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Tre rogatorie sul riciclaggio di denaro sporco, ma la Santa Sede non risponde

Dall'inchiesta sulla morte di Roberto Calvi nascono una serie di domande imbarazzanti per il Vaticano sui rapporti dello Ior con la mafia e il crimine. Alla quale non è mai stata data risposta. Ora la procura di Roma, che indaga per riciclaggio, chiede l'intervento del neo ministro Severino. Si rischia un grave incidente diplomatico. Se il Vaticano non risponde, comprometterà la procedura per entrare nella lista degli "stati virtuosi", tradendo la richiesta del Papa di maggiore trasparenza fiscale.

Confesercenti: “La mafia? La banca più grande d’Italia”

Dati alla mano, il rapporto Sos impresa di Confesercenti sentenzia: “Mafia spa è la prima banca d’Italia”. Alla faccia di crisi economica e aziende in difficoltà, la criminalità organizzata è di fatto “il più grande agente economico del Paese”, con 65 miliardi di euro di liquidità, un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, un utile che supera i 100 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti. Basti pensare che il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil (prodotto interno lordo) nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Dai bar ai ristoranti, dai negozi ai mercati, dai venditori ambulanti agli alberghi: nessuno sfugge alla criminalità organizzata . “La vicinanza alle organizzazioni criminali, giungere a patti con esse, conviverci, - precisa il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - può fare la differenza fra essere espulsi definitivamente dal mercato o poter continuare ad operare, magari vedendo aumentare il proprio fatturato”.
190mila aziende chiuse in tre anni
Debiti e usura hanno colpito duro dal 2008 al 2011. Secondo il rapporto Sos Impresa di
Confesercenti, sono state 190mila le imprese italiane che hanno chiuso i battenti strozzate da prestiti e cravattari. Mediamente ogni azienda, secondo lo studio, ha debiti per 180mila euro, una cifra che è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio. Sono 200mila, in sostanza, i commercianti coinvolti in rapporti con l’usura, ma sono 600mila quelli che combattono con i debiti. E con la crisi è aumentato il numero degli usurai che oggi sono passati da circa 25mila a oltre 40mila. Quanto all’identikit della vittima dell’usura, il fenomeno colpisce solitamente commercianti che operano nel dettaglio tradizionale, come alimentaristi, gestori di negozi di abbigliamento e calzature, fiorai. Anche i fallimenti sono cresciuti vorticosamente: +16,6% nel 2008 e +26,6% nel 2009. Nel primo trimestre 2010, i fallimenti sono cresciuti del 46%.

La piovra che si insinua
Ma come fa la criminalità organizzata a prendere il sopravvento e a gestire tutti questi affari senza scontrarsi con le istituzioni? Dal rapporto Sos impresa arriva una risposta sconfortante: “È grazie alla connivenza collusiva con il mondo politico e amministrativo e di professionisti piacenti che le mafie si sono insediate nel centro e nel nord Italia”. E così sono arrivate a controllare la quasi totalità del mercato del gioco d’azzardo, anche lecito; dello smaltimento dei rifiuti, specialmente tossici e nocivi; del ciclo delle costruzioni. Ma i suoi interessi si sono spostati anche in settori nuovi e imprevedibili: nel comparto sanitario, nello sport, nell’autotrasporto e nella logistica, nei servizi di vigilanza dei locali notturni.

(Fonte: city.it)

Risvolti interni e internazionali dell’assalto all’ambasciata britannica a Teheran

L’articolo analizza le vicende che hanno portato all'assalto all’ambasciata britannica di Teheran del 29 novembre anche attraverso il confronto con la crisi degli ostaggi dell’ambasciata Usa del 1979.

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Sequestri di cocaina: per l’Italia il 2011 è l’anno record

In Italia il 2011 sarà l’anno record di sequestri di cocaina per almeno gli ultimi 7 anni. È quanto si evince mettendo in relazione i dati ufficiali dalla Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa) del Ministero dell’Interno aggiornati per l’anno in corso a settembre 2011. Secondo i dati ufficiali, infatti, nei primi nove mesi dell’anno sono state sequestrate ben 4,65 tonnellate di cocaina, più del doppio di quella sottratta al traffico per lo stesso periodo (gennaio-settembre) dello scorso anno e già una tonnellata in più rispetto al 2010, nonostante ai dati del 2011 manchino ancora all’appello tre mesi di sequestri. Nel 2010, infatti, le forze dell’ordine hanno intercettato 3,6 tonnellate di polvere bianca. Secondo i dati, raccolti da Narcoleaks, un progetto nato per monitorare i sequestri di cocaina in tutto il mondo, a metà ottobre i sequestri realizzati in Italia fanno salire ancora il dato ben oltre le 5 tonnellate.

Un raddoppio dei sequestri che non trova pari, per quanto riguarda i dati parziali dell’anno in corso, nelle altre droghe. Diminuiscono tra i sequestri quelli di cannabis ed eroina. Nei primi nove mesi del 2010, infatti, sono stati sequestrati 659,47 chilogrammi di eroina, mentre nello stesso periodo dell’anno in corso i sequestri hanno permesso di rimuovere dalla strada 428,83 chilogrammi della stessa droga. Un trend che vede anche la cannabis scendere dalle 19,9 tonnellate alle 19,7 sequestrate dalle autorità. Crescono nel complesso le operazioni antidroga: nel 2011 sono state eseguite 16mila operazioni ( 1.264 operazioni in più rispetto al periodo gennaio-settembre 2010) che hanno portato alla segnalazione di 24mila persone e all’arresto oltre 19mila persone, contro i 18mila arresti eseguiti nello stesso periodo del 2010.

Fonte: redattoresociale.it

Giochi d'azzardo: Oltre un milione di ''dipendenti'', il 15% in più che negli altri Paesi

"In Italia soltanto nel settore dei videogiochi esiste un numero impressionante di macchine, ben 400.000, ossia il 15% in più degli altri Paesi che conoscono questo fenomeno e che arrivano ad un parco macchine di 15.000-20.000. Tutto questo è controllato in buona parte dalla criminalità, che impone il controllo del territorio attraverso i gestori, e si traduce in un disastro per i giovani, per gli anziani, per le famiglie". Cosi' il senatore, Luigi Li Gotti, relatore dei documenti della commissione Antimafia sul riciclaggio e le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito illecito, descrive il fenomeno.
"La raccolta dal gioco lecito in Italia tra il 2003 e il 2010, ossia sette anni, è stata complessivamente di 309 miliardi di euro. L'intero comparto ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 20,9% tra il 2003 e il 2009 e del 13% nel 2010, con una proiezione per il 2011 che arriva a oltre 70 miliardi di euro". Però accanto al gioco lecito (70 mld di introiti), "vi è un settore del gioco illecito che sfugge totalmente ai controlli, che è stimato dalla Guardia di finanza essere pari a tre volte il monte della raccolta lecita".

Fonte: direnews

7 studenti su 10 preoccupati per la presenza della criminalità nel Lazio

"Sette studenti su 10 ritengono la presenza della mafia nel Lazio un fenomeno preoccupante. Più della metà degli studenti ritiene l'estorsione tra le principali attività della criminalità organizzata. Il 46% degli studenti intervistati dichiara inoltre disinteresse o disgusto per la politica”. Così sostiene l’indagine sulla percezione del fenomeno mafioso tra gli studenti del Lazio, realizzata nell'ambito del Bando 2010 del Consiglio Regionale del lazio. "Il campione dell'indagine si basa su interviste di 1.420 studenti di 51 istituti sul territorio laziale - si legge nel comunicato - Uno studente su 10 dichiara di giocare puntando soldi (per es. a carte o ai video poker) quasi tutti i giorni o almeno una volta a settimana e uno studente su 5 una o due volte al mese. Per il 44,7% degli studenti intervistati, per trovare lavoro serve essere raccomandato o avere conoscenze politiche o una famiglia influente. Per il 46,7% le persone sono spinte ad entrare nelle fila della mafia da difficoltà economiche e di lavoro, circa i due terzi dichiarano un sano atteggiamento di responsabilità collettiva nel contrasto alla mafia (il 59,2% dichiara che “tutti noi dobbiamo impegnarci per combatterla”), altri lasciano meno spazio al distacco ('E' qualcosa da evitare con attenzione') o alla rassegnazione ('E' qualcosa con cui dobbiamo convivere perché non si può eliminare'). (Elaborazione da DIRE - Notiziario Minori

Pizzo: chi denuncia non pagherà le tasse

La commissione giustizia della camera ha concluso in sede legislativa l'esame del testo contro l'usura e l'estorsione.
Il provvedimento prevede la possibilità per chi denuncia il "pizzo" di non pagare per un certo periodo di tempo le tasse comunali. La norma era stata chiesta a gran voce da alcuni enti locali siciliani. Ora la proposta va al senato per completare l'iter della sua approvazione.

(Fonte: leggo.it)

Spazzatura in Campania: le accuse al presidente Caldoro e la strategia di De Magistris su differenziata e appalti puliti

Il Presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro è indagato nell'ambito dell' inchiesta della Procura di Napoli sui rischi per la salute pubblica determinati dalla mancata raccolta dei rifiuti. Nell'inchiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio si contesterebbe al presidente della giunta campana la mancata attivazione di discariche in altre province campane per fronteggiare l'emergenza. Poco dopo la reazione dell'interessato, che si dichiara pronto.

Intanto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris punta il dito sulla malavita organizzata: "Qualunque cittadino sa che l'incendio di un cassonetto causa diossina i rifiuti incendiati diventano speciali e occorrono giorni per rimuoverli. E' evidente che c'è una strategia dietro ai roghi e ai blocchi stradali. La camorra ostacola la nostra rivoluzione ambientale". In riferimento è alle manifestazioni di protesta che si stanno registrando in questi giorni a Napoli per l'emergenza rifiuti. Incremento della differenziata e appalti puliti: su questi due punti, ha fatto capire De Magistris c'è l'ostilità della criminalità. Il business, a sentire il sindaco di Napoli, è enorme e "per questo c'è qualcuno che ci vuole ostacolare". Chi? "Sarà la magistratura ad accertarlo", dice de Magistris.

Fonte: repubblica.it

Inchiesta P4: come un virus creato dagli inquirenti ha svelato i segreti di Bisignani

La chiave dell'inchiesta sulla P4 sta anche in un programma per computer che i pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio sono riusciti a installare - a sua insaputa - nel portatile di Luigi Bisignani, trasformandolo di fatto in una cimice.

Il faccendiere sapeva di essere intercettato: infatti cambiava spesso schede telefoniche, per rendere la vita difficile agli investigatori. E telefonava attraverso il web, utilizzando software come Skype nella convinzione - più che diffusa - che queste chiamate fossero sicure.

'Querela' - questo il file installato sul pc di Bisignani - è un programma sviluppato interamente dalle forze dell'ordine italiane e la sua funzione è quella di trasformare un pc in una cimice: prendendo il controllo della scheda audio, può catturare attraverso il microfono tutto quello che succede nella stanza e inviarlo agli investigatori. Non solo: registrando direttamente dalla scheda audio, può aggirare le difficoltà di intercettazione dei software per le chiamate Voip (voice over internet protocol, come Skype).

C'è quindi anche uno spirito piratesco - ma legalizzato - in 'Querela', un software che si sta rivelando fondamentale nelle inchieste contro la criminalità organizzata. A infettare il computer di Bisignani è stata, come succede a tutti prima o poi, una semplice mail: all'apparenza un messaggio in arrivo da un social network (come Facebook o Linkedin) che però porta l'utente su un sito creato ad hoc che installa il software-spia.

Fonte: repubblica.it

Sotto attacco i beni confiscati alla criminalità organizzata

Il prossimo fine settimana il Festival dell’Impegno Civile farà tappa in provincia di Caserta, a Baia Verde, alle porte di Castel Volturno, in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”. Qui l’associazione Jerry Masslo, presieduta da Renato Natale che in questi giorni ha subito nuove minacce dai clan di Casal di Principe, gestisce la “Casa di Alice”, un bene confiscato a Pupetta Maresca.

La tappa, però, subirà una modifica rispetto al programma ufficiale, alla luce degli ultimi clamorosi eventi che hanno riportato la città di Castel Volturno e la comunità di immigrati alle attenzioni della stampa nazionale per fatti di cronaca.Non si tratterà di una due giorni di festa ma di un’occasione di riflessione. La prevista sfilata di abiti realizzati da cittadini immigrati, che da alcuni mesi animano la sartoria sociale, la cui sede è presso la villa sottratta ai clan, è stata annullata. Una tra le principali artefici del laboratorio di sartoria, la cittadina ghanese Atta Bose, è la mamma di Mary Morad la bambina di sette anni assassinata sabato scorso e ritrovata, poi, in un canale dei Regi Lagni. Sarà sì presentato il laboratorio, “Vestiamo la legalità”, ma soprattutto, si esprimerà vicinanza e solidarietà a Atta affranta e disorientata in questo momento di estrema difficoltà.

Si discuterà dell’attacco, messo in atto, dai vertici delle amministrazioni locali di centro destra, quella di Trentola Ducenta prima e di Castel Volturno poi, che hanno richiesto la restituzione dei beni confiscati sino ad ora gestiti, con successo, da associazioni del territorio.

Solamente quindici giorni or sono, il neo sindaco del comune di Trentola, Michele Griffo, ha ufficialmente comunicato di non voler rinnovare l’affido alla Compagnia dei Felicioni della Comunità di Capodarco, della villa che lo Stato ha sottratto al boss del clan dei casalesi, e ora collaboratore di giustizia Dario De Simone.

Altrettanto ha fatto il primo cittadino di Castel Volturno Antonio Scalzone che, con una missiva recapitata lo scorso venerdì, ha comunicato che l’associazione Jerry Masslo deve restituire la villa di Baia Verde. La Compagnia dei Felicioni è accusata, dal primo cittadino, “di non combattere la camorra offrendo ospitalità, sotto quel tetto, a bambini vittime di violenze e cercando, riuscendovi, di reinserirli affidandoli a nuove famiglie o, in alcuni casi, a quelle di origine”.

Mentre la Jerry Masslo, secondo Scalzone, sindaco da sempre in lotta contro la comunità immigrata e le associazioni che provano a costruire una convivenza civile, non riutilizza quella struttura che l’allora commissario ha voluto affidare. Sarebbe logico ora attendersi qualche interrogazione parlamentare dai bravi rappresentanti del territorio, spesso impegnati con tavole rotonde sui temi della legalità.

di Pietro Nardiello
Strozzatecitutti.info

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