industria

Crisi: nel 2011 fallite 11.615 imprese. Le cause

Nel 2011 11.615 aziende italiane hanno chiuso definitivamente. E’ il preoccupante dato che fornisce la Cgia di Mestre che aggiunge come sia un numero record da quattro anni a questa parte. Al primo posto di questa triste classifica la Lombardia con 2.600 fallimenti, segue il Lazio con 1.215 aziende fallite, mentre al terzo posto c’è il Veneto con 1.122.
“Stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna” sono le cause più frequenti che portano alla chiusura, dramma che “non è stato vissuto solo dai datori di lavoro, ma anche dai dipendenti: secondo una prima stima, in almeno 50.000 hanno perso il posto di lavoro”.

(Fonte: informazione.it)

Bioplastiche: Novamont compra fabbrica di Bioitalia

L’odissea degli ex lavoratori dell'Ajinomoto sembra essere arrivata alla fine. Lo stabilimento di Bottrighe è stato ufficialmente acquistato da Novamont, azienda leader italiana del settore delle bioplastiche, attraverso la sua controllata Mater-Biotech. L'intento della Novamont è quello di convertire l'impianto produttivo, in partnership con Genomatica, nel primo impianto industriale per la produzione di Butandiolo da fonte rinnovabile. Il butandiolo è anche componente fondamentale di moltissimi altri prodotti quali tessuti elasticizzati o stretch, scocche dei telefoni cellulari, connettori delle auto, etc..Il valore complessivo del mercato del butandiolo nel mondo è stimato intorno a 3,5 miliardi di euro; attualmente i principali produttori di butandiolo da fonti fossili sono i grandi gruppi chimici mondiali, dalla tedesca BASF alla Dairen di Taiwan alle statunitensi Lyondell, ISP e DuPont, per una capacità produttiva di oltre 1,5 milioni di tonnellate, ancora insufficienti rispetto ad una domanda schizzata verso l’alto anche in seguito al boom dell’economia cinese. Novamont, subito dopo l’acquisizione, procederà alla conversione del sito in cui è localizzato l’impianto utilizzando le proprie competenze tecnologiche nella produzione di monomeri rinnovabili per adattare il processo di Genomatica, pronto per lo scale-up, all’impianto di Adria. Questo primo impianto di butandiolo, che avrà una capacità produttiva di circa 20.000 ton/anno, dovrebbe poter iniziare la produzione dell’intermedio intorno alla metà del 2013. Lo stabilimento di Adria, che fino al 2006 ha prodotto lisina impiegando più di 60 persone, è stato utilizzato per attività sperimentali. Attualmente, dei 27 dipendenti rimasti, 17 sono in cassa integrazione. Con l’acquisto del ramo d’azienda tutti i 27 dipendenti dell’impianto BioItalia di Adria passano a Mater-Biotech che ha già siglato un accordo con le organizzazioni sindacali territoriali.

Fonte: http://affaritaliani.libero.it

L'Europa e le fabbriche del futuro

Le Fabbriche del Futuro non saranno piu aziende isolate e competitivi tra di loro basate sul profitto ma sistemi di sviluppo coordinati e con la ricerca e le applicazioni di settori avanzati e strategici dello sviluppo della green-economy nel rispetto della natura e dell' ambiente.

Study's content: 

Strategie di superamento della crisi strutturale contemporanea

Cari amici di Siamotuttigiornalisti,

la crisi strutturale che viviamo e in gran misura dovuta alla persistenza del modello di sviluppo industriale centrato sulla fabbrica anziche' sul modello di sostenibilita' della economia della conoscenza centrato sulla condivisione innovazione "totale" capace di superare vecchi schemi dello sviluppo e di generare ricadute positive in tutta la società a livello regionale, produttivo della formazione e dei servizi .

Ritengo pertanto che il criterio di guida per uscire dalla crisi contemporanea consista nel delineare una riconversione delle imprese che superi la loro competitivita' chiusa nella azienda per aprirsi ad un nuovo ciclo "open" di sviluppo di sistemi a rete tra ricerca ed impresa capaci di delineare e rinnovare le prospettive di collaborazione sul tema dei rapporti tra ricerca e innovazione,e favorire la crescita occupazionale con particolare riguardo alla disoccupazione di laureati e diplomati.

In coerenza con tali obiettivi gli interventi al convegno su : "Open Innovazione Societa della Empatia" (30 Sett.11 a Firenze) dovrebbero poter rappresentare nel loro complesso tali obiettivi strategici che fanno seguito a quanto discusso nel precedente incontro su "Strategic Intelligence" (19 Marzo 11 a Firenze) , per fornire un rinnovato contributo di idee e proposte necessario per stimolare e rafforzare un ambiente empatico-collaborativo tra Istituzioni, sistema della ricerca, dell’ Impresa.

Dal Documento preso in considerazione (*) , estrarrei i "life motivs" delineati dalla strategia per favorire il rilancio strutturale dell’economie Regionali “contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell’ambito di Europa 2020” che e' sistemicamente orientata ad attuare una crescita basata sulla condivisione di conoscenze ed innovazione

Importante ritengo la strategia di sostegno ai settori prioritari dello sviluppo imperniata sulle" tecnologie trasversali" emergenti dal concentrare risorse e competenze al fine di sviluppare un definito e limitato numero di piattaforme tecnologiche trasversali potenziamento sia dei poli che dei distretti tecnologici cosi come di fatto e' lo sviluppo in progress di www.toscanaeconomia.it.

Infine finalità del Convegno "Open Innovazione Societa della Empatia", inquadrata negli obettivi strategici sopra delineati sara quella delineare e avviare la attuazione del programma "Tuscany Nano Factory" come esemplificazione progettuale e contributo a supporto per la pianificazione strategica del polo Regionale Toscano delle nanotecnologie.

Paolo 11/GIU/11 - Firenze

http://www.filas.it/downloads/documentazione/InnovAzione%20-%20Sintesi%2...

Italia ultima in Europa per le quote rosa nelle società per azioni

Secondo il rapporto “Europeanpwn boardwomen monitor 2010” il nostro paese occupa l'ultimo posto della classifica delle donne ai vertici delle aziende che sono quotate in Borsa.
Si chiama “discriminazione verticale” e vuol dire che, nonostante un accesso al lavoro in genere più paritario, ai vertici ci restano gli uomini.

Le cifre fanno tutt’altro che sorridere. Secondo la Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea, le donne rappresentano oggi il 10% dei componenti dei consigli di amministrazione delle più grandi società quotate in borsa nell’Unione europea e solo il 3% ne sono presidenti. Non va meglio nelle piccole e medie imprese, visto che in Ue è imprenditrice 1 donna su 10 a fronte di 1 uomo su 4.

E in Italia? Non ci resta che piangere. Secondo il rapporto “Europeanpwn boardwomen monitor 2010” realizzato dal Professional women network, soltanto il 43% delle aziende ha donne nei CdA, ovvero la percentuale più bassa d’Europa.
Meglio non guardare a Norvegia, Svezia e Finlandia, dove la percentuale è del 100%, ma anche a Spagna (85%), Francia (79%) e perfino Grecia (67%).

(Fonte: ilfatto.it)

Auto. Le Km. Zero inficiano il dato immatricolazioni di maggio 2011

Immatricolazioni auto di Maggio +3,58 % ma sono falsate dai Km. Zero

Nelle prime pagine dei quotidiani di ieri erano tutto un peana per l'inversione di tendenza in positivo delle immatricolazioni delle auto nel mese di maggio. Fra le altre cose le industrie automobilistiche che "targano" meno possono avere cali nelle Borse. Federauto punta il dito contro «le grandi quantità di kilometri zero che sfalsano ulteriormente la lettura del dato» di maggio. «Per un non addetto ai lavori il +3,58% di maggio 2011, rispetto al maggio 2010, potrebbe sembrare un segnale di ripresa. Niente di più sbagliato -spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto- È invece un dato devastante che conferma il trend negativo instauratosi nel post-incentivi alla rottamazione iniziato il 1° aprile. Inoltre secondo Anfia ed Unrae (associazioni costruttori nazionali ed esteri) gli ordini per il futuro sono bassissimi, quasi inesistenti, visto che sono ad appena 157.000 unità, il valore più basso mai registrato per lo stesso mese dal 1998, in flessione del 6% rispetto ai già bassi volumi dello scorso anno (167.300 unità). "In particolare - commenta Gianni Filipponi Direttore Generale dell'UNRAE - la domanda delle famiglie è quella che rispecchia lo stato di sofferenza del mercato. Queste ultime, infatti, hanno drasticamente ridotto la spesa complessiva per l'acquisto di autovetture, passata da 10,525 miliardi del primo quadrimestre 2010 a 8,207 miliardi dello stesso periodo 2011 (-22%)". "E' difficile pensare - prosegue Filipponi - che un livello di domanda così basso possa essere sostenuto a lungo da tutta la filiera automotive ed, in particolare, dalle reti di vendita nel nostro Paese".
Insomma, la situazione è tragica: "Per un non addetto ai lavori - spiega infatti Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari - il +3,58% di maggio 2011, rispetto al maggio 2010, potrebbe sembrare un segnale di ripresa. Niente di più sbagliato. E' invece un dato devastante che conferma il trend negativo istauratosi nel "post-incentivi alla rottamazione" iniziato il 1° aprile 2010. Continuando così chiuderemo l'anno a 1.800.000 immatricolazioni. Un disastro rispetto alla media degli ultimi esercizi che vedeva un mercato a 2.200.000/2.400.000.

Pierumberto Angeli

Ripensare le strategie di innovazione

Strategie di innovazione per ricomporre le asimmetrie tra sviluppo tecnologico e sociale. paolo manzelli
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Le nano e biotecnologie rappresentano innovazioni emergenti sono tuttavia molto "dirompenti" (Disruptive Innovation )- in quanto alterano le tradizionali relazioni delle filiere produttive e modificano la vita media dei prodotti e quindi alterano i mercati modificando cosa e come si produce e di conseguenza i comportamenti delle persone, richiedendo in sostanza un cambiamento radicale nelle competenze delle aziende a riguardo della innovazione tecnologica e delle opportunita di business basate sullo sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.

Si rende perciò necessario un "ripensamento completo sulle strategie di innovazione" basato su reti di ricerca e di sviluppo della impresa nei vari settori di applicazione delle nano e delle biotecnologie.
Infatti tradizionalmente la innovazione, basata su modelli meccanici macroscopici, era nascosta dietro pulsanti, chiavi e bottoni che con semplici movimenti dell' utente mettevano in moto il sistema tecnologicamente avanzato. Tale innovazione di sistemi meccanici o elettro-meccanici, e' stata infatti considerata come " tecnologia a prova di stupido " .
Diversamente la innovazione tecnologica "dirompente", basata sui recenti sviluppi delle nano e bio-tecnologie,evidentemente invisibili ad occhio nudo, necessita di effettuare un progressivo sviluppo condiviso ed esplicito delle conoscenze, attuabile mediante sistemi a rete interattiva per organizzare le opportunita di innovazione e di business , finalizzate allo scopo di massimizzare la conoscenza dell' impatto delle applicazioni della nuove tecnologie. Diventa pertanto decisivo rendere partecipi i cittadini sulle nuove condizioni di sviluppo della innovazione Infatti il cambiamento delle rinnovate modalita' di sviluppo emergente delle nano- e bio-tech. necessita di essere basato su una informazione multimediale interattiva che si fonda su idee e progetti e programmi altamente collaborativi .La innovazione nano e bio-tech. ha pertanto una esigenza di ricomporre la asimmetria tra lo sviluppo tecnologico e sociale, determinata in precedenza dalla TV e dai mass media , mediante il ricorso alla reclamizzazione di prodotti tecnologici macroscopici, il cui contenuto di sapere poteva essere incluso entro una forma esteriore da pubblicizzare come forma deprivata dai contenuti innovativi. Resta quindi evidente che lo sviluppo nano-e bio tecnologico necessita di invertire le logiche e le modalita' di innovazione che divengono "dirompenti" relativamente alla modalita consuete di trattare la relazione tra innovazione tra sviluppo tecnologico e sociale. Tale inversione nelle comunicazione della innovazione pertanto necessita di un massiccio ricorso alla crescita ed all' aggiornamento di conoscenze esplicite e condivise.
Paolo Manzelli

vedi ad es : http://www.innosight.com/innovation_resources/cloudterm.html?kw=disrupti...
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_121728454576623
http://www.facebook.com/pages/The-5i-Five-I-Community/206720226021455?sk...

Reti di impresa e ricerca per le nanotecnologie in Toscana

Le reti di "Impresa e Ricerca "sono lo strumento contemporaneo necessario per superare le limitazioni di conoscenza scientifica e tecnologica che spesso inducono l' appiattimento della produzione locale a rimenere su settori maturi ed a basso valore aggiunto.

La crescita di una rete territoriale tra ricerca ed impresa persegue due modalita complementari :

a) Modello "Top -Down" : in questo caso e' il soggetto Istituzionale Regionale che assume il ruolo di promuovere le reti di impresa e ricerca mediante il lancio di appositi bandi basati su criteri politicamente condivisi.

b) Approccio "Bottom Up" : di auto- aggregazione tra Impresa e Ricerca su criteri di "Open Innovation" per la valorizzazione congiunta di competenze di Ricerca e di Know How ,tecnologico e manageriale, come strumento reticolare di creativita e di problem solving per la sostenibilita dello sviluppo della innovazione.
Questo seconda metodologia e' particolarmente necessaria nel caso di strategie di sviluppo correlate ad un accelerato cambiamento del ciclo di vita dei prodotti e del metodi di produzione, cosi' che la aggregazione reticolare permetta di minimizzare l' impegno individuale e massimizzare l' efficacia della progettazione e della programmazione dello sviluppo della rete.

Questa seconda metodologia di auto-organizzazione di reti di Impresa e Ricerca per lo sviluppo sostenibile della innovazione nell'ampio settore delle Nanotecnologie e stata recentemente intrapresa dalla associazione telematica Egocreanet. www.edscuola.it/lre.html

Recentemente abbiamo iniziato a sviluppare una proposta innovativa che fa seguito alle idee gia proposte a partire dalla riunione c/o l' ASEV del 15 DIC/2010 che hanno condotto alla realizzazione della Tuscany Nanoweek 2011 in Marzo 2011 vedi locandina in :http://www.edscuola.it/archivio/lre/nanoweek.pdf

Per le prime informazioni sulla proposta della co- organizzazione della TUSCANY NANOFACTORY (TNF) si trovano ora nel Blog di Appunti :

http://tnf-egocreanet.blogspot.com/2011/05/tuscany-nanofactory-premesse....

Inoltre per una ulteriore precisazione del progetto -Idea TNF precisiamo che :

-- Gli obi­et­tivi strate­gici del prog­etto-idea TUSCANY NANO-FACTORY (1) sono di favorire pro­cessi di innovazione pro­dut­tiva e/o di erogazione di servizi alle imprese nel quadro dello sviluppo dell' Open Innovation cosi che, per tramite l’aggregazione alla costituenda rete TNF , divenga possibile far crescere lo sviluppo del mercato delle Nanotecnologie in Toscana, razion­al­iz­zando le relazioni tra ricerca impresa commercio ed unendo capac­ità scientifiche e tecnologiche e manageriali , in modo da minimizzare costi ed accelerare i processi di innovazione, in seguito al miglioramento del interscambio di conoscenze e com­pe­tenze fun­zion­ali in par­ti­co­lare all’innovazione sia di prodotto/servizio, che di processo.

Il Programma TNF (2011-12) , verra sviluppato assieme a quanti avranno dato la iniziale adesione, sara finalizzato ad accrescere la "co-opetitivita pro­dut­tiva" (2) , coordinando l' insieme di prog­et­tazione, com­mer­cial­iz­zazione, logis­tica ed ai servizi con­nessi in una struttura a rete di impresa e ricerca, in relazione al vasto settore delle applicazioni nanotecnologiche .

Infine il Progetto Idea-TNF che ha un carattere ad alto alto pro­filo scientifico ed inno­v­a­tivo e' orientato a partecipare come rete TNF ,a partire dal 2012, ai bandi Regionali Nazionali ed Europei necessari per sostenere i processi di rinnovamento industriale e/o com­mer­cial­e di prodotti e/o servizi delle PMI derivanti dalle conoscenze nanotecnologiche e realizzato mediante pro­cessi di integrazione in rete tra "ricerca impresa" nel quadro dell' ampio settore di innovazione dalle applicazioni Nanotech.

Al Progetto Idea TUSCANY NANOFACTORY ho gia Ricevuto delle lettere di intenti a sostegno della iniziativa Tiziano Cini dell' Asev del progetto Europeo NANOXM e da Giovanni Baldi della Colorobbia-ricerca industriale, e dal Prof. Piero Baglioni Presidente del Consorzio CSGI e dal Prof.Dante Gatteschi Presidente del INSTM .

Pertanto come presidente di EGOCREANET , chiedo di aderire alla strategia reticolare "TNF" a quanti lo ritengano opportuno , inviandomi una lettera di supporto in carta intestata , per attuare una collaborazione condivisa , confermando il vs interesse , al processo di valorizzazione e di sviluppo della nanotecnologie nel quadro del polo nanotecnologico in Toscana promosso da EGOCREANET/LRE ed a supporto del progetto Nanotech x il mercato
vedi in : http://www.asev.it/doc/materiali_ricerche/report_nanoxm.pdf

Saro lieto della vs adesione allo sviluppo del progetto Idea - TNF per e mail : e vi ringrazio ringrazio vivamente per la attenzione. .

Un caro saluto attendo risposta. Paolo Manzelli 335/6760004 -- 20/05/11 -- Firenze

(1)- T-NANOFACTORY :http://www.edscuola.it/archivio/lre/T-NANO_FACTORY.pdf
(2) - CO-OPETITION : http://www.edscuola.it/archivio/lre/coopetition.pdf

L’UE condanna l’Italia per le troppe emissioni industriali inquinanti

L’Italia ha ricevuto una bocciatura dalla Corte europea di giustizia europea per la violazione della direttiva sulle emissioni inquinanti dagli impianti industriali. La sentenza – annunciata nei giorni scorsi a Lussemburgo – è stata emessa seguendo i punti fondamentali della direttiva Ippc del 2008, che prevede il rilascio obbligatorio di un'autorizzazione per tutte le attività inquinanti, indipendentemente se siano industriali o agricole. Riguarda quindi la produzione di energia, la produzione e la lavorazione dei metalli, l’industria delle materie prime minerarie, quella chimica, la gestione dei rifiuti e perfino l’allevamento. L'autorizzazione europea fissa dei livelli massimi di emissioni inquinanti, stabilisce le eventuali misure da adottare per la tutela del suolo, delle acque e dell'aria, le norme per la corretta gestione dei rifiuti, il monitoraggio delle emissioni e delle regole ben precise da prendere in caso di circostanze particolari e di emergenza, come fughe, guasti o chiusure temporanee o permanenti.

Fonte: greenme.it

L'inchiesta Finmeccanica: un danno al paese o uno schiaffo alla gente onesta?

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in merito all'indagine che coinvolge Enav e Finmeccanica ha espresso preoccupazione: "Sono preoccupato perché Finmeccanica è un asset straordinario, in questi giorni ha firmato un contratto per un miliardo e mezzo per forniture alla Federazione russa, mi auguro che queste indagini portino a nulla, come sono convinto sia, e comunque considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese.
Ma é mai possibile che se gli alti gradi delle grandi imprese italiane si "mangiano" centinaia di miliardi sulle spalle della povera gente invece di sostituirli e di garantire il buon funzionamento delle imprese di stato il presidente del consiglio pensi che l'inchiesta possa danneggiare il paese. Non sono questi grandi commis di stato a danneggiarlo? Non sono queste affermazioni uno schiaffo alla povera gente sulle cui spalle lor signori si arricchiscono?

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