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Censis: le figure di riferimento delle persone

Un rapporto del Censis “Fenomenologia di una crisi antropologica - i miti che non fuzionano più” esamina le figure di riferimento dei giovani, in particolare le tre figure che tradizionalmente sono state importanti finora e cioè il padre, il prete e l’insegnante.
Per più del 39% degli italiani il padre non rappresenta più le regole e il senso del limite dentro la famiglia e nel rapporto con i figli (il dato supera il 42% tra le donne, è pari al 45% tra i laureati e al 46% tra gli anziani e tra i residenti nelle grandi città, con oltre 250mila abitanti).
Altra figura chiave in declino è quella degli insegnanti. Per il Censis, i docenti sono “delusi”: il 53% degli insegnanti ha scelto di fare il suo lavoro per aspirazione personale, ma oltre un terzo (il 50% nella scuola secondaria di secondo grado) non rifarebbe la stessa scelta. Il 69% ritiene che l’insegnamento abbia uno scarso riconoscimento sociale e quasi il 53% che non benefici di una progressione economica, l’82% ritiene che non vengano realizzati gli obiettivi della scuola: educazione ai valori e convivenza civile.
E i sacerdoti? Prevale nella società l’idea di una «morale personale» su misura. Più del 78% degli italiani è favorevole all’utilizzo di cellule staminali per fini terapeutici, il 67% alla procreazione assistita, il 53% alla fecondazione eterologa, il 50% alla diagnosi preimpianto. Oltre il 59% è favorevole all’aborto e il 53% all’uso ospedaliero della pillola abortiva. Tutto questo, secondo il Censis, testimonia un allontanamento etico dai precetti della Chiesa, sebbene i sacerdoti attivi nelle 25mila parrocchie italiane abbiano un ruolo centrale nel contrastare il disagio sociale. Contano come risposta ai bisogni sociali, ma non nella diffusione dei valori etici.

(Fonte: city.it)

Garante protezione dati personali: televisione e pornografia del dolore

Il Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, durante la presentazione della relazione annuale ha parlato di “pornografia del dolore” a proposito di certe trasmissioni che per centinaia di ore trattano certi avvenimenti di cronaca: «Alcuni studiosi rispetto a episodi quali la tragedia di Avetrana o quella di Potenza, o quella di Ascoli Piceno, o anche per casi di persone e minori scomparsi, la diffusione di informazioni di ogni tipo intorno a fatti di cronaca arriva a punte di cattivo gusto e di violazione della dignità delle persone che vanno oltre ogni norma deontologica o giuridica».
Un accanimento «che non bada neppure all’interesse oggettivo delle vicende, ma piuttosto a sollecitare la curiosità del pubblico».

(Fonte: metronews.it)

Censis: gli Italiani sempre più violenti e aggressivi. Boom di antidepressivi

Secondo un'indagine realizzata dal Censis dal 2004 al 2009 le minacce e ingiurie sono aumentate di oltre il 35%, più 26,5% per le lesioni e le percosse. Negli ultimi dieci anni l'uso di farmaci è raddoppiato: +114,2%. Su Facebook quasi 20 milioni di utenti in 2 anni e mezzo.

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Un nuovo scandalo sessuale fa dimettere un ministro francese: come mai in Italia per scandali sessuali non si dimette nessuno?

Ad appena due settimane dallo scandalo dell direttore generale del Fondo Monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, che era pronosticato come carta vincente dei socialisti per le presidenziali del 2012, accusato di stupro a New York, un nuovo scandalo a sfondo sessuale scuote il mondo politico della Francia, colpendo questa volta Georges Tron, viceministro alla Funzione pubblica del presidente Nicolas Sarkozy, accusato da due donne di aggressione sessuale e dimessosi di conseguenza.
Se riandiamo a quanto successe in America con lo scandalo del presidente Clinton che aveva avuto rapporti sessuali con una stagista viene spontaneo chiedersi come mai in Italia gli scandali sessuali non facciano indignare più di tanto la popolazione e nessuno si dimetta per questo motivo,
In teoria nella culla del Cristianesimo dovrebbe essere il contrario. Invece sembra che molti uomini provino ammirazione e considerino questi scandali affari privati. Sembra quasi che la cultura cattolica a differenza di quella protestante avendo alla base il concetto di pentimento e di remissione dei peccati attraverso la confessione consideri questi peccati in modo più indulgente perché essendo peccati che si consumano nel privato una volta confessati non ne rimanga più traccia. Un'altra possibile spiegazione potrebbe essere il fatto che molti preti in realtà non potendosi sposare siano ricorsi ad amanti segrete e abbiano vissuto il celibato in modo molto disinvolto; questo li avrebbe spinti ad essere più indulgenti su questo tipo di peccati. Il fatto che per troppo tempo si sia stati indulgenti sui preti pedofili sembra dimostrarlo.
Anche se esiste una parte del paese molto discriminatoria nei confronti di gay, lesbiche, in nome del cristianesimo stesso.
Sono le contraddizioni di un paese che si proclama cristiano a parole, ma poi nei fatti... Basti considerare come i nostri politici per ottenere voti si inginocchino succubi davanti ai vescovi, mentre una volta girato l'angolo si comportino nei fatti in modo più o meno libertino.
Anche questa forma di ipocrisia é una caratteristica assai tipica del nostro paese.

I partner ideali: hanno le stesse idee politiche

Uno studio della Nebraska University e della Rice University (USA) rivela che avere le stesse idee politiche é una discriminante per poter selezionare il proprio partner.
La ricerca rivela infatti che per trovare un partner ideale é più importante avere le stesse idee politiche, religiose e sociali che l'aspetto fisico o la personalità.
Quindi quando si dice che gli opposti si attraggono, in questo caso non varrebbe.

(Fonte: city.it)

Soluzioni patrimoniali per la convivenza: La famiglia di fatto

Convivente, eredi necessari, testamento. La società è mutata e continua a mutare, oggi sempre più coppie decidono di vivere insieme senza l’atto matrimoniale. Questa scelta nasce da diverse motivazioni vuoi il singolo che non assegna un vincolo legislativo all’unione e dei vincoli vuoi una prova pre-matrimoniale di conoscenza vuoi il cambiamento delle strutture socio-economiche-culturali, ma non cambia la situazione che si viene a creare della “famiglia di fatto”.

L'articolo presenta i problemi che la famiglia di fatto deve affrontare attraverso la recensione del libro “La famiglia di fatto”, di Vincenzo Di Michele, edito dalla casa editrice Firenze Atheneum Edizioni,

Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

Festival dell'Economia a Trento: come le telenovelas hanno cambiato i costumi dei cittadini

Al Festival dell'Economia a Trento è stata presentata la ricerca di una docente dell'Università Bocconi di Milano Eliana La Ferrara che dimostra come l’efficacia delle telenovelas nel cambiare i costumi dei cittadini sia maggiore di quella esercitata da due anni in più di scuola.
In Brasile in 30 anni le telenovelas hanno contribuito a far scendere il numero dei figli per donna da 6 a 2.
In Rwanda una radionovela ha favorito la riconcilazione tra hutu e tutsi.
In India la Tv via cavo ha favorito la conquista di maggiore indipendenza da parte delle donne.

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