salute

Referendum in Svizzera: sei settimane di ferie invece di quattro?

Sei settimane di ferie all'anno, invece di quattro, per poter tirare il fiato, di fronte a un mondo del lavoro che chiede sempre di più, agli occupati, provocando un sovraccarico di stress e di malattie. Gli svizzeri si pronunceranno, con un referendum, su questa proposta del sindacato Travail Suisse, che conta circa 170 mila aderenti, il prossimo 11 marzo. Attenzione, ha fatto tuttavia presente il Governo, "questo vale soltanto se il datore di lavoro è disposto ad assumere nuovo personale e ha la capacità economica per farlo". "Altrimenti- mette in guardia l'esecutivo elvetico - il rischio è che ci sia un maggior aggravio di lavoro, con ripercussioni negative, dal punto di vista fisico e psichico, sul personale". Il rischio, insomma, è che l'eventuale vantaggio, per il maggior tempo libero, derivante da due settimane di ferie in più, venga vanificato da un carico superiore di stress e di fatica. Nell'introduzione di più vacanze intravvede, invece, conseguenze decisamente positive, per i lavoratori, Meinrado Robbiani, vice-presidente di Travail Suisse. "Ne deriverebbe - fa presente - una migliore compatibilità tra lavoro e famiglia.

(Fonte: repubblica.it)

Il governo italiano pensa a tassare il cibo spazzatura, come la Francia e gli Stati Uniti

Il Ministero della Salute precisa che per finanziare la Sanità c'è una bozza per tassare il cibo spazzatura. L'ultimo studio condotto dalla Scuola Superiore Sant'anna di Pisa parla di obesi in età adulta pari al 10% della popolazione, poco meno di 5 milioni di persone. Per un costo sociale annuo di 8,3 miliardi, pari circa al 6,7% della spesa pubblica in cure mediche soprattutto per malattie cardiovascolari e diabete, ma anche per dietologi e psicologi (negli Usa il costo dell'obesità per lo Stato tocca il 9% della spesa medica complessiva, 147 miliardi di dollari). Un prezzo che senza qualche intervento (o qualche tassa) non potrà che peggiorare: nel 2025 è previsto un tasso di obesità negli adulti che arriverà al 43%.

Secondo lo studio più ampio mai svolto dalla commissione europea Idefics su 16mila bambini per due anni, l'Italia registra il primato di sovrappeso e degli obesi nella fascia d'età tra i 6 e i 9 anni. E nel Belpaese l'aumento dell'obesità infantile segna un +2,5% ogni 5 anni. Le abitudini alimentari vanno avvicinandosi a quelle del Nord Europa, ma la stessa cosa non avviene per l'attitudine sportiva dei ragazzi. La notizia peggiora se sommata agli articoli di Lancet che denunciano un quoziente d'intelligenza più basso e una probabilità di depressione più alta per i bambini ciccioni. Fin qui l'obesità. Se allarghiamo il raggio a bambini e adulti in sovrappeso le cifre lievitano: già al congresso europeo sull'obesità di Ginevra del 2008 in Italia il sovrappeso riguardava il 42,4% dei maschi e il 26,6% delle femmine.

Che il cibo spazzatura abbia una parte in questi numeri è certo. L'America, il 30,6% della popolazione di obesi americani, insegnano.

(Fonte: repubblica.it)

Curare la patologia o prendersi cura della persona?

Il ponte della relazione con il mondo della malattia rappresenta uno dei punti fermi sui quali ricostruire una sanità italiana in grado di valorizzare il fattore umano, degli ammalati e dei sanitari, ad ogni livello.
Ogni essere umano vive la condizione di malattia o di infermità a modo proprio. Quando abbandoniamo, anche soltanto con il pensiero o per pochi giorni, il mondo della salute tendiamo a perdere le coordinate stesse della nostra “umanità”. Questo è il motivo per cui associamo la malattia a un’idea di disumanità e di ingiustizia talvolta inaccettabile.
Ogni persona colpita da una qualche patologia diversamente invalidante (e questo ognuno di noi l’ha sperimentato direttamente) pensa, si sente e si riconosce come un “ammalato”, né potrebbe essere diversamente, giacché la vita durante il percorso della malattia, sia questa breve o interminabile, acquista un sapore, un valore, un senso diverso. Quando ci ammaliamo, infatti, fosse anche per una banale influenza, si modifica la gerarchia delle nostre priorità, cambiano alcune o molte delle nostre abitudini: in una parola, la malattia modifica la nostra esistenza, facendoci rimpiangere quel bene, cui adesso riconosciamo un inestimabile valore, che si chiama salute.
Nel momento in cui viene preso in carico dal S. S. N., la burocrazia trasforma l’ammalato e, contro il suo volere, ne etichetta il fascicolo sotto la voce “paziente”.
La risposta del Sistema, quindi, sembra negare la possibilità di dialogo con un mondo così diverso dalla salute come quello della malattia. E’ lui, l’ammalato, che deve rinunciare alla propria natura ed accettare di trasformarsi in “paziente” poiché tanti ammalati così diversi il Sistema non è in grado di gestire.
A lui si chiede, quindi, di “essere paziente” e di rinnegare di fatto la sua condizione. Non c’è possibilità di dialogo con il mondo della malattia (così almeno si crede) per cui, puntando sulla sua rassegnazione, si crede che egli possa accettare di stare nello stesso identico mondo delle persone sane.
Iniziare a costruire un ponte tra i due mondi è, invece, assolutamente possibile. Personalmente, nella mia attività di docente a contatto con il mondo della sanità ho conosciuto diversi professionisti sanitari che ci provano ogni giorno con ottimi risultati perché hanno scoperto il segreto delle relazioni di valore. Parlo non a caso di “segreto”, poiché in sanità la formazione sulle discipline di tipo psico-comportamentale, come può essere la comunicazione interpersonale, è quasi del tutto sconosciuta.
Non ogni rapporto tra esseri umani è in grado di generare buoni frutti così come non sempre la comunicazione facilita la comprensione reciproca. Potremmo paragonare la relazione di valore ad un filo, un filo sottilissimo che collega due persone, invisibile all’occhio umano e che può allungarsi anche per migliaia di chilometri così come accorciarsi fino a pochi centimetri quando i due si trovano uno accanto all’altro. All’interno di questo filo scorre un’energia vitale per entrambi, l’energia della relazione. Siamo tutti “esseri di relazione”, i rapporti di valore, secondo alcuni recenti studi, contribuirebbero addirittura ad allungare la durata della nostra stessa vita.
Va da sé che una efficace relazione tra sanitario ed ammalato contribuisce concretamente al buon andamento della terapia. Prendersi cura della persona ammalata significa, quindi, favorire con ogni mezzo lo sviluppo di relazioni di valore in sanità. Queste si costruiscono con gli strumenti della comunicazione, con gli atteggiamenti e con i fatti, ossia con iniziative concrete a favore dell’ammalato e dei suoi cari. In questo senso, mettere nelle condizioni il personale sanitario di costruire autonomamente relazioni di valore anche con i propri colleghi costituirà l’architrave della sanità del futuro prossimo e la Medicina stessa dovrà recuperare il proprio ruolo di scienza di relazione “tra il laboratorio e il letto di degenza”.

Delibera del Consiglio d’Europa fa partire il count-down sull’uso di amalgama dentale!

Dopo Norvegia, Danimarca e Svezia, oggi persino i rappresentanti degli Stati Uniti al Congresso sul mercurio in Giappone (Chiba 2011) hanno supportato il lento ‘phase-out’ relativo al mercurio usato in odontoiatria. Insieme a loro i rappresentanti di 116 nazioni hanno detto si, basta con l’amalgama dentale. Fate quello che dovete fare per non avercela più in giro tra qualche anno.
Quella grossa biblioteca multimediale creata da Mats Hanson sul mercurio ha convinto anche il Consiglio d’Europa, tra un anno sarà pronta la relazione tossicologica necessaria per portare la cosa al Parlamento Europeo, comunque l’ente già da ora invita i Paesi membri ad armonizzare le proprie legislazioni nazionali nella direzione dell’imminente bando del mercurio usato in odontoiatria.
Il Consiglio d’Europa ha approvato un piano per proibire l’uso dell’amalgama dentale. Di solito queste delibere del Consiglio d’Europa riescono ad essere convertite in una legge votata dal Parlamento Europeo entro cinque anni, cui segue il recepimento entro ulteriori tre anni da parte dei singoli governi nazionali.
Il Consiglio d’Europa ha inoltre prodotto una risoluzione intesa a sollecitare i Governi dei Paesi membri ad agire di conseguenza già da ora, invitandoli cioè a creare in questi prossimi anni una fase di transizione decisa ma graduale, con l’introduzione di nuove limitazioni d’uso per categorie a rischio attraverso le legislazioni nazionali.

Fonte: www.medicinenon.it

Segue da "Apicoltori a Torino in sciopero della fame contro i neonicotinoidi"

Torino 20 luglio 2011

Documento letto in sede di audizione e consegnato al Presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo.

Oggi abbiamo organizzato un presidio per invocare il “Principio di Precauzione” affinchè
la Regione Piemonte prenda la decisione di vietare i NEONICOTINOIDI e si faccia
promotrice presso il Ministero della Salute affinchè tale divieto sia esteso a tutta Italia.
I NEONICOTINOIDI sono insetticidi sistemici neurotossici (gli insetticidi sistemici, a
differenza di quelli che agiscono per semplice contatto o ingestione, entrano nella linfa
della pianta e ci rimangono per moltissimo tempo) che oltre a danneggiare l’apicoltura
devastano l’ambiente e ci sono fortissimi dubbi che possano danneggiare anche l’uomo.
Per tutti vale l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore della Sanità con un documento di
due ricercatori in cui si dice che i neonicotinoidi, in particolare il Thiamethoxam potrebbero avere effetto sugli uomini in quanto sono “interferenti endocrini”, poichè il recettore bersaglio del veleno non è presente solo negli insetti, ma anche nell’uomo, contrariamente a quanto asseriscono i produttori dei neonicotinoidi. La stessa Syngenta
nella sua documentazione preliminare per l’introduzione del thiamethoxam documenta
l’aumentata insorgenza di tumori al fegato e altre anomalie nei mammiferi da laboratorio, ratti e cani, utilizzati per i test.

Questi documenti sono pubblici e disponibili nella loro versione originale anche sul sito
internet www.rfb.it/bastaveleni alla voce documenti scientifici.
Affinché si intraprenda finalmente un percorso di limitazione drastica dei veleni riversati
nell’ambiente, denominati FITOFARMACI e non VELENI per illudere la collettività e
trarre in inganno gli utilizzatori sulla loro vera pericolosità, chiediamo quindi di vietare
da subito quelli del gruppo dei NEONICOTINOIDI, tra i più pericolosi attualmente in uso,
con i cui effetti, come sempre avviene, dovremo fare i conti tra qualche anno.
Poiché il Ministero della Salute si appresta a reintegrare sul mercato i neonicotinoidi per
la concia del mais, sospesi fino ad ottobre, chiediamo alla Regione un fermo impegno
per impedirne il reintegro, trasformando anzi la sospensione del mais a definitiva ed
estendendo il divieto per tutte gli impieghi in agricoltura. Dove ci sono coltivazioni è
indispensabile che sopravvivano le api e gli altri insetti impollinatori. Non è ammissibile,
è fuori da ogni logica, che si possa credere che sia più importante la tutela degli interessi dei produttori di “fitofarmaci/veleni” in confronto a quella del rispetto degli equilibri naturali. In pochissimi giorni da quando abbiamo aperto le adesioni sul sito Internet, si è levato un grido di protesta da tutta Italia da parte di oltre 1600 persone, tra scienziati, ricercatori, professori universitari, medici, veterinari, farmacisti, non semplici e ottusi ambientalisti antiscientifici, preoccupati per il destino dei loro figli e nipoti. Si indignano rispetto a questa mancanza di precauzione adottata dai politici, che lasciano correre e non si appellano appunto a questo caposaldo del nostro ordinamento, che è il “Principio di Precauzione” .
Per chiarire meglio di cosa parlo desidero riportare, alla lettera, una delle premesse
della Commissione Europea sulla strategia da adottare in questi casi:

“I responsabili debbono essere pienamente consapevoli del grado d’incertezza collegato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili. Giudicare quale sia un livello di rischio “accettabile” per la società costituisce una responsabilità eminentemente politica. I responsabili, posti di fronte ad un rischio inaccettabile, all’incertezza scientifica e alle preoccupazioni della popolazione, hanno il dovere di trovare risposte. Tutti questi fattori devono quindi essere presi in considerazione.”

Il nostro governo regionale, giustamente in prima fila per l’applicazione di un vero federalismo, provi ad applicarlo già ora, dimostrando nella pratica di voler essere davvero autonomo rispetto alla decisione del ministero che asseconderà invece le richieste delle lobby dell’Agrochimica, reintroducendo a novembre i concianti del mais.
Finora i politici piemontesi da noi sollecitati hanno sempre risposto che “non è di loro
competenza”, che “è una competenza del governo centrale”.
Questo significa fuggire dalle proprie responsabilità in quanto gli strumenti legislativi per
impedire questo disastro ci sono tutti (eventualmente ve li elenchiamo), basta decidere
di applicarli.

Sollecitiamo l’impegno del Presidente del Consiglio Regionale Dr. Valerio Cattaneo, a
fare quello che fece il suo predecessore Cota, quando nel 2004 insieme al governatore
Ghigo, decisero di distruggere i campi di mais OGM in base al principio di precauzione,
con l’obiettivo si salvaguardare quel patrimonio culturale, di immagine, della tipicità dei
nostri prodotti e quindi economico che possono contraddistinguere la nostra regione.
Quella coraggiosa decisione, la prima in Italia ed in Europa, aiutò i legislatori dei governi
europei a decidere per il divieto “precauzionale” di coltivazioni OGM.
Oggi quindi si tratta di prendere ancora una volta una decisione coraggiosa,
dimostrando di non avere, così come allora, nessun legame con gli interessi dei colossi
industriali che tentano di influenzare le scelte politiche.
Bandiamo da subito i neonicotinoidi dal nostro territorio, prima di dover assistere alla
catastrofe economica dettata dalle ormai certe informazioni scientifiche che certificano
la contaminazione dei prodotti dell’alveare da questi veleni.
Da moltissime analisi ufficiali già risulta questo inquinamento, anche dalle nostre, motivo della nostra disperata protesta e già noi non siamo più in grado di vendere i nostri prodotti attestando l’assenza di prodotti chimici: per favore, non aspettate oltre!

In questi giorni sono balzati alla cronaca i risultati degli studi scientifici condotti da una
equipe austriaca dove i neonicotinoidi si rintracciano addirittura già nel miele oltre che
nella frutta e negli ortaggi!
Vi preghiamo di non sottovalutare anche l’aspetto economico che questo inquinamento
causa: le alternative ai trattamenti chimici in questione ci sono.
Lo sanno perfettamente i responsabili dei servizi fitosanitari, e l’agricoltura biologica ne
fa uso da sempre, sopravvivendo e continuando a prosperare, producendo prodotti
ricercatissimi anche all’estero, nonostante non impieghi nessun prodotto tossico e dannoso come quelli impiegati nell’agricoltura convenzionale. Nel caso specifico della
nostra regione, legato alla lotta obbligatoria per la Flavescenza Dorata, i viticoltori
biologici, pur non impiegando i principi attivi chimici in questione, sono ancora lì,
esattamente nella stessa condizione dei loro colleghi convenzionali, anzi ci risulta che in
alcune importanti aziende piemontesi la situazione stia addirittura migliorando.

Quindi non è vero che non esistano alternative, la verità è che forse c’è anche chi NON
NE VUOLE TENERE CONTO!

Sentenza storica sull’amianto a Genova

Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, è una città di poco più di 30 mila abitanti, di cui 1.200 sono morti (e altri si teme ne moriranno) per aver inalato particelle di amianto lavorando all'azienda Eternit.
Alcuni giorni fa, a Genova, il Tribunale ha emesso una sentenza storica: un uomo, Silvano Piccardo, è morto di tumore nel 2005. Un gran fumatore, ammette la vedova che si è rivolta alla magistratura senza nascondere una delle cause ipotetiche del decesso. Ma il marito ha lavorato per anni a contatto con l’amianto. I giudici di primo grado avevano definito tale esposizione non rilevante, ma in appello la sentenza viene rovesciata, ed è stato riconosciuto che quelle polveri invisibili sono state letali.

Anche i familiari di un operaio della Fincantieri di Ancona sono stati recentemente risarciti, sempre in Corte d’appello, perchè si è dimostrato che un lavoratore per anni impiegato nelle navi è stato a contatto con le polveri d’amianto.

Fonte: ilfattoquotidiano e articolo 21

Campagna SblocchiamoliI: al lavoro con gli enti locali per i beni globali

“Sbloccare l’indifferenza e l’ignoranza degli attori politici nei vari paesi dell’Unione Europea”: è l’obiettivo della Campagna Sblocchiamoli - cibo, salute e saperi senza brevetti, che intende sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’esigenza di proteggere beni globali quali salute, terra e biodiversità, messi a rischio dal rafforzamento della proprietà intellettuale a livello internazionale. La Campagna, che è stata presentata il 7 giugno alla libreria Bibli di Roma, si articolerà in eventi promossi dalle ong, associazioni e atenei partner in 11 regioni italiane e 2 spagnole.

Accesso ai farmaci a basso costo, disponibilità di semi per coltivare liberamente e biodiversità protetta, sono temi di interesse collettivo e quotidiano ma su cui prendono decisioni organizzazioni internazionali poco conosciute e lontane dai cittadini, come il consiglio Trips (Trade Related Intellectual Property rights) della Wto - ovvero l’organo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che si occupa di proprietà intellettuale. Proprio per sottolineare che le decisioni che vengone prese in questi contesti riguardano direttamente i cittadini, la campagna è stata presentata contemporaneamente allo svolgimento del Consiglio Trips a Ginevra dal 7 al 9 giugno.

“La campagna – ha spiegato Monica Di Sisto, responsabile strategia di advocacy della Campagna Sblocchiamoli – tenta di mettere il dito in un problema che riguarda i diritti essenziali delle persone: cibo, salute e saperi devono essere garantiti nel loro accesso”. “La denuncia di cui ci facciamo carico – ha poi aggiunto - è accompagnata in queste ore da due notizie: una buona e una cattiva. La cattiva è che i negoziati tra Ue e India e tra Ue e Paesi in via di sviluppo per brevettare il grande mercato dei farmaci generici stanno andando avanti: il brevetto, in questo caso, non fa altro che sottrarre diritti essenziali alle persone a esclusivo vantaggio del profitto. La buona notizia, invece, è che oggi inizia a Ginevra il Cosiglio Trips che è l’organo del Wto (World trade organization) che si occupa di proprietà intelletuale. Ovvero una discussione molto ampia sui lacci da mettere alla proprietà intellettuale. Sarà nostra cura stimolare il protagonismo degli Enti locali per una consapevolezza pubblica e universale su quello che sta succedendo”.

Nicoletta Dentico, rappresentante della campagna per il settore salute, ha denunciato che i negoziati relativi all’accordo di libero commercio tra Unione Europea e India contengono una clausola, definita dell’“esclusività dei dati” che, “sigillando i dati relativi alla ricerca clinica indispensabile allo sviluppo dei farmaci per almeno cinque anni, crea un altro livello di protezione monopolistica, oltre a quella brevettuale, che renderà assai difficile la vita delle aziende indiane di farmaci generici. L’esclusività dei dati non è prevista dall’accordo Trips sulla proprietà intellettuale. “Se consideriamo che l’India, autentica farmacia dei paesi poveri, rifornisce l’80 per cento dei programmi internazionali per l’accesso ai farmaci essenziali – ha spiegato la Dentico - possiamo capire cosa questo significhi”.

Arturo Parolini, presidente di Ricerca e Cooperazione, ong capofila del progetto, ha concluso affermando che i temi di cui si occupa la campagna - la tutela della salute, della sovranità alimentare e della biodiversità - riguardano sia i Paesi del Nord che del Sud del mondo. “La scelta di lavorare assieme agli enti locali - ha detto Parolini - è stata presa perchè sono più raggiungibili ma soprattutto più vicini ai valori che vogliamo difendere”.

L’attività di sensibilizzazione della campagna Sblocchiamoli prevede il coinvolgimento di presidenti di enti locali e assessori alla Salute e alle Politiche agricole, chiedendo loro di promuovere un’applicazione sostenibile dei diritti di proprietà intellettuale nei propri territori, ma anche di sottoscrivere una dichiarazione di intenti che sarà presentata al Comitato Europeo delle Regioni, oggi presieduto dall’italiana Mercedes Bresso, che è organo consultivo della Commissione Europea.

La campagna Sblocchiamoli - cibo, salute e saperi senza brevetti è co-finanziata dalla Commissione Europea nell'ambito del progetto "Knowledge, health and food for all" e realizzata da ong, associazioni e atenei di Italia, Spagna, Bolivia, India ed Ecuador.

IV Giornata della Prevenzione Orale

IVa Giornata della prevenzione orale a Roma
Abusivismo e prestanomismo: il cancro dell’odontoiatria!
Durante l’anno scolastico 2010/11, come nei precedenti anni, abbiamo organizzato il Progetto Scuola “Sorriso Sano e Bello” nelle scuole elementari del Lazio, con ottimi risultati. Il programma, rivolto ai bambini-ragazzi, consiste in una presentazione in Power Point, un video cartone animato e del materiale informativo sulla prevenzione orale. Inoltre tra i partecipanti di ogni classe dell’Istituto è stato premiato un bambino (prima e seconda elementare per il miglior disegno sulla salute orale; terza, quarta e quinta elementare per il miglior tema sulla salute orale). I bambini sono stati votati dai loro amici e parenti, dal 10 al 20 maggio, attraverso il sito www.aioroma.it, che vi invito a visitare. Infatti, consultando il sito e cliccando sull’icona “Progetto Scuola”, si aprirà una pagina per scegliere “vota il miglior disegno” e “vota il miglior tema”. A questo punto vi appariranno i disegni o i temi e buona visione!
La premiazione è avvenuta durante la IVa Giornata della Prevenzione Orale il sabato 21 maggio a Roma in piazza della Chiesa Nuova, con la presenza di artisti dello spettacolo che, come ogni anno, si affiancano ai colleghi odontoiatri soci AIO e agli igienisti dell’UNID. Quest’anno un grosso contributo è stato dato dall’Università La Sapienza di Roma e in particolare dalla Prof. ssa Livia Ottolenghi.
Dal 29 novembre 2010 abbiamo iniziato un programma nel Lazio, insieme ad altre associazioni, con titolo “Abusivismo e prestanomismo: il cancro dell’odontoiatria”. Quindi, come gli anni trascorsi, la giornata della prevenzione ha un tema e quest’anno non potevamo altro che continuare e mantenere sempre al centro dell’attenzione del mondo odontoiatrico, opinione pubblica e dei politici il tema dell’abusivismo. Attualmente sono presenti diverse proposte di modifica delle leggi sul tema abusivismo, alle quali si continua a non dare importanza. Questo fa si che il lavoro su tutto il territorio nazionale, svolto brillantemente dai NAS, la Guardia di Finanza e la Polizia, spesso venga vanificato dalla inadeguatezza della pena prevista dalla legge attualmente in vigore. La modifica delle legge non deve essere il solo punto per combattere l’abusivismo, ma altri devono essere i punti da sottolineare, come ad esempio la comunicazione degli odontoiatri e delle istituzioni ai cittadini, l’informazione dei “pericoli” nel recarsi da un abusivo e molti altri che sono stati presentati durante la giornata. Continueremo a informare i cittadini, nei prossimi eventi in piazza dell’AIO, perché la risoluzione di questo problema è un dovere per la tutela della salute del cittadino!
Giovanni Migliano
Presidente AIO Lazio

Bill Gates secondo donatore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le preoccupazioni delle ong

“Le persone incaricate di prendere decisioni finanziarie e politiche devono capire i progressi che registriamo ogni giorno. Credo che abbiamo l'opportunità di fare progressi ancora più importanti, in modo più rapido e per più persone. Questa opportunità è la ragione per la quale ho dedicato il mio tempo alla Fondazione Gates. Salute e sviluppo è il lavoro più importante che possa svolgere, e sia io che Melinda dedicheremo il resto della nostra vita a questo lavoro”.

Queste parole Bill Gates le ha espresse il 18 maggio durante l'inaugurazione della 64° Assemblea annuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di cui la Fondazione capeggiata dall’ex presidente della Microsoft e da sua moglie è diventato il secondo più importante donatore dopo gli Stati Uniti con 220 milioni di dollari (154 milioni di euro) assegnati al budget 2010-2011.

Da qualche anno ormai la Bill and Melinda Gates Foundation si è imposta come uno degli attori più potenti nella sanità mondiale. Dalla sua nascita nel 2000, “la Gates” come viene soprannominata all’Oms ha erogato più di 25 miliardi di dollari a sostegno di programmi sanitari nei paesi poveri. Ogni anno 100 milioni di dollari finiscono nelle casse del Fondo mondiale contro l’Aids, la malaria e la tubercolosi.

Ma il peso sempre più crescente nell’Oms della coppia filantropica più celebre del mondo non piace a tutti. Soprattutto rafforza le preoccupazioni di una parte della società civile nei confronti di un’organizzazione – l’Oms – sempre più esposta alle pressioni del mondo farmaceutico.

L’Assemblea annuale che si sta svolgendo a Ginevra è secondo alcuni esperti e ong decisiva per il futuro dell’agenzia Onu, alle prese con gravi problemi finanziari. La direttrice generale dell’Oms, Margaret Chan, intende far approvare “la più vasta riforma mai intrapresa dalla nascita dell’organizzazione nel 1948”.

Il timore della società civile è che la riforma proposta dalla Chan segni l’inizio di un processo di privatizzazione dell’Oms. “La questione è capire se invece di avere a che fare con un’agenzia di sanità pubblica multilaterale, l’Oms non diventerà un’agenzia privata al servizio degli interessi di un pugno di donatori” sostiene German Velasquez, ex direttore del dipartimento sull’innovazione e la proprietà intellettuale dell’Oms passato nelle vesti di consigliere di South Centre, un think tank basato a Ginevra.

Ed è qui che entra in gioco Bill Gates, noto per orientare buona parte dei suoi fondi destinati all’Oms alla lotta contro la poliomelite. Tra questi fondi, una fetta significativa serve a sovvenzionare il gruppo strategico consultativo di esperti (Sage) sulla vaccinazione. Ma i consigli di questo gruppo sono stati fortemente contestati perché giudicati di essere troppo vicine agli interessi dell’industria farmaceutica.

Le accuse contro Bill Gates hanno raggiunto il loro apice con il caso stavudine. All’inizio del 2011, la fondazione Gates ha annunciato la sua intenzione di finanziare per 20 milioni di dollari (circa 14 milioni di euro) un test clinico che ricorre all’uso di questo vecchio farmaco anti-Aids, conosciuto per i suoi effetti secondari negativi. Già nel 2009, l’Oms aveva invitato i paesi che utilizzavano la Stavudine di pianificare la sua sostituzione con un’altra molecola, più cara ma meno dannosa per la salute.

Commentando l’iniziativa della Gates Foundation, Medici Senza Frontiere ha dichiarato per voce della dottoressa Isabelle Andrieux-Meyer che “la fondazione fa calcoli economici: il prodotto è costoso e vogliono mantenerlo. Questa logica non tiene sufficientemente conto dell’interesse dei pazienti”.

L’ultimo fronte sul quale Gates è stato attaccato riguarda la lotta violentissima attorno ai farmaci generici. Interrogato sul sistema attuale dei brevetti sui farmaci che secondo alcune ong penalizza fortemente i paesi poveri, l’ex capo della Microsoft si è dichiarato a favore di uno status-quo. “Ha fatto fortuna difendendo la proprietà intellettuale” commenta James Love dell’ong Knowledge Ecology International. “La sua fondazione favorisce lo sviluppo di farmaci e di vaccini brevettati a scapito dei prodotti generici”.

Fonte: vita.it

Lampade vietate agli under 18, il decreto 'salva-pelle': nuove regole e limitazioni.

Il Ministro della salute, Ferruccio Fazio, coordinato con il Ministero dello Sviluppo Economico ha firmato un decreto che stabilisce le modalità di esercizio e di applicazione, le caratteristiche tecnico - dinamiche e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico. In particolare il decreto vieta l'impiego di lampade abbronzanti ai minori di 18 anni, alle donne incinte ed ai soggetti con particolari patologie o che si scottano facilmente al sole. Oltre a determinare nuove regole contro uno sconsiderato uso di lampade UV-A o con applicazioni combinate o indipendenti di raggi ultravioletti (UV) ed infrarossi (IR), a cui spesso si ricorre in preparazione dell'abbronzatura estiva non tenendo in conto la salute della pelle, esposta a pericoli di gravi patologie, il decreto ha lo scopo di regolamentare anche tutte le apparecchiature di utilizzo estetico. Nuove regole e limitazioni anche per quanto riguarda saune e bagno di vapore; vaporizzatori con vapore normale e ionizzato non surriscaldato; stimolatori ad ultrasuoni ed a microcorrenti; disincrostanti per pulizia; apparecchiature per aspirazione di comedoni e levigatura della pelle; docce filiformi ad atomizzatore; apparecchi per massaggi meccanici o elettrici; rulli elettrici o manuali; vibratori elettrici oscillanti; scaldacera per ceretta; attrezzi per ginnastica estetica; attrezzature per manicure e pedicure; apparecchi a radiofrequenza; apparecchi per ionoforesi; depilatori elettrici o ad impulsi luminosi; apparecchi per massaggi subacquei; apparecchi per presso-massaggio; elettrostimolatore ad impulsi; soft laser per trattamento rilassante, tonificante o foto stimolante delle aree riflesso gene dei piedi e delle mani; laser estetico per depilazione.
(Elaborazione da Wel/ Dire)

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