manifestazioni

Omaggio ai caduti sul lavoro

DOMANI L’ASSESSORE BENELLI RENDE OMAGGIO AI CADUTI SUL LAVORO

Milano, 29 ottobre 2011- Domenica 30 ottobre, alle ore 10.30, presso il Campo 1 del Cimitero Maggiore l’assessore all’Area metropolitana, Decentramento e Servizi Civici, Daniela Benelli renderà omaggio alla memoria dei caduti sul lavoro con la deposizione di una corona di fiori sul cippo che commemora le vittime. La cerimonia si terrà alla presenza dei rappresentanti dell’ANMIL, Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro.

L'Ama parte civile nel processo contro i black block: quasi mezzo milione di euro i danni delle devastazioni

Come il Campidoglio, anche l'Ama ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo contro i responsabili dei gravi disordini in piazza San Giovanni in Laterano e nelle zone vicine. L’Ama ha fatto i conti sui costi straordinari dovuti alle devastazioni e ne è venuta fuori una cifra vicina al mezzo milione di euro: 254mila euro per personale Ama e mezzi in servizio, 3.500 euro per l`allestimento dei bagni chimici, 8mila euro per lo smaltimento delle oltre 120 tonnellate di rifiuti prodotti (esclusi i sampietrini), 21mila euro per i materiali utilizzati per la rimozione delle scritte murarie (3mila metri quadrati), 16mila euro per la ricollocazione dei cassonetti spostati dai manifestanti, 99mila euro per gli 80 cassonetti e 50 cestoni in ghisa danneggiati o dati alle fiamme. Il costo totale delle operazioni, tra lavoro straordinario e danni, ammonta dunque a quasi 401.500 euro, che con l'Iva raggiunge i 486mila euro.
Inoltre sono stati rimossi e portati via 20 metri cubi di sampietrini utilizzati durante gli scontri.

Fonte: e-gazette.it

I disordini di Roma: il diritto all'indignazione

IL DIRITTO ALL’INDIGNAZIONE
Giuseppe Luca
Prima della manifestazione di Sabato scorso, Mario Draghi, prossimo governatore della Bce ha dichiarato alla stampa a Parigi: "Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani e non vedono prospettive. Se la prendono con la finanza come capro espiatorio, ma li capisco, hanno aspettato tanto e noi, all'età loro, non lo abbiamo fatto. Speriamo, comunque, che la protesta non degeneri”.
Non sappiamo se la sua dichiarazione sia da interpretare come una confessione e, quindi, come impegno a riparare i danni che, nella sua qualità di banchiere, avrà contribuito a creare.
La protesta, purtroppo è degenerata e non certo per colpa dei tanti che sfilavano con l’unico obiettivo di far sentire pacificamente la loro voce a quanti hanno rubato il loro futuro.
L’indignazione è un risentimento, uno sdegno profondo per atti, comportamenti, gesti che offendono la coscienza morale e i sentimenti di giustizia e di umanità.
A nessuno, quindi, si può negare il diritto sacrosanto all’indignazione.
Lo vogliamo esercitare anche noi questo diritto con equilibrio sì, ma con determinazione, poiché non è possibile assistere a certi fatti senza indignarsi.
E noi siamo indignati innanzi tutto contro chi, specialmente tra gli operatori dell’informazione, non ha avuto il coraggio di qualificare subito e senza mezzi termini come delinquenti e assassini i black block.
Sono, infatti, delinquenti e assassini quanti, armati fino ai denti, hanno aggredito le forze dell’ordine, vittime sacrificali mandate allo sbaraglio, sepolte da sassate, molotov, sprangate, bombe carta, quanti hanno assaltato con bastoni e pali della luce agenzie d’istituti di credito, sfasciato le finestre, dato alle fiamme anche un blindato dei carabinieri non curanti di chi si sarebbe potuto trovare dentro il mezzo.
L’hanno capito i tanti giovani, precari, disoccupati stanchi della crisi economica, scippati del loro futuro, che, di fronte a tanta violenza, hanno smesso di urlare, cantare e manifestare per applaudire e difendere le forze dell’ordine. Gridando “noi siamo con voi”, avranno pensato, questi giovani puliti e responsabili, a quei carabinieri, poliziotti, forze dell’ordine in genere che nonostante il loro “indecente” macro stipendio continuavano a garantire la libertà di una pacifica protesta rischiando di non ritornare alle loro case ad abbracciare i loro figli, le mogli, i genitori.
Siamo indignati contro chi cerca attenuanti a quelle scene di guerriglia.
Qualcuno ha scritto che quanto successo sarebbe il risultato del clima incandescente creato da politici venditori di proclami senza contenuti e delle forze dell’ordine giunte impreparate all’appuntamento.
Anche se fosse così, non si può attenuare per nulla una doverosa condanna dei delinquenti mascherati, capaci solo di recitare la parodia della guerriglia urbana. Si è trattato di azioni criminali che non possono trovare alcuna legittimazione perché la violenza è sempre da condannare.
Per noi operatori scolastici e sociali corre l’obbligo di qualche altra riflessione.
Per gli studiosi, il fanatismo adolescenziale è una fase fisiologica. Nell’adolescenza il giovane si attacca fortemente ad alcuni ideali e in questa fase ogni gesto diventa simbolo di lotta coraggiosa contro un ostacolo incontrato e percepito come perverso nella corsa verso la realizzazione dell’ideale.
In questo senso i docenti, talvolta anche i migliori, che coltivano ancora nel proprio animo speranze adolescenziali, involontariamente si comportano come modello per frange di fanatici. Ciò comporta la necessità che anche gli operatori scolastici e sociali abbiano a modulare l’espressione dei loro stessi ideali, nella consapevolezza che quel poco che si dà a scuola, quale germe di un pensiero autonomo dell’alunno, possa moltiplicarsi per aiutarlo a superare quel fanatismo anche se fisiologico.
Che succederà adesso?
La storia recente dei cortei italiani ci ricorda, purtroppo, che magistratura, stampa e politica hanno fatto spesso come le tre scimmiette che non sentono, non parlano e non vedono. La triste realtà è che in Italia, dalle brigate rosse alla mafia, non si è vista una vera capacità di reazione da parte delle istituzioni democratiche, anzi, a volte, complicità.
Vorremmo, comunque, sperare che finalmente la Magistratura possa subito individuare e condannare quanti si sono macchiati di tali crimini con l’aggravante di avere interrotto una pacifica manifestazione contro la crisi economica e contro i costi della politica, trasformandola in un incubo per la Capitale e offrendo un’immagine negativa del nostro Paese in tutto il mondo.
E se la Magistratura scoprisse che questi violenti sono più esasperati degli altri perché nascosto e alle loro spalle c’è qualcuno che li appoggia e li assolda?

Indignados dalla Spagna alla mobilitazione mondiale: oggi si manifesta in 719 città di 71 paesi

Secondo gli organizzatori spagnoli all’appello “Uniti per un cambiamento mondiale” hanno risposto 719 città di 71 paesi: sabato i cortei. L’invito da Madrid è che tutte le proteste si realizzino in modo pacifico, di fatto uno dei punti di forza delle occupazioni delle piazze della scorsa primavera
“Stiamo disegnando il nuovo mappamondo del pianeta. Dove ci sono persone che vogliono tornare a sognare e a credere nel futuro. Al centro di tutto c’è la voglia di riprendere la parola”.

La protesta partita lo scorso maggio dalla Puerta del Sol di Madrid sta facendo un salto di qualità. Un lavoro progressivo fatto di contatti e condivisione di un malcontento senza frontiere. In questi mesi i partecipanti del movimento del 15M si sono impegnati a più livelli. Oltre a costruire relazioni direttamente nei quartieri, hanno preso parte alle proteste sociali in corso contro i tagli di sanità e scuola. Inoltre da tre punti della Spagna sono partite le carovane in rotta verso Bruxelles. Un migliaio di persone hanno attraversato a piedi parte d’Europa per ritrovarsi la scorsa settimana nella capitale belga e preparare la manifestazione del 15M davanti alla sede dell’Unione Europea.

Contemporaneamente si sono moltiplicati i contatti con realtà in mobilitazione in tutto il mondo, in modo particolare con gli Stati Uniti. Ai primi di settembre tutti i media americani non credevano possibile il successo di “Occupy Wall Street”. Ora le immagini degli accampamenti statunitensi hanno fatto il giro del mondo. Parallelamente, ispirandosi alle rivolte arabe e al 15M le piazze sono state occupate da cittadini in Israele, in Cile, negli USA e a Bruxelles.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Sanità: Medici "indignados" protestano a Roma contro la manovra

I camici bianchi sono scesi in piazza, ieri di fronte a Montecitorio, per chiedere al governo "un'inversione di tendenza sulla sanita' e sui finanziamenti dedicati al comparto". Cambiare la manovra, e' la parola d'ordine dei medici. Ben 25 sigle, rappresentate da un migliaio di manifestanti, hanno portato la loro voce in piazza. "Una piazza che era strapiena- commenta Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil Medici- per protestare contro il taglio di 8 miliardi previsto per il 2013-2014, che, sommato ai 4 miliardi tagliati nel 2010-2012, hanno portato 12 miliardi in meno nel settore sanitario. Nella piazza oggi c'era molta insofferenza nei confronti della politica che sta mettendo in ginocchio la sanita'. Oggi e' partito un grido d'allarme unitario oggi siamo anche noi indignati".

Taglio delle risorse per il sistema, congelamento della retribuzione, blocco del contratto e delle convenzioni, stop al turn over, pensioni posticipate e allungamento dei requisiti di eta', Tfr bloccato. Sono alcune delle decisioni del governo che stanno pesando sugli operatori della sanita'. "Abbiamo turni sempre piu' pesanti nella sanita' pubblica- continua Cozza- molti medici sono anziani, vanno in pensione e non c'e' ricambio. La qualita' scende e si favorisce, cosi', il privato".

"La manovra deve cambiare", hanno spiegato i medici al capo di gabinetto del presidente della Camera Gianfranco Fini a cui sono state portate oltre 1omila firme di protesta raccolte attraverso il sito www.cambiamolamanovra.it.

San Patrignano: Forum Istituzionale sui confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali

La giornata si aprirà con il Forum Istituzionale “Dipende da noi” in cui si parlerà dei confini sempre più labili tra sostanze legali e illegali e di come le politiche di riduzione della domanda intendano affrontare quella che appare come una precisa strategia di marketing orientata alla creazione di una società medicalizzata e “dipendente”. Al centro, l’aumento del consumo dei farmaci per motivi non medici che negli USA, dopo la marijuana, rappresentano la principale sostanza d’abuso e che vedono i sedicenni italiani quarti in Europa.
Allen Frances riferirà su - LA MEDICALIZZAZIONE DELLA CONDIZIONE UMANA - Il fenomeno dei farmaci psicoattivi utilizzati per motivi non medici è legato intrinsecamente all’aumento della loro disponibilità nella società e al boom delle malattie la cui cura prevede, appunto, farmaci. Basti pensare che nel 1952, la terza edizione del DSM, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali utilizzato dagli psichiatri di tutto il mondo per prescrivere psicofarmaci, vedeva elencati 128 disturbi mentali. Nel 1994 sono saliti a 357 e nel DSM V che uscirà nel 2013, saranno oltre 900. Tra le new entry si prevedono anche gioco d’azzardo e sindrome di astinenza da caffeina. Un fenomeno che porta a chiederci se siamo tutti più malati, se sono gli strumenti diagnostici ad essere cambiati o se è il concetto di malattia ad essersi allargato. Domande che si è posto Allen Frances, professore emerito di psichiatria presso la Duke University School of Medicine di Durham, NC. Dopo essere stato responsabile della task force che ha redatto il DSM IV, da qualche anno ne è diventato uno dei critici più convinti.
Al WeFree Day, Frances presenterà gli ultimi dati in materia, che qui riassume così. “Secondo il National Institute of Mental Health, il 20-25% della popolazione adulta degli Stati Uniti, circa 45 milioni di persone, soffre di una qualche forma di disordine mentale. Mi chiedo come sia possibile. Al 40% dei bambini viene diagnosticato un disturbo bipolare mentre si stima che entro i 32 anni di età al 50% della popolazione viene diagnosticata una sindrome di ansia, al 40% un qualche disturbo dell’umore o una forma di dipendenza. Poiché nell’ambiente non sono avvenute modifiche di tale entità, è la griglia diagnostica ad essersi allargata”. La cosa ci ha messo poco a fare breccia tra le fila delle case farmaceutiche e da quel momento i rapporti tra industria e medici universitari si è rafforzato fino al punto che si stima che dei 170 psichiatri preposti alla redazione dell'ultima edizione del DSM, oltre il 70% conta rapporti di lavoro con le corporation del farmaco.
Ray Wagner parlerà degli – ANTIDOLORIFICI PER L’ANIMA, IL CASO OXYCONTIN - Parliamo di farmaci psicotropi, quelli che di solito si prendono solo su prescrizione medica come sedativi, antidepressivi, stimolanti e, in particolare, antidolorifici oppioidi. Proprio i farmaci contro il dolore cronico, nati per alleviare alcune tra le condizioni di salute più gravi, sono i più gettonati. Dal Vicodin, il famoso aiutino del Dott. House, all’Oxycontin, antidolorifici potentissimi che oltre a togliere il dolore, sono in grado di procurare uno stato di alterazione che nulla ha da invidiare a quello procurato dall'eroina. Complice una serrata operazione di marketing ad opera della Purdue Pharma, in grandi città come New York o Toronto l’Oxycontin ha letteralmente rimpiazzato l’eroina tanto da essere chiamata, in slang, “hillbilly heroin”.
Uscita sul mercato nel 1995, l’Oxycontin si è diffusa in fetta arrivando a vendite per 1 miliardo di dollari nel 2001 per poi raggiungere quota 2.5 miliardi nel 2008. Sono anni in cui, causa la guerra in Afghanistan, di eroina in giro ce ne è poca. Contemporaneamente, la casa produttrice, la Purdue Pharma mette in atto una serrata operazione di marketing: 40 tra congressi e seminari formativi in soli 4 anni, una partecipazione, tutta spesata, di oltre 5000 tra medici, infermieri e farmacisti. Studi di mercato per individuare i dottori dalla ricetta facile ma, soprattutto, una grossa strategia di disinformazione. Pur sapendo che il rischio di dipendenza può raggiungere il 50% la Purdue dichiara che poco si discosta dal 1%. Una falsità che negli USA è costata 646 milioni di dollari di penale. Ora anche il Canada, che dopo gli Stati Uniti è il paese più colpito dal problema, si appresta a chiedere i danni attraverso una causa collettiva guidata dall’avvocato Ray Wagner.
Il caso verrà presentato al WeFree Day. “Noi non rappresentiamo persone che sono diventate dipendenti da Oxycontin perché in cerca di uno sballo facile ma casalinghe, professionisti, studenti che si sono visti rovinare la vita dopo essere entrati nello studio di un medico”. L’ITALIA…INSEGUE IL “SOGNO” AMERICANO. In Italia la situazione non è ancora a livelli degli Stati Uniti ma ci stiamo arrivando. Secondo dati Espad, i sedicenni italiani sono quarti in Europa per il consumo di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica e quindi per ottenere altri effetti. Sopra tutti, i farmaci per l’iperattività, un anfetamine-mimetico che in assenza della patologia ha effetti eccitanti. I giovani, complice Internet, sanno bene che se prendono un ipnotico o un barbiturico e lo associano all’alcol l’effetto di quest’ultimo viene amplificato. Insomma, siamo di fronte ad una generazione di consumatori consapevoli che, in una società invasa dai farmaci, hanno accesso a questi medicinali a partire dall’armadietto nel bagno dei genitori.
A parlare della situazione italiana vi sarà il Capo del Dipartimento Antidroga Giovanni Serpelloni e ancora più nello specifico, relativamente alla medicalizzazione dell’infanzia e all’utilizzo epidemico di Ritalin per contrastare iperattività e deficit di attenzione, sarà presente Emilia Costa, Professore di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma e decano del Comitato Scientifico di “Giù le mani dai bambini Onlus”.
La prospettiva italiana, vedrà il contributo anche di Gilberto Gerra, Direttore Prevenzione e Salute presso l’UNODC Italia, Fabrizio Oleari, Capo Dipartimento Prevenzione e Comunicazione presso il Ministero della Salute e Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura presso la Camera dei Deputati.

Gli "haktivists" di Anonimous si associano agli Indignados per il 15 ottobre: ecco le loro precedenti azioni di protesta

"Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!". Le parole e la maschera del protagonista del film V per Vendetta sono uscite dalla pellicola per finire sulle strade degli Indignati di tutto il mondo e in rete con gli hacktivist di Anonymous.
Questo gruppo di "haktivists" che sta per haker-attivisti che operano in modo anonimo, è composto in gran parte da utenti provenienti da diversi imageboard (siti che pubblicano principalmente immagini) e forum. Anonymous non ha leader o partiti che lo controllano, si basa sul potere collettivo dei suoi partecipanti che agiscono individualmente in modo che l'effetto della rete benefici il gruppo.

Ecco le principali azioni di protesta realizzate da Anonimous:

CHANOLOGY CONTRO SCIENTOLOGY
Il 14 gennaio 2008, un video prodotto da Scientology con un'intervista a Tom Cruise è stato prelevato da Internet e caricato su YouTube. Scientology ha accusato YouTube di violazione di copyright, chiedendo la rimozione del video. In risposta, Anonymous ha ideato il Progetto Chanology. Considerando l'azione di Scientology una forma di censura, i membri del Progetto Chanology hanno organizzato una serie di attacchi DoS (Denial of Service) contro i siti di Scientology, scherzi telefonici legali e fax neri ai suoi centri.

L'ATTACCO AL SOSTENITORE DELLA SUPREMAZIA BIANCA
Secondo l'autore radiofonico e sostenitore della supremazia bianca Hal Turner, nel dicembre 2006 e nel gennaio 2007 individui auto-identificatisi come Anonymous hanno messo offline il suo sito, costandogli migliaia di dollari in bollette di banda. Di conseguenza, Turner ha denunciato 4chan, eBaum's World, 7chan, e altri siti per pirateria. Ha perso l'appello per un'ingiunzione e, non avendo ricevuto le lettere del tribunale, ha visto decaduta la sentenza.

L'ATTACCO CHE HA PERMESSO L'ARRESTO DEL PEDOFILO
Il 7 dicembre 2007, il quotidiano Toronto Sun, con sede in Canada, ha pubblicato una notizia relativa all'arresto di un presunto "predatore di Internet", Chris Forcand. L'uomo, 53 anni, ricevette due capi d'accusa per avere adescato e tentato molestie sessuali ai danni di un minore di 14 anni e per essere in possesso di armi pericolose e improprie. La notizia affermava che Forcand era già nel mirino dei “cyber-vigilanti il cui obiettivo è quello di cacciare chiunque abbia interessi sessuali verso i minori”, ancor prima che iniziassero le investigazioni della polizia.Il Global Television Network identificò come responsabile dell'arresto di Forcand il gruppo di Anonymous, che avrebbe contattato la polizia dopo che, alcuni membri, avevano ricevuto delle avance da Forcand insieme ad immagini disgustose raffiguranti se stesso. Sempre secondo il network in questione, era la prima volta che un “predatore di Internet” veniva arrestato dalla polizia grazie al lavoro di alcuni "vigilantes" della rete.

Fonti: repubblica.it, wikipedia.it

15 ottobre, giornata mondiale degli Indignati. Ecco cosa sapere

Sabato prossimo, 15 ottobre, decine di migliaia di persone organizzeranno marce e manifestazioni in tutto il mondo per protestare contro le risposte della politica e del settore privato alla crisi economica, ritenute inefficaci e a sfavore dei giovani. L’iniziativa è ispirata a quelle dei cosiddetti Indignados spagnoli e dei manifestanti che in questi giorni si stanno dando da fare negli Stati Uniti con Occupy Wall Street e le altre marce di protesta. L’idea è di coinvolgere il maggior numero possibile di manifestanti da Italia, Francia, Germania, Russia, Stati Uniti, Polonia, Regno Unito, Paesi Bassi, Tunisia e diversi paesi nel Sudamerica.

L’iniziativa, spiegano sul País, è partita dalla Spagna e in poco tempo ha raccolto l’adesione di altri gruppi – più o meno organizzati – in giro per il mondo. Le ragioni della protesta sono molteplici e, benché non siano sempre del tutto chiare, possono essere divise in quattro grandi filoni: contro il sistema finanziario, paradisi fiscali compresi; contro il potere politico e i politici che hanno perso contatto con la realtà e con la popolazione; contro le iniziative militari, comprese quelle della NATO; e infine contro il potere mediatico, accusato di non dare spazio sufficiente al dissenso e di soffocare le voci libere, anche sulla Rete.

Tenere traccia di tutte le iniziative previste per il 15 ottobre è sostanzialmente impossibile. I gruppi che parteciperanno sono centinaia in diverse parti del mondo, si stanno organizzando attraverso i social network e non sempre segnalano le loro iniziative sugli spazi online nati per raccogliere i principali appuntamenti per sabato prossimo. I siti che tengono traccia della diffusione dei diversi movimenti e che consentono di farsi un’idea più accurata delle iniziative stanno pubblicando le prime notizie in queste ore.

Il sito della manifestazione globale: http://15october.net/it/

Il link per le manifestazioni italiane:
http://www.facebook.com/15OTTOBRE

Sotto attacco i beni confiscati alla criminalità organizzata

Il prossimo fine settimana il Festival dell’Impegno Civile farà tappa in provincia di Caserta, a Baia Verde, alle porte di Castel Volturno, in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”. Qui l’associazione Jerry Masslo, presieduta da Renato Natale che in questi giorni ha subito nuove minacce dai clan di Casal di Principe, gestisce la “Casa di Alice”, un bene confiscato a Pupetta Maresca.

La tappa, però, subirà una modifica rispetto al programma ufficiale, alla luce degli ultimi clamorosi eventi che hanno riportato la città di Castel Volturno e la comunità di immigrati alle attenzioni della stampa nazionale per fatti di cronaca.Non si tratterà di una due giorni di festa ma di un’occasione di riflessione. La prevista sfilata di abiti realizzati da cittadini immigrati, che da alcuni mesi animano la sartoria sociale, la cui sede è presso la villa sottratta ai clan, è stata annullata. Una tra le principali artefici del laboratorio di sartoria, la cittadina ghanese Atta Bose, è la mamma di Mary Morad la bambina di sette anni assassinata sabato scorso e ritrovata, poi, in un canale dei Regi Lagni. Sarà sì presentato il laboratorio, “Vestiamo la legalità”, ma soprattutto, si esprimerà vicinanza e solidarietà a Atta affranta e disorientata in questo momento di estrema difficoltà.

Si discuterà dell’attacco, messo in atto, dai vertici delle amministrazioni locali di centro destra, quella di Trentola Ducenta prima e di Castel Volturno poi, che hanno richiesto la restituzione dei beni confiscati sino ad ora gestiti, con successo, da associazioni del territorio.

Solamente quindici giorni or sono, il neo sindaco del comune di Trentola, Michele Griffo, ha ufficialmente comunicato di non voler rinnovare l’affido alla Compagnia dei Felicioni della Comunità di Capodarco, della villa che lo Stato ha sottratto al boss del clan dei casalesi, e ora collaboratore di giustizia Dario De Simone.

Altrettanto ha fatto il primo cittadino di Castel Volturno Antonio Scalzone che, con una missiva recapitata lo scorso venerdì, ha comunicato che l’associazione Jerry Masslo deve restituire la villa di Baia Verde. La Compagnia dei Felicioni è accusata, dal primo cittadino, “di non combattere la camorra offrendo ospitalità, sotto quel tetto, a bambini vittime di violenze e cercando, riuscendovi, di reinserirli affidandoli a nuove famiglie o, in alcuni casi, a quelle di origine”.

Mentre la Jerry Masslo, secondo Scalzone, sindaco da sempre in lotta contro la comunità immigrata e le associazioni che provano a costruire una convivenza civile, non riutilizza quella struttura che l’allora commissario ha voluto affidare. Sarebbe logico ora attendersi qualche interrogazione parlamentare dai bravi rappresentanti del territorio, spesso impegnati con tavole rotonde sui temi della legalità.

di Pietro Nardiello
Strozzatecitutti.info

L’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco ha celebrato la Festa della Repubblica Italiana

Il 2 giugno 2011, in occasione del 65° Anniversario della Repubblica, l’Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, Antonio Morabito, ha offerto un ricevimento per celebrare la Festa Nazionale nel contesto dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
All’evento che si è svolto presso la magnifica cornice di giardini e terrazze dell’Hotel Monte-Carlo Bay hanno partecipato il sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento Laura Ravetto, autorità del governo monegasco e personalità italiane.
Monaco é un Paese che ha con l’Italia forti affinità, a livello umano e culturale; che condivide valori e storia che ci legano e ci appassionano come l’arte, la musica, lo stile di vita, la lingua italiana che è parlata ed amata. Inoltre circa 8.500 monegaschi sono di origine italiana e la comunità italiana residente nel Principato è attiva nei vari settori economici, culturali e sociali del Paese, nel sistema bancario, nella ristorazione e nelle strutture alberghiere, nei settori immobiliare e della costruzione, della navigazione e del trading internazionale. Sportivi, musicisti, art director, fotografi di moda e imprenditori eccellenti e di successo, molti i settori di prestigio in cui gli italiani si distinguono nel Principato, anche con progetti per logistica, equipaggiamenti e assistenza a livello mondiale.
L’inno di Mameli è stato cantato dal Tenore Enzo Crucitti del Coro dell’Opera di Montecarlo e quello monegasco dal Maestro Massimo La Guardia, cui ha avuto seguito l’interpretazione di “Viva l’Italia” del Carducci da parte del poeta Daniel Cundari.
È stata presentata la collezione “Arte e Moda italiana nel mondo”, ideata da Antonella Ferrari; “abiti-scultura” realizzati da stilisti dell’alta moda italiana, che riflettono i valori, le tradizioni e la storia di numerosi Paesi del mondo.
La stilista Raffaella Curiel ha proposto la sua creazione “tricolore”, realizzata per i 150 anni dell’Unità, già apprezzata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a New York lo scorso marzo, come immagine simbolo dell’Italia.
Il trio composto da Silvia Cecchetti, Sandro Cerino e Romano Pucci, ha eseguito musiche e canzoni italiane.
Le Regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Basilicata, Puglia e Toscana sono state presenti con i loro prodotti tipici; prodotti In-Alpi di Ambrogio Invernizzi, pregiati vini piemontesi provenienti dalle terre di Langhe-Roero e Monferrato, presentati dall’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato e candidati per il riconoscimento a “Patrimonio dell’Umanità” UNESCO 2011, con il Presidente Roberto Cerrato; una speciale selezione di cioccolatini Amedei, dedicati all’Unità d’Italia.

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