, si possono ottimizzare i consumi.
1) Spegnere sempre le luci, anche quando si passa da una stanza all'altra per poco tempo
2) Scegliere lampadine a risparmio energetico: costano poco più, ma permettono di illuminare allo stesso modo delle vecchie lampadine ad incandescenza consumando un quinto durando in media 5 anni
3) Acquistate sempre elettrodomestici ad alta efficienza energetica (almeno di classe A)
4) Tenete il frigorifero lontano da fonti di calore e alla giusta distanza dal muro. Chiudete sempre bene lo sportello (anche se dovete riaprirlo dopo poco). Quando fate la spesa dividete i cibi che vanno conservati in fresco prima di aprire il frigo, evitando di fare la spola tra i sacchetti e il frigo o di aprire in continuazione la porta. Controllate sempre cerniere e guarnizioni perché non ci sia dispersione. Sbrinate e pulitelo regolarmente
5) Evitate i lavaggi a 90°: con i nuovi detersivi basta non superare i 60° per ottenere lo stesso risultato. Cercate inoltre di riempire sempre la lavatrice o di usare il tasto "mezzo carico". Impostate sempre il giusto programma in base al tipo di capi da lavare
6) Prima di mettere i piatti in lavastoviglie eliminati i residui più grossi, magari anche aiutandovi con un tovagliolo per le stoviglie più unte. Non avviate l'elettrodomestico se non è a pieno carico e, se ve lo consente, eliminate dal programma l'asciugatura: basta aprire lo sportello a fine lavaggio. Tenere i filtri sempre puliti e usare periodicamente il cura lavastoviglie
7) Spegnere tutti gli apparecchi quando non vengono usati e non lasciarli in stand-by. Ci si può aiutare anche con presa programmabile attraverso un timer: si può trovare in tutti i negozi di elettronica e ha un costo attorno ai 10 euro, ma permette di risparmiare qualcosa. Staccare i caricabatteria di cellulari e dispositivi vari quando la carica è completa.

Venti anni fa nasceva il World Wide Web: festa a Roma con il fondatore

Lunedi 14 novembre, a partire dalle 10, per tutto l’arco della giornata, si festeggiano i vent’anni del WWW (World Wide Web) assieme al suo creatore Sir Tim Berners-Lee a Roma, al Tempio di Adriano in piazza della Pietra, e in diretta «a rete unificata» sul sito www.happybirthdayweb.it, su www.altratv.tv e su centinaia di micro web tv, blog e video blog. La traduzione nella lingua dei segni Lis permetterà la comprensione anche ai non udenti.

L'evento, promosso dal Tecnopolo di Roma e organizzato da Asset Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio della Capitale, sarà suddiviso in 4 sezioni in cui si discuterà di come il Web ha cambiato e cambierà le nostre vite e i nostri modelli di sviluppo.

(Fonte: la stampa.it)

Acquisti a rate: gli italiani sono i più insolventi d'Europa

Uno studio pubblicato sul sito di Bankitalia mette a confronto i dati sul credito al consumo in Italia e in altri 8 Paesi europei (Regno Unito, Finlandia, Germania, Irlanda, Portogallo, Francia, Olanda e Spagna).
I dati, riferiti al 2008 quando la crisi era solo agli albori, indicano la più bassa percentuale di famiglie inadempienti sul credito al consumo si registra nel Regno Unito (2,3%) e la più alta in Italia (10,5% ma in calo rispetto al 2005)». Negli altri Paesi coperti dallo studio, la quota è tra il 5 e l’8%». L’Italia quindi è l’unica a mostrare una doppia cifra.
Ma in che fascia di reddito sono gli insolventi? Solo il 30% delle famiglie italiane risultava ”povera”, il che significa essenzialmente che anche famiglie nella fascia benestante si sono trovate in temporanea difficoltà. In Inghilterra, invece, le famiglie che non riescono a ripianare il debito sono per circa il 50% tecnicamente povere.

(Fonte: il messaggero.it)

Tendenze in cucina: non sprecare nulla va di moda

I grandi chef degli alberghi stanno lanciando la moda di non buttare via nulla: anzi sperimentano utilizzando tutto ciò che normalmente viene scartato, dal gambo alla radice delle verdure. Possono cucinare prelibati contorni a base di foglie di cavolfiore o gambi di broccoli a dadini in insalata con scaglie di parmigiano, proporre la buccia dell'anguria sottaceto e insaporire un piatto di portata con le foglie del crescione come sostituto dei capperi, mentre inondano una panna cotta di una salsa a base di foglie di pesco decotte.
In America è stato calcolato che viene buttato via il 25 per cento degli alimenti acquistati, o perché vengono lasciati scadere, o perché viene scartata una larga parte di una pietanza ancor prima di cucinarla. Per questo motivo il ritorno alla tradizione contadina dei tempi di guerra.
Negli Stati Uniti il compito di alfabetizzazione della popolazione abituata ai cibi in scatola è delegato al sistema dei Csa, Community-supported agriculture, l'equivalente dei nostri Gas (gruppi di acquisto solidali).
Per la popolazione che in pochi minuti deve riempire al supermercato il carrello con la spesa settimanale, è difficile anche solo trovare nel reparto vegetali (spesso acquistati surgelati o già lavati) un carciofo ancora con il suo gambo o un cavolfiore ancora protetto dalle foglie verdi che gli stanno intorno. Per questo motivo i primi da alfabetizzare dovrebbero essere i grandi produttori che coltivano, puliscono, tagliano e impacchettano frutta e verdura già depredata degli scarti tanto preziosi nelle cucine degli chef.

(Fonte: corriere.it)

Guarda che ti riguarda”: un progetto a difesa dei consumatori

È stato presentato in aprile, ma adesso comincia a registrare i primi importanti accessi il sito “www.guardachetiriguarda.it”. Finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico con i fondi provenienti dalle multe Antirust e realizzato da 5 associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti: Movimento Difesa del Cittadino, Assoutenti, Codacons, Confconsumatori e Unione Nazionale Consumatori, il progetto ha l’ambizioso obiettivo di favorire l’esercizio dei diritti dei consumatori e promuovere la consapevolezza sulle opportunità e gli strumenti di tutela in materia di credito al consumo, pratiche commerciali scorrette, telemarketing, servizi turistici e garanzie post-vendita.

Nell’attuale giungla pubblicitaria talvolta ingannevole, ognuno di noi è preda innanzitutto della scarsa informazione, non avendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per rivendicare i propri diritti di consumatore. “Guarda che ti riguarda” nasce proprio dall’esigenza di informare i cittadini sui diritti garantiti dal Codice del consumo, (un provvedimento emanato nel 2005 che raccoglie tutta la normativa a tutela del consumatore), attraverso un sito web, guide, servizi di consulenza, video, una rubrica radiofonica, convegni e giornate a tema; tutte iniziative orientate a promuovere l’educazione al consumo consapevole e il miglioramento del livello di auto-tutela del consumatore.

Fonte: unimondo.org

Le caraffe filtranti per l’acqua sarebbero potenzialmente nocive?

L’Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori) plaude all’iniziativa condotta dal Pm Guariniello sulle caraffe filtranti che, secondo analisi di laboratorio, si sono rivelate inutili e in qualche caso nocive ed è pronta a costituirsi parte civile per chiedere un eventuale risarcimento dei danni subiti dai consumatori. “Sosteniamo il Pm Guariniello sull’indagine sulle caraffe filtranti – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – i cui risultati sono in linea con quanto da noi affermato. Analisi di laboratorio hanno confermato la loro inutilità e, in determinati casi, la loro pericolosità per la salute, in quanto hanno reso l’acqua filtrata non potabile. Ora ci auguriamo che il Ministero della Sanità prenda immediatamente provvedimenti in merito, sanzionando le aziende produttrici e vietando la commercializzazione di tali prodotti che, oltre ad essere potenzialmente nocivi per la salute, costituiscono anche pubblicità ingannevole per i consumatori. Lo scorso marzo, inoltre, la nostra sede di Torino si è costituita come parte offesa nel procedimento avviato a seguito di un esposto di Mineracqua. Se verrà accertato che i consumatori hanno subito dei danni alla salute a causa dell’utilizzo delle caraffe filtranti non esiteremo a costituirci parte civile e a chiedere il risarcimento degli eventuali danni.”

Fonte: www.adoc.org

Consumi energetici ridotti del 2% grazie a tecnologie più efficienti

Si chiude con un bilancio positivo il primo quinquennio di funzionamento dei certificati bianchi (gennaio 2005 - 31 maggio 2009), il meccanismo per promuovere l’efficienza energetica attraverso la diffusione di apparecchiature, sistemi e tecnologie innovative e più efficienti nelle abitazioni, nei servizi e nell’industria, regolato e gestito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Ogni anno si sono risparmiati, mediante interventi di efficienza energetica, 7 miliardi di kilowattora, equivalenti al 2% dei consumi elettrici nazionali.
Come evidenzia il quinto rapporto annuale dell’Autorità sui titoli di efficienza energetica, i risparmi più significativi sono stati ottenuti grazie all’introduzione di tecnologie più efficienti negli usi elettrici civili come lampadine a basso consumo, kit per il risparmio idrico, elettrodomestici, climatizzatori, scaldabagno e caldaie ad alta efficienza, ma anche con interventi sui sistemi di riscaldamento, nell’impiantistica industriale e nell’illuminazione pubblica.

I risparmi sono cresciuti soprattutto nel settore residenziale e nel terziario, passando dal 47% del totale del primo anno all’81% nel quinto anno di funzionamento del sistema. Rispetto al contributo tariffario erogato, i consumatori finali hanno potuto beneficiare di una spesa energetica evitata molto superiore (dalle 6 alle 12 volte).
Le prospettive dei prossimi cinque anni, in termini di obiettivi da conseguire, mostra segnali di affanno, come evidenziato dall’Autorità e che sono dunque necessari nuovi stimoli agli investimenti in tecnologie efficienti nell’uso dell’energia.

Fonte: e-gazette.it

Nuovi farmaci anti-impotenza: la mentina dell'amore o la gomma da masticare

Dopo 13 anni dalla comparsa del Viagra (o sildenafil: il capostipite), arriva adesso un'opzione in più per i tre milioni di italiani che soffrono di questo disturbo (oggi definito "disfunzione erettile" dai medici).
Si scioglie in bocca in pochi secondi, è un tantino effervescente e sa di menta: è la nuova versione del vardenafil, uno dei "magnifici tre" farmaci anti-impotenza.
La "mentina dell'amore", già in commercio in una decina di Paesi europei, inaugura una nuova generazione di farmaci anti-impotenza che riformulano quelli tradizionali, non solo per offrire al consumatore un prodotto migliore, ma anche per contrastare l’arrivo dei generici, cioè delle loro "imitazioni". Il brevetto del Viagra, infatti, scadrà nel 2012 e la pillola blu potrà essere fabbricata da chiunque e venduta a costi più bassi.
Ecco perché l’azienda produttrice ha già studiato una nuova formulazione e sta commercializzando il farmaco sotto forma di gomma da masticare: per ora soltanto in Messico (che è il più grande consumatore di Viagra fra i Paesi in via di sviluppo), ma, se il test funzionerà, spera di estendere il mercato in altre aree. I produttori della terza molecola, il tadalafil, l'ultimo arrivato in commercio otto anni fa, hanno già messo in pratica un'idea che il pubblico sembra apprezzare molto: hanno registrato il farmaco a basse dosi per un uso quotidiano e in qualche Paese, come la Gran Bretagna, è già disponibile. Così, chi lo assume non si deve preoccupare di prendere la pillola prima di un rapporto e può far sesso quando vuole.

(Fonte: corriere.it)

UE: consumatori poco informati e consapevoli dei propri diritti

Secondo uno studio di Eurobarometro pubblicato in occasione del Vertice europeo dei consumatori 2011, meno del 50% dei consumatori nell’Unione europea si è dichiarato sicuro, informato e tutelato in quanto consumatore.
Solo il 58% degli intervistati è stato in grado di leggere correttamente gli ingredienti riportati sull'etichetta di un prodotto alimentare e il 18% non è riuscito a trovare la data di scadenza. Solo il 2% dei consumatori ha riconosciuto cinque loghi ampiamente usati per fornire informazioni al pubblico. Il 33% dei consumatori pensava che il marchio CE significasse "fabbricato in Europa" e solo il 25% sapeva che invece significa che il prodotto "è conforme alla legislazione dell'UE". Molti non conoscevano nessuna organizzazione dei consumatori del proprio paese.

I danni denunciati dai consumatori rappresentano circa lo 0,4% del PIL dell'UE e oltre un quinto dei consumatori dell'UE ha dichiarato di avere avuto un problema nei 12 mesi precedenti. Sebbene la maggior parte dei consumatori reclami con i negozianti, nella maggioranza dei casi se la risposta ricevuta non è soddisfacente essi non intraprendono nessuna azione ulteriore. Un numero elevato di consumatori ha difficoltà a fare i calcoli, a capire le informazioni importanti e a riconoscere le pratiche di vendita illegali e non conosce i suoi diritti. La maggior parte degli intervistati non era a conoscenza del proprio diritto di restituire un prodotto difettoso o di richiederne la riparazione o la sostituzione. Il sondaggio è stato condotto nel 2010 in 29 paesi e ha coinvolto 56 471 consumatori ai quali sono state poste 70 domande riguardanti le tre dimensioni principali dell'empowerment: competenze dei consumatori, conoscenza dei propri diritti e assertività.

Esiste tuttavia un grande potenziale da sfruttare per rendere i consumatori maggiormente consapevoli e di conseguenza per migliorare il modo in cui sono trattati e ridurre i danni da loro subiti. Internet e i mezzi di comunicazione hanno un ruolo essenziale da svolgere per l'empowerment dei consumatori, dato che oltre il 38% di questi ultimi usa Internet per fare raffronti tra i prodotti e considerata la capacità dei media di raggiungere direttamente i cittadini.

Fonte: Commissione europea

Spese sopra i 3600 euro dal primo luglio saranno tracciabili

Dal primo maggio doveva entrare in vigore la norma che riguarda la tracciabilità delle spese oltre i 3.600 euro. L'Agenzia delle Entrate ha deciso di farla slittare al primo luglio per permettere ai commercianti di prepararsi meglio.
In che cosa consiste questa norma?
Per le spese sopra i 3600 euro per le quali non è prevista l'emissione di fattura sarà necessaria la rilevazione dei dati per la comunicazione al Fisco. Lo ha deciso oggi il direttore, Attilio Befera, con un provvedimento riguardante appunto l'obbligo di acquisire i dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva che riguardano i consumatori finali.
Per rilevare i dati relativi agli acquisti di beni e servizi che oltrepassano la soglia dei 3.600 euro, Iva inclusa, sarà necessario mostrare il codice fiscale, e dunque si sarà identificati.

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