politica

Lettera di impegni presentata da Berlusconi alla UE

Berlusconi su richiesta della Comunità Europea ha dovuto presentare una lettera che elenca i provvedimenti che il governo italiano si appresta ad adottare per uscire dalla crisi congiuntamente a un calendario che scadenza l'entrata in vigore di tali provvedimenti.
Si allega tale lettera perché tutti possano prenderne visione.

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Un parere sul disegno di legge Meloni: diventare deputati a 18 anni

E’arrivato in aula alla Camera il disegno di legge costituzionale targato Giorgia Meloni per anticipare l'elettorato passivo dei giovani. La legge prevede l'equiparazione dell'età per l'esercizio del diritto di voto passivo e attivo e il conseguente abbassamento dei limiti di età per l'eleggibilità a Camera e Senato. Attualmente si può votare per la Camera compiuti i 18 anni, ed essere eletto deputato a 25 anni; mentre eleggono i senatori i cittadini con almeno 25 anni, e per essere eletto al Senato é richiesta l'età minima di 40 anni. Con la riforma si potrà votare ed essere votati a 18 anni di età (alla Camera) e a 25 anni (al Senato)."Dobbiamo rimuovere queste barriere e dare ai ragazzi la possibilità di misurarsi - commenta Meloni in aula - quando vieni considerato abbastanza responsabile per scegliere qualcuno da cui farti rappresentare devi essere considerato anche responsabile per essere scelto". Noi cittadini ci chiediamo come farà una persona adulta, di capacità, di conoscenza,di lavoro, di saggezza a farsi rappresentare da un ragazzino imberbe, un ragazzino poi dei nostri tempi, spesso più smanioso di divertirsi, di bere e drogarsi, di andare in discoteca, piuttosto che di studio, lavoro e conoscenza, come erano i ragazzini fino agli anni 70? Forse il Ministro Meloni ha avuto troppo potere prematuramente per sfornare una simile idea? O forse viene pilotata da qualcuno che pensa che i ragazzini si possano manipolare più facilmente degli adulti in Parlamento? E poi che vuol dire “dare ai ragazzi la possibilità di misurarsi”? Certo i ragazzi devono misurarsi, ma nella scuola, nel lavoro, nella famiglia ed all’esterno nel quotidiano della vita con tutti gli altri. In Parlamento, si deve riflettere, pensare, elaborare, proporre, prendere decisioni, saper contrastare le proposte sbagliate del Governo con conoscenze idonee, anche del passato, e capacità d’affermazione e di convincimento. Tutte cose che se prima non si sono sperimentate nella vita e nel lavoro non si sanno fare e diventerebbe molto pericoloso per tutti i cittadini avere deputati immaturi, poco preparati e poco consapevoli! Meno male che qualcuno si oppone: Giovanardi dice “deputati a 18 anni? meglio studio o lavoro il giovane rischia di diventare uno spostato senza né arte né parte se non rieletto; oppure soggiacere alla tentazione di fare il parlamentare a vita in mancanza di altre reali alternative. Spero che la Camera saggiamente cancelli dal DDL costituzionale la 'Partecipazione dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della Nazione con l’equiparazione tra elettorato attivo e passivo', la norma prevista dall'art.2 che sposta a 18 anni i limiti di età per essere eletti a deputato". Per il sottosegretario con delega alla Famiglia "a 18 anni un giovane ha bisogno di continuare a studiare o iniziare una attività lavorativa che lo mettano in grado di essere libero nelle sue scelte e portare un contributo di esperienza in Parlamento. Anche l’On. Binetti ha qualche dubbio sui deputati a 18 anni, ma dice “comunque voterò sì alla legge”; specificando che "Anticipare l'entrata al Senato é un atto dovuto anche per dinamicizzare questo ramo del Parlamento. Ma perché a 18 anni si possa diventare deputati bisogna lavorare sulla formazione dei ragazzi, far sì che abbiano dei contenuti storici, etici, economici". Ci sorprende che l’On. Binetti non abbia riflettuto che per formare i ragazzi ci vuole almeno una generazione, almeno vent’anni; ma se la legge entra in vigore oggi, quali giovani immetteremmo a governarci, forse i “figli di papà”? Come si fa a pensare, che in queste condizioni di degrado ambientale, culturale, politico ed economico arriva il primo pivellino di turno a salvare il mondo?

Valter Lavitola: chi è e da dove viene l'ex direttore de l'Avanti oggi latitante?

Nato e cresciuto un piccolo paese della Lucania chiamato Noepoli, dove c'è un palazzo Lavitola, una cappella Lavitola al cimitero, un Lavitola sul monumento dei caduti, e numerosi segni di un notabilato borghese mai dimenticato dai paesani in due secoli di storia. Figlio di un celebre psichiatra - la qualità la dimostra il fatto ch'era perito di parte di don Raffaele Cutolo - Valterino, noto in paese anche come Ciociò, mostra grande spirito autonomo da ragazzino. Tradisce la tradizione democristiana di famiglia e approda giovanissimo nei socialisti lucani della zona. Il giovanotto che viene schierato alle provinciali del 1985 a 19 anni sotto le insegne del garofano. Noepoli tributa il giovane notabile paesano con un quasi plebiscito di 865 voti ma non saranno utili all'elezione.

A 18 anni si iscrisse alla loggia massonica Aretè di Roma, come apprendista. Entrato nel Partito Socialista nel 1984, craxiano, conosce Silvio Berlusconi alla metà degli anni 90 tentando di diventare parlamentare. Impegnato nel settore ittico in sud America, in Italia lavora nella cooperativa giornalistica International press che da dicembre 1996 è proprietaria ed editrice del quotidiano L'Avanti!. Quando il quotidiano, il 16 gennaio 2003, riprende le pubblicazioni dopo un'interruzione, Lavitola ne assume la direzione. Bobo Craxi dichiarerà che "l'Avanti! di Lavitola è solo un foglio di spionaggio politico".

Fonti: cadoinpiedi.it, wikipedia

Come sta evolvendo la manovra

La riunione di maggioranza presieduta dal Presidente Silvio Berlusconi si è conclusa con le seguenti «unanimi determinazioni»:
1)Interventi di natura costituzionale: - dimezzamento del numero dei parlamentari; - soppressione delle province quali enti statali e conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali.
2) Il decreto dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche:
- sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri;
- riduzione dell'impatto della manovra per comuni, province, regioni e regioni a statuto speciale. Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate;
- sostituzione del contributo di solidarietà con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative; - contributo di solidarietà a carico dei membri del parlamento;
- mantenimento dell'attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant'anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione;
Il governo e il relatore, conclude la nota, presenteranno le relative proposte emendative, aperti al confronto con l'opposizione nelle sedi parlamentari

(Fonte Agi).

Democrazia diretta e cambiamento strutturale

Cari amici ed amiche di Siamo Tutti Giornalisti , la esigenza di Democrazia Diretta che rappresentiamo non può essere correlata semplicemente al dibattito su dove si trovano i soldi per rimediare ai danni della "casta politica" che ci hanno condotto alla crisi , ma dovrà essere finalizzata a capire come indirizzare al cambiamento lo sviluppo allo scopo di superare la crisi strutturale del nostro Paese. Viviamo infatti nel quadro di una crisi che "non e' di tipo ciclico della economia" ma una crisi molto piu complessa di ordine strutturale, che coinvolge un sostanziale cambiamento dei sistemi di produzione e di sviluppo .
Crescita quindi non significa in ogni modo continuare come prima ma cambiare la organizzazione politica nel quadro della Democrazia Diretta che permetta il ricorso alla piu ampia innovazione condivisa del futuro sviluppo sociale ed economico. .Per discutere di queste decisive questioni relative alle trategia di cambiamento delle politiche regionali dello sviluppo stiamo programmando il convegno sul tema OPEN INNOVATION e SOCIETA della EMPATIA , c/o la Provincia di Firenze sala Pistelli , il 30 Sett/11 ( mattina e pomeriggio) al quale vi invitiamo a partecipare.
Paolo Manzelli pmanzelli.lre@gmail.com

Carissimo Presidente Giorgio Napolitano , è doveroso purtroppo renderci definitivamente conto che la democrazia politica come la abbiamo concepita all' origine della democrazia in Italia attualmente non e più funzionale allo sviluppo della futura società della conoscenza.
Il sistema politico infatti si è inceppato in una pericolosa forma oligarchica rappresentata dalle casta dei politicanti che certamente è una degenerazione di una effettiva concezione democratica .
Questa situazione sta diventando insopportabile perchè la casta è divenuta un sistema che si perpetua su se se stesso in rappresentanza di una ragnatela di interessi finanziari, politici, economici ed industriali allacciati intorno al suo unico nucleo,lo sfruttamento della gente che lavora. Basti pensare che la finanza Europea gestita da una unica banca privata, per capire che gli interessi a cui da credito non sono i nostri, cioè quelli dei cittadini Europei.
Pertanto la Casta Politica è funzionale ad un sistema che in sostanza è falsamente democratico. Infatti se volessimo come cittadini proporre una semplice legge che dica che i politici non dovrebbero essere eletti per la gestione di cariche pubbliche per un periodo maggiore di anni cinque,( così da tagliare la formazione della casta dei politicanti alla radice), noi come cittadini non potremo votarla e certamente i politici non la voterebbero mai.
Abbiamo l'unica soluzione di democrazia diretta nel referendum abrogativo, e la abbiamo esercitata piu volte come ed es. quando votammo il "non" finanziamento ai partiti,... dopo di che i partiti non hanno ricevuto il finanzianmento, ma hanno votato immediatamente dopo al risultato del referendum. una nuova legge per ricevere un più congruo anticipo alle spese elettorali.
Di fatto il sistema oligarchico della casta è quindi bloccato e per giunta il sistema elettorale è sempre peggiorato, dato che ora cittadini non possono neppure esprimere preferenze.
Allora che fare! Caro Presidente Giorgio Napolitano allora ce lo dica Lei perchè noi no lo sappiamo e vorremmo che Lei potesse suggerirci il da farsi. Paolo Manzelli LRE@UNIFI.IT

Costa più una scorta di un commissariato

La Silp-Cgil, in un convegno sulle mafie denuncia che una scorta costa più di un intero commissariato. A Roma ogni giorno girano circa 400 autovetture (ed è una stima per difetto) che assicurano la scorta alle cosiddette personalità, soprattutto politiche, mentre a Roma la presenza di volanti sul territorio è ridicola: 50 volanti per tutta la provincia. Il ministero dell’Interno, per assicurare la scorta di primo livello di un ministro (nove persone in due vetture di scorta, più quella con la personalità), spende circa 360 mila euro l’anno tra straordinari, costo di acquisto delle auto e nove uomini impiegati. Per assicurare la sicurezza di un intero municipio di Roma di circa 240 mila abitanti (come il Casilino) spende meno: circa 350 mila euro per impiegare 110 uomini, pagare gli straordinari e affittare lo stabile’’.

(Fonte: city.it)

Lo strano caso del precario che denuncia la casta

Premessa: sto seguendo questa storia perché quella PAGINA FAN (su Facebook: i segreti della casta di Montecitorio) che in due giorni arriva a oltre 100mila iscritti non mi convince per niente, anzi. E se avrete la pazienza di seguirmi vi spiegherò perchè.

1) Quella pagina creata da un sedicente precario della Casta (leggi ex portaborse di un onorevole) promette di rivelare i segreti dell'odiata classe politica, ormai semplicemente detta appunto casta. Non paragonatelo ad Assange perché questa sarebbe una vera e propria eresia.

2) Perché lo fa? Perché ne sente l'urgenza morale? Il disgusto è arrivato a un punto che proprio non ne può più? No, perché è stato licenziato dopo 15 anni di precariato. Lo dice lui stesso nelle info della pagina. Quindi non è per informare e rendere participi i cittadini, ma per una sorta di spirito di vendetta. E lo fa proteggendosi con l'anonimato. Il dubbio viene. Hai cercato di essere assorbito dal sistema marcio che ora denunci, non sei stato assunto e quindi hai deciso di rivelare sprechi e vergogne della casta. Ma se allora ti avessero assunto, questa pagina non sarebbe mai stata creata?

3) In 15 anni se volevi "sputtanare" la casta avresti anche potuto farlo sempre nascondendoti dietro anonimato. Quindi diciamolo ancora una volta: non è una questione morale che ti spinge a rivelare questi segreti. E questo insieme all'anonimato ti rende ai miei occhi poco attendibile e poco credibile.

4) Quali sono questi segreti? Non si sa. Promette a circa 100mila iscritti di rivelare documenti. Ma i documenti per ora non ci sono. Una foto di un accordo con la Tim. E allora? La TIM può tranquillamente decidere il suo tariffario in base alla clientela. Dov'è lo scandalo?

5) Intorno a questa pagina si convoglia (come era purtroppo prevedibile) l'indignazione e la rabbia dei cittadini, che presi dal furore però non si rendono conto che le note che posta il precario furioso (sì lui che si dichiara inesperto della Rete usa le note, tecnica arcinota per far crescere contatti e fan) dicono, svelano "non segreti", ma roba che possiamo leggere nel LIBRO DI STELLA E RIZZO o in questi ARTICOLI (DEL 2006!!!) DI REPUBBLICA. Documenti, prove originali, di prima mano? Niente. E in 15 anni di precariato non hai messo da parte nemmeno un documento? Possibile? Intanto invece di postare documenti segreti il precario vendicativo continua a chiedere agli iscritti di far girare il suo account twitter...

6) A proposito del precario inesperto di Rete. I primi passi di SpiderTruman (così si chiama il suo account su twitter) seguono quasi il copione della spy story. La tecnica dei thriller, delle trame cospirative, ma anche del SEQUEL TELEVISIVO. Il linguaggio è quello (anche se condito da notevoli errori di ortografia). Quasi subito avverte i suoi fan: è arrivato un messaggio da facebook, forse vogliono farmi chiudere (aè, scatena lo spirito di gruppo, strategia fantastica: la tribù è chiamata a proteggere il suo eroe). Allora per proteggersi da una eventuale chiusura da parte di Facebook, il nostro inesperto che fa? Tira fuori un BLOG in meno di 15 minuti. E subito dopo apre un account twitter che terrà come lui stesso dice "dormiente" (uh, che linguaggio specifico per un inesperto. Intanto si registrano oltre 2000 followers in pochissime ore per zero, dico zero, tweet).

7) A un certo punto su facebook inizia a girare l'evento: SPIDERTRUMAN, dove il fatidico "popolo del web" si scatena come può tra forconi e bruciamoli tutti. Chi lo ha creato? PINO PAOLOTTI (che stranamente poco dopo la pubblicazione di questo articolo ha rimosso il suo account su facebook). Un account chiuso con due soli amici su facebook. E un libro segnalato "I MISTERI..." linkato, credo in automatico, su anobii. Clicco e anobii mi fa presente che a possedere quel libro è un solo account. GOGLIO52001. Ma che bella libreria, che bei titoli. Dategli un'occhiata.

8) Non so sinceramente chi ci sia dietro quella pagina. In molti commentano: e allora? L'importante è che denuncia, che ci faccia sapere... Ed è proprio qui il punto più critico della questione. Cosa stiamo sapendo che già non sapevamo? Davvero non ci rendiamo conto del pericolo che corriamo dando forza a pagine costruite in questo modo? Liberiamo gli anticorpi, perché la deriva dell'antipolitica sarà una sconfitta per tutti noi. Non si esce da quello che stiamo vivendo in questo Paese con la bava alla bocca. Dobbiamo avere fiducia nella democrazia. Non dovremmo permettere a nessuno di strumentalizzare (anche non volendo) la nostra rabbia, la nostra sacrosanta indignazione. Stiamo attenti e respingiamo tentativi come questi. Io di questa pagina e di chi l'ha creata proprio non mi fido.

p.s. Il primo in assoluto a dare la notizia della pagina quando era solo a 15 fan è stato Ciro Pellegrino per LINKIESTA. Ovviamente tutta la stampa tutta, tutta, tutta ha dato la notizia della pagina e dei suoi fan. Ma come? QUI una riflessione interessante, a mio parere, di Fabio Chiusi.

Aggiornamento: e intanto sul blog è arrivata la pubblicità adsense di google. questo l'id della campagna google_ad_client="pub-3620?082159807393";. Chi ci sta guadagnando?

Arianna Ciccone
@valigia blu - riproduzione consigliata

Debolezza della politica e crisi economica

Gli economisti della politica Italiana ne azzeccassero una. Venerdi scorso erano contenti della manovra che affossa definitivamente le possibilità di spesa dei poveri e dei lavoratori e pensionati, determinando un alto fattore di decrescita del mercato, e poi si meravigliano che il lunedi (ieri) le borse si siano riattivate a speculare liberamente sulla debolezza dell' Italia.
La crisi e strutturale e cio vuol dire che bisogna operare un cambiamento basato su una riconversione produttiva , e i politicanti ed economisti nostrani, si occupano solo di economia del lusso, che loro stessi possono permettersi e pertanto fanno di tutto per mantenersi i privilegi.
Purtroppo abbiamo a che fare con una classe politica oligarchica che dovremo impegnarci tutti a rottamare democraticamente in breve tempo , infatti se non troveremo il modo di farlo a breve saremo finiti in un disastro economico e sociale irrecuperabile dalle giovani generazioni.
Paolo Manzelli 19/LU/11 Firenze

Il "precario arrabbiato" che spaventa i politici

La promessa è scritta a chiare lettere: "Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta". Una vendetta fatta di post su un blog (http://isegretidellacasta.blogspot.com/) che raccontano tutto. Dalle agevolazioni che i parlamentari godono per le tariffe telefoniche fino a quelle sull'acquisto di automobili. Nessuna illazione: tutto documentato, nero su bianco, con tanto di foto dei documenti citati.

La necessità di rendere trasparenti i "privilegi della casta" mette insieme un numero sempre crescente di persone. Ormai sono 180mila le iscrizioni da sabato mattina. Migliaia di cittadini che attendono, su Facebook, 1 le rivelazioni di Spidertruman, il "precario di Montecitorio".
Anche se non convince l'anonimato del precario, e in Rete qualcuno parla di una "bufala". Ma che il tema sia molto sentito dai cittadini, è indubbio. Un passaparola digitale, alimentato dall'indignazione per l'ennesimo taglio ai costi della politica sfumato grazie a due emendamenti 5 presentati dalla maggioranza parlamentare.

L'idea che circola con insistenza tra gli iscritti alla pagina è quella di proporre una serie di manifestazioni, una sorta di sciopero generale anti-casta. "Non occorre andare a Roma. Sarebbero utili tante proteste in tutte le città, regioni tutte nello stesso giorno e alla stessa ora. Un intero Paese che si ferma". Si fa strada, tra gli iscritti alla pagina, anche la possibilità di un referendum. "Proviamoci, raggiungiamo le 100mila iscrizioni e poi adoperiamoci per iniziare a raccogliere le firme. Se non eliminano da soli i loro privilegi, ci penseremo noi".

Fonte: repubblica.it

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