giornalismo

USA: nuovi modelli di giornalismo

I giornali sperimentano modelli di business sostenibili per le loro versioni Web: c’è chi per coprire i costi e continuare a offrire le news gratis spera nella pubblicità, affossata dalla crisi; chi punta sugli abbonamenti a pagamento, a costo di ridurre il proprio pubblico a una nicchia, ma motivata. Chi si appoggia a Fondazioni no-profit, sperando che non chiudano i rubinetti. Perché si ha un bel dire «serve giornalismo di qualità». Senza risorse, la qualità va a farsi benedire.

Per contrastare questo rischio, Tom Stites del Nieman Journalism Lab a Harvard propone una terza via: un modello cooperativo che si rivolge alle comunità locali. Stites ha fondato il Banyan Project (http://banyanproject.com) con l’obiettivo di «riempire un vuoto nella democrazia degli Stati Uniti»: essere i pionieri di una cooperativa sostenibile e scalabile in maniera massiccia come è avvenuto per quelle alimentari, ma di proprietà dei lettori, per un giornalismo Web che serva i cittadini e li coinvolga a livello civico. Il progetto Banyan ha scelto di partire dalla cittadina di Haverhill, nel Massachusetts, perché per la crisi si è ritrovata di colpo senza giornali e senza radio.

Un «news-desert» (abbandonato dal giornalismo) dove la comunità locale sente la mancanza di notizie che riguardano il suo territorio. Se il progetto funzionerà, potrà allargarsi creando siti Web di nuove comunità che li gestiranno democraticamente come cooperative con centinaia di gestori co-proprietari. E Stites prevede una federazione che fornisca alle cooperative il software e i servizi centralizzati necessari.

(Fonte; la stampa.it)

Al via il Premio Giornalistico Roberto Morrione

Il Premio "Roberto Morrione" è rivolto ai giovani giornalisti, free lance, studenti, volontari dell'informazione ed ha l'obiettivo di promuovere, sostenere e incentivare concretamente la realizzazione di inchieste televisive di giornalismo investigativo nel nome di Roberto Morrione che, nella sua lunga carriera di giornalista, ha sostenuto con forza l'importanza dell'inchiesta per restituire un contesto alle notizie e far comprendere i fatti.

I tutor dei finalisti saranno tre grandi giornalisti d’inchiesta:
Ennio Remondino, Sigfrido Ranucci, Maurizio Torrealta.

L’inchiesta premiata sarà trasmessa da Rainews.
La premiazione si svolgerà durante le giornate del
Premio Ilaria Alpi.

Per scaricare il bando:
http://www.premiorobertomorrione.it/bando.html

Renato Farina: “molti cronisti al soldo del Sismi”

Renato Farina, ex vicedirettore di Libero, radiato dall’ordine dei giornalisti per aver collaborato coi servizi segreti italiani ed aver pubblicato notizie false in cambio di denaro, anche se poi la radiazione é stata dichiarata illegittima perché nel frattempo si era già dimesso spontaneamente dall'ordine, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara su radiosole24ore spazia su svariati argomenti e denuncia fatti gravissimi. Uno su tutti: molti cronisti italiani sono al soldo dei servizi segreti. “Io so i nomi di diversi giornalisti applicati nel Sismi, e loro sì che prendono i soldi”. E ancora: “Il denaro che mi arrivava non era destinato a me, ma serviva per alcune operazioni: io a volte temevo per la vita delle persone cui facevo arrivare i soldi, e allora dicevo che erano per me. Un esempio? Il recupero del filmato di Giuliana Sgrena dall’Iraq, quello che è arrivato in Italia e dimostrava che era viva: ecco quello è stato pagato con una parte di quei soldi, con 10 mila euro. Ma io non potrei dirlo neanche adesso perché è un segreto di Stato”

Storify: aiuta i media a sfruttare i vari siti web

Storify è un nuovo sito che si apre al pubblico con lo scopo di aiutare i giornalisti professionisti, cittadini-reporter e utenti fruitori dell'informazione a raccogliere, organizzare, utilizzare e condividere le informazioni su singoli eventi che altrimenti annegherebbero nel mare magnum della rete.
E’ il trait-d’union tra l'informazione generata dagli utenti e diffusa sul web tramite social network, blog, eccetera e i media tradizionali.
Utilizzando la piattaforma di Storify, gli utenti possono trovare e ricostruire in un proprio mosaico i contenuti diffusi in forma pubblica su network come Twitter, Flickr. Facebook, YouTube e altri siti. Possono anche aggiungere proprie informazioni e incorporare il mosaico che ne risulta nei propri siti-blog-etc. Per alcuni mesi il sistema è stato usato in forma di test privato da grandi testate come Washington Post, New York Times, Wall Street Journal, NPR, Bbc, Huffington Post, Al Jazeera (che ha anche creato un talk show, The Stream, basato proprio sul punto di vista degli utenti del web a proposito di singoli argomenti utilizzando Storify). Da oggi il sistema è accessibile a tutti.

(Fonte: repubblica.it)

Come Vittorio Arrigoni, il volontario ucciso, descriveva la vita a Gaza poco prima di morire

"Ieri la Striscia di Gaza si era svegliata sotto un sole splendente, segnale di una nuova stagione alle porte.": inizia così l'articolo che Vittorio Arrigoni scriveva per il sito Peacereporter.it, appena un mese fa. Il ritratto della vita quotidiana in Palestina, luogo di cui, dopo i bombardamenti dell'operazione "piombo fuso" i media mainstream non parlano più.

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Festival del giornalismo 2011

Event date: 
13-04-2011

Torna a Perugia per la sua quinta edizione il Festival del Giornalismo.
Dal 13 al 17 Aprile 2011 il capoluogo umbro ospiterà uno degli eventi più attesi del genere.
Molti gli eventi e gli ospiti annunciati.
In allegato il programma definitivo.

City: 
Perugia

Quinta edizione del Festival Internazionale di Giornalismo nell'anno di Wikileaks

Giornalisti ed esperti di ogni parte del mondo, saranno presenti a Perugia per la quinta edizione del Festival Internazionale di Giornalismo in programma dal 13 al 17 aprile e che conta quest'anno oltre 140 eventi. Protagonisti della kermesse sarà l'informazione, con molteplici approfondimenti, sperimentazioni culturali, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre. La manifestazione è a ingresso libero ed aperta a tutti.

Ampio lo sguardo del festival sui mille volti dell'informazione: dal fenomeno Wikileaks al no profit per salvare il giornalismo, dai diritti dei 'netizens' (cittadini della rete) al fumetto, dalla triade donne-media-potere ai rischi corsi dal giornalista scomodo.

(Fonte: repubblica.it)

Il caso di Avetrana e le responsabilità della stampa

Da mesi ormai il paese di Avetrana, ma sopratutto due famiglie sono prigioniere dei media che ad ogni piè sospinto sostano davanti alla loro casa rendendone difficili i movimenti.
Da mesi ormai non passa giorno senza che qualche trasmissione non tratti il caso.
Pur di avere uno scoop, o di mettere su a tutti i costi una trasmissione giornaliera, anche quando non ci sarebbe nient'altro da dire, scandagliano ogni dettaglio anche insignificante. Pur di fare notizia arrivano anche ad offrire soldi ai protagonisti.
Dapprima hanno creato un mostro, in secondo luogo lo hanno visto con compassione e ne hanno creato un'altro. Ora le evidenze contro Sabrina stanno ad una ad una vacillando.
Per mesi si sono fatte e rifatte le stesse considerazioni adattate di volta in volta all'evolversi della situazione, spesso senza alcun costrutto; dapprima il colpevole erano le cattive amicizie nate su internet, poi le cose sono radicalmente cambiate.
Un'informazione degna di questo nome non si comporta in questo modo: comunica di volta in volta le risultanze delle indagini quando ci sono, senza alcun commento, e ogni tot settimane può aprire un dibattito per analizzare aspetti sociali della questione, ma non per fare e rifare il processo come se si dovesse gareggiare con la magistratira inquirente.

Corso "Professione Reporter" per il giornalista multimediale

La Televisione statale della Repubblica di San Marino organizza anche quest'anno un corso di specializzazione su regole, linguaggi e nuove tecnologie per il giornalista multimediale. Il corso, intitolato, "Professione reporter" si svolgerà sotto la direzione scientifica della giornalista Carmen Lasorella, direttore generale della San Marino RTV.
Il corso si avvale di docenti di prestigio in campo accademico, tra cui Paolo Pobbiati (già presidente della Sezione Italiana di Amnesty International) e di firme note del giornalismo. Collaborano le Università di Urbino, Università di Roma Tor Vergata, la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, con il patrocinio dalle Istituzioni Sammarinesi.
La proposta formativa del corso è volta a offrire strumenti di conoscenza e approfondimenti sulla "professione di reporter" sia nella carta stampata, sia nel giornalismo on line, con particolare attenzione al mezzo radiotelevisivo nella sua evoluzione digitale, satellitare e web.

Fonte: www.amnesty.it - www.sanmarinortv.sm/professionereporter

Chi è giornalista? Da New York una sentenza destinata a fare scuola

Negli Stati Uniti, dopo la decisione della Corte di New York, si può definire giornalista:
chi scriva per giornali, TV o programmi radiofonici oppure, e questa è la novità , chiunque in sito web esponga le sue idee, racconti la sua verità.
Non importa quanto il sito sia piccolo, non importa se la sede principale del suoi interessi non si trovi negli USA.
Da ora in poi quando, per un qualsiasi motivo, un procedimento a favore o contro gli scrittori di una web-page,sarà discusso di fronte ad una Corte Americana, al pari dei grandi organi di stampa, un sito web avrà la
protezione del primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti - libertà di parola e di stampa-.
Il giudice di New York Paula Omasky, negando la procedibilità per reato di diffamazione contro gli autori di uno scritto on line, che avevano accusato una Banca messicana, conosciuta con il nome Banamex, di far affari con il traffico di droga, ha allargato enormemente la categoria di giornalista in questo Paese e accordato, ai molti che si trovano a scrivere su un sito internet, la protezione di chi scrive per il New York Times.
Non esistendo l'equivalente del nostro ordine Nazionale dei Giornalisti, al di qua dell'Atlantico, la libertà di un redattore di scrivere quel che decide è protetta dall'appartenenza ad una redazione di un giornale o di una televisione o radio, come ha stabilito la sentenza del 1964, considerata storica , Sullivan contro New York Times.
"E' accordata la stessa protezione del 1° Emendamento della Costituzione Americana- Libertà di parola e di stampa- la stessa protezione accordata a un giornale o ad un giornalista accusato di diffamazione" ..." chiunque accusi per diffamazione un redattore on-line deve provare che il suo scritto
è volutamente falso e deliberatamente malizioso".
Tremano di fronte alla novità, le scuole di giornalismo americane, la via principale , se non l'unica per entrare nel mondo della stampa statunitense; scrivere come giornalisti da ora in poi sarà molto più facile.
La notizia è passata quasi inosservata sulla stampa americana, forse perché Banamex è una Banca che fa parte del potente Associazione Bancaria Americana Citigroup o forse solo perché divulgare la notizia metterebbe a rischio molti potenti. La storia giudiziaria di Narco.news, un sito web che copre in Messico le
vicende legate alla guerra della droga in America Latina, è iniziata nel 1997 quando con 15 reportages, apparsi sul sito, si accusava Roberto Hernandez Ramirez, direttore generale e maggior proprietario della Banamex, di essere un trafficante di droga tra America Latina e Stati Uniti.
Il primo procedimento per diffamazione assunto di fronte ad un tribunale Messicano si è concluso nel 1999 assolvendo i redattori del sito web, perché non esistevano gli estremi del reato di diffamazione.
Forse proprio per questo, quest'autunno, i legali di Banamex hanno pensato di citare in giudizio i redattori on-line difronte ad una Corte Americana, dove Citigroup è un gruppo potentissimo.
La pagina web, Narco.news, è registrata presso un Ufficio Postale di New York e sempre a New York, in una pubblica Conferenza, gli autori dei testi avevano nuovamente riproposto i risultati delle loro indagini.
Presto ci sarà l'appello, ed e' vero, che in regime di Common law (mancanza di regole scritte e decisioni da motivarsi sui precedenti giudiziari) il prossimo giudice investito del caso o di un caso simile, potrà decidere
anche in modo del tutto differente dalla decisione di Paula Oblasky. Ma di quella decisione da ora in poi si dovrà tener conto e spiegarci perché si dissente.

Di Elisabetta Galeffi (articolo ripreso dal “Barbiere della Sera”)

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