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Due nuovi siti italiani entrano nel firmamento dell’UNESCO

La 35° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno, ha riservato all'Italia una bella sorpresa: ben due siti sono stati iscritti nella prestigiosa lista dei beni da tutelare e conservare per le future generazioni: “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” e ''Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino''.
Una splendida accoppiata che consente al nostro Paese di raggiungere quota 47 e consolidare il proprio primato al vertice della classifica delle eccellenze mondiali, staccando ulteriormente la Spagna, che in questa sessione ha ottenuto solo l'inserimento del paesaggio culturale della “Sierra de Tramuntana” nelle Isole Baleari e si è fermata, pertanto, a 43 siti.
L'iscrizione dei due nuovi siti italiani è stato possibile grazie alle caratteristiche di serialità del primo e di transnazionalità del secondo. Saranno, infatti, sette le località che potranno appuntarsi il tempietto dorico per il sito longobardo e ben diciannove per i siti palafitticoli alpini.
Un particolare saluto di benvenuto ai nuovi siti Unesco è stato rivolto dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, recentemente riconfermato alla presidenza dell’Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco.

Fonte: www.rivistasitiunesco.it

Riserve mondiali di ferro destinate a finire

Dopo il petrolio, l’acqua e l’oro sembra che anche il ferro sia destinato ad esaurirsi nel giro di 80 anni.
La notizia lascia perplessi per le ripercussioni che potrebbe avere sull’industria siderurgica mondiale.
Lo afferma uno studio condotto dall’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) e contenuto nel saggio “The iron ore market 2009-2011”.
I motivi? Il forte aumento dell’estrazione negli ultimi anni: nel 2010 sono state estratte1,5 miliardi di tonnellate di ferro contro 1,3 miliardi di tonnellate del 2005. La Cina pur di non arrestare la propria economia è disposta a pagare aumenti del prezzo del ferro anche del 100%.

(Fonte: lafoglianews.it)

Centro di Geotecnologie di San Giovanni V.no:missione Saturnia

Il Centro di Geotecnologie, porta il futuro nel lungo viaggio temporale di una delle attrazioni naturali più rinomate della Toscana, partecipando all’impresa della tutela dell’area idrotermale di Saturnia. Le moderne tecnologie, applicate alla geologia hanno permesso di realizzare uno strumento per la gestione e la preservazione della risorsa idrica sotterranea dell'area. L'analisi multidisciplinare ha permesso di definire le Aree di Salvaguardia, in regolamentazione con la Legge Regionale 86/94. Tale normativa sancisce che, per assicurare e mantenere le caratteristiche qualitative delle acque minerali oggetto di sfruttamento, siano stabilite delle Aree di Salvaguardia, distinte in Zone di Rispetto e Zone di Protezione ambientale. Le zone di rispetto si riferiscono alle sorgenti, ai pozzi e ai punti di presa e sono delimitate in relazione alla situazione locale di vulnerabilità a rischio per le falde acquifere, mentre le zone di protezione ambientale si riferiscono ai bacini imbriferi e alle aree di ricarica delle falde. Tali zone sono state delimitate sulla base di uno studio geologico, geofisico ed idrogeologico approfondito condotto attraverso una serie di indagini supportate dall'interpretazione dei dati geologici pregressi, sia dai dati geofisici profondi e sub superficiali che dalle indagini geomeccaniche e dalle interpretazioni delle immagini tele rilevate (fotoaeree e immagini satellitari). Tali indagini, completate dalle indagini idrogeologiche e idrogeochimiche, hanno permesso di definire e riconoscere le condizioni idrodinamiche che permettono alle acque meteoriche di penetrare nel substrato e di venire veicolate sino alle condizioni di emergenza. Ora anche le Terme di Saturnia, celebri e ricche di storia, da sempre tesoro naturale della Toscana, rinomate in tutta Italia e meta preferita dei vicini Laziali. Le Terme infatti, si trovano in una posizione territoriale strategica, a 100 km dalla Capitale d’Italia, vicinissima al mare, ma anche alla montagna, esse rappresentano una risorsa naturale anche per il Turismo toscano.

La Campagna Noppaw, per assegnare il Nobel alle donne africane, arriva in Italia

«Le donne sono la spina dorsale dell'Africa»: è questa la motivazione che sta alla base della campagna internazionale per l'attribuzione del premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane.
L'iniziativa, guidata dal comitato internazionale «Nobel Peace Prize for African Women» (Noppaw), ha preso ufficialmente il via nel mese di febbraio e sta raccogliendo adesioni da parte di enti, istituzioni e singoli cittadini in tutta l'Italia e nel mondo intero.
Dopo il convegno «ChiAma l'Africa» che si è svoto ad Ancona il 21 maggio, ieri, mercoledì 25 maggio, l'iniziativa è stata presentata alla Farnesina, a Roma: all'evento hanno partecipano il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha dato pieno sostegno alla campagna Noppaw.
L'obiettivo della campagna è quello di raccogliere il maggior numero di firme possibile per inviarle in Svezia, al comitato che attribuisce il Nobel per la Pace, e far entrare così le donne africane nella rosa dei candidati.
La proposta è certamente insolita: il Nobel viene tradizionalmente vinto da singolo individuo, o al massimo da un'associazione, non certo da un gruppo formato da migliaia di persone. «Si tratterebbe di un Nobel collettivo - si legge sull'appello di Noppaw -. Tutte le donne africane meritano il Nobel per la Pace, nessuna esclusa. Vorremmo che fosse riconosciuto a livello internazionale il progresso che le donne africane hanno compiuto nella vita politica, economica e culturale del continente».
«L'Africa cammina con i piedi delle donne»: recita lo slogan della campagna di raccolta firme. «Ogni giorno centinaia di migliaia di donne percorrono le lunghe strade africane alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa - dicono i promotori dell'iniziativa -. Gran parte di loro cammina per 10-20 chilometri per portare l'acqua alla famiglia. Poi vanno a piedi nei mercati dove vendono quel poco che hanno per portare a casa la sera il necessario per nutrire i propri figli. Sono loro a garantire ogni giorno la sopravvivenza di un popolo intero».
In Africa, infatti, le donne controllano il 70% della produzione agricola, producono l'80% dei beni di consumo e assicurano il 90% della commercializzazione. Sono decine di migliaia le piccole imprese che le donne hanno organizzato attraverso il microcredito. Le organizzazioni di donne impegnate in politica, nella diffusione dell'istruzione, nella sanità e nella costruzione della pace sono tantissime.
Nonostante ciò, spesso non possono, per legge, possedere un pezzo di terra, subiscono stupri e mutilazioni genitali. A volte si vedono strappare i figli, costretti a fare i soldati.
«In Africa non è pensabile nessun futuro senza la partecipazione attiva e responsabile delle donne. Senza ciò che stanno facendo oggi le donne, non ci sarebbe nessun domani per l'Africa».
I firmatari dell'appello sono già oltre 20 mila (tra loro anche Rita Levi Montalcini, Gianna Nannini e molti politici italiani), ma non sono ancora abbastanza. L'appello può essere firmato anche on line sul sito internet di Nobel Peace Prize for African Women.

Fonte: www.style.it

Litio, cobalto, rame e oro: il tesoro dell'Afganistan secondo i geologi del Pentagono

"L'Afghanistan può diventare l'Arabia Saudita del litio". L'équipe di geologi del Pentagono, facendo la scoperta nel giugno scorso, prevedeva un radicale cambio nel futuro della storia del paese centro asiatico. Il New York Times ha svelato che l'enorme sacca di giacimenti minerali scoperta nel nord dell'Afganistan è valutata attorno a 1000 miliardi di tonnellate. "Il deposito - afferma lo staff di esperti del Pentagono - include vene di ferro, cobalto, rame e oro, ma anche minerali essenziali all'industria moderna come il litio con cui si producono i nostri pc e i cellulari".

Fonte: repubblica.it

In Val Sabbia nel Bresciano la più grande centrale fotovoltaica pubblica d'Europa

Esiste in Italia una comunità montana (un insieme di 25 comuni della valle più altri 16 che si sono aggregati) che si è dotata della più grande centrale pubblica fotovoltaica d'Europa che distribuisce elettricità gratis a tutti gli uffici municipali, le strade, i semafori, i pensionati, le scuole... Senza un centesimo di soldi statali.
Si trova in Valle Sabbia, a nord-est di Brescia, lungo il fiume Chiese. Zona per secoli poverissima.
Tutte, ma proprio tutte le decisioni da prendere sono passate all'unanimità sia nei comuni di destra, che nei comuni di sinistra. Sono stati trovati i soldi: 23 milioni e mezzo di euro anticipati (mutuo ventennale) dalla Banca Cooperativa Valsabbina.
Ai primi di settembre 2010 partono i lavori. Un centinaio di persone hanno lavorato come pazzi anche di notte. Hanno posato 24.024 pannelli per un totale di 38.438 metri quadri. Tutti stesi seguendo il più possibile la conformazione del terreno in modo da avere il minor impatto possibile dal punto di vista visivo.
La centrale solare è stata ricavata risanando una zona piena di capannoni di amianto.
Da allora fornisce energia per 7,8 milioni di kilowatt all'anno. Il che consente un ricavato annuale di circa 5 milioni di euro: 1,8 milioni servono per restituire il mutuo, un altro milione se ne va per la gestione e l'assicurazione e 2 servono a non pagare più un centesimo per tutta l'illuminazione pubblica.
Oltre a fornire energia elettrica (è anzi previsto un aumento di 1 milione di kilowatt l'anno), la valletta risanata con la rimozione di quella montagna di amianto diventerà un Parco delle Energie rinnovabili.

(Fonte: repubblica.it)

I movimenti per l'acqua pubblica oggi tornano in piazza

Oggi 4 dicembre 2010 in tutta Italia i movimenti per l'acqua pubblica torneranno in piazza. Iniziative in tutte le regioni (leggi qui quali - in aggiornamento) daranno vita a nodi pulsanti di una rete che, da nord a sud, difende dalla privatizzazione un bene primario come l'acqua. Ma la nostra battaglia non è solo di resistenza perché abbiamo rilanciato, contro una cinica e neoliberista visione della realtà, una serie di possibilità che tracciano un'alternativa possibile alla gestione del servizio idrico.
La creazione di enti di diritto pubblico che garantiscano la collettività dalle speculazione delle multinazionali e dei poteri forti di casa nostra sostenuti in maniera bipartisan; ma anche la prospettiva di un nuovo pubblico non statalista che faccia della partecipazione dei cittadini e dei lavoratori le gambe su cui muoversi. Ma soprattutto che venga garantita la ripubblicizzazione dell'acqua e che venga garantito un diritto di tutti noi!
In quella giornata chiederemo innanzitutto la moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi”, ovvero lo stop immediato della messa a gara dei diversi servizi idrici, e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale. Questo almeno fino a quando i cittadini e le cittadine non si saranno potute esprimere attraverso un referendum che 1.400.000 persone hanno chiesto che venga realizzato. Chiediamo da subito che la consultazione venga comunque effettuata entro, e non oltre, il 2011.
Per questa battaglia è necessario l'impegno e l'attivazione di tutti e di tutte per poter garantire la forza, la partecipazione e l' indipendenza di un percorso che difende un bene comune fondamentale per la vita. Per questo avviamo una campagna di autofinanziamento per rendere autonomo economicamente questo movimento, per poter affrontare al meglio la campagna referendaria e poter sostenere la sua comunicazione ed organizzazione. Lo facciamo attivando due strumenti: la donazione e la sottoscrizione con restituzione, con i quali chiunque, con qualunque cifra potrà sostenere ed attivarsi.
Vinciamo insieme i referendum !
L'acqua è un diritto. La privatizzazione ce la toglie. Fermiamoli.
Guido Barbera
Presidente Cipsi

Fonte: www.acquabenecomune.org

Il nuovo metodo italiano per non invecchiare che va di moda tra le dive di Hollywood

Impazza fra le dive di Hollywood la frenetica ricerca al trattamento estetico più efficace a fermare il tempo sul loro volto, accantonata la moda del Botox, che di fatto impedisce l'espressività e la mimica del volto degli attori e stufe di farsi punzecchiare il viso come un puntaspilli con iniezioni dolorose e fastidiose e che lasciano lividi, le bellissime attrici americane si sono rivolte ad un metodica rivoluzionaria che veicola sotto la pelle le nuove sostanze anti-invecchiamento di recente scoperta prima iniettate con la siringa senza effetti collaterali.
Molti medici d'oltre oceano hanno già adottato questa siringa elettronica, soprattutto dal momento che molti studi scientifici ne hanno dimostrato la valenza e l'efficacia.
Una habitué del trattamento è Elle Macpherson, Tamzin Outhwaite e niente meno che la bellissima Angelina Jolie, sul suo bellissimo volto non appare un segno, un cedimento, nulla e l'espressività è perfetta!
Una seduta di 20 minuti a settimana e poi due al mese per mantenere i risultati, nello studio del medico o direttamente a domicilio nelle loro abitazioni dorate con l'estetista di fiducia che gli coccola il viso in tutto riserbo e voilà il tempo si è fermato!
Una piccola ricerca per scoprire il segreto, qualche pettegolezzo ed ecco spuntare come al solito che l'eccellenza è spesso made in Italy.
Infatti il macchinario niente meno è italiano e che da 10 anni viene usato da noi per curare gli acciacchi e i dolori ai pazienti negli studi di fisioterapia della nostra bella nazione. Un pò come aver dimenticato un preziosissimo grammofono in soffitta ed averlo riscoperto con immenso stupore riascoltandoci un opera. Il genio di qualcuno è stato di provare ad usarlo con le nuove sostanze che da qualche anno riportano straordinari successi sulle rughe e sulla lassità dei tessuti.
La tecnica di veicolazione transdermica utilizzata nei laboratori di genetica di tutto il mondo che la usano abitualmente per replicare le cellule si è evoluta nell'Hydroforesi ed ora attraversa l'atlantico corre in soccorso delle bellissime del Red Carpet!
Cosa non farebbere le donne per restare belle per sempre...
Gabriel Santos

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